Godland - Nella terra di Dio

Film 2022 | Drammatico, +13 143 min.

Regia di Hlynur Palmason. Un film Da vedere 2022 con Elliott Crosset Hove, Ingvar Eggert Sigurðsson, Victoria Carmen Sonne, Jacob Lohmann. Cast completo Titolo originale: Vanskabte Land. Genere Drammatico, - Danimarca, Islanda, Francia, Svezia, 2022, durata 143 minuti. Uscita cinema giovedì 5 gennaio 2023 distribuito da Movies Inspired. Oggi tra i film al cinema in 12 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,84 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 27 dicembre 2022

Un sacerdote parte per l'Islanda e si ritrova a mettere in discussione la sua moralità. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office Godland - Nella terra di Dio ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 128 mila euro e 1,2 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,84/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA 3,86
PUBBLICO 3,17
CONSIGLIATO SÌ
Un film ampio e massiccio, che affonda nel terreno e sembra nascere dagli elementi. L'opera migliore di Hlynur Pálmason.
Recensione di Tommaso Tocci
venerdì 23 dicembre 2022
Recensione di Tommaso Tocci
venerdì 23 dicembre 2022

Sul finire dell'Ottocento, l'Islanda è sotto il controllo danese. Al prete Lucas viene assegnato l'incarico di recarsi sull'isola, documentare con delle foto la vita degli abitanti locali e costruire una chiesa. Ma tra mari ostili e lunghi pellegrinaggi le condizioni sul suolo islandese si rivelano proibitive, e l'atmosfera inospitale. Ben presto la spedizione, composta tra gli altri dalla guida Ragnar con cui Lucas entra subito in conflitto, perde pezzi e speranza.

Dall'Islanda alla Danimarca e viceversa. Il primo film di Hlynur Pálmason era di ambientazione danese, il secondo islandese, ed è quindi appropriato che il terzo sia una sintesi che le abbraccia entrambe.

Non è soltanto la sua opera migliore e più ambiziosa, ma è anche uno dei titoli più importanti del recente panorama europeo. Diviso in due parti ben distinte, Godland ripete il motivo del dualismo attraverso una serie di congiunzioni mai armoniche: movimento e stasi, fede e natura, un uomo e la sua nemesi. Di nuovo le metà che cercano una sintesi, ma non senza attrito. Quello di Pálmason è un film ampio e massiccio, che affonda nel terreno e sembra nascere dagli elementi. Tutto è costretto dentro a un formato 4:3 vagamente oppressivo (una "terribile bellezza"), che arriva ad annichilire lo spettatore ma regala una fotografia maestosa.

L'afflato è quello alto del cinema di Malick, ma distorto da una tensione alla ricerca impossibile che sa di Herzog. E poi ancora ci sono in Godland le possenti riflessioni spirituali di Scorsese in Silence, così come le piccolezze velenose dell'animo, ben indagate in altre famose rivalità del grande schermo (Il petroliere di Paul Thomas Anderson). Paragoni importanti che il cinema di Pálmason però merita, perché in ogni inquadratura c'è il tempo che scorre e una ricerca meticolosa: come già in A white white day, il timelapse dà il senso della condizione umana, tra evoluzione e decomposizione (nello specifico di una delle immagini più potenti, quella di un cavallo che appartiene al padre del regista, in un processo durato due anni).

Elliott Crosset Hove, nel ruolo di Lucas, è al tempo stesso oggetto sacrificale e soggetto osservante, ancora una volta un gioco doppio, ben illustrato dai cavalletti che lo sovrastano sulle spalle come spine nella carne, facendolo vacillare. Il protagonista di Winter Brothers si trova di fronte quello di A white white day (Ingvar Sigurdsson), che gli fa da contraltare nei panni di un uomo la cui fisicità è prorompente e in sintonia con il territorio, priva delle sovrastrutture che intralciano il povero Lucas.

Lo scontro è culturale, linguistico, morale. Nella difficile integrazione di Lucas con la comunità locale c'è un discorso sul colonialismo, ma le digressioni della macchina da presa verso le stupende componenti del paesaggio islandese mettono in chiaro che l'interesse del film è altrove, più alto; è guidato da una sorta di panteismo naturalistico che mette tra parentesi gli uomini, i paesi e le religioni. Perché la sintesi ultima in fondo è quella degli elementi che senza fretta levigano il mondo.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 6 gennaio 2023
johnny1988

Due ore e mezza che si concentrano tutte sullo stesso concetto: l'insuperabilità dei pregiudizi e delle barriere culturali. Se Bergman si confrontava deluso con il mutismo divino a un livello testuale e intellettuale profondi, se Dreyer accoglieva Kierkegaard nella sua crisi di fede con Ordet, lo stesso pare provarci il regista islandese Hlynur Pálmason con il suo terzo film, che prende anche spunto [...] Vai alla recensione »

sabato 14 gennaio 2023
Dario B8S

È senza dubbio una potente traduzione visiva dell'Operetta morale del Leopardi

lunedì 16 gennaio 2023
enrica raviola

Non mi è piaciuto. Prete protagonista insopportabile, cattiveria umana gratuita, sceneggiatura traballante, Non capisco le quasi 5 stelle della critica, o forse sono io che non capisco niente. Non basta il gelido paesaggio nordico ben fotografato a far superare il disagio. Anzi…

domenica 15 gennaio 2023
Pier1963

Un film sulla durezza della vita in luoghi estremi con persone abituate a climi estremi. Qualche momento felice in 2 ore e 23 minuti, tutto sommato noiosi. Il prete, il povero Lukas, è una figura appena tratteggiata, la religione uno stratagemma narrativo debolissimo. Non resterà nella storia del cinema e non fa un gran servizio all'Islanda.

martedì 10 gennaio 2023
athos

Un film che ricorderò per la bellissima fotografia. La trama esistenziale del prete, che poco a poco perde ogni tipo di umanità, si annacqua nella lungaggine della proiezione. Bravi gli attori, con una menzione speciale all'interprete di Ragnar, già visto nel bellissimo A white white day 

martedì 10 gennaio 2023
piema

Sacerdote appassionato più che di Dio della fotografia arriva ad uccidere e viene a sua volta ucciso e nessuno scopre dei due delitti. Bah! Bellissima fotografia, natura primordiale e feroce, plot carente, tempi lunghissimi. È il secondo film ambientato in Islanda che mi delude dopo 'A white white day'

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 29 gennaio 2023
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Come un western dal cuore di tenebra, d'aspra e austera bellezza. È fondato su lacerazioni profonde il 3° lungometraggio del danese-islandese Hlynur Pálmason, fin dal titolo: quello internazionale, «Godland», antifrastico e dunque beffardo, nella versione italiana è addirittura rafforzato da un sottotitolo tautologico («Nella terra di Dio»); quelli originali guardano invece altrove, con sfumature di [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 gennaio 2023
Fabio Canessa
Il Tirreno

Danimarca Cinema nobile, di stoffa pregiata, ma disperato fino a sgomentarci, come spesso succede con i film che arrivano dai paesi nordici.Più nera anche di quelle di Dreyer e Bergman, la visione del mondo di Palmason ricorda Leopardi o il Werner Herzog di "Fata Morgana". Quanto sia matrigna la natura e come per gli uomini non resti che far torto o subirlo lo impara a sue spese un prete danese di [...] Vai alla recensione »

martedì 17 gennaio 2023
Lorenzo Pierazzi
Toscana Oggi

Deciderà, quindi, di non sbarcare nell'approdo più vicino, ma ben lontano, in maniera da conoscere le zone interne più impervie e ostili. Dal viaggio ne uscirà devastato nel corpo e nello spirito, tanto da allontanarsi dalla sua missione e dalle sue certezze. Questa è Godland - Nella terra di Dio, che Hlynur Pálmason ha realizzato ispirandosi a fotografie realmente ritrovate, sette immagini impresse, [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 gennaio 2023
Matteo Galli
Close-Up

Con tre lungometraggi nell'arco di cinque anni, il trentottenne regista islandese Hlynur Pálmason sembra già essere entrato nel ristretto novero del cinema d'autore europeo, con una cifra stilistica riconoscibile, che provammo a individuare, allorché recensimmo il suo secondo film A White White Day - Segreti nella nebbia, arrivato in Italia poco più di un anno fa, con quasi due anni di ritardo rispetto [...] Vai alla recensione »

domenica 8 gennaio 2023
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Di legami familiari, di realismo magico, di fede, di comunicazione, di conflitti interiori ed esteriori, di quanto ci divide e di quanto ci unisce: secondo Hlynur Pálmason, di tutto questo e di molto altro parla Godland - Nella terra di Dio (Godland, Danimarca, Islanda, Francia e Svezia, 2022, 143'). Il terzo lungometraggio del trentottenne regista finlandese racconta del viaggio di Lucas (Elliott [...] Vai alla recensione »

sabato 7 gennaio 2023
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il giovane regista islandese - ha studiato cinema in Danimarca - inquadra un cartello, sobrie lettere bianche su fondo nero. Siamo informati dell'esistenza di sette lastre fotografiche, scattate da un avventuroso danese sulla costa sud-orientale dell'Islanda, il giovane luterano era stato mandato nelle terre sperdute - colonia della Danimarca - per predicare Dio e costruire una chiesa.

sabato 7 gennaio 2023
Giuseppe Gariazzo
Duels.it

Se Dio (con la fede, la religione, la chiesa) è punto di partenza e presenza diffusa nella storia raccontata nel terzo, magnifico, lungometraggio di Hlynur Pálmason (autore ormai ben più che emergente del nuovo cinema islandese), e il suo nome compare nel titolo internazionale del film, Godland (e in quello italiano che contiene in aggiunta il sottotitolo Nella terra di Dio), è invece assente nel doppio [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 gennaio 2023
Marco Minniti
Asbury Movies

Quello di Hlynur Pálmason è un nome già da qualche anno noto al pubblico dei cinefili, specie se frequentatori di festival. Il regista islandese (classe 1984, una formazione svolta prevalentemente in Danimarca) ha infatti già firmato i lungometraggi Winter Brothers (2017) e A White, White Day, presentati rispettivamente al Festival di Locarno e al Torino Film Festival (con tanto di vittoria, nel secondo [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 gennaio 2023
Fabio Fulfaro
Sentieri Selvaggi

Heart of Darkness. C'è molto Conrad nel terzo film di Hlynur Pálmason e molta meditazione sul conflitto tra natura e civiltà. Dopo i convincenti Winter Brothers (2017) e A White, White Day (2019), il terzo film è un'autobiografia sulla doppia natura danese/islandese del regista. Il viaggio del prete danese luterano Lucas (Elliott Crosset Hove già protagonista del primo film di Pàlmason) nei territori [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 gennaio 2023
Lidia Saller
Il Giornale

Un prete danese viene inviato in Islanda. La sua fede è messa a dura prova non soltanto da condizioni meteorologiche estreme, ma anche dalla gente del posto. La natura governa l'azione, diventando la grande protagonista-antagonista in questa pellicola. La regia predilige campi medi e lunghi: la tundra, i ghiacciai e l'oceano dominano la scena. I personaggi sono «marionette» strapazzate da una mano [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 gennaio 2023
Alberto Anile
La Repubblica

Fischia il vento e infuria la bufera nell'Islanda di fine Ottocento, ma i luterani di Danimarca decidono di mandare un giovane pretino a costruirci una chiesa. Presentato al Certain Regard dell'ultimo Cannes, Godland è il terzo e miglior film di Hlymur Pálmason, 2 ore e 20 divise fra un complicato viaggio e un ancor più difficile insediamento. Stilizzatissimo: diciamo un Bergman con le simmetrie di [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 gennaio 2023
Alessandra De Luca
Avvenire

Alla fine del XIX secolo, un giovane sacerdote danese, ambizioso e idealista, raggiunge una remota regione dell'Islanda per costruire una chiesa e fotografare i suoi abitanti. Ma più si addentra in quel paesaggio spietato, più si allontana dal suo obiettivo e dalla sua missione. Diretto dall'islandese Hlynur Palmason, Godland - Nella terra di Dio, un western alla fine del mondo che rende omaggio a [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 gennaio 2023
Cristina Piccino
Il Manifesto

Godland, la terra di dio. È davvero questo che cerca Lucas, giovane prete danese inviato a costruire una chiesa in una zona remota dell'Islanda, colonia guardata con disprezzo? Ma cosa è poi «la terra di dio»? L'anziano prelato nell'investirlo di una missione che porta in sé l'essenza del colonialismo gli raccomanda di «adattarsi» ai costumi locali: può essere una strategia, una dote, o solo la «lezione» [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 gennaio 2023
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Alla fine del XIX secolo un giovane prete danese (Elliott Crosset Hove) parte per una regione remota dell'Islanda per edificare una chiesa, fotografando - nel corso di un pericoloso viaggio per mare e poi a cavallo - luoghi e persone, accompagnato, tra gli altri, da una guida locale (Ingvar Sigurðsson) e da un traduttore. Sopravvissuto quasi per miracolo alla spedizione, il prete non trova pace: non [...] Vai alla recensione »

martedì 3 gennaio 2023
Roberto Manassero
Film TV

Godland, la "terra di Dio", è l'Islanda, colonia danese fino al 1944: "terra malformata", dicono i due titoli originali del film, il danese Vanskabte land e l'islandese Volaða land. Due lingue, dunque due mondi, uno (la Danimarca) dominante, l'altro (l'Islanda) dominato e inesplorato, terra di Dio perché in movimento, vulcanica e magmatica; ma anche terra dimenticata da Dio, perché selvaggia e inospitale. [...] Vai alla recensione »

martedì 7 giugno 2022
Adriano De Grandis
Film TV

Conflitti. La natura: immensa, di bellezza e crudeltà, di ghiaccio e fuoco, dove l'uomo resiste a fatica, contro il vento, la neve, contro il silenzio, la paura, la morte. Gli uomini: la solidarietà evapora davanti alle intemperie facendo emergere contrapposizioni storiche, culturali, dove la lotta, da gioco, diventa in un attimo minaccia, mentre i corpi si sfidano, si colpiscono, si eliminano.

sabato 4 giugno 2022
Raffaele Meale
Quinlan

Tra le sorprese più inaspettate della settantacinquesima edizione del Festival di Cannes si può annoverare anche il nuovo film di Hlynur Pálmason: per quanto sia Winter Brothers (2017) che A White, White Day - Segreti nella nebbia (2019) abbiano infatti i loro numerosi estimatori - anche in campo festivaliero, visto che l'esordio vinse il premio per l'interpretazione maschile a Locarno e l'opera seconda [...] Vai alla recensione »

sabato 28 maggio 2022
Alessandro Uccelli
Cineforum

«Perché hai fatto tutto questo viaggio, quando avresti potuto arrivare qui dal mare?» È la fine del XIX secolo, Lucas (Elliott Crosset Hove), giovane pastore luterano danese, incaricato di prendere servizio in una comunità nel nord dell'Islanda, non risponde a questa domanda, che gli viene posta da Carl (Jacob Hauberg Lohmann), il referente danese del villaggio, presso il quale il giovane ministro [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 maggio 2022
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Un giovane sacerdote danese viene inviato in Islanda, nel XIX secolo, per costruire una chiesa e fotografare gli abitanti e il paesaggio. Dorà affrontare un viaggio impervio, pieno in insidie, ma arrivare alla meta non sarà certo un sollievo. Dal regista di "Winter brothers" e "A white, white day", un western crudele ed estremo, quasi minimalista, cruciale nelle conflittualità continue (natura, uomini [...] Vai alla recensione »

martedì 24 maggio 2022
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

C'è un momento nel bellissimo, terzo lungometraggio di Hlynur Pàlmason, che restituisce un'epifania sconvolgente: la piccola Ida che copre con la mano l'occhio di una gallina prossima alla fine mentre la sorella maggiore ne sta uccidendo un'altra. È il confine tra il visibile e il non visibile, il mistero che separa il conosciuto e l'ignoto, l'immagine e la sua rappresentazione.

NEWS
NEWS
martedì 20 dicembre 2022
 

Un sacerdote parte per l'Islanda e si ritrova a mettere in discussione la sua moralità. Vai all'articolo »

TRAILER
domenica 18 dicembre 2022
 

Il film di Hlynur Palmason è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes e al Torino Film Festival. Da giovedì 5 gennaio al cinema. Guarda il trailer »

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