Io sono Babbo Natale

Film 2021 | Commedia, 95 min.

Regia di Edoardo Falcone. Un film Da vedere 2021 con Marco Giallini, Gigi Proietti, Barbara Ronchi, Antonio Gerardi, Simone Colombari. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2021, durata 95 minuti. Uscita cinema mercoledì 3 novembre 2021 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 136 sale cinematografiche - MYmonetro 3,15 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una divertente commedia per tutta la famiglia, ricca di straordinari effetti speciali, sull'amicizia, il valore degli affetti e la generosità. Io sono Babbo Natale è 8° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 14.743,00 e registrato 2.321 presenze.

Consigliato sì!
3,15/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,30
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
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Una garbata commedia natalizia per famiglie con un Gigi Proietti amabile nel suo ultimo ruolo.
Recensione di Paola Casella
giovedì 14 ottobre 2021
Recensione di Paola Casella
giovedì 14 ottobre 2021

Da bambino Ettore Magni, figlio di due sbandati, ce l'aveva a morte con Babbo Natale perché non gli portava mai i regali. Da grande ce l'ha con il mondo, commette una rapina e trascorre sei anni in carcere, senza rivelare i nomi dei suoi complici. Ma una volta uscito di prigione il boss di allora, invece di ricompensare il suo silenzio, lo lascia senza un soldo e lo fa riempire di botte dai suoi scagnozzi. Anche la sua ex Laura non vuole più vederlo, né fargli vedere la bambina che lui ha abbandonato da piccolissima quando è finito in galera. A tendergli una mano è un anziano e distinto signore, Nicola Natalizi, che gli rivela di essere nientemeno che Babbo Natale. Ed Ettore, benché incredulo, accetta di fargli da assistente.

Io sono Babbo Natale passerà alla storia come l'ultimo film interpretato da Gigi Proietti, che presta la sua classe, i sui tempi recitativi impeccabili e la sua profonda umanità al personaggio di Nicola.

Èd è commovente vedere i siparietti fra Proietti e Marco Giallini nei panni di Ettore, in cui la romanità di entrambi viene messa a frutto per conferire calore e familiarità ad una storia improbabile proprio nella sua premessa. Peccato che a questa improbabilità "strutturale" si aggiunga anche l'occasionale illogicità e qualche errore di continuità, che interferiscono con la sospensione di credulità più della trama natalizia.

In generale Io sono Babbo Natale è ben scritto dal regista e sceneggiatore Edoardo Falcone, ricco di dialoghi gustosi e trovate divertenti, e sono degni di nota soprattutto le scenografie di Massimiliano Sturiale e gli effetti speciali a livello dei "film di Natale" hollywoodiani, che fanno volare la slitta di Babbo Natale su Roma, Parigi e Londra creando un momento emozionante pur nella sua evidente finzione. Gradevoli anche Barbara Ronchi nei panni di Laura e un insolito Daniele Pecci in quelli del suo nuovo compagno. Il mattatore però resta Proietti, che riesce a contenere la tendenza di Giallini a strafare e allo stesso tempo gli alza l'asticella, sfidandolo bonariamente a tenergli elegantemente testa.

Il risultato è una garbata commedia natalizia per famiglie di quelle che negli Stati Uniti si facevano soprattutto negli anni Ottanta e Novanta, basata su una premessa "magica" ma correlata alla realtà, con un paio di messaggi edificanti come "puoi sempre cambiare vita, dipende solo da te" o "bisogna essere altruisti e agire in maniera disinteressata". E la dedica finale "a Gigi" è l'ultimo saluto a un grande attore del quale Io sono Babbo Natale ci fa sentire la nostalgia in ogni inquadratura che o vede protagonista: un addio ricco di gratitudine e di affetto.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 23 novembre 2021
Umberto

IO SONO BABBO NATALE... Una classica favola natalizia, realizzata in chiave commedia italiana "vecchio stile" e quindi, già in partenza, il film risulta di uno step superiore rispetto allo "stile contemporaneo" degli ultimi anni. Se poi a questo aggiungiamo la presenza di un sempre superlativo Marco Giallini, con al fianco il Maestro Gigi Proietti, nel suo ultimo ruolo cinematogra [...] Vai alla recensione »

martedì 23 novembre 2021
Maramaldo

Dono, dono importante come sono quelli fatti col cuore perchè, non che stravedesse per noi tutti, Proietti, ma ci voleva bene lo stesso. Generosa la buonanima, regala il film all'amico Marco. Fa da spalla al suo personaggio: Ettore Magni, ex detenuto depresso e squattrinato, uscito fresco ma già in pole position per la recidiva. Con fluidità e  convinzione Giallini vi [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
martedì 2 novembre 2021
Marzia Gandolfi

C’è un sorriso, efficace e irresistibile, immobile nel tempo e destinato a restare per sempre fissato nei nostri occhi. È quello che Bruno Fioretti (Febbre da cavallo) sfoggia sulle passerelle o all’ippodromo di Tor di Valle per incantare ‘cavalli e segugi’. È il sorriso magico di un “Mandrake” del palcoscenico come dello schermo che si impossessava imperiosamente dello sguardo del pubblico, illuminandolo.

Drammaturgo, attore, regista, direttore artistico, cantante, doppiatore, poeta dialettale, conduttore, Gigi Proietti è stato tante cose e per ultimo Babbo Natale. E di magia parla in fondo il film di Edoardo Falcone, immaginando un Santa Claus dislocato a Roma e in un clima più adatto ai suoi troppi anni. In primo grado Io sono Babbo Natale è una favola per bambini ma a guardarlo bene è un racconto che incarna e narra la trasmissione del desiderio. La trasmissione di un’eredità (artistica) che si innerva sugli attori e li mette a confronto. Da una parte il cinismo tenace di Marco Giallini, dall’altra le maniere agitatorie di Gigi Proietti, che infila il leggendario costume rosso eliminando ogni traccia di artificio. Perché l’attore, nato sulle sponde del Tevere e cresciuto sul palcoscenico aquilano con Carmelo Bene, a cui fa il verso tra velluti rossi e fiammeggianti gonfiori di pellicce nella sua Cena delle beffe, governa come nessuno i silenzi e l’arte dell’interpunzione, il ritmo che un performer deve trovare per abitare, senza mai resistergli, il tempo presente della performance.

Il film restituisce la misura del legame tra i due artisti che la notte di Natale ci consegnano un ‘gioco da bambini’. Un gioco di consegne tra attori romani che hanno fatto della romanità e del ‘sentimento’ della città il loro cavallo di battaglia. Un patrimonio di aneddoti, un esercizio narrativo, una prova di affabulazione tra parola, gestualità, espressione. Giallini, nei panni di un padre che oscilla tra l’assenza dei legami e il cinismo, si riscopre ‘figlio’ davanti a un ‘babbo’ che ama la sua singolarità oltraggiata e nutre l’entusiasmo frustrato del bambino che fu. Giallini, sempre in sottrazione, cede il passo alla verve dell’intrattenitore-seduttore che Proietti è stato dai suoi esordi fino al Mangiafuoco immaginifico di Matteo Garrone, che firma una nuova versione cinematografica e rurale del libro di Collodi. Quel “Pinocchio” che narra anche lui di una paternità miracolosa. Sublimando il ruolo che interpreta, Gigi Proietti si fa ‘padre’ per il personaggio di Giallini, per l’attore Giallini e per ogni spettatore che abbia consegnato almeno una volta ‘gli occhi’ a quel sortilegio della scena (“A me gli occhi”, 1973).

Silhouette statuaria o dinoccolata, immobile e disarticolata, la sua energia risaliva il corpo fino al volto, fino a spalancare gli occhi grandi e il sorriso beffardo. Giocoliere della parola, i suoi testi più belli erano di Roberto Lerici, ci ha lasciati un anno fa, morendo il giorno in cui è nato in una Roma vicina nel tempo ma in fondo perduta. Una città povera ma speranzosa all’indomani della guerra. Tutto era da (ri)costruire e Proietti lo costruisce sul palcoscenico e poi sullo schermo, grande e piccolo, bruciando di mille fuochi intorno a una tecnica portentosa che non aveva bisogno di trucchi e doppi fondi.

Gigi Proietti era tutto lì, una carica espressiva indomabile, un corpo magico dentro a una camicia bianca e un paio di pantaloni neri, ‘pronto’ alla composizione e a eccitare il pubblico, a frenarlo, a sorprenderlo, a precipitarlo con una reazione imprevista, a trattenerlo su un ragionamento e a sospingerlo di nuovo con un improvviso mutamento di tono o di espressione. Sera dopo sera guadagna il palco e la ‘magia’ si ripete perché l’attore ha una capacità di attrazione creata dai gesti e un vero dono per l’esposizione minuta, incanta con le parole, ‘rompe’ la narrazione classica e si fa avanguardia con Ugo Gregoretti sul piccolo schermo (Il Circolo Pickwick).

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 5 novembre 2021
Francesco Alò
Il Messaggero

«Ho conosciuto un feticista del giocattolo», dice l' ex galeotto Ettore (Marco Giallini) ad amici poco raccomandabili dopo aver incontrato il signorile Nicola (Gigi Proietti) ed essersi installato in casa sua. Certamente quell' enorme stanza piena di pacchi regalo e passatempi per bambini, lo ha non poco incuriosito («ma che per caso hai qualche impiccio con i cinesi?»).

giovedì 4 novembre 2021
Stefano Giani
Il Giornale

Talvolta succede di credere alle favole. E in quella di Babbo Natale si sono immedesimati tutti ma quel che capita al piccolo Ettore ha dell' incredibile. Come ogni bambino, sogna di incontrare Santa Claus e, da grande, quando non è più un ingenuo bimbetto ma un delinquente navigato, lo trova per davvero. Ricorda di aver sempre desiderato di ereditare il mestiere di quel nobile, magico e arzillo vecchietto [...] Vai alla recensione »

martedì 2 novembre 2021
Rocco Moccagatta
Film TV

C'è un momento in cui il Babbo Natale di Gigi Proietti allude sornione alla Befana e alle profferte d'amore da lei ricevute. Viene naturale pensare a La Befana vien di notte con Paola Cortellesi che a Natale 2018 fu un bell'exploit in sala e probabilmente motiva anche questo Babbo Natale (la Lucky Red di Andrea Occhipinti dietro entrambi). Magari avremmo potuto pure sognare un crossover, chissà.

lunedì 1 novembre 2021
Giulia Lucchini
La Rivista del Cinematografo

È una favola, una piacevole fiaba natalizia quella che ci regala Edoardo Falcone, regista di Io sono Babbo Natale. A vestire i panni del più famoso dispensatore di giocattoli vi è niente meno che Gigi Proietti, qui alla sua ultima interpretazione, affiancato da Marco Giallini, nel ruolo di Ettore, un ex detenuto appena uscito dal carcere. Per caso lo accoglierà nella sua casa un adorabile signore [...] Vai alla recensione »

sabato 16 ottobre 2021
Chiara Zuccari
Sentieri Selvaggi

Ettore (Marco Giallini) è appena uscito di galera dopo sei anni passati dentro per rapina. Solo e senza soldi, abbandonato dagli altri membri della banda, rifiutato dalla ex Laura e sconosciuto agli occhi della figlia, non ha altre prospettive se non quella di proseguire sulla via del crimine. Una notte viene avvicinato da Nicola, un generoso vecchietto che lo accoglie in casa sua.

NEWS
VIDEO
sabato 30 ottobre 2021
 

Marco Giallini e Gigi Proietti, nella sua ultima preziosa e straordinaria interpretazione. Dal 3 novembre al cinema. Guarda la clip »

NEWS
venerdì 15 ottobre 2021
 

Una divertente commedia per tutta la famiglia, ricca di straordinari effetti speciali, sull'amicizia, il valore degli affetti e la generosità. Vai all'articolo »

FESTA DI ROMA
giovedì 14 ottobre 2021
Paola Casella

Il film è anche l'ultimo con Gigi Proietti, amabile nel suo ruolo. Preapertura alla Festa del Cinema di Roma e dal 3 novembre al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
lunedì 4 ottobre 2021
 

Regia di Edoardo Falcone. Un film con Marco Giallini, Gigi Proietti, Barbara Ronchi, Antonio Gerardi, Fabrizio Giannini. Da mercoledì 3 novembre al cinema. Guarda il trailer »

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