Kim Rossi Stuart si mette a nudo per recuperare quel bambino che ha smarrito nel corso della sua vita. Ora su TIMVISION.
“Sono sempre fermo allo stesso punto. Io sono un criceto, io sono un criceto che gira su questa ruota, impazzito…”. Seguono imprecazioni varie, ma le omettiamo. Il concetto è stato già reso. Questo sfogo incarna emblematicamente le contraddizioni di Tommaso, protagonista dell’omonimo film, un attore che prova a cambiare la sua vita attraverso una girandola di relazioni sentimentali senza riuscire mai nell’intento. L’insoddisfazione cresce, la coazione a ripetere tanto cara agli psicologi si manifesta emblematicamente, l’amore dei sensi e i sensi dell’amore si confondono fino a diventare indistinguibili.
Tommaso è la seconda opera da regista di Kim Rossi Stuart e arriva dieci anni dopo l’esordio dietro la macchina da presa di Anche libero va bene (2006). L’attore, che di questa pellicola è anche sceneggiatore in collaborazione con Federico Starnone, modella su se stesso debolezze, errori e dubbi irrisolti di un quarantenne di bell’aspetto che cerca passioni e trova delusioni in donne che non soddisfanno mai abbastanza il suo ego.
Girato con un cast di interpreti femminili di assoluto rilievo nel panorama nazionale (Jasmine Trinca, Cristiana Capotondi, Camilla Diana), la pellicola ha ben figurato fuori concorso alla 73. Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
“È un film in cui mi metto a nudo”, ha ripetuto più volte Kim Rossi Stuart presentando Tommaso. Del resto, come si può intuire anche dalla figura stilizzata dai rimandi freudiani presente nella locandina del film, il protagonista è sempre sotto esame: i percorsi introspettivi dietro le sue tante avventure sono ben visibili; il mondo onirico svela funzionalmente le diverse incoerenze e complicazioni del personaggio. “Questo film è dedicato a tutti coloro che vogliono rischiare qualcosa per recuperare quel bambino che, in virtù di molte sovrastrutture, abbiamo seppellito trasformandoci in una piccola fortezza inespugnabile”, ha raccontato in un’intervista a Repubblica.
Tommaso arricchisce notevolmente il variegato curriculum di Kim Rossi Stuart, attore che sfugge sin dagli esordi a ogni schematizzazione, particolarmente bravo nello scompaginare le carte del pubblico e della critica. Basterebbe citare in ordine tre titoli, che gli hanno garantito visibilità e apprezzamenti in egual misura, per rendersi conto della sua carriera: Fantaghirò (1991-1994), in cui interpreta il gentile e fascinoso cavaliere Romualdo; Romanzo Criminale (2005), versione cinematografica delle gesta della banda della Magliana di cui fa parte con il volto del Freddo; Maltese – Il romanzo del commissario (2017), serie di Rai Uno che lo ha definitivamente consacrato come uno dei volti più riconoscibili del piccolo e grande schermo italiano.
Interprete atipico che spazia con coerenza e versatilità da opere di genere (Vallanzasca – Gli angeli del male, per fare un esempio) a film d’autore (ricordiamo, su tutti, lo splendido Le chiavi di casa di Gianni Amelio), Kim Rossi Stuart è attore dalle mille sfaccettature che affronta la costruzione dei suoi personaggi da altrettante angolazioni.
Seducente senza esser seduttore, Kim Rossi Stuart è uno dei patrimoni del cinema italiano. Lo dimostra un piccolo ma riuscito film come Tommaso che, al pari di Anche libero va bene, valorizza le diverse intuizioni di un artista poliedrico come pochi.