La critica e il pubblico: i nemici di sempre

Considerazioni sui risultati del box office.

 
Classifica
Classifica
lunedì 24 agosto 2009 di Pino Farinotti

Classifica
A fronte della classifica dei titoli di maggiore incasso dell'ultima stagione, il più importante magazine di cinema nazionale, pone i dieci titoli più amati dai critici del magazine stesso. I titoli premiati dal pubblico sono: al primo posto Madagascar 2. A seguire Natale a Rio, Angeli e demoni, Kung fu Panda, Il cosmo sul comò, Italians, Hancock, Twilight, Sette anime, Il curioso caso di Benjamin Button. I titoli amati dalla critica, in ordine di preferenze, sono: Gran Torino, La classe, Coraline, WALL-E, Il cavaliere oscuro, Frost/Nixon, Si può fare, Valzer con Bashir, Vincere, Pranzo di ferragosto.

Legittimo
Dunque non c'è un solo titolo in comune fra le due liste. È legittimo che sia così.
"Legittimo" è l'aggettivo che ho usato la settimana scorsa analizzando le ragioni del botteghino rispetto a un compromesso - può essere definito così - di qualità. In sostanza l'unica "incongruenza" di quella classifica poteva essere Il curioso caso di Benjamin Button. Concludevo il pezzo con questa considerazione: "non c'è dubbio che sarebbe un film da critica. Eppure si è rivelato, pure nei legittimi margini perché niente è assoluto, un film da pubblico. Non c'è logica. Invece la logica c'è, semplice e visibile: il divo Pitt, l'elemento in più, la dotazione che cambia le regole. Anche se il bellissimo Brad per gran parte del film è truccato e quasi irriconoscibile.
"Benjamin Button" gradito dal grande pubblico è una bella anomalia e un'ottima notizia." Voglio ancora ricordare la didascalia che definisce il Farinotti&MYmovies (il cartaceo): "dalla parte del pubblico", e ancora ribadire che non significa "dalla parte del botteghino". In questa chiave la prima lista, preso atto della bella sorpresa di "Benjamin", non rispecchia il codice di giudizio di questa piattaforma. L' "F&M" è più vicino alla scelta dei critici.

Competente
I dieci titoli privilegiati rispecchiano certamente il buon cinema, nelle sue funzioni migliori. L'indicazione di eccellenza data dai redattori del magazine, certo gente competente, è positiva e rassicurante. Ti dicono "guarda questi film per queste ragioni". E le ragioni, lo ribadisco, sono buone. Clint Eastwood (Gran Torino) è un magnifico trasversale, si è accreditato nella zona più alta del cinema grazie a una carriera dalla lunga parabola, tanto lunga da partire in un modo e finire... in quello opposto. L'eroe individuale – Clint come attore®ista, ha proceduto di pari passo naturalmente- giustiziere senza dubbi, "autogarantista" ("l'ho ammazzato e lo meritava, fidatevi di me") si è evoluto rivedendo e poi quasi ribaltando contenuti e valori. In Gran Torino nobilita il percorso sacrificandosi in nome di un principio di solidarietà estrema. Film bello e utile, che fa star bene e non è poco. Selick (Coraline), usa tutti i trucchi possibili per... il botteghino. C'è grande tecnica e furbizia (animazione, fase horror, 3D, effetti psichedelici) e dunque una precisa e non celata attenzione solo verso un target, che poi è quello che compra i biglietti. Stanton (WALL-E) con la vicenda dell'ultimo robot rimasto sulla terra percorre una strada simile a quella di Coraline, cercando di applicare anche una metafora seria, un impegno che quasi mai il cinema riesce a risolvere, è troppo grande per lui. Ron Howard è una sicurezza, è colui che sa coniugare qualità e spettacolo secondo un ottimo compromesso, tanto da essere presente in entrambe le liste (Angeli e demoni per il botteghino). Il suo Frost/Nixon è la Storia, un reportage intelligente, un richiamo con appeal che genera ancora interesse, e girato benissimo, appunto.
Il fenomeno Cavaliere oscuro, di Nolan, si muove di prepotenza. Ci sarebbe l"incongruenza" del record di incassi nel mondo, certo è un titolo importante che si insinuerebbe (di prepotenza appunto) in tutte le liste. Contenuti, stile, spettacolo, attualità, effettistica estrema e moda, tutti i codici del cinema di adesso. Con in più un eccesso di metafora. Il film propone dei pronunciamenti sulla morale, sulla vita e sulla morte, tenta una filosofia solenne che diventa velleitaria e si infrange sull'inadeguatezza del cinema detta sopra. Si può fare di Giulio Manfredonia affida un tema importante, solidale e doloroso, i malati, con buona volontà.

Opera vera
Film dunque benemerito, che però non riesce ad alzare il profilo fino a una certa qualità. Inopportuno citare il suo omologo antenato "Il cuculo." Valzer con Bashir di Folman è un'opera vera. L'animazione certamente offre una franchigia, ma anche un'opportunità d'espressione efficace per un argomento solo apparentemente autoctono, la guerra in Libano, che fa parte della coscienza contemporanea. Titolo da ... tante stelle. Nel suo Vincere Bellocchio rilegge la Storia, la vicenda privata di Mussolini, una moglie e un figlio che non dovevano esserci. E non ci furono. Il "garante" Bellocchio ci sta sempre. Infine il "minimale" Pranzo di ferragosto. L'adulto che ospita le tre anziane. Vecchia, normale storia senza l'assillo del marketing. Una discreta sorpresa per il nostro cinema, che si interessa a modelli molto diversi.

Qualità
Pubblico e critica dunque nemici di sempre, le due liste senza neppure un titolo d'incontro ne sono l'avallo aritmetico, oltre le discrezionalità. Detto in termini semplici: il cinema migliore – non in assoluto perché niente è meno assoluto del cinema - sono quelli indicati dalla critica. Questa volta almeno. Per ciò che può valere, secondo mia discrezionalità, avrei evitato Coraline, ma finisce per essere un dettaglio. Certo non si può non fare una considerazione generale sulla qualità, se si tratti di qualità parziale-relativa-temporale oppure assoluta. Premesso che il cinema contemporaneo dà i titoli (e la qualità) che ha.

In foto:
Brad Pitt (William Bradley Pitt) (48 anni) 18 Dicembre 1963, Shawnee (Oklahoma - USA) - Sagittario
Interpreta Benjamin Button nel film di David Fincher Il curioso caso di Benjamin Button. Al cinema da venerdì 13 febbraio 2009.
Brad Pitt
Il curioso caso di Benjamin Button Fincher attinge a Fitzgerald virando verso il seppia e optando per la calligrafia ovattata dei ricordi
Il curioso caso di Benjamin Button

* * * - -
(mymonetro: 3,13)
Benjamin Button nasce il giorno della fine della prima guerra mondiale, è un bimbo in fasce ma ha la salute di un novantenne: artrite, cataratta, sordità. Dovrebbe morire il giorno dopo e invece più passa il tempo più ringiovanisce. La sua è una vita al contrario che attraversa il Novecento americano sempre alla ricerca del primo e unico amore, una donna molto più emancipata, libera e in linea con il suo tempo di lui.
Competente
Competente
In foto:
Clint Eastwood (Clinton Eastwood Jr.) (82 anni) 31 Maggio 1930, San Francisco (California - USA) - Gemelli
Interpreta Walt Kowalski nel film di Clint Eastwood Gran Torino. Al cinema da venerdì 13 marzo 2009.
Opera vera
Opera vera

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