Boy From Heaven

Film 2022 | Drammatico, 126 min.

Titolo originaleWalad Min Al Janna
Anno2022
GenereDrammatico,
ProduzioneSvezia
Durata126 minuti
Regia diTarik Saleh
AttoriTawfeek Barhom, Fares Fares, Mehdi Dehbi, Mohammad Bakri, Makram Khoury Sherwan Haji, Yunus Albayrak, Ayman Fathy, Amr Mosad.
TagDa vedere 2022
DistribuzioneMovies Inspired
MYmonetro 3,20 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Tarik Saleh. Un film Da vedere 2022 con Tawfeek Barhom, Fares Fares, Mehdi Dehbi, Mohammad Bakri, Makram Khoury. Cast completo Titolo originale: Walad Min Al Janna. Genere Drammatico, - Svezia, 2022, durata 126 minuti. distribuito da Movies Inspired. - MYmonetro 3,20 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 30 maggio 2022

La morte dell'imam segna l'inizio di una battaglia per la sua successione. Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

Consigliato sì!
3,20/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,89
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un film che non fa sconti a nessuno, a metà fra thriller politico e film di spionaggio.
Recensione di Paola Casella
giovedì 14 aprile 2022
Recensione di Paola Casella
giovedì 14 aprile 2022

Adam è figlio di un pescatore analfabeta ma ha sempre amato leggere e studiare, perché a detta di suo padre è intelligente come quella madre scomparsa troppo presto. Dunque il ragazzo ottiene una borsa di studio per l'Università Al-Azhar de Il Cairo, conosciuta come "la più grande istituzione islamica". Ma poco dopo l'arrivo di Adam il Grande Imam che dirige Al-Azhar muore, e si pone il problema della sua successione. Il candidato naturale sarebbe un anziano Imam cieco di grande profondità spirituale, ma il Presidente della Repubblica egiziano gli preferisce un altro leader, più incline a mantenere la separazione fra religione e Stato. Incaricato di vigilare sulla transizione alla testa dell'ateneo per conto del governo è il Colonnello Ibrahim, ambigua figura di grande abilità strategica, che non disdegna mezzi di persuasione anche assai poco leciti. E in mezzo a questo crocevia finirà proprio Adam, come recluta innocente.

Boy from Heaven è il quinto film del regista svedese di origini egiziane Tarik Saleh ed è una coproduzione internazionale interpretata da un cast proveniente da vari Paesi di lingua e cultura araba, il che consente a Saleh la giusta (e sicura) distanza nel raccontare una storia assai complessa, che non sacrifica mai la stratificazione alla spettacolarità.

Di fatto Boy from Heaven è un thriller politico e una spy story, e la figura del Colonnello Ibrahim, magnificamente interpretato dall'attore libanese naturalizzato svedese Fares Fares, è degna dei personaggi di John Le Carré o Graham Greene. Ma il tema si amplia ad includere il complicato rapporto fra laicità e religione nei Paesi arabi, e vede al centro la figura di un animo puro con un problema in più, rispetto ai "tipi qualunque" gettati in circostanze difficili di altre spy story: è cresciuto in una cultura e una fede che sanciscono che "nessuno può decidere del proprio destino".

Adam reagisce dunque agli eventi aggrappandosi all'unica ancora di salvezza che possiede: l'enunciazione della verità. E grazie alla sua naturale intelligenza riesce ad attraversare l'affastellarsi degli eventi con la capacità di guardare attraverso le falsità e le ipocrisie che lo circondano. Perché il film di Saleh non fa sconti a nessuno, compresi leader religiosi corrotti e politici ambiziosi e sanguinari. Diversamente da Adam il Colonnello Ibrahim, tutt'altro che un puro, è maestro nel navigare le acque pericolose che lo circondano, mescolando astuzia e opportunismo. Fares ne mostra ogni sfumatura, facendolo passare dall'insensibilità alla bonomia, dalla rassegnazione alla combattività.

A centro della storia non c'è né l'Islam (e le sue radicalizzazioni) né il governo egiziano ma un Potere assoluto e metaforico che corrompe e rende gli uomini capaci delle peggiori nefandezze, in contraddizione alla loro retorica e ai loro ruoli di guide, secolari o spirituali. L'antidoto è l'istruzione, che porta a leggere "quei libri che fanno paura ai tiranni e ai re" e che non può essere indottrinamento, laico o religioso.

La regia di Saleh è talvolta grezza e scolastica, ma conserva un'onestà di fondo nel mettere in scena una storia di scollinamenti morali progressivi che mettono alla prova, e a nudo, la vera natura di ogni persona e di ogni istituzione, soprattutto quelle preposte a decidere delle vite dei cittadini. Boy from Heaven non fornisce facili soluzioni, anzi, invita gli spettatori a rispondere alla domanda posta ad Adam: da questa storia che cosa avete imparato?

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 31 maggio 2022
Pier Maria Bocchi
Film TV

Figlio di pescivendolo vince la borsa di studio: ma quando l'imam del- la prestigiosa università della capitale (Il Cairo) muore di fronte ai suoi studenti, il ragazzo - Adam: nomen omen - è travolto da una rete di corruzione, ricatti e immoralità che finirà per cambiarlo nel profon- do. Ricordate il "nocciolo" di Il maratoneta di John Schlesinger? Non pensiate sia così distante, anche "geograficamente". [...] Vai alla recensione »

sabato 21 maggio 2022
Francesco Alò
Il Messaggero

C'è una faida tra religione e stato in Boy from heaven thriller ambientato nell'Università religiosa del Cairo Al-Azhar. Sembra Il nome della rosa ma al posto di Aristotele ci si ammazza per il Corano mentre la polizia di stato ha la mano di piombo (e noi italiani pensiamo a Giulio Regeni). Atmosfera intrigante per la quarta regia del più famoso graffitaro svedese d'origini egiziane Tarik Saleh.

sabato 21 maggio 2022
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

La morte del Gran Imam spalanca le lotte interne per la successione, tra inganni, doppiogiochisti, assassini, dove a pagare come sempre è il più debole. Dal regista svedese di origine egiziana di "Omicidio al Cairo", un altro quadro intricato sulle lotte di Potere nell'Egitto di al-Sisi. Un film ovviamente politico dal ritmo sincopato del thriller, discretamente avvincente, pur privilegiando la parola [...] Vai alla recensione »

sabato 21 maggio 2022
Chiara Borroni
Cineforum

Dopo Omicidio al Cairo, Tarik Saleh torna nella capitale egiziana (almeno narrativamente) con un film di spionaggio che gioca con il genere sottraendo quasi per intero l'azione e affidando la costruzione della tensione in modo pressoché esclusivo alla parola. Saleh - dichiarata persona non grata in Egitto dopo il suo precedente film e per questo costretto a girare in Turchia - persevera nel suo intento [...] Vai alla recensione »

sabato 21 maggio 2022
Elisa Battistini
Quinlan

Per la prima volta in Concorso a Cannes, il cinquantenne Tarik Saleh con Boy from Heaven si conferma talentuoso regista e brillante sceneggiatore in grado di padroneggiare abilmente le strutture classiche dello spy movie e del thriller inserendoli in un contesto molto peculiare: la Moschea e Università islamica di Al-Azhar de Il Cairo, tra esegeti del Corano e studenti ammessi per diventare Imam.

sabato 21 maggio 2022
Federico Pedroni
Duels.it

Adam, figlio di un'umile famiglia di pescatori, lascia il suo villaggio costiero dopo essere stato ammesso all'Università Al-Azhar, il più prestigioso istituto di studi dell'Islam sunnita egiziano. Un privilegio che il padre, austero ma amorevole, ritiene conseguenza di una suprema volontà divina e al quale non riesce a opporsi. Adam si inserisce ben presto nella ragnatela di rapporti - segnati dalle [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 maggio 2022
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

C'è un solo vero merito in Boy from Heaven, del regista svedese di origini algerine Tarik Saleh, e sta nel fuoricampo: il fantasma di Giulio Regeni. In Concorso a Cannes 75, il suo quarto lungometraggio di finzione ha per protagonista il giovane Adam (Tawfeek Barhom, non male), che da umile figlio di pescatore viene ammesso all'università al-Azhar del Cairo, culla dell'insegnamento dell'Islam sunnita [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 maggio 2022
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

I muri bianchi, i corridoi, le stanze, le celle. Sono proprio gli spazi a rendere oppressivo Boy from Heaven, il nuovo film del regista, giornalista e produttore svedese di origine egiziana Tarik Saleh. Il protagonista Adam, figlio di un pescatore, si trasferisce a Il Cairo dove è ammesso nella prestigiosa università di Al-Azhar, centro di potere dell'Islam sunnita.

NEWS
PREMI
sabato 28 maggio 2022
 

Il film si è aggiudicato il riconoscimento per la Miglior Sceneggiatura di questa edizione del festival. Vai all'articolo »

CANNES FILM FESTIVAL
sabato 21 maggio 2022
Paola Casella

Un'opera a metà fra thriller politico e film di spionaggio che sa includere anche il compilicato tema della religione nei paesi arabi. In Concorso. Vai all'articolo »

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Cannes
2022
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