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Ultimo aggiornamento martedì 2 aprile 2019
Una storia d'amore nata durante la seconda guerra mondiale nasconde dei segreti che piano piano verranno a galla. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura a Razzie Awards, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Allied - Un'ombra nascosta ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 4,9 milioni di euro e 1,9 milioni di euro nel primo weekend.
Passaggio in TV
il film è stato trasmesso giovedì 26 febbraio 2026 ore 15,40 su SKYCINEMA1
Allied - Un'ombra nascosta è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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CONSIGLIATO SÌ
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1942. Il comandante di aviazione franco-canadese Max Vatan arriva a Casablanca per conoscere Marianne Beausejour e fingersi il suo consorte. Insieme i due devono farsi invitare al ricevimento dell'ambasciatore tedesco e assassinarlo. L'operazione è un successo e tra Max e Marianne nasce il più imprevedibile e incauto degli amori.
Aprire su una storia di spie al tempo della seconda guerra mondiale, in cui l'elevato tasso di glamour è intuibile sin da subito, è una chiara scelta di campo. Ambientare l'inizio di questa storia a Casablanca lo è altrettanto, con un portato di cinefilia e di rimandi a (o confronti con) modelli ingombranti, che solo un autore della portata di Robert Zemeckis è in grado di sostenere.
Oggi che il cinema si pone, sempre più, come un oggetto di analisi in cui la componente narrativa recita un ruolo quasi secondario, in cui a contare è come lo si dice più che quel che si dice, Zemeckis rappresenta la cartina di tornasole ideale. Per dire di due titoli lontani tra loro ma altrettanti entusiasmanti in questo senso, già Flight, A Christmas Carol o Polar Express costituiscono strumenti di intrattenimento discutibili, ma sfide concettuali fuori dal comune. Se guardando alla superficie di Allied è infatti possibile cogliere citazioni o (apparenti) ingenuità o (apparenti) discese nel cattivo gusto - la scena di sesso nella tempesta di sabbia o l'ellissi a cui segue il parto in un ospedale bombardato dai tedeschi - alterando il livello di lettura è inevitabile apprezzare la maestria e la densità di senso del fare cinema di Zemeckis.
Nell'incipit che vede il comandante Vatan paracadutarsi nel deserto, avvicinandosi al suolo senza mai atterrare, sono in gioco, da subito, sia il simbolismo che il senso di irrealtà che caratterizzano la ricostruzione di Allied. Insieme a Tarantino - e alla sua grottesca riscrittura della Storia - quello di Zemeckis è un racconto sul cinema e sullo storytelling attorno ai fatti della seconda guerra mondiale, dove lo Spielberg di Salvate il soldato Ryan intendeva riprodurre quei fatti, nella maniera più realistica possibile.
Il sapore è quello del cinema classico, con Pitt e Cotillard come divi irraggiungibili e impeccabilmente agghindati, con Casablanca nuovamente teatro di transizione, d'amore e di segreti (benché ci sia molto più Hitchcock che Curtiz in Allied). Ma è un'immagine trasfigurata, doppiamente falsa - come testimoniano gli specchi in cui si riflette l'immagine di Marianne - che rivela la sua natura contemporanea attraverso alcuni imprescindibili dettagli. Il turpiloquio, la messa in scena esplicita della tensione sessuale, una coppia omosessuale ritratta come sarebbe stato impensabile fare al tempo della RKO. In linea con la sua produzione più recente, Zemeckis depista volutamente lo spettatore, con quella padronanza beffarda che è propria di chi accetta le sfide solo quando comportano un rischio estremo (A Christmas Carol, The Walk). Cinema della (dis)illusione, tra i più audaci e interessanti in circolazione. Per chi è disposto ad accettare la sfida e a non accontentarsi.
Peccato, poteva essere un bel film, ma i portagonisti sono fuori luogo, soprattutto un Brad Pitt irriconoscibile per eccesso di botox che ne annulla ogni espressione e lo rende bolso e inadeguatamente falso giovane (53 anni). Marion Cotillard ce la mette tutta, ma anche lei è inadeguata e un po' stantia. Possibile che non vi siano stati degli attori trentenni brillanti che potessero dare [...] Vai alla recensione »
Da giovedì 12 gennaio è nelle sale Allied - Un'ombra nascosta, il nuovo film di Robert Zemeckis, con Brad Pitt e Marion Cotillard. È una storia completa, come quelle di una volta: guerra, thriller, amore.
Questa volta Zemeckis ha deciso di raccontare secondo regole antiche, efficaci e semplici, in una sorta di ripensamento revisionista rispetto a quello che è il suo stile accreditato e di grande successo.
Il titolo consente una breve digressione sui codici dei film sulle guerre americane ed effetti collaterali, chiamiamoli così. Sono centinaia i titoli sulla seconda guerra mondiale. Allora il senso era abbastanza semplice: gli americani erano i buoni, i nazisti e i giapponesi erano i cattivi. I film potevano vivere di luce... cinematografica, semplicemente, avventura, azione, eccetera. Le implicazioni politiche erano superflue, i nemici erano cattivi e basta.
Tutto cambiò col Vietnam, la famosa "sporca guerra" mai condivisa dall'intellighenzia e dal popolo. In questo senso ci si sono messi grandi autori, come Coppola (Apocalypse Now), Stone (Nato il 4 luglio), Kubrick (Full Metal Jacket), Cimino (Il cacciatore): visioni critiche, persino abrasive e cattive, nei confronti delle amministrazioni che avevano avallato quella guerra. Dunque: politica, magari ideologia. E poi le guerre del golfo. A loro volta avversate in chiavi ancora più complesse. Secondo autori come Mendes (Jarhead), Russell (Three Kings), Zwick (Il coraggio della verità), Bigelow (The Hurt Locker, premio Oscar): firme meno storicizzate di quelle sopra, ma per ragioni di... generazione.
Rientrando dalla digressione, il "ripensamento"di Zemeckis riguarda la trama: un agente segreto canadese e una combattente della resistenza francese sono impegnati in una missione. Riguarda i sentimenti: si innamorano, avranno una bambina. Riguarda il thriller: lei, forse, è una spia tedesca. Codici semplici e antichi, appunto, che il cinema moderno ritiene scontati e banali, da oltrepassare. Così, in guerra e nello spionaggio non c'è questa grande differenza fra buoni e cattivi, la violenza diventa un elemento costante, rilanciata esponenzialmente dagli effetti speciali, e poi il sesso, che spesso sfiora l'hard, come in Allied, e l'immancabile momento omosessuale, sempre in Allied, che in quel cinema lontano non poteva neppure essere ammiccato.
Come le dive del grande cinema d'altri tempi, Marion Cotillard seduce con un gesto, un sorriso, un fruscio dell'abito di seta. In Allied - Un'ombra nascosta, nei panni della spia Marianne Beausejour, mette alla prova il comandante d'aviazione Brad Pitt (Max Vatan) sbottonando lentamente la camicetta e, senza alcun bisogno di andare avanti, fa alzare al massimo la temperatura del film.