Pusher

Un film di Nicolas Winding Refn. Con Kim Bodnia, Zlatko Buric, Mads Mikkelsen, Peter Andersson, Laura Drasbæk.
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Drammatico, durata 105 min. - Danimarca 1996. MYMONETRO Pusher * * * - - valutazione media: 3,45 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,45/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * 1/2 -
 critican.d.
 pubblico * * * - -
   
   
   
L'esordio cinematografico del regista danese Nicolas Winding Refn.
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primo piano
Un'opera prima divenuta un cult
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

Frank, uno spacciatore che è anche cocainomane, sta per vivere la peggiore settimana della sua vita. Dopo aver venduto droga ottenendone meno di quanto previsto si ritrova in un grosso guaio. Deve rendere al serbo Milo una grossa somma a cui se ne aggiunge una esorbitante perché, mentre trattava un importante affare con uno svedese, è stato catturato dalla polizia e ha versato tutto il quantitativo di droga (avuta da Milo) nel lago. Ora deve trovare in tempi brevissimi tutti i soldi.
Il film d'esordio di Nicolas Winding Refn è divenuto un cult nonostante non fosse nato sotto i migliori auspici. Refn si è sempre vantato di non avere nessuna 'scuola' di cinema alle spalle e suo padre Anders (montatore di film come Le onde del destino) riteneva che fosse sintomo di follia girare un'opera prima senza un minimo background professionale alle spalle. Nicolas gli ha dimostrato che invece era possibile realizzando un film in cui i difetti (se ci sono) scompaiono dinanzi alla tensione che pervade l'intero film. Si tratta di una progressione che, sia sul piano della sceneggiatura che su quello stilistico, accompagna Frank nei gironi sempre più cupi di un inferno in cui vive quasi da sempre (quasi, perché la scena con la madre fa intravedere un passato tanto remoto quanto diverso). È la Copenaghen dei locali notturni, delle stanze sul retro, degli alberghetti di quart'ordine quella che lo spettatore attraversa con Frank. Un uomo la cui personalità è come dominata dal pendolo di Edgar Allan Poe che ondeggia tra i due estremi della droga e del denaro e che può, ad ogni istante, togliergli la vita.
Refn lo pedina con una macchina da presa mobilissima ma lontana dal Dogma vontrieriano che proprio allora tendeva a imporsi come stile assoluto nel cinema danese di qualità. Il suo è un modo di girare privo di autocompiacimenti, asciutto, a tratti quasi chirurgico. Salvo poi non rinunciare a mostrare, senza però cercare facili giustificazioni al suo agire, il sentimento che Frank prova nei confronti di Vicki. Un sentimento che, ogni volta che emerge anche solo per un istante, deve essere costantemente annullato quasi che il rischio di soccombervi sia troppo forte. In un film di uomini privi di scrupoli e capaci di esercitare la violenza sia in modo subdolo (come Milo) che brutale (come il suo braccio destro Radovan) Vicki conserva un suo ruolo che va seguito con attenzione perché è lo specchio in cui Frank cerca la parte perduta di sé.

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Esordio di un regista molto abile

giovedì 26 dicembre 2013 di Alessandro Rega

Film Danese del 1996, primo di Refn, Non mancano sequenze tipiche del regista danese, alcune ambientate in locali tramite i quali può permettersi di usare luci ad intermittenza. Nelle successive opere, di quell’effetto, che tanto surreale rende il film, Refn fa un uso perenne senza sentire il bisogno di giustificarle ambientando le sequenze in locali, ad esempio. Lo usa così, non giustificandosi, e ciò rende il tutto meno realistico , non evitando, tuttavia, il nudo realismo continua »

* * * * -

Il refn migliore

giovedì 6 marzo 2014 di davide chiappetta

Un film dal ritmo frenetico che tiene incollati allo schermo per tutta la sua durata, ha il pregio di raccontare una storia con una trama che non si discosta poi molto dal clichè dei film di genere, ma che ha un suo stile ben preciso e rende godibilissima la sua visione. Sporco, cattivo, senza speranza e senza ironia, il film è il volto della Copenhagen nera, quella di spacciatori, prostitute e trafficanti. E' Refn esordiente (all'epoca semisconosciuto; verrebbe da dire tutto continua »

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