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sabato 24 agosto 2019

Articoli e news Cristiana Capotondi

38 anni, 13 Settembre 1980 (Vergine), Roma (Italia)

Al Festival di Roma, il lavoro del regista napoletano convince pubblico e critica.

La kryptonite di Cotroneo

La kryptonite di Cotroneo La proiezione stampa de La kryptonite nella borsa ha registrato il sold out, cosa accaduta per pochi altri film in concorso: l'attesa per il debutto alla regia di Ivan Cotroneo è alta. Alla conferenza stampa la squadra si presenta al completo, compatta perché, come diranno gli intervenuti più volte nel corso dell'incontro, l'esperienza sul set è stata a tal punto rassicurante da sentirsi una vera famiglia. Oltre a Ivan Cotroneo ci sono il piccolo e bravo Luigi Catani, scelto tra oltre cinquecento bambini per interpretare il ruolo di Peppino attraverso i cui occhi è vista tutta la storia, Luca Zingaretti e Valeria Golino, rispettivamente papà e mamma di Peppino, Cristiana Capotondi e Libero De Rienzo, i due zii hippy, e Fabrizio Gifuni, qui nel ruolo di psichiatra cui si rivolge Rosaria (la Golino) nel momento di crisi. Serrano le fila Francesca Cima e Nicola Giuliano per Indigo Film e Carlo Brancaleoni per Rai Cinema. Continua »

L'attrice romana è a Venezia come membro della giuria di Controcampo.

Cristiana Capotondi, l'angelo trasteverino

Cristiana Capotondi, l'angelo trasteverino È bellissima, con quella pelle luminosa, gli occhi chiari, i capelli color Tiziano investito dalla luce. Parli con un angelo che però è trasteverina doc, e che ama andarsene in giro con le scarpe basse, senza trucco, a prendere un gelato nel suo quartiere. Oppure in barca, ma non a fare la bella statuina: a maneggiare gomene e cavi tra gli spruzzi salati, come un marinaio. Noi però non la incontriamo a Trastevere né al largo della Sicilia, ma a Venezia.
A Venezia, Cristiana ha fatto parte della giuria di Orizzonti italiani, insieme ad Aureliano Amadei e a Stefano Incerti. E dove ha premiato Scialla! di Francesco Bruni, storia di una paternità tutta da conquistare, con un Bentivoglio in calzoncini corti, capelli lunghi e disincanto lunghissimo, di fronte a un ragazzo che lo mette di fronte alla vita, quella che non possiamo mettere tra parentesi. Continua »

   

Cristiana Capotondi parla del suo lavoro con Terry Gilliam.

Sissi e Michelangelo, la strana coppia di The Wholly Family

Sissi e Michelangelo, la strana coppia di The Wholly Family Terry Gilliam e Cristiana Capotondi. Lui, regista visionario da Oscar, da Leone d’oro, da Palma, regista in tutti i sensi da sogno. Lei, brava attrice insospettabilmente spuntata nel terriccio del cinepanettone, sbocciata nel campo largo della tv, fiorita al cinema con Brizzi, Faenza, Mazzacurati. Una strana coppia riunita in un piccolo film, The Wholly Family, che è tante cose tutte insieme. È un assaggio di quel che il cinema di Gilliam, tra sogno, incubo e surrealtà, potrebbe fare nel nostro (bel) paese. È una sfida vinta da una città, Napoli, che ce la mette tutta per servire il genio dell’ex Monty Python mostrandosi così com’è, dietro alla cartolina e oltre alla monnezza, location inaspettata e inedita persino negli occhi di un regista-turista. E The Wholly Family è anche una piccola prova per Cristiana Capotondi, qui in uno dei suoi primi ruoli da madre, su un set internazionale, diretta da un regista «su cui ho letto e pensato tanto», un «artista completo», un «Michelangelo del cinema». Che ha conquistato, dice lei, «parlando di mozzarella di bufala, calzini e maternità».

Presentato a Roma Dalla vita in poi di Gianfrancesco Lazotti.

Un amore vissuto orgogliosamente

Un amore vissuto orgogliosamente Esce il 19 novembre, in 70/80 copie, Dalla vita in poi, lungometraggio di Gianfrancesco Lazotti, iperproduttivo regista televisivo, meno noto nelle sale dal grande schermo. Il film, la cui uscita prevista per aprile è poi slittata ad oggi, ha vissuto nel frattempo una vita festivaliera felice, vincendo il Grand Prix della giuria a Montréal e il premio quale miglior film a Taormina, dove è stato riconosciuto anche il lavoro di Cristiana Capotondi e Filippo Nigro, migliori attori. Dramma senza mélo, ma anche viceversa, è una storia d’amore vissuto orgogliosamente, da una parte sulla sedia a rotelle e dall’altra dietro le sbarre, ma senza limiti e persino, in qualche modo, in libertà. Perché è anche una questione di punto di vista, e allora il cinema è il miglior mezzo per raccontarlo.

Come hai lavorato sul personaggio di una ragazza che soffre di distrofia muscolare?
Capotondi: Il personaggio è in parte realmente esistente, perché Katia esiste e io l’ho conosciuta, anche se poi ci ho lavorato su, sulla base di ciò che era già scritto nella sceneggiatura creata da Gianfrancesco. Certamente la malattia influisce sul carattere di una persona ma la scelta registica di inquadrare poco la carrozzella è servita a fare in modo che qualsiasi donna si possa immedesimare nella protagonista di questa storia d’amore, non è l’handicap che fa la differenza.

Cosa c’era di cinematografico nella storia vera che ti ha spinto a portarla sullo schermo?
Lazotti: La detenzione e la malattia sono i due temi importanti del film, è vero, ma fanno da sfondo alla cosa per me più centrale, vale a dire i tre ritratti umani, che gli attori hanno poi completato, mettendoci del loro. Era a quei personaggi che volevo dare vita.

Chi sono, dunque, Danilo e Rosalba, l’innamorato e l’amica di Katia?
Nigro: Il mio personaggio si riassume nella battuta “i sentimenti si provano, non si dicono”: è un uomo che non parla, non solo per un fatto culturale, ma perché è imploso. Grazie a Katia troverà le parole.
Romanoff: Quando ho incontrato la vera Katia, a casa sua, sono rimasta colpita da come questa donna non si occupi solo di se stessa ma di tutta la sua famiglia, compreso il fratello che soffre dello stesso male, in misura più grave. Anche la sua amica, che noi abbiamo chiamato Rosalba, dipende completamente da lei, mentre si potrebbe pensare il contrario. Rosalba è una bambina, che non sa filtrare le sue emozioni, e Katia le fa da mamma.

La storia si ispira ad una vicenda reale, ma anche al personaggio letterario di Cyrano de Bergerac. È così?
Lazotti: Non so fino a che punto la storia che Katia ci ha raccontato fosse precisa, noi ci abbiamo chiaramente costruito intorno una drammaturgia, perché stavamo facendo un film. Poi lei ha visto il film e si è convinta che le fosse successo tutto davvero, ma non è così. Come Cyrano, Katia è una suggeritrice d’amore e c’è un handicap, anche se di natura molto diversa, ma la coincidenza era già nei fatti, non l’abbiamo cercata.

Come hai conosciuto la persona che ti ha ispirato?
Lazotti: Ho conosciuto Katia perché veniva tutti i giorni sul set di un lavoro per la tv che stavo facendo qualche tempo fa. Si presentava tutti i giorni, perché era attratta da Nino Manfredi. Dopo un mese abbiamo familiarizzato e sono venuto a conoscenza della sua storia.

Per la Rosa film si tratta della prima produzione cinematografica. È stato difficile fare questo film?
Paoluzzi: Fare il film non è stato difficile. Tutto nasce da un’amicizia con il regista e con il produttore esecutivo, Massimiliano Leone. Cristiana ha creduto per prima in questo ruolo, l’ha voluto fortemente, per cui io mi sono limitato a seguirla e ora non posso che ringraziarla.

Gli attori hanno dovuto sostenere dei provini per avere la parte?
Nigro: Io non ho fatto un provino. Gianfrancesco mi ha dato la sceneggiatura e mi sono preso un tempo tecnico per accettare, ma più per posa, perché la sceneggiatura mi è piaciuta da subito moltissimo. Lui non si ricordava di me, ma io sì perché era il regista della serie che ho fatto appena uscito dal Centro Sperimentale, “I ragazzi del muretto”.
Capotondi: Anche a me la sceneggiatura è piaciuta subito molto. L’ho letta 2 anni e mezzo fa poi non ne ho avuto più notizie per mesi e mesi. Allora, dopo un po’ di tempo, ho preso in mano il telefono e ho chiamato Lazotti per dirgli che, se faceva il film, io volevo esserci. Non se ne leggono molti di copioni così buoni. Da attrice cerco di fare i film che vorrei vedere da spettatrice, e poi cerco un’evoluzione nel personaggio, a me piace il registro epico, che oggi è difficile da utilizzare, se non legandosi alla Storia. Ma questo film ha qualcosa di epico, nella vita di Katia c’è un prima di Danilo e un dopo Danilo.
Romanoff: Io sono stata felicissima di poter uscire dalla mia quotidianità e fare quello che mi piace fare, ovvero recitare. Non so perché il regista mi ha scelto. Ti ho convinto io?
Lazotti: Non volevo affidare la parte di una coatta ad una ragazza dai tratti marcati, la tipica ragazzotta di periferia, volevo che avesse i tuoi tratti e il tuo corpo. Questi 3 attori sono a tutti gli effetti co-autori del film, hanno lavorato alla costruzione dei loro personaggi da zero. Abbiamo incontrato solo Katia, per cui Filippo, per esempio, ha inventato completamente il personaggio del marito, che non potevamo vedere perché è ancora in carcere.

Domenica e lunedì su Raiuno torna la principessa Sissi.

Sissi: un mito intramontabile

venerdì 26 febbraio 2010 - Alessandra Giannelli da TELEVISIONE

Sissi: un mito intramontabile Ritorna il mito di Sissi (Elisabetta), la bella, ma anche triste, imperatrice austriaca che, nell'immaginario collettivo, è la mitica Romy Schneider, ma che oggi, invece, ha il volto elegante di Cristiana Capotondi. Dopo tante e tante repliche del film (chi non lo ha visto almeno dieci volte in vita sua?), la Rai realizza Sissi, una fiction in due puntate che andranno in onda, per la prima serata di Rai Uno, domenica 28 febbraio e lunedì primo marzo. Una co-produzione italo-austriaca-tedesca, diretta da Xaver Schwarzenberger, già trasmessa in molti paesi e che vede, attualmente, ben 32 acquirenti in tutto il mondo. Una fiaba che piace, un mito intramontabile, una storia d'amore soprattutto, davvero molto amata, vista la folta presenza di pubblico e di giornalisti in quel di Palazzo Taverna a Roma (qui visse la principessa Eugenia!), in occasione della conferenza stampa. Applauditissimo il cast, ma anche la Rai tutta, per questa inaspettata proposta. Dopo gli eroi religiosi e i casi psichiatrici, la Rai propone la storia di una giovane donna: dal suo incontro con Franz Joseph, interpretato dall'attore tedesco David Rott, fino al suo incoronamento a imperatrice d'Austria, passando per l'amore, appunto, i lutti (la morte dei figli e dell'amata sorella) e le varie vicende storiche europee. Una Sissi solo felice? In realtà, come ha ammesso lo stesso Fabrizio Del Noce, di lei si conoscono anche risvolti di rabbia, isteria, ma per ora il racconto si concentra molto sulla storia d'amore, anche se la seconda puntata è più storica. Accanto ai due: Christiane Filangeri (che nella vita reale ha una madre e una sorella che si chiamano Sissi!) nel ruolo di Nené, la sorella dell'imperatrice; Licia Maglietta, Ludovica la mamma di Sissi, Federica De Cola, Carlotta Del Belgio, e molti altri interpreti stranieri.

Dopo anni di televisione e tanti piccoli ruoli l'Italia scopre la giovane attrice.

5x1: Cristiana Capotondi, è nata una stella

5x1: Cristiana Capotondi, è nata una stella Bella è bella, e ha lo sguardo limpido di una gioventù che non accenna a finire. Certo, ad appena 29 anni, non si può certo affermare che Cristiana Capotondi stia sfiorendo ma il suo è un volto che il pubblico televisivo e cinematografico conosce da anni. Sempre a rincorrere un bel ragazzo o combattere con un papà oppressivo e geloso, Cristiana è stata incastrata in un cliché, quello della "pischella", come dicono a Roma, dell'adolescente alle prese con i primi amori, della giovane, sempre figlia di qualcuno, innamorata, al centro di un qualche tipo di intrigo sentimentale. Ma Cristiana ha anche delle doti che i suoi occhi a volte nascondono: tempi comici appresi alla scuola della commedia italiana, e una certa attitudine ai bustini ottocenteschi. Così la studentessa di Scienze della Comunicazione laureata nel 2005 e controversa ex candidata alle elezioni comunali della Capitale, è riuscita a raccogliere, qua e là, particine che l'hanno progressivamente fatta conoscere. È apparsa in uno dei primi lo spot Maxibon con il tormentone "two gust is megl' che one", accanto a un altro "eletto" del cinema italiano, Stefano Accorsi. Fu Daniele Luchetti a scoprirla e da allora non si è più fermata. Tantissima televisione, poi per due volte al cinema come figlia di Massimo Boldi, fino al successo targato "anni Ottanta" di Notte prima degli esami. Di lì, si è orgogliosamente rifiutata di apparire nel sequel ma ha continuato a restare imprigionata nel ruolo della ragazzina. Intanto la incontriamo nel film corale Ex, ancora diretta da Brizzi, ancora alle prese con l'amore ma in una forma più matura. Niente più passioni adolescenziali per gli occhi di Cristiana?

Le foto del red carpet con il cast del film.

Festival di Roma 2014, si apre con Soap Opera

venerdì 17 ottobre 2014 - a cura della redazione da GALLERY

Festival di Roma 2014, si apre con Soap Opera La 9a edizione del Festival Internazionale del Film di Roma (in programma dal 16 al 25 ottobre) si è aperta ufficialmente ieri sera con Soap Opera, commedia diretta da Alessandro Genovesi e interpretata, tra gli altri, da Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Ricky Memphis, Chiara Francini, Elisa Sednaoui, Alessandro Besentini, Francesco Villa, Caterina Guzzanti e Diego Abatantuono.

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Prime foto del film Dalla vita in poi.

Katia, Danilo e Rosalba esistono, ma non si chiamano così

martedì 2 novembre 2010 - Marlen Vazzoler da GALLERY

Katia, Danilo e Rosalba esistono, ma non si chiamano così Sono arrivate online le prime immagini della commedia Dalla vita in poi, ideata, scritta e diretta da Gianfrancesco Lazotti. Nel cast sono presenti: Cristiana Capotondi, Pino Insegno, Carlo Buccirosso, Filippo Nigro e Nicoletta Romanoff.
Il film si ispira ad una storia vera su tre persone, il quartiere Colleverde e il carcere di Rebibbia. Katia, Danilo e Rosalba sono testimoni di un’esistenza marginale vissuta con orgoglio, costruttori di un futuro senza fondamenta e senza progetto che, proprio per questo, è anche senza limiti. Non avendo riferimenti culturali né condizionamenti sociali, non seguono le regole del convivere piccolo-borghese. Il loro sistema di valori viene inventato e aggiornato secondo necessità. La storia di Katia, Danilo e Rosalba non è semplicemente una storia d’amore, semmai un piccolo romanzo eroico ed ironico in cui ci viene proposta, da una angolatura diversa, la visione della vita.
Dalla vita in poi ha vinto il Special Grand Prize della giuria al Montreal World Film Festival.

Sfilano sul tappeto con Mazzacurati, Orlando, Battiston, Capotondi e Messeri.

Venezia 2010: La Passione, il red carpet

domenica 5 settembre 2010 - Marlen Vazzoler da GALLERY

Venezia 2010: La Passione, il red carpet Mancava all'appello sul tappeto rosso del film La Passione solamente Corrado Guzzanti, interprete assieme a Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Cristiana Capotondi e Marco Messeri della pellicola del regista padovano Carlo Mazzacurati in corsa per il Leone d'Oro della 67. Mostra del Cinema di Venezia.
Il film che ha diviso la stampa è una commedia dai toni amari che racconta di un regista in cerca d'ispirazione, che viene costretto dalle circostanze a mettere in scena la processione della Passione del venerdì santo in un paesino della Toscana.

   
   
   


Attenti al gorilla

Una commedia surreale eccessivamente farsesca, che mette a dura prova lo spettatore e non trova mai la sua coerenza
Data uscita: 10/01/2019
Regia di Luca Miniero. Genere Commedia, produzione Italia, 2019.

Come ci si sente se all'improvviso ci si ritrova a condividere la casa con il più intelligente degli animali: un gorilla?
Attenti al gorilla
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