| Titolo originale | The Favourite |
| Anno | 2018 |
| Genere | Biografico, Storico, |
| Produzione | Grecia |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Yorgos Lanthimos |
| Attori | Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn James Smith (II), Mark Gatiss, Jenny Rainsford, Jack Veal, Jon Locke, Emma Delves, Faye Daveney, Paul Swaine, Jennifer White (II), Lilly-Rose Stevens, Denise Mack, Horatio, Willem Dalby, Edward Aczel, Carolyn Saint-Pé, Everal A Walsh, Basil Eidenbenz, Declan Wyer, Anthony Dougall, James Melville, Timothy Innes, Ben English, Wilson Mbomio, Peter Brookes, Gavin Henderson, Djordje Jovanovic, Sam Kemp, Hana McDowell, James Perrin, Luca Wiseman, Callum Lewin, Liam Fleming, Angela Hicks, Martin Pemberton. |
| Uscita | giovedì 24 gennaio 2019 |
| Tag | Da vedere 2018 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,41 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 11 febbraio 2019
Argomenti: Royal Family
Primi anni del XVIII secolo. L'Inghilterra è in guerra contro la Francia e una fragile regina Anna siede sul trono. Il film ha ottenuto 9 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato a Venezia, 4 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 10 candidature e vinto 7 BAFTA, 4 candidature agli European Film Awards, 13 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a Spirit Awards, ha vinto un premio ai CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards, In Italia al Box Office La favorita ha incassato 3 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Inghilterra, 18esimo secolo. La regina Anna è una creatura fragile dalla salute precaria e il temperamento capriccioso. Facile alle lusinghe e sensibile ai piaceri della carne, si lascia pesantemente influenzare dalle persone a lei più vicine, anche in tema di politica internazionale. E il principale ascendente su di lei è esercitato da Lady Sarah, astuta nobildonna dal carattere di ferro con un'agenda politica ben precisa: portare avanti la guerra in corso contro la Francia per negoziare da un punto di forza - anche a costo di raddoppiare le tasse sui sudditi del Regno. Il più diretto rivale di Lady Sarah è l'ambizioso politico Robert Harley, che farebbe qualunque cosa pur di accaparrarsi i favori della regina. Ma non sarà lui a contendere a Lady Sarah il ruolo di Favorita: giunge infatti a corte Abigail Masham, lontana parente di Lady Sarah, molto più in basso nel sistema di caste inglese.
Quel che non manca ad Abigail però sono la bellezza e l'istinto di sopravvivenza, sviluppato in decenni di abusi e prepotenze subìte. Quale delle due donne riuscirà ad insediarsi per sempre come Favorita della regina?
Yorgos Lanthimos applica la sua visione nichilista ad un trio tutto al femminile e a una società teatro di sanguinosi conflitti di classe. E proprio perché il contesto e le tre protagoniste hanno motivi condivisibili per essere spietate, la storia esce dall'astrazione metafisica che aveva caratterizzato i lavori precedenti del regista.
La Favorita è calato in un contesto storico e politico ben preciso, e racconta senza troppe esagerazioni la condizione femminile come un percorso a ostacoli all'interno di un mondo patriarcale che lascia alle donne pochissimi spazi di manovra, e ancor minori difese. L'unica donna che conta, qui, è la regina, ma questo non la sottrae alle logiche del potere declinato al maschile, che si esprime al grado zero con l'ennesima guerra. Anna è una bambina mai cresciuta (e impossibilitata a veder crescere i suoi numerosi figli) capace di improvvise gentilezze e di altrettanto imprevedibile ferocia. Una creatura sola e malata al crocevia degli interessi degli altri, mascherati da ossequio o da affetto. Ma al contrario di ogni altro cittadino inglese, la regina può dire: "Si fa così perché lo dico io" - il che è il sogno di ogni bambino viziato, oltre che la più elementare espressione del potere assoluto. Per questo l'ironia che colora tutta la narrazione è maliziosa e puerile, incline al dispetto più ancora che al sopruso, e solleva (finalmente) la narrazione dal registro plumbeo di molto Lanthimos precedente.
La cinepresa del regista (e del suo direttore della fotografia, l'irlandese Robbie Ryan, già "occhio" di Andrea Arnold) crea spazi compressi e claustrofobici, microcosmi autoreferenziali schiacciati da un fish eye che stritola gli esseri umani in una morsa fatale. All'interno delle sue inquadrature le tre attrici protagoniste - Olivia Coleman nei panni della regina, in grado di fingere un'emiparesi senza perdere i tempi comici e drammatici, Rachel Weisz in quelli di Lady Sarah ed Emma Stone nel ruolo di Abigail - fanno a gara a superarsi in bravura, ognuna alzando l'asticella recitativa a mano a mano che nei loro personaggi aumenta il livello di perfidia e la capacità di inventarsi strategie di dominio sempre più perverse. Ad ogni loro gesto corrisponde un istinto vitale, ancorché malato, che questa volta ha una giustificazione sociale e porta acqua al mulino dell'empowerement femminile: mostrando però come la brutalità e l'efferatezza non siano appannaggio solo maschile, ma parte integrante (e imprescindibile) della natura umana.
Dopo due ottimi film surreali e metaforici (“The Lobster”, 2015 e “Il sacrificio del cervo sacro”, 2017), il regista greco Yorgos Lanthimos tenta un genere per lui nuovo, il film storico, con ottimi risultati. Magistralmente servito da una sceneggiatura non sua (di Deborah Davis e Tony McNamara), Lanthimos entra alla corte inglese di Anna Stuart (regina dal 1702 al 1707) e ce [...] Vai alla recensione »
Quando, nelle prime immagini la favorita del momento con gesti ossequiosi la libera dal candido manto di ermellino con lungo strascico e dalla pesante corona, nella realtà della Storia la regina Anne di Gran Bretagna, ultima Stuart, ne ha già fatte di ogni colore: assieme alla sorella maggiore Mary II, che l'ha preceduta sul trono, ha contribuito a cacciare dal trono il padre, re James II, ha rotto [...] Vai alla recensione »