Gennaio 1985, tra la fine della seconda stagione di Stranger Things e l'inizio della terza. Eleven ha chiuso il portale verso il Sottosopra; i ragazzi cercano una normalità che Hawkins non sa offrire. Un agente in tuta anticontaminazione abbatte una creatura sconosciuta, liberando spore nell'aria: una nuova minaccia si diffonde silenziosamente. Dustin fonda l'Hawkins Investigators Club e il gruppo torna a investigare mostri, con una new entry, Nikki Baxter, ad affiancarlo. Dieci episodi animati da circa venticinque minuti per raccontare un'avventura che si svolge in uno spazio temporale già mappato.
Il problema non è che
Tales from '85 sia animata. Il problema è che è animata così. Il vero inciampo strutturale è anche narrativo, e risiede in una contraddizione che il formato porta con sé per necessità: la serie è ambientata in un interstizio già risolto.
Funziona il design dei nuovi mostri, con un paio di scelte musicali, ma non con la costanza sufficiente a rendere la serie qualcosa di più di un ritorno gradito in un posto già conosciuto.