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Maleficent - Signora del male, l’accessibilità della malvagità della Disney

Il film con Angelina Jolie mette in luce quanto sia complesso creare un personaggio cattivo credibile. Al cinema.

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Angelina Jolie (Angelina Jolie Voight) (44 anni) 4 giugno 1975, Los Angeles (California - USA) - Gemelli. Interpreta Malefica nel film di Joachim Rønning Maleficent - Signora del Male. Al cinema da giovedì 17 ottobre 2019.
lunedì 21 ottobre 2019 - Scrivere di Cinema

Quando Disney affronta la cattiveria e concede al male il ruolo di attore protagonista è ingenuo, se non addirittura presuntuoso, aspettarsi che il volto prestato alla malvagità non si limiti che ad una descrizione presentazionale, o che il villain non nasconda sottopelle le sue pulsioni più macabre facendole emergere, di tanto in tanto, solo come scoria. Nell'ottica di questa crudeltà postulata e mai risolta, promessa nella fase preliminare del racconto e poi mai realmente concessa, la politica Disney positivizza il male per renderlo accessibile, lo trasforma da condizione di presupposta immutabilità iniziale ad esperienza di redenzione come esito conclusivo.

In sostanza, il bene viene vissuto come l'unico statuto stilistico possibile alla comprensione dell'oggetto-cinema.
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Può capitare che alle volte l'antagonista sia così eccezionalmente scritto da assumere le proporzioni di una minaccia addirittura credibile (e in questo senso vale senz'altro la pena di ricordare il lavoro elegantissimo di Tilda Swinton sulla Strega Bianca delle Cronache di Narnia), ma capita più spesso che ad un villain in grado di comunicare e di entrare in connessione col suo pubblico corrisponda un'immediata ridefinizione dei suoi codici linguistici.

Nel caso frequente delle saghe, parliamo del passaggio da cattivo a buono. Basti pensare al ruolo di Barbossa nei Pirati dei Caraibi, piuttosto borderline già dai tempi della Maledizione della prima luna e negli episodi successivi via via più comico, a quello di Loki per l'universo Marvel e, arrivando all'ultima proposta Disney nelle sale, a quello di Malefica. Se il primo capitolo datato 2014 si inseriva perfettamente all'interno della formula per cui la cattiveria era sì oggetto di ostentazione ma non era assolutamente un atto d'identità da parte del personaggio in questione, Maleficent - Signora del male (guarda la video recensione) ripropone lo schema narrativo attraverso il quale chi prima vestiva i panni del nemico finisce col diventare ora un potente alleato dei buoni.


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