In un mix di fantascienza, horror e dramma, una serie che ci porta in una comunità di anziani pensionati dove si aggira qualcosa di mostruoso capace di rubare la vita e il tempo degli ospiti. Espandi ▽
Sam Cooper arriva a The Boroughs controvoglia: la moglie è morta, la figlia lo ha sistemato in questa comunità per anziani nel deserto del New Mexico, e lui non ha voce in capitolo. Quando il vicino di casa viene ucciso da qualcosa che nessun altro vuole credere esista, Sam si trova a dover fare squadra con un manipolo di residenti - Judy, ex giornalista dal fiuto investigativo; Wally, ex medico con un cancro terminale; e Renee, ex produttrice musicale con l'anima ancora di una ventenne - per scoprire cosa si nasconde dietro.
In
The Boroughs, c'è l'immaginario spielberghiano dell'avventura e della scoperta, ma esso subisce una trasformazione precisa nel passaggio alla terza età. Stranger Things lo usa per restituire all'infanzia la sua dimensione epica, affondando a piene mani nel terreno degli anni '80: il ragazzo che affronta il mostro diventa, attraverso quell'esperienza, adulto.
La serie parla del tempo a disposizione, non di quello che corre verso la morte, e lo fa in un genere che corre sempre verso la morte. Un tempo in cui si può ancora abitare, trasformare, riempire, amare, e in cui ci sono ancora mostri da combattere.