Un racconto di formazione che incrocia il tema del bullismo, della discriminazione e dell'omofobia a scuola. Liberamente tratto dall'omonimo romanzo del regista.
La III A del liceo Newton ospita: Lorenzo, un ragazzo non semplice adottato già due volte, omosessuale; Blu, figlia di famiglia benestante, viziata e velleitaria, vorrebbe fare l’attrice; Antonio, figlio di guardia giurata col talento del cestista. Non è semplice, per quei caratteri, integrarsi coi loro coetanei e con la famiglia.
Nella sua recensione Giancarlo Zappoli fa una considerazione precisa e opportuna sul genere. “I film che hanno come soggetto l’adolescenza e le sue problematiche hanno saldamente incorporata la dicitura ‘Maneggiare con cura’. Perché il rischio delle retorica e/o dello stereotipo sono presenti ad ogni singola riga della sceneggiatura e in ogni scelta di ripresa, recitazione, montaggio e soundtrack. Lo spettatore si trova spesso dinanzi a uno schema purtroppo ben definito”.
Occorre uscire da questa gabbia, non è impossibile. Ivan Cotroneo c’è riuscito per una ragione decisiva e semplice: nasce scrittore. Lo attesta la sua attività di romanziere che trova accoglienza presso un editore che pubblica qualità, Bompiani. Un bacio è tratto da un suo racconto. I pericoli detti sopra sono aggirati.
La formazione, la giovinezza sono, appunto un genere, che il cinema ha esplorato attraverso centinaia di titoli e una prospettiva che, evolvendosi nelle epoche, offriva contesti e registri in continuo divenire. I classici legislatori ci sono, basti pensare all’antico Scandalo al sole, un contenitore di cliché se lo si guarda adesso, ma allora, era il 1959 e l’autore Delmer Daves e gli attori Sandra Dee e Troy Donahue spiegarono alle famiglie che i ragazzi facevano sesso. Adesso lo sappiamo, ma allora fu, appunto “scandalo”.
Scandalo maggiore fu quello provocato dallo scrittore Nabocov con la sua “Lolita” ripresa da Kubrick nel 1962. Gli autori e la ragazzina, Sue Lion, sfiorarono la pedofilia. Nel 1980 arrivò Il tempo delle mele, di Pinoteau, con Sophie Marceau, modello rassicurante e positivo che vive il passaggio dall’adolescenza a una stagione più matura. Altri stereotipi palesi, ma allora... non lo erano.
Nel 1999 il regista Sam Mendes firma American Beauty, titolo che diventa un must (premiato coi 5 Oscar più importanti) con quella locandina che mostrava l’adolescente Angela Heyes nuda in mezzo ai petali rossi. Era l’ossessione di un “normale” padre di famiglia americano. Pagata a caro prezzo.
I Tenenbaum del 2001 è firmato da Wes Anderson uno degli autori di maggiore personalità di questa epoca, idolo dei giovani. Racconta di una famiglia dove i tre ragazzi sono tutti geni, della finanza, della scrittura e dello sport. Qualità splendide, ma che portano complicazioni.
La formazione in sette atti.