| Titolo originale | La fracture |
| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Catherine Corsini |
| Attori | Valeria Bruni Tedeschi, Marina Foïs, Pio Marmaï, Aïssatou Diallo Sagna, Caroline Estremo Jean-Louis Coulloc'h, Camille Sansterre, Marin Laurens, Ferdinand Perez, Ramzi Choukair, Norman Lasker, Chamaïl Kahaloun, Cécile Boncourt, Yannik Landrein. |
| Uscita | giovedì 10 marzo 2022 |
| Distribuzione | Academy Two |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,82 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 4 marzo 2022
Due donne sull'orlo di una crisi, in un ospedale, sono ulteriormente stressate nella notte da una grande rivolta del personale e dai manifestanti arrabbiati che mirano ad assediare l'edificio. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, 6 candidature e vinto un premio ai Cesar, 2 candidature a Lumiere Awards, In Italia al Box Office Parigi, tutto in una notte ha incassato 103 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Compagne di vita da diversi anni, Raf e Julie hanno deciso di lasciarsi, stanche delle incomprensioni e delle continue liti. Julie ha anche un figlio adolescente, che ha deciso di partecipare coi suoi amici a una grande manifestazione di gilet jaune che si terrà a Parigi quello stesso giorno. Uscita di casa per seguire Julie, Raf cade e si frattura un gomito: nel pronto soccorso dell'ospedale dove viene portata, la donna passerà un giorno e una notte infiniti e qui incontrerà Yann, un manifestante ferito negli scontri con la polizia. Le discussioni, le distanze politiche e le vicinanze emotive fra l'intellettuale parigina e il lavoratore infuriato con il governo metteranno in luce i conflitti che attraversano la società francese contemporanea.
La colta e privilegiata regista parigina Catherine Corsini prova a sporcarsi le mani con le rivendicazioni dei gilet gialli allestendo una commedia urlata e isterica che affronta di petto le questioni aperte di una società divisa al suo interno.
La "frattura" del titolo originale di Parigi, tutto in una notte (La fracture) è quella che riguarda il gomito della fragile, scalmanata Raf, ma ovviamente rimanda anche allo scontro più grande e doloroso che da anni in Francia dividee la base dalle élite economiche e intellettuali; la provincia dalla città (una sola: Parigi); i poveri dai ricchi; i dimenticati dai privilegiati. L'attenzione alla dimensione privata dei personaggi - con un occhio particolare alla coppia gay, così simile per estrazione e idee alla stessa regista omosessuale dichiarata - dimostra come in realtà l'esistenza di ciascun individuo, dall'intellettuale che guarda con sospetto ai manifestanti al camionista rabbioso, è sempre attraversata da contraddizioni e conflitti interiori, e dunque compito del cinema è quello di approfondire, osservare, capire, opposto invece alle semplificazioni della comunicazione e degli slogan politici. La vera "frattura" del film, dunque, è quella tra riflessione e superficialità, tra i discorsi complessi del cinema e quelli svuotati di senso dalla rabbia qualunquista
La versione concettuale e intelligente di Parigi, tutto in una notte esiste già, ed è il vincitore della Berlinale dell'anno passato, Sesso sfortunato o follie porno di Radu Jude, che nella forma del pamphlet ironico mette in scena la dinamica solipsistica e oscena degli scontri di idee in tempo di social network, in cui è impossibile ribattere con razionalità agli argomenti di sovranisti e nuovi bigotti.
Catherine Corsini non è certo in grado di replicare le intuizioni geniali di Jude, ma con la sua idea di cinema impegnato e iper-dialogato, teso ai limiti del parossismo e urlato - soprattutto da Valeria Bruni Tedeschi (Raf) e Pio Marmaï (Yann), mentre Marina Foïs (Julie) è più misurata - si dà il compito di riunire nell'unità di spazio e tempo del pronto soccorso i rapporti di forza, le piccole resistenze e le grandi solidarietà della Francia di oggi. Al netto degli slogan, degli argomenti vuoti, delle ragioni personali, dei drammi privati e collettivi.
Fuori dall'ospedale - trasformato in un ideale palcoscenico - infuria la battaglia fra polizia e gilet gialli; dentro infermiere e personale sanitario lavorano in condizioni di continua emergenza, di costante, frustrante precariato; nel corso della notte Julie raggiunge Raf e la assiste, il loro ragazzo pare essere coinvolto nelle violenze delle manifestazioni e lo stesso Yann cerca di fuggire per raggiungere il cuore della protesta... Un intero paese, insomma, vive sull'orlo del baratro, sul punto di crollare ed esplodere, nonostante al termine della notte i conflitti siano destinati a non deflagrare.
Se Parigi, tutto in una notte ha perciò un limite è proprio quello di accontentarsi di esporre i fatti e le idee, senza né cercare né trovare una sintesi (che non significa necessariamente una soluzione). Lo sguardo di Corsini non ha una vera forma, una posizione: il suo film funziona, senza dubbio, ma è come un proclama politico fermo alle proprie premesse.
Dividere un film, ma non solo, in due parti. potrebbe sembrare un atteggiamento capzioso, un modo per non esprimere un giudizio integrale. Ma non riesco a non farlo, parlando di questo film. La prima parte mi sembra troppo basata sui contrasti tra due persone, una borghese agiata e poco esperta del mondo reale, lei, un uomo con ben altri problemi, lui.
Il primo rischio che si corre nel giudicare Parigi, tutto in una notte (orrida traduzione del ben più evocativo La fracture) è di considerarlo come un film sostanzialmente populista. D'altronde gli elementi per farlo ci sarebbero: Corsini sembra mettere la politica sullo sfondo, riducendola a una specie di scimmiottamento, che passa solo per le conversazioni animate nel pronto soccorso, o per gli stralci [...] Vai alla recensione »