| Titolo originale | Nocturnal Animals |
| Anno | 2016 |
| Genere | Thriller, Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 115 minuti |
| Regia di | Tom Ford |
| Attori | Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Michael Shannon (II), Aaron Taylor-Johnson, Isla Fisher Karl Glusman, Armie Hammer, Laura Linney, Andrea Riseborough, Michael Sheen, Kim Basinger, Kristin Bauer van Straten, Toni French, Ellie Bamber, Amanda Fields, Carson Nicely, Lee Benton, India Menuez, Robert Aramayo, Bobbi Salvör Menuez, Imogen Waterhouse, Franco Vega, Zawe Ashton, Evie Pree, Beth Ditto, Graham Beckel, Neil Jackson, Jena Malone, Sydney Schafer, Evan Bittencourt, Janet Song, Michele Dunn, Lori Jean Wilson, Peggy Fields Richardson, Piper Major. |
| Uscita | giovedì 17 novembre 2016 |
| Tag | Da vedere 2016 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,28 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento lunedì 21 novembre 2016
Tom Ford, dopo il suo esordio con A Single Man, torna alla regia di un film dai risvolti thriller. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, 3 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 9 candidature a BAFTA, 3 candidature a London Critics, 3 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office Animali notturni ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 2 milioni di euro e 722 mila euro nel primo weekend.
Animali notturni è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Susan Morrow, proprietaria di una prestigiosa galleria d'arte, riceve un manoscritto dal marito da cui la separano diciannove anni e un rimosso che emerge prepotente dalle pagine del suo romanzo. Un thriller che avanza nell'orizzonte piatto del Texas e dentro una notte mai così nera e profonda. Una notte che cattura Susan e la inchioda al suo letto, dietro gli occhiali e una vita di apparenze. Perché Susan molti anni prima ha divorziato crudelmente da Edward per sposare Walker, che non sopporta i fallimenti e la tradisce sulla East Coast, perché Susan vive una vita che scivola abulica sulla superficie delle opere che espone. Ma niente ora è più reale di quelle pagine che consuma con gli occhi, svolge col cuore, riorganizza nella testa, risalendo il tempo e la storia del suo matrimonio.
Thriller coniugale nella cornice dell'arte contemporanea e critica 'con delitto' alla dittatura delle apparenze, Animali notturni è una parabola crudele sul matrimonio. Un matrimonio rigettato sul volto di una donna che porta a coscienza il dolore inflitto al coniuge.
Un ex marito che trova la sua vendetta sulla pagina, mediando con l'arte il lutto e la perdita. Se l'arte 'messa in scena' da Susan è icona di se stessa, priva di un significato intrinseco e ridotta a macchina per formalizzare il dissenso e produrre pseudo-filosofie e pseudo-estetiche, quella praticata da Edward ricompone un disagio e lo cura, trovando al materiale grezzo e lavico dell'esperienza patita una nuova organizzazione testuale. Consegnando al genere, quello del thriller, la propria traiettoria esistenziale, protagonista e autore trasformano i fatti in arte-fatti e sperimentano la mediazione calcolata del linguaggio letterario (Edward) e cinematografico (Ford).
Alla maniera di Edward, Tom Ford sublima la dimensione informe dell'esperienza nel miracolo di un'opera che dissimula l'orrore lungo le linee chiare, dentro la fluida successione dei piani e nell'eleganza serica della sua protagonista. Come Edward, ancora, il regista orchestra il suo thriller nero con la meticolosità di un couturier, cucendo col delitto e l'illusione romantica un'indagine che stana i colpevoli e ridistribuisce carte e ruoli in un'altalena di rette e scarti che passano tutti per un 'centro' di vista. Lo sguardo di Susan che procede a ritroso dietro un paio di occhiali Tom Ford, deragliando il film sul reale e su un'America fabbrica di mostri. Di quella società la sequenza flesh and trash di apertura restituisce la misura disturbante, l'eccedenza, la pornografia e l'estremo limite di plasticità di una forma vivente. Ma la sfigurazione si regola rapidamente nella figurazione: all'esibizione progressiva della carne subentra la trasfigurazione di un'esperienza privata che genera orientamenti di partecipazione e scoraggia il fruitore voyeuristico.
Nella forbice, che scivola sul tessuto narrativo, si definisce Tom Ford, imperatore del marketing di lusso, re di uno chic esuberante che sa quando togliere un accessorio, smorzare un rossetto e incrementare il suo capitale di empatia dopo A Single Man, il suo primo bijou di emozione. Creatore di moda e di forme, capace di sviluppare un universo coerente sullo schermo come sulla passerella, i suoi film si rivelano nei dettagli, evocando la rigida geometria hitchcockiana, celebrando la costruzione tesissima della sua opera e rimettendosi a un cinema sensibile alla qualità plastica delle immagini e alla maschera femminile, in cui si annida una crudeltà animale. Adattamento del noir postmoderno di Austin Wright ("Tony & Susan") e vertigine di scrittura che allaccia autore e lettore, Animali Notturni inghiotte Amy Adams nel racconto incorniciato e produce nel racconto maggiore il suo doppio omicida. La vendetta è servita con un rapimento notturno che avvia un'inchiesta e la ricostruzione esistenziale di un uomo dolente nascosto dietro al quadro professionale. A sua volta Susan, sfinge infinitamente (tra)vestita, si interroga sulla natura di Edward, narratore che si fa eroe di un libro e di una forza altra, romantica, creativa, performativa e incompatibile con la sua tendenza a intellettualizzare tutto per evitare di passare all'azione, organizzando la sua esistenza su un principio di sopravvivenza perfettamente egoista. E perfettamente abbigliato. Un altro modo in fondo di lottare contro la propria mediocrità. Il modo à la mode di Tom Ford.
NO SPOILER: Era da tanto che non provavo emozioni del genere al cinema, era da tanto che non vedevo un thriller così ben strutturato, solido e dannatamente violento in modo implicito. La seconda opera di Tom Ford ti trascina in un tripudio di emozioni dall’inizio alla fine, tale da non ricordare nemmeno di essere in una sala. La regia è solida, originale e ben costruita.
I rapporti tra cinema e moda vanno ben al di là delle più note collaborazioni tra industrie in materia, e ben oltre i sempre citati Colazione da Tiffany con Audrey Hepburn vestita Givenchy o Il diavolo veste Prada. Questioni di immaginari, di trasferimenti sotterranei, di palesi influenze dell'uno sull'altra, anche per quel che riguarda subculture e stili urbani. Assai meno frequente, invece, lo sbarco di stilisti dietro la macchina da presa, un processo di formalizzazione del proprio talento che pare curiosamente più naturale per gli scrittori che non per i designer, probabilmente per la natura narrativa del cinema.
Con Animali notturni Tom Ford dispiega l'intero potenziale, tanto più efficace quanto più (probabilmente) irritante per chi vorrebbe che i grandi artisti di un singolo campo non si azzardassero a provarne altri.
Tom Ford, fin dal sinuoso esordio A Single Man, ha mostrato di saper lavorare sul narrativo senza scontentare chi si aspetta da lui - con atteggiamento culturalmente un po' pigro - solo grandi intuizioni di cultura visuale. Anzi, là come in questo Animali notturni, Ford adatta un romanzo, quindi abbiamo uno stilista che dapprima si trasforma in sceneggiatore e poi in regista. Sono tre mestieri, non due. E mentre l'esordio con Colin Firth possedeva una dimensione contemplativa, meno interessata alla storia in sé e più al mondo rappresentato, malinconico e sgargiante (non del tutto indipendente dalla probabile influenza dei film di Wong Kar-wai), è con Animali notturni che Tom Ford sembra dispiegare l'intero potenziale, tanto più efficace quanto più (probabilmente) irritante per chi vorrebbe che i grandi artisti di un singolo campo non si azzardassero a provarne altri. E in effetti spesso accade di trovare cantanti che sono pessimi romanzieri, fotografi che non sanno girare nemmeno un cortometraggio o fumettisti che crollano di fronte all'animazione.
I titoli di testa e l'ultima sequenza colpiscono e sconcertano particolarmente, facendo in modo di polarizzare nei momenti cruciali le dispute che tutti i thriller aspirano a suscitare tra gli spettatori. In esse, in effetti, possono cogliersi sia il gusto provocatorio sia il sincretismo narrativo che caratterizzano "Animali notturni": Gran premio della giuria alla Mostra di Venezia, il film è tratto [...] Vai alla recensione »