Notturno

Film 2020 | Documentario, +13 100 min.

Anno2020
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata100 minuti
Al cinema55 sale cinematografiche
Regia diGianfranco Rosi
Uscitamercoledì 9 settembre 2020
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,89 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gianfranco Rosi. Un film Genere Documentario, - Italia, 2020, durata 100 minuti. Uscita cinema mercoledì 9 settembre 2020 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 55 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,89 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un documentario girato nelle zone calde di Siria, Libano e Iran. In Italia al Box Office Notturno ha incassato 80,9 mila euro .

Consigliato sì!
2,89/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,76
PUBBLICO 1,40
CONSIGLIATO SÌ
Stessi eccelsi metodi ma nuovi livelli di ambizione. Rosi racconta il Medio Oriente tormentato dalle guerre.
Recensione di Tommaso Tocci
martedì 8 settembre 2020
Recensione di Tommaso Tocci
martedì 8 settembre 2020

Resoconto per immagini di tre anni di ricerca trascorsi lungo le zone di confine tra Siria, Libano, Iraq e Kurdistan. In nome di un'idea di Medio Oriente privo di linee separatrici ma scavato dalle ferite di guerra e occupazione, varie storie di umanità si intrecciano: un cacciatore in barca tra i canneti e una squadra di guerrigliere in pattuglia, un ragazzo che lavora a giornata per aiutare la famiglia e dei soldati a un posto di blocco. Uno spettacolo teatrale messo in scena dai pazienti di un ospedale psichiatrico e una maestra elementare che fa terapia di classe. Madri che hanno perso figli e figlie prigioniere che comunicano con le madri. Tra luce e oscurità, un mondo che resiste e reclama il suo quotidiano.

Dei quattro anni trascorsi da Fuocoammare, Gianfranco Rosi ne ha passati tre in Medio Oriente per dare alla luce Notturno, documentario che come i precedenti si basa su osservazione di luoghi e avvicinamento a persone, ma che stavolta abbraccia un territorio più ampio e più complesso di un raccordo anulare o della piccola isola siciliana.

In Notturno, i metodi del regista rimangono gli stessi che gli sono valsi premi prestigiosi a Venezia e a Berlino, sia dal punto di vista stilistico che di racconto del reale, ma il confronto con una storia millenaria e un presente sfaccettato porta la sua indagine a nuovi livelli di ambizione.

Quello di Rosi è un cinema ormai globalmente riconoscibile, e sempre diviso nell'anima: da una parte improvvisazione e adattamento a ciò che la realtà gli comanda, dall'altra un controllo formale e cromatico che a volte sembra voler far prevalere l'estetica sull'etica. Notturno, è ancora una volta tutto questo, un film pensato per aver luogo solo di notte che poi, negli anni e nel girato, si è aperto anche al giorno. Un'opera che affianca momenti di intimismo extra-ordinario (la litania di una donna in visita alla prigione dove il figlio è stato torturato e ucciso) a quello quotidiano (un salotto che ogni notte viene preparato per accogliere il riposo di una famiglia intera), e che ha un'innegabile capacità di rendere iconico l'icastico.

La sequenza ambientata nel cortile di una prigione in cui, come sangue da una ferita, si riversano le uniformi rosse dei prigionieri è sullo stesso livello delle memorabili scene che tracciavano contorni di persone attraverso il luccichio delle coperte termiche in Fuocoammare. Ancora una volta alla regia, montaggio e suono di Rosi si affianca il contributo di una star della fotografia come Luca Bigazzi alla correzione colore, sempre a livelli eccelsi.

E a proposito di suono e colore, quando Notturno si fa oscuro, come in una composizione crepuscolare, sembra ritagliarsi momenti a parte lasciando sul fondo dell'inquadratura i rumori distanti - spesso di armi da fuoco - e le fonti di luce, che siano esse luci del villaggio, pozzi petroliferi o finestre alla fine di un corridoio. Dal movimento orbitale, che in altri film ruotava attorno alla città e al porto di Lampedusa, Rosi passa qui a un attraversamento profondo, mettendo bene in chiaro che i confini tra i paesi visitati non hanno per lui importanza, essendo stati da un secolo tracciati a tavolino dagli occidentali.

Ammirevole nello spirito, una tale libertà mantiene tuttavia un fondo di prevaricazione, privando i suoi soggetti prima ancora che lo spettatore di una specificità di cui non sta a noi decidere. Il Medio Oriente di Rosi rimane così un'astrazione, attento alle sfumature dell'individuo, ma che a dispetto del suo grande nitore umano deve arrendersi a parti di buio non facilmente illuminabili.

Sei d'accordo con Tommaso Tocci?
Dopo Lampedusa Rosi arriva in Medioriente.
a cura della redazione
martedì 30 gennaio 2018

Con questo film Rosi dà voce ad un dramma umano che trascende le divisioni geografiche e il tempo dei calendari; illumina, attraverso incontri e immagini, la quotidianità che sta dietro la tragedia continua di guerre civili, dittature feroci, invasioni e ingerenze straniere, sino all'apocalisse omicida dell'ISIS. Storie diverse, alle quali la narrazione conferisce un'unità che va al di là dei confini. La guerra non appare direttamente: la sentiamo nei canti luttuosi delle madri, nei balbettii di bambini feriti per sempre, nella messinscena dell'insensatezza della politica recitata dai pazienti di un istituto psichiatrico.

Un cantore di strada intona le lodi dell'Altissimo. Un bracconiere fra i canneti e i pozzi di petrolio. La grazia delle guerrigliere peshmerga. I terroristi dello Stato Islamico in carcere. L'angoscia di una madre yazida per la figlia prigioniera. Alì, adolescente, che fatica per portare il pane ai suoi fratelli... Tutt'intorno, e dentro le coscienze, segni di violenza e distruzione: ma in primo piano è l'umanità che si ridesta ogni giorno da un notturno che pare infinito.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 10 settembre 2020
goldy

Il dolore si rispetta, Non lo si usa per dimostrare "quanto bravo sono io, quanta sensibilità mi muove  rispetto all'indifferenza dei più". Tre anni di lavoro, grandi mezzi finanziari spesi, rischi sicuramente corsi dalla troupe per restituire  una serie di bellissime immagini formalmente perfette ma prive di suggestioni significative.

sabato 19 settembre 2020
Arsenio

Di Pacifico Arsenio Se i primi film di Rosi erano costruiti intorno a una maniacale esplorazione di un’idea (Boatman, Below Sea Level, nettamente i suoi lavori migliori), questo ‘Notturno’ è una prolissa analisi di superficie di più idee differenti incollate con ridondanza, la caricatura di un reportage.  Tutto è estremamente elementare e basato su concetti [...] Vai alla recensione »

domenica 13 settembre 2020
loland10

“Notturno” (2020) è il quinto lungometraggio del regista-produttore di Asmara Gianfranco Rosi. Una produzione a più voci, italiana, francese e tedesca. Con varie partecipazioni e tre anni di lavoro. Fotografia dello stesso Rosi e montaggio di Jacopo Quadri collaboratore fisso del regista. Notti pericolose e voci di sottofondo, rumori minimi, rumori lontani, spari e venti [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 settembre 2020
Arsenio

Di Pacifico ArsenioSe i primi film di Rosi erano costruiti intorno a una maniacale esplorazione di un’idea (Boatman, Below Sea Level, nettamente i suoi lavori migliori), questo ‘Notturno’ è una prolissa analisi di superficie di più idee differenti incollate con ridondanza, la caricatura di un reportage. Tutto è estremamente elementare e basato su concetti massicciamente ripetitivi, seriosi: l’unico [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 settembre 2020
Emanuele27087

Consiglio la lettura del film che ne ha fatto Quinlan su firma di Raffaele Meale.  Un film senza morale realizzato solo per farsi bello di fronte al dolore.

martedì 15 settembre 2020
Mr. Blonde

Noiosissimo ma sopratutto ricattatorio... Vorrebbe far piangere ma non ci riesce, speculando sugli inferni altrui. Peggior visione veneziana, anche peggiore del disastroso Padrenostro

martedì 15 settembre 2020
angio

Il docufilm è tutto incentrato sull'estetica. Ci sono varie immagini e situazioni ma tutte slegate fra loro. Sarebbe stato adatto come mostra fotografica e non come film. Soltanto alcuni passaggi sono intensi, altre situazioni appena accennate...nel complesso è noioso.

venerdì 11 settembre 2020
Maramaldo

L'intollerabile correttezza di Rosi. Con l'aggravante di una fotografia stupenda. Non si può. Di fronte agli immani disastri dell'Umanità occorre prendere partito, mostrare un orientamento ideologico. Non sto esagerando, detto chiaramente, in Notturno non c'è lo straccio di un "pensiero politico". Tento di alleggerire l'Autore della taccia più [...] Vai alla recensione »

domenica 20 settembre 2020
GiorgiaPiricci

Della guerra l'unico fumo è quello negli occhi dello spettatore. Rosi vergognoso, esteta del dolore. Ricatattorio, inguardabile.

domenica 20 settembre 2020
P.A. 2

‘Notturno’ conferma il piglio distratto e giocherellone del nuovo corso di Rosi (lontano anni luce dai primi lavori ruspanti e sinceri), che ricorda un po` cio` che successe a Garrone da Reality in poi. Si passa per velleita` di quarta mano come se si sfogliasse un album di fotografie a stock, a momenti demenziali e sonnolenti.

lunedì 21 settembre 2020
Emanuele27087

Come si può arrivare a tanto? Un film che lucra sul dolore, che non si avvicina mai al silenzio che vorrebbe mostrare: Rosi arriva con la sua tanto strombazzata empatia e porta rumore, rumore e sguardo furbo, sperando di trovare il petrolio e invece è solo una macchia nera: la sua. Film contro ogni moralità. 

sabato 12 settembre 2020
Dado

La recensione di glody mi ha disturbato.Notturno non è  un film estetizzante e superficiale, anzi. La bellezza della fotografia  vale a trasmettere in modo umanamente accettabile la misura dell' orrore di quelle guerre. Dice che non c è un pensiero politico, non è  così. Notturno esprime un pensiero politico universale sulla condizione umana e sulla violenza [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 8 settembre 2020
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

Che Notturno sia fin qui il film migliore di Gianfranco Rosi lo dice la bellezza: non è più estorta o imposta o perfino sovrapposta alla realtà che inquadra, ma scovata, rivelata, dunque preservata. Certo, l'artificio c'è, il dispositivo si sente, Rosi quello è, e forse qui un po' fa ammenda, o meglio dichiarazione d'intenti: quando mette in scena le prove teatrali di un istituto psichiatrico, vuole [...] Vai alla recensione »

domenica 20 settembre 2020
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

«La necessità di andare a vedere cosa c'è dall'altra parte»: è questa la chiave d'accesso offerta da Gianfranco Rosi in sede di presentazione veneziana del suo «Notturno». Nonostante abbia incantato la critica, il film è uscito a mani vuote dalla disfida del Lido, non avendo raggiunto il cuore della presidente di Giuria, Cate Blanchett, com'era invece capitato a Berlino nel 2016 con Meryl Streep, ammaliata [...] Vai alla recensione »

domenica 13 settembre 2020
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Quasi fosse un occhio freddo, il cinema di Gianfranco Rosi osserva e racconta l' accadere - il tragico accadere - che insanguina il Medio Oriente. Dal 2017, l' autore di Sacro Gra (2013) e Fuocammare (2016) per tre anni ha percorso i confini di Iraq, Kurdistan, Siria e Libano, e ne ha tratto il suo Notturno (Italia, Francia e Germania, 2020, 100'). Il film si apre su un cielo scuro.

sabato 12 settembre 2020
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Poesia, tanta poesia. Sul dolore? Certo, sul dolore. E' la mossa neanche tanto segreta per ricattare lo spettatore: qualsiasi critica vale come cinismo e insensibilità, verso un regista che per tre anni ha girato in Siria, Libano, Kurdistan. "Rischiando la vita e tornandone cambiato", dice (assestando il colpo di grazia). Inizia con la madre che si dispera toccando le pareti del carcere dove il figlio [...] Vai alla recensione »

sabato 12 settembre 2020
Tonino De Pace
Duels.it

Per Gianfranco Rosi il reale è visibile dal margine, solo dai margini si manifesta nella sua interezza e spoglia essenza. Anche Notturno in Concorso a Venezia 77 come già in Sacro Gra e Fuocoammare, l'osservazione dell'autore parte dai margini della scena, per mettere a fuoco il centro. Notturno è un film girato sui confini di un'area mediorientale estesa che va dall'Iran al Libano, comprendendo la [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 settembre 2020
Flavio De Bernardinis
Micromega

Appena presentato a Venezia, e già uscito nelle sale, il nuovo film di Gianfranco Rosi, l'autore di Sacro GRA e Fuocoammare, dal titolo Notturno, induce ad alcune riflessioni, riguardanti sia il linguaggio cinematografico sia gli spinosi temi che affronta. Sulla forma filmica, c'è da dire che Notturno mette in campo la questione tipica del genere chiamato film etnografico, su cui si interrogava per [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 settembre 2020
Valerio Caprara
Il Mattino

Come previsto non ha invece deluso Notturno, il nuovo film di Gianfranco Rosi, il regista dei premiatissimi Sacro GRA e Fuocoammare: una sorta di oratorio per immagini rare e preziose intonato dalla cinepresa lungo i confini del Kurdistan, Siria, Iraq e Libano in cui non si cercano lo scoop delle carneficine, bensì il sapore, l' odore, il rumore di un non-luogo dove le persone tentano di ricucire le [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 settembre 2020
Francesco Boillé
Internazionale

Molto bello, sfaccettato e non mancherà di far discutere perché problematico dietro un'evidenza che ne cela la complessità: è Notturno, il nuovo documentario di Gianfranco Rosi, filmato nell'arco di tre anni sui confini di Iraq, Siria, Kurdistan e Libano, ora giunto nelle sale italiane in parallelo con la sua presentazione nel concorso di Venezia 77.

giovedì 10 settembre 2020
Gian Luca Pisacane
Famiglia Cristiana

Sinfonia crepuscolare di un mondo che sanguina. Fin dai titoli il cinema di Gianfranco Rosi ha un'anima musicale: Fuocoammare, come la canzone del Dj Giuseppe Fragapane, Notturno, come le composizioni ispirate al calar del sole. Notturno come un universo dove le luci si spengono e bisogna continuare a vivere anche nelle tenebre. Tre anni di lavoro, come per Sacro GRA, quasi in solitudine, in Medio [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 settembre 2020
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

"Notturno" di Gianfranco Rosi, regista già premiato con Orsi e Leoni d'oro, i cui lavori sono stati tuttavia anche oggetto di perplessità etiche (soprattutto "Fuocoammare"), è come un libro di storia di cui si ammira la copertina, ma che all'interno ha diverse pagine bianche e quelle scritte non aiutano. Punta all'astrazione, come fosse un ulteriore deserto dei tartari, soldati di vedetta in paesaggi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 settembre 2020
Gabriele Niola
Wired

Il cineasta italiano in attività più titolato e premiato non è Paolo Sorrentino, è Gianfranco Rosi. Nonostante non sia altrettanto noto e nonostante non abbia né gareggiato per un Oscar né di conseguenza ne abbia vinto uno, con quattro film ha portato a casa un Leone d'Oro (Sacro Gra, 2013) e un Orso d'Oro (Fuocoammare, 2016). Il suo quinto è qui alla Mostra del cinema di Venezia, in concorso, e si [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 settembre 2020
Alex Vicente
El Paìs

El director italiano Gianfranco Rosi regresó este miércoles a la competición en la Mostra de Venecia, siete años después de alzarse con el León de Oro en 2013 con Sacro GRA, con un nuevo documental rodado en las fronteras que separan Siria, Irak, Kurdistán y Líbano. Notturno recoge escenas cotidianas y breves encuentros con civiles, en el intersticio que dejan las guerras civiles y los ataques militares. E [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 settembre 2020
Cristina Piccino
Il Manifesto

Racconta Gianfranco Rosi che la più grande difficoltà, e forse anche la maggiore fatica del suo nuovo film, Notturno, terzo titolo italiano del concorso veneziano e da oggi nelle sale, è stata la luce. Nei luoghi dove ha girato, lungo i confini di quel Medio Oriente che nella percezione collettiva è divenuto un' unica zona di guerra, distruzione, dolore la luce era una sfida, si doveva attendere il [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 settembre 2020
Adriano De Grandis
Il Messaggero

È stato il giorno del Medio Oriente: lo raccontano un regista (Gitai) che continua la perlustrazione della sua terra di origine (Israele) con sguardo ecumenico ma stavolta con un paradossale vuoto di parole; e un autore (Rosi) che arriva da lontano, cercando di catturare l' essenza di guerre e distruzioni, ma non riuscendoci bene come Guerra e pace di D' Anolfi e Parenti, appena passato anch' esso [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 settembre 2020
Emiliano Morreale
La Repubblica

Gianfranco Rosi è il simbolo dell' equiparazione del cinema documentario a quello di finzione, almeno nei festival. Il suo Leone d' oro per Sacro GRA , e l' Orso d' oro per Fuocoammare , hanno sancito la forza del "cinema del reale", che ha espresso alcune delle forze migliori del cinema recente, soprattutto in Italia. Notturno , accolto con dieci minuti di applausi, porta all' estremo una linea [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 settembre 2020
Alessandra Levantesi
La Stampa

Se Laila è Notte, il documentario di Gianfranco Rosi è Notturno; se Laila suggerisce la possibilità di cancellare i confini, Rosi piazza l' obiettivo ai confini dei fronti bellici fra Kurdistan, Siria, Iraq e Libano, fotografando le zone limitrofe dove la guerra è passata, lasciandosi dietro un dolente e desolato paesaggio di miseria e distruzione. Madri che piangono i figli, figli rimasti orfani, [...] Vai alla recensione »

martedì 8 settembre 2020
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Più vedi il documentario Notturno di Gianfranco Rosi più ti accorgi della forza del reale che può trasmetterti il cinema. Secondo italiano in Concorso a Venezia 77, l'opera sesta del regista italiano è un ritorno maestoso alle origini di un rigoroso percorso estetico ed etico che all'epoca del Sacro Gra avevamo, paradossalmente, un po' perso di vista.

martedì 8 settembre 2020
Ben Croll
IndieWire

At one lyrical interval in Gianfranco Rosi's "Notturno," a fisherman paddles his small boat down a river lit by the rising sun. Something seems off: the sky stays dark too long, and the distant star burns too brightly. Once the discharge of automatic weapons becomes more prominent in the sound mix, however, we realize that such explosive light is no sun at all - and that for the figures given the [...] Vai alla recensione »

martedì 8 settembre 2020
Aldo Spiniello
Sentieri Selvaggi

Tre anni di esplorazione nelle zone di confine tra il Libano, la Siria, l'Iraq e il Kurdistan. Zona calda, di guerre, eccidi, dittature oppressive e democrazie fragilissime, di intolleranze religiose e popoli in fuga. Già l'aria dell'impresa dovrebbe blindare il film, starne a garanzia. E Gianfranco Rosi, scommettiamo, lo sa bene. Ma la verità è che, muovendosi lungo la frontiera, incontra una terra [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
mercoledì 9 settembre 2020
 

Ieri grande emozione anche per il Leone d'Oro alla Carriera di Ann Hui. Oggi attesa per Le sorelle MacalusoVai all'articolo »

MOSTRA DI VENEZIA
martedì 8 settembre 2020
Tommaso Tocci

Quattro anni dopo Fuocoammare, un film girato nelle zone calde del Medio Oriente. In Concorso a Venezia77. Vai all'articolo »

TRAILER
mercoledì 26 agosto 2020
 

Il racconto della quotidianità che sta dietro la tragedia della guerra. In concorso a Venezia 77 e dal 9 settembre al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
mercoledì 5 agosto 2020
 

Con questo film Rosi dà voce ad un dramma umano che trascende le divisioni geografiche e il tempo dei calendari; illumina, attraverso incontri e immagini, la quotidianità che sta dietro la tragedia continua di guerre civili, dittature feroci, invasioni [...]

NEWS
martedì 4 agosto 2020
 

Un documentario girato nelle zone calde di Siria, Libano e Iran. Vai all'articolo »

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