Il corsetto dell'Imperatrice

Film 2022 | Biografico, +13 105 min.

Titolo originaleCorsage
Anno2022
GenereBiografico,
ProduzioneAustria, Francia, Germania, Lussemburgo
Durata105 minuti
Regia diMarie Kreutzer
AttoriVicky Krieps, Florian Teichtmeister, Katharina Lorenz, Jeanne Werner, Alma Hasun Manuel Rubey, Colin Morgan, Finnegan Oldfield, Tamás Lengyel, Raphael von Bargen, Aaron Friesz.
Uscitamercoledì 7 dicembre 2022
TagDa vedere 2022
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,13 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Marie Kreutzer. Un film Da vedere 2022 con Vicky Krieps, Florian Teichtmeister, Katharina Lorenz, Jeanne Werner, Alma Hasun. Cast completo Titolo originale: Corsage. Genere Biografico, - Austria, Francia, Germania, Lussemburgo, 2022, durata 105 minuti. Uscita cinema mercoledì 7 dicembre 2022 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,13 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 7 dicembre 2022

La storia della quarantenne Sissi che decide di dedicarsi in tutto e per tutto alla salvaguardia della sua bellezza. Il film ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA, 3 candidature e vinto un premio ai European Film Awards, 1 candidatura a Spirit Awards, In Italia al Box Office Il corsetto dell'Imperatrice ha incassato 503 mila euro .

Consigliato sì!
3,13/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,26
PUBBLICO 3,12
CONSIGLIATO SÌ
Marie Kreutzer attualizza la tradizionale figura della principessa Sissi, ritratta ora come ribelle ma mai martire.
Recensione di Paola Casella
domenica 22 maggio 2022
Recensione di Paola Casella
domenica 22 maggio 2022

Vienna, 1877. Il 24 dicembre l'Imperatrice d'Austria Elisabetta, nota ai più come Sissi, compie 40 anni, un'età che per una donna dell'epoca, soprattutto una nota per la sua avvenenza, segnava l'inizio della fine. Elisabetta è infelice, e non fa nulla per nasconderlo: inscena svenimenti strategici durante le parate ufficiali, coltiva progetti suicidi e si intrattiene con uomini che le riservano quell'attenzione, e quello sguardo, che le nega suo marito, l'Imperatore Francesco Giuseppe d'Austria, intento a corteggiare ragazze che potrebbero essere sue figlie e disorientato dall'inquietudine della moglie. A nulla valgono le fughe dell'imperatrice lontano da corte, o le richieste dei dignitari affinché mantenga un contegno ufficiale degno del suo rango: Elisabetta si sente soffocare nella sua gabbia dorata e percepisce tutta l'ingiustizia del suo tempo e del suo mondo contro tutto il genere femminile.

Il corsetto dell'Imperatrice riesamina radicalmente la figura della bellissima Sissi rispetto al modo in cui l'aveva codificata la serie di film interpretati da Romy Schneider.

Qui infatti il temperamento impulsivo e refrattario alle regole di corte della protagonista non è più un vezzo innocuo gradito al marito, ma un ostacolo al protocollo e alla serenità famigliare. La regista tedesca Marie Kreutzer sconta il fatto che il suo film arrivi dopo Spencer di Pablo Larrain, che narra una storia simile ambientata in epoca più recente, e propone una lettura femminista postmoderna non dissimile da Miss Marx di Susanna Nicchiarelli o da Marie Antoinette di Sofia Coppola, con tanto di accompagnamento musicale molto posteriore agli eventi narrati (nel caso di Il corsetto dell'Imperatrice è la voce delicata della cantante francese Camille da interpretare alcuni suoi brani - "She Was" -  e a rileggere quelli di altri - "As Tears Go By"). 

Se dunque da una parte la narrazione è attuale, ben costruita, ben diretta e molto ben interpretata da Vicky Krieps nel ruolo di Elisabetta, dall'altro non ha l'effetto innovativo dirompente dei film citati: il desiderio di fuga, i disturbi alimentari, il marito fedifrago e disattento, i palazzi popolati da fantasmi sono comuni a Spencer, così come l'uso del ralenti, gli abbinamenti musicali, persino il liberatorio ballo finale rimandano inevitabilmente a Miss Marx.

Anche qui la ribellione interiore della protagonista si fa politica, precorrendo (forse eccessivamente) i tempi e mostrando una consapevolezza e un "senno di poi" difficilmente immaginabili all'epoca in cui è ambientata la storia. Addirittura Elisabetta si permette un gesto della mano allora inesistente, che contraddice il rigore formale assai realistico della scenografia e dei costumi. 

È comunque una metafora efficace quella del corsetto che dà il nome al titolo, entro il quale la società costringeva la vita (!) delle donne, privandole persino del respiro. Risulta evidente che l'inquietudine di Elisabetta è più che giustificata dalle infinite limitazioni cui era sottoposta e dalla mancanza di possibilità concrete di controllo sul proprio destino individuale.

E tuttavia Kreutzer non commette l'errore di fare di Elisabetta una martire, dandole anche un temperamento volubile ed egocentrico, con punte di narcisismo e di crudeltà verso le persone a lei vicine, donne comprese. Anche l'imperatore e i due figli della coppia sono raccontati come persone che faticano ad abitare il posto loro assegnato, ognuno a suo modo sbagliato per il ruolo che ricopre.

 "L'imperatrice ha un ragno nel corsetto", e quel ragno è pronto ad uscire avvelenando chiunque, compresi la prole e le fedeli cortigiane. Kreutzer riesce anche ad inserire elementi di humour che sottolineano non solo l'autoironia della protagonista ma anche l'aspetto ridicolo di certi atteggiamenti, soprattutto maschili: un umorismo nero che fa sorridere, ma con dentro tanta malinconia ed amarezza.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 24 settembre 2023
Fri_dom

Uno sguardo sulla personalità di Elisabetta d'Austria che disintegra l'immagine favolistica di Sissi. Il film è a mio parere un'indagine psicologica ben riuscita sul disagio di una donna dalla personalità un po' troppo complessa per non soccombere ai rigidi rituali della corte asburgica. In fin dei conti ne emerge il ritratto di un'anoressica ossessionata dai [...] Vai alla recensione »

FOCUS
CELEBRITIES
venerdì 2 dicembre 2022
Giovanni Bogani

In Il corsetto dell’Imperatrice, al cinema dal prossimo 7 dicembre, riesce a vestire il suo viso di tutta l’infelicità, la mestizia, la sensualità, il lasciarsi andare, di tutta la disperazione silenziosa, di tutta l’empatia dolente che uno spettatore possa immaginare. Non stupisce che sia stata premiata, all’ultimo Festival di Cannes, come Miglior Attrice di Un certain regard.

Vicky Krieps, del resto, incarna la Mitteleuropa un po’ come Sissi, l’imperatrice che interpreta nel film. Sissi, l’imperatrice triste, era nata in Baviera, era divenuta imperatrice d’Austria, parlava tedesco, francese e italiano. Vicky Krieps è nata a Lussemburgo, che è un po’ il centro nascosto dell’Europa, minuscolo Stato incastonato fra Belgio, Francia e Germania. Recita in inglese, francese e tedesco; vive a Berlino con i suoi due figli, avuti dall’attore Jonas Laux: Elisa, nata nel 2011, e Noah, nato nel 2015. Cinematograficamente, ha un piede negli Stati Uniti e un altro nel cinema francofono e in quello tedesco.

L’abbiamo vista, prima di Il corsetto dell’Imperatrice, in un film di Mia Hansen-Løve, Sull’isola di Bergman. Uno strano film, girato nell’isola di Fårö, dove Bergman visse e girò molti dei suoi ultimi film. Se non ci fossero stati lei e Tim Roth nei ruoli di due artisti in crisi artistica e sentimentale, sarebbe sembrato un film pretenzioso, fasullo. Lei riesce a sfaccettare un personaggio intelligente, appassionato, a volte rabbioso. È difficile mostrare gli slittamenti progressivi di un amore, e anche la frustrazione di una donna che sente di non ricevere la necessaria attenzione dal suo uomo, sia come compagna che come artista. Vicky Krieps riesce a farci sentire in ogni momento l’ansia, la frustrazione del suo personaggio, ma in modo sottile, mai banale.

In un capolavoro come il film di Paul Thomas Anderson Il filo nascosto, doveva sostenere il confronto con un Daniel Day-Lewis immenso – che, fra l’altro, aveva appena annunciato il suo ritiro dalle scene. Doveva incarnare la donna che il personaggio minuzioso, maniacale e solitario interpretato da Day-Lewis aspettava da una vita intera, la donna il cui arrivo ha oscurato tutto il resto. Una responsabilità non da poco. Beh, anche in quel film sottile e terribile Vicky Krieps riesce a vestire i suoi sguardi di ambiguità, riesce a essere fragile e forte. Ha quello sguardo, che sembra non nascondersi mai, e insieme nascondere tante cose.

Dopo quel film, tante offerte da Hollywood, compreso un action movie a grande budget. Lei preferisce declinare gli inviti, torna nella casa di famiglia, vecchia di secoli, nel Lussemburgo rurale. Ero traumatizzata dall’essere finita al centro di un’attenzione così esasperata, confesserà al “New York Times”, mentre le recensioni americane al Filo nascosto erano entusiastiche.

Preferisce due film europei: oltre al film girato sull’isola di Bergman, recita per Mathieu Amalric in Stringimi forte, che le vale la prima nomination ai César. E poi, il film che segna la fine del suo volontario esilio da Hollywood, Old, la favola horror di M. Night Shyamalan, in cui recita al fianco di Gael Garcia Bernal. E di nuovo, quella strana sensazione.

Il pensiero che Old fosse visto da così tanta gente, in così tante sale, mi faceva paura, confessa. Vivo sempre questo paradosso: sono un’attrice, ma non vorrei essere vista – lo so, è insensato, ma è così. Ed è forse questo il segreto delle sue performance tanto intime, potenti, dense di emozione e di sottotesti: quando recita, pensa di non essere vista da nessuno. E riesce a far risuonare il suo volto delle vibrazioni, delle emozioni più recondite e sottili. Riesce a rivelarsi così vulnerabile, riesce a darci gli strati più segreti, profondi della sua personalità, proprio perché inconsciamente pensa che, di là dall’occhio della telecamera, non ci sia nessuno.
 

Frasi
Un leone non perde il sonno per le dicerie delle pecore.
Elisabeth (Vicky Krieps)
dal film Il corsetto dell'Imperatrice - a cura di Claudia Cofano
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 2 gennaio 2023
Luca Baroncini
Gli Spietati

Sono passati i tempi della principessa Sissi spontanea e ingenua di Romy Schneider, nella celebre trilogia di fine anni '50. La visione di Marie Kreutzer è più affine a quella, più cinica e disillusa, che ne fece Luchino Visconti, sempre tramite la Schneider, in Ludwig. La regista austriaca, però, non si limita a eliminare ogni afflato romantico per descrivere Elisabeth di Baviera, imperatrice d'Austria [...] Vai alla recensione »

NEWS
PREMI
sabato 10 dicembre 2022
 

L'interprete lussemburghese si è distinta per la sua interpretazione di Sissi. Vai all'articolo »

VIDEO
martedì 6 dicembre 2022
 

La scrittrice commenta l'opera di Marie Kreutzer. Dal 7 dicembre al cinema. Guarda il video »

CELEBRITIES
venerdì 2 dicembre 2022
Giovanni Bogani

In possesso di un'empatia dolente e capace di trasmettere ai suoi personaggi gli strati più segreti e profondi della sua personalità, l’attrice è Sissi in Il corsetto dell’Imperatrice, premiato a Cannes e dal 7 dicembre al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 11 novembre 2022
 

Regia di Marie Kreutzer. Un film con Vicky Krieps, Florian Teichtmeister, Katharina Lorenz, Jeanne Werner, Alma Hasun. Da mercoledì 7 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
giovedì 3 novembre 2022
 

La storia della quarantenne Sissi che decide di dedicarsi in tutto e per tutto alla salvaguardia della sua bellezza.  Vai all'articolo »

CANNES FILM FESTIVAL
domenica 22 maggio 2022
Paola Casella

Un'attualizzazione della tradizionale figura della regnante durante i suoi quarant'anni. Premiato a Cannes nella sezione Un certain regard e da mercoledì 7 dicembre al cinema. Vai all'articolo »

winner
miglior attrice europea
European Film Awards
2022
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