Rimanere senza internet: uno dei 'traumi' più ricorrenti e devastanti di quest'epoca. E se fosse invece la soluzione di tutti i mali? Ora su TIMVISION.
Il film, diretto da Christian Marazziti, focalizza uno dei “traumi” più ricorrenti e, se vogliamo, devastanti, di questa epoca: la parola che non c’è più, che non viene più pronunciata ma letta, il rapporto umano che non vive più occhi negli occhi, ma attraverso un display.
In un ristorante, in un mezzo pubblico, o semplicemente per strada, ormai quasi tutti, e non solo le ultime generazioni, fissano il cellulare: cosa accadrebbe se il display venisse sottratto e tutti si trovassero nella condizione di qualche anno fa, quando... si sopravviveva lo stesso? Succede che il sessantenne Ettore (Bentivoglio) decida di riunire la sua famiglia, complicata, certo allargata e dalle scarse affinità: trattasi di compagna giovane e incinta, Margherita, con fratello, dei due figli della prima moglie, con fidanzata vegana del maggiore. E altri avventizi che si aggiungono. Tutti “connessi-dipendenti”.
Ettore è uno scrittore nemico giurato di Internet. Lo scenario è una casa isolata opportunamente senza connessione. Il capofamiglia si presenta con un dato deprimente: “ma lo sapete quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. E sapete quante di queste sono davvero necessarie alla nostra vita? Quattordici”. E aggiunge: “Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social”. Solo che gli altri non sono solo dipendenti, lo sono patologicamente.
Un disturbo che rilancia esponenzialmente la capacità di comunicare. Il tentativo di un ritorno all’antico, senza il dominus della connessione, costringe tutti a parlarsi, cioè a un esercizio dimenticato e il disagio diventa un vuoto insopportabile che capovolge causa ed effetti, perché ormai è normale, è naturale, comunicare in quel modo, la presenza gli occhi negli occhi, sono solo una barriera incomprensibile, e i sentimenti sono annichiliti da quel filtro impietoso.
Il riferimento non può non essere all’altra faccia della stessa medaglia, Perfetti sconosciuti, di Paolo Genovese, dove il cellulare, in un gioco della verità metteva a nudo le bugie e i misteri di tutti, letteralmente sconvolgendo le loro vite e rivelando reconditi anche molto pesanti, come i tradimenti e l’omosessualità nascosti. Comunque Marazziti, opportunamente, lascia una, piccola porta aperta: è possibile che Internet non ci abbia fagocitato del tutto.