Bella di giorno

Film 1967 | Drammatico +16 120 min.

Titolo originaleBelle de jour
Anno1967
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia, Italia
Durata120 minuti
Regia diLuis Buñuel
AttoriCatherine Deneuve, Francisco Rabal, Michel Piccoli, Geneviève Page, Georges Marchal Jean Sorel, Pierre Clémenti, Françoise Fabian, Francis Blanche, Macha Méril.
TagDa vedere 1967
DistribuzioneCineteca di Bologna
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,99 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Luis Buñuel. Un film Da vedere 1967 con Catherine Deneuve, Francisco Rabal, Michel Piccoli, Geneviève Page, Georges Marchal. Cast completo Titolo originale: Belle de jour. Genere Drammatico - Francia, Italia, 1967, durata 120 minuti. distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,99 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una giovane signora borghese, piuttosto frigida con il marito, si mette a frequentare di pomeriggio una casa d'appuntamenti. Il film è stato premiato al Festival di Venezia.

Consigliato assolutamente sì!
3,99/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,98
ASSOLUTAMENTE SÌ
Il continuo intersecarsi e sovrapporsi di realtà e sogno.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 30 novembre 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 30 novembre 2017

Séverine, moglie del medico Pierre, in seguito a quanto accadutole nell'infanzia, respinge le attenzioni del marito. Solo nella fantasia del sogno riesce a concedersi al desiderio. Un amico di Pierre, Husson, le dà l'indirizzo di un bordello la cui tenutaria si fa chiamare Madame Anaïs. Séverine diviene così una prostituta disponibile solo dalle 14 alle 17. Attrae l'interesse di molti clienti fra i quali spicca il giovane gangster Marcel il quale la vorrebbe per sé in via del tutto esclusiva anche quando viene a sapere che è sposata.

Alla base di questo film c'è il romanzo omonimo di Joseph Kassel a proposito del quale Buñuel affermerà: "Il soggetto non mi piace per niente. L'ho accettato per riuscire a fare una cosa che mi piacesse da un'altra che non mi piaceva affatto."

Impresa riuscita verrebbe da dire a posteriori anche se le difficoltà non furono poche. Il regista pretese di avere il totale controllo sul film ma il contrasto con i produttori si protrasse nel corso della lavorazione. Ci pensò poi la censura a tagliare una scena in cui, prima di entrare nel castello in cui l'ha invitata il duca necrofilo, Séverine partecipa a una messa in una cappella privata in cui domina "La Crocefissione" di Matthias Grünewald, opera che aveva profondamente impressionato il regista. Ci si metterà poi anche il Festival di Cannes che rifiuterà il film "per insufficienza artistica" lasciando a Venezia l'onere della presentazione e l'onore dell'attribuzione del Leone d'Oro.

Lo scandalo che il film suscitò al momento della sua uscita può essere visto oggi con più che ampio distacco consentendo invece di porre in rilievo ciò che di fatto allo spirito provocatore di Buñuel interessava maggiormente: il continuo intersecarsi e sovrapporsi di realtà e sogno nel suo terzo film a colori il cui utilizzo lo soddisfa finalmente appieno. La 'frigida' Séverine tenta di risolvere i suoi conflitti interiori a proposito della sessualità sfuggendo alla realtà per rifugiarsi in un appagante mondo della fantasia.

Il mondo reale però torna a presentarle il conto nella sceneggiatura scritta a quattro mani con il fidato Jean-Claude Carrière: ciò che è importante per entrambi e mettere lo spettatore in una condizione di totale incertezza sui due livelli. Cosa sta realmente accadendo a Séverine e cosa è frutto della sua immaginazione? Il finale del film esalta questa linea di scrittura rendendo di fatto omaggio ad André Breton il quale affermava che nella nostra mente esiste un limine oltrepassato il quale realtà e fantasia, passato e futuro, vita e morte non vengono più percepiti in opposizione. Tutto, dalle immagini al sonoro, converge per trasporre sullo schermo questa teoria. Solo un Maestro come Buñuel poteva raggiungere con successo un simile obiettivo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 30 novembre 2010
laulilla

La bella Sévérine, già bambina insidiata e, forse, abusata, vive la propria vita sessuale col marito Pierre, medico parigino assai affermato, con profondo disagio, spia di un senso di colpa mai rimosso, che rischia di rendere difficile il rapporto con lui. La donna è infelice, frigida, ha pulsioni masochistiche, che la attraggono e insieme la turbano, tanto che non osa parlargliene.

martedì 11 febbraio 2014
Luigi Chierico

Quando pensi a “Bella di giorno” pensi a Catherine Deneuve, chi più di lei poteva scegliere Luis Buñuel così bella da essere la bella di giorno? Una donna affascinante e carica di una sensualità che non è mai stata volgarità. Una signora attrice del cinema francese che ha lasciato un segno indelebile nei suoi tanti film, ma in questo ha raggiunto l’apice, tanto da poter dire che questo è diventato [...] Vai alla recensione »

sabato 1 settembre 2012
fedeleto

In una strada alberata il rumore dei campanelli di una carozza echeggia ritmicamente senza sosta,fin quando un uomo rivolge la parola a sua moglie e la trova scontrosa e maleducata.la fa' frustare e uno dei cocchieri abusa di lei sotto ordine del marito.Con quest'inizio di circa dieci minuti Bunuel(Viridiana,I figli della violenza,l'angelo sterminatore),riesce a far rifiutare il film [...] Vai alla recensione »

martedì 10 gennaio 2017
Great Steven

  BELLA DI GIORNO (FR/IT, 1967) diretto da LUIS BUňUEL. Interpretato da CATHERINE DENEUVE, JEAN SOREL, MICHEL PICCOLI, GENEVIèVE PAGE, FRANCISCO RABAL, PIERRE CLEMENTI, MACHA MéRIL, GEORGES MARCHAL, FRANçOISE FABIAN Pierre e Séverine sono una giovane coppia di sposi che ha appena festeggiato il primo anniversario di matrimonio.

martedì 26 ottobre 2010
il cinefilo

TRAMA:Una donna di nome Sèverine,scontenta della sua vita sentimentale,decide di prostituirsi con il soprannome di"bella di giorno"...COMMENTO:Il grande regista spagnolo rinuncia,evento insolito nel suo cinema,al consueto ferocissimo attacco ai vizi e ai costumi della borghesia e decide di raccontare una storia il cui principale perno tematico si trova,indiscutibilmente,nel profilo [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 agosto 2012
Paopon

Siamo franchi. Un capolavoro continua ad essere godibile anche se rivisto dopo mezzo secolo. Penso che questo non si possa dire per questo, che molti ritengono il capolavoro di Bunuel. Mi vengono in mente la scena iniziale del film ( l'incedere per circa 5 minuti di una carrozza) e quella di un'opera quasi contemporanea (il quasi strip integrale, che ti cattura anche adesso, nonostante [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 marzo 2011
Luca Scialo

In una Parigi ingiallita dall'autunno d'inizio anni '60, Séverine è una frigida e annoiata borghese moglie di un medico, tutto lavoro e poca passione. La propria insoddisfazione del privato spinge l'affascinante Sèverine ad essere attratta dal Mondo fin lì ritenuto squallido e incomprensibile dell'amore a pagamento, chiuso nelle fredde e ormai bandite [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 novembre 2010
mario_platonov

Con Bella di giorno Bunuel continua il suo personalissimo percorso di demolizione e ricostruzione di un’intera classe. Sebbene in questo film la lettura grottesca e surreale sia molto più moderata, la sua narrazione lenta e colma di personaggi dal fascino perverso e di sequenze oniriche riesce a restituirci a pieno le turbe morali della protagonista.

martedì 22 agosto 2017
francesca romana cerri

Il film entra a pieno titolo nelle fantasie profonde di alcune donne, per lo più appartenenti alla classe agiata ( ma non sempre) che è quello di conoscere l'uomo attraverso una forma di esplorazione puramente animale . Fuori dal vincolo matrimoniale e dalle mille cerimonie e cerimoniali che esso comporta c'è una casa chiusa dove si và a letto con uomini senza volto, [...] Vai alla recensione »

domenica 1 marzo 2015
il befe

bello

giovedì 19 novembre 2009
ralphscott

Di film come questo c'é poco da dire:meglio deliziarsi vedendoli e rivedendoli. Personalmente,trovo davvero bello il personaggio della tenutaria,forte ed ambigua. Meno riuscito quello del malavitoso sdentato

Frasi
Nei bar non ci si annoia mai: non è come in chiesa che resti solo con l’anima tua.
Una frase di Husson (Michel Piccoli)
dal film Bella di giorno
Nulla m'allieta come il sole d'autunno, il sole nero.
Dialogo tra Il duca (Georges Marchal) - Severine (Catherine Deneuve)
dal film Bella di giorno
Al di sopra degli otto gradi, lo champagne è camomilla.
Una frase di (Francis Blanche)
dal film Bella di giorno
Nulla m'allieta come il sole d'autunno, il sole nero.
Dialogo tra Severine (Catherine Deneuve) - Il duca (Georges Marchal)
dal film Bella di giorno
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Giovanni Grazzini
Il Corriere della Sera

Nato col secolo, Buñuel è ormai lontano dalle vette giovanili dell’Age d’or, dalla rivolta feroce e dall’assoluta libertà creatrice. Tuttavia, vedete, corre ancor così bene sul filo dell’immoralismo necessario, da deludere quanti già sperano che Bella di giorno sia il canto, stonato, d’un cigno tanto scomodo. Inceppato nel corpo, Buñuel serba la mente fresca e limpida; anzi diremmo che sbolliti i furori [...] Vai alla recensione »

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

«E un film ufficiale, progettato per fare dei grossi incassi, con buoni attori»: questa dichiarazione, infilata tra molte altre da Luis Bufluel in una delle sue rare interviste, ha creato intorno a Bella di giorno un clima di sospetto. Qualcuno è arrivato a scrivere che si tratta di un film accettato dal grande regista solo per i quattrini e addirittura abbandonato al momento del montaggio.

winner
leone d'oro di san marco
Festival di Venezia
1967
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