Cézanne - Ritratti di una vita

Film 2017 | Eventi, Documentario +13 85 min.

Titolo originaleCézanne - Portraits of a Life
Anno2017
GenereEventi, Documentario
ProduzioneGran Bretagna
Durata85 minuti
Regia diPhil Grabsky
Uscitamartedì 8 maggio 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneNexo Digital
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Phil Grabsky. Un film Da vedere 2017 Titolo originale: Cézanne - Portraits of a Life. Genere Eventi, Documentario - Gran Bretagna, 2017, durata 85 minuti. Uscita cinema martedì 8 maggio 2018 distribuito da Nexo Digital. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Un viaggio nella vita di uno dei più grandi artisti mai esistiti attraverso gli spazi e le lettere private che ne segnarono l'esistenza.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
L'affascinante ritratto del padre dell'arte moderna (e dei suoi ritratti).
Recensione di Rossella Farinotti
martedì 10 aprile 2018
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Quando un artista è anche un innovatore lo si riconosce nel tempo. Cézanne lo è stato: un rivoluzionario nella pittura, tanto da essere, ancora oggi, un esempio per chiunque si approcci a quel mezzo. L'artista francese (1839-1906) ha inventato un modo per rendere la prospettiva attraverso il colore piano: pennellate piatte che, strato dopo strato, restituiscono allo spazio volumi modulati. Per questo, racconta il nipote dell'artista Philippe Cézanne, il bis-nonno era angosciato, pennellata dopo pennellata, dal fare un gesto sbagliato e rovinare l'intera composizione pittorica.

Cézanne. Ritratti di una vita racconta questi e altri dettagli dell'opera dell'artista, delle sue vicende famigliari e dei rapporti sociali partendo da un punto di partenza preciso e originale: una grande mostra di ritratti di Cézanne inaugurata al Musée d'Orsay a Parigi nel 2017 e portata successivamente alla National Gallery di Londra e poi, in questi giorni, presso quella di Washington, dove sarà aperta fino al primo luglio.

Un'esposizione insolita per un artista che è riconosciuto e studiato nel panorama della storia dell'arte moderna come il pittore delle nature morte - quelle mele e pere preziosamente custodite al Moma di New York, ad esempio - e dei paesaggi - dal suo luogo di nascita, Aix-en-Provence fino alle strade e ai palazzi di Parigi, città frequentata, ma non amata.

Ritratti di una vita è infatti la prima retrospettiva dedicata a Cézanne dove i volti e i ritratti delle persone che lo circondavano sono protagonisti. Paul Cézanne in città non si sentiva accettato dalla borghesia e dai collezionisti, e neppure dai colleghi artisti, come quelli che facevano parte del circolo di Manet e degli Impressionisti. Era un uomo di provincia, benestante, ma che veniva dalla campagna. E gli interessava la realtà. Era quella che voleva dipingere. Infatti quando, sin da giovane con il suo amico scrittore Émile Zola - anche lui della Provenza - si recava al Louvre - racconta la direttrice del Musée d'Orsay Laurence des Cars - uno degli artisti che copiava più frequentemente era Courbet, perché dipingeva l'essenza delle cose, le persone normali che svolgevano mestieri ordinari.

A Cézanne l'effimero non interessava e attraverso le sue pennellate apparentemente impulsive, già dalle prime più giovanili, dove il gesto era più tenace, raccontava il quotidiano: una caffettiera con la sua tazzina accanto - "La donna con la caffettiera" (1895) -, "Il giardiniere Vallier" (1906), seduto con il suo cappello di paglia senza il volto dettagliato, o ancora "I giocatori di carte" (1890-95) che, anonimi, giocano al tavolino di un bar.

Il film ripercorre la vita dell'artista attraverso due elementi narrativi principali: lo scambio epistolare dell'artista con amici intellettuali, da Zola, Pisarro o Huot e, il secondo livello, solido e importante, attraverso le immagini delle opere. Il regista si sofferma sui dipinti senza orpelli e forzature. Senza musiche d'impatto e parole. Bastano i volti ritratti; i paesaggi luminosi; quegli elementi quotidiani dipinti con pochi, essenziali tocchi.

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