L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo

Film 2015 | Biografico +13 124 min.

Titolo originaleTrumbo
Anno2015
GenereBiografico
ProduzioneUSA
Durata124 minuti
Regia diJay Roach
AttoriBryan Cranston, Diane Lane, Helen Mirren, Louis C.K., Elle Fanning, John Goodman Michael Stuhlbarg, Alan Tudyk, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Dean O'Gorman, Roger Bart, David James Elliott, Dan Bakkedahl, Laura Flannery.
Uscitagiovedì 11 febbraio 2016
TagDa vedere 2015
DistribuzioneEagle Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,98 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jay Roach. Un film Da vedere 2015 con Bryan Cranston, Diane Lane, Helen Mirren, Louis C.K., Elle Fanning, John Goodman. Cast completo Titolo originale: Trumbo. Genere Biografico - USA, 2015, durata 124 minuti. Uscita cinema giovedì 11 febbraio 2016 distribuito da Eagle Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,98 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dalton Trumbo fece parte della Hollywood Ten, professionisti del cinema che si rifiutarono di testimoniare davanti alla Commissione per la attività anti-americane. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes e 1 candidatura a BAFTA. In Italia al Box Office L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo ha incassato 147 mila euro .

L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD su IBS.it. Compralo subito

Consigliato sì!
2,98/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,10
PUBBLICO 3,33
CONSIGLIATO SÌ
Un biopic dal carattere idealista che preferisce concentrarsi sull'uomo più che sullo scrittore.
Recensione di Marianna Cappi
martedì 9 febbraio 2016
Recensione di Marianna Cappi
martedì 9 febbraio 2016

Dalton Trumbo sbarcò dal Colorado a Los Angeles, cominciò come lettore per la Warner Bros e divenne, negli anni Quaranta, uno degli sceneggiatori più ricercati d'America. Lavorò per la Columbia, la MGM, la RKO ed era una presenza fissa nella scena sociale hollywoodiana. Era anche comunista, schierato con i sindacati e in favore dei diritti civili. Nel 1947, finì, come mezza Hollywood, di fronte al Comitato per le Attività Antiamericane, ma, a differenza della maggior parte dei colleghi, rifiutò di rispondere alle domande. Andò in prigione, perse la casa, il lavoro, il palcoscenico sociale, eppure non si arrese: continuò a scrivere sceneggiature sotto falso nome e a battersi fino al successo per lo smantellamento della lista nera.
Così come il personaggio di cui narra, anche il film ha una visione ideale, che consiste nel parallelismo tra l'impegno di Trumbo nel mestiere, fatto di immersione totale e strenua resistenza al sonno e alla fatica, e l'impegno dello stesso per la difesa delle proprie convinzioni politiche, e soprattutto per la difesa della libertà di pensiero tout court: impegno non meno totalizzante e sottomesso ad una prova di altrettanta, se non maggiore, resistenza fisica e psicologica. Trumbo, infatti, non solo lavorò moltissimo, sotto pseudonimo, durante gli anni bui, ma passò altrettanto lavoro ai colleghi che avevano fatto la sua stessa scelta di coerenza e patito il medesimo ostracismo. Così agendo, testimoniava nella pratica un'idea di giustizia sociale intesa in primo luogo come redistribuzione della ricchezza e bombardava attivamente il muro di gomma che la Commissione e la paranoia diffusa avevano alzato attorno ai cosiddetti "Dieci di Hollywood".
Peccato che, alla visione ideale, corrisponda però un risultato sbilanciato, e proprio in sede di sceneggiatura: se, infatti, il percorso dell'esclusione e dell'umiliazione personale, nel bene e nel male, è tracciato con completezza e approda ad un finale adeguato, quello professionale, resta solo accennato. In un biopic su uno sceneggiatore, e di tale portata, avremmo voluto vedere più sequenze del genere di quella in cui Trumbo progetta Vacanze romane o discute col vivace Frank King (John Goodman), ma il film di Roach non ci accontenta: spostando il fuoco (anche rispetto al libro di Bruce Cook da cui è tratto) sul padre di famiglia e sul suo ruolo di esempio umano, il copione di McNamara sceglie chiaramente la via del racconto di eroismo e sacrifica l'indagine possibile sulle opere.
La pittoresca sequenza con Otto Preminger e Kirk Douglas è divertente, ma non risolve le cose.
Una nota di merito va invece a Bryan Cranston, che riesce nell'impresa di non rendersi a tutti i costi più interessante del personaggio che incarna.

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L'ULTIMA PAROLA - LA VERA STORIA DI DALTON TRUMBO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 25 giugno 2016
laurence316

Tratto dall'omonima biografia composta da B. A. Cook, Trumbo prende le mosse nel 1947 quando, a seguito della fine della Seconda Guerra Mondiale e alla vittoria degli Alleati, i rapporti fra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica già cominciano ad incrinarsi. Di questo si risente anche nella politica interna, con una crescente fobia di massa, abilmente alimentata dai media e da giornalisti [...] Vai alla recensione »

sabato 13 febbraio 2016
filippotognoli

Il nome Dalton Trumbo, prima di vedere la pellicola di Jay Roach, non mi diceva assolutamente niente. Ora invece posso dire di aver rivissuto la vita e le gesta di un piccolo grande eroe della nostra epoca.Accusato ingiustamente di essere un pericoloso e sovversivo Comunista in piena epoca post 2nda guerra mondiale negli USA,dove uno dei maggiori crimini era appunto q.

domenica 6 marzo 2016
Alex2044

Bryan Cranston meritava di più ma si è preferito premiare una carriera e non la singola interpretazione . Il film si regge tutto sulle sue spalle però che spalle . Un attore completo che rende in mondo perfetto il carattere di questo personaggio fuori dalle righe che è stato Dalton Trumbo . Il film ce lo mostra nei suoi lati più intimi ed anche famigliari e quindi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 maggio 2016
LBavassano

E’ indubbia la capacità dell’industria cinematografica statunitense di saper fare i conti con le pagine più oscure della storia americana, e della propria storia, traendone opere spesso ottime non solo dal punto vista dell’impegno civile. E sicuramente la caccia alle streghe ha rappresentato uno dei momenti più bui di tale storia, per i presupposti ideologici, per l’uso infame dello strumento della [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 maggio 2016
khaleb83

Decisamente un fillm impegnativo, da realizzare e da vedere. Una storia complessa non tanto per la trama in sé, estremamente lineare in realtà, quanto per le implicazioni storiche e sociali. L'Italia è sempre stata all'avanguardia in certe discipline, e già la parola comunismo evoca una serie di fraintendimenti che mette a nudo una profonda ignoranza politica; difficile [...] Vai alla recensione »

sabato 13 agosto 2016
lamoreaitempidelcolera

L'ultima parola è sempre quella che chiude un discorso, un'argomentazione, un diverbio, un confronto, un dibattito. I ragazzi dicono un'espressione efficace per chi riesce a dire efficacemente l'ultima parola, usando la frase "Ti ho chiuso", nel senso che non c'è altro da aggiungere. Ora, l'ultima parola può essere quella odiosa del Tiranno, che [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 giugno 2016
Luca1968

...cosa non mi è piaciuto del film e in particolare dell'interpretazione di Bryan Cranston. Ho dovuto rivedere alcune scene per rendermene conto: non tanto la recitazione sopra le righe, esagerata e con troppe smorfie, da vero gigione (dalle foto dell'epoca sembra che il vero Trumbo fosse effettivamente molto eccentrico), bensì il fatto che non sono quasi mai riuscito a vedere gli occhi, lo sguardo, [...] Vai alla recensione »

domenica 28 febbraio 2016
RONGIU

Nel corso del 1930, in risposta alla Grande Depressione e l'ascesa del fascismo migliaia di americani aderirono al Partito Comunista degli Stati Uniti.   Dopo l’alleanza degli Stati Uniti con l'Unione Sovietica durante la seconda guerra mondiale, molti di più aderirono al C.P.U.S.A.   Lo sceneggiatore Dalton Trumbo, per lungo tempo leader dei diritti dei lavoratori, [...] Vai alla recensione »

sabato 5 marzo 2016
GabryKeegan

Il film di Jay Roach (regista di tante commedie famose) non supera fino in fondo il test di grande opera, ma regala comunque una ottima biografia di un uomo sconosciuto al grande pubblico. Tra attori di Hollywood, giornalismo spietato e la politica iniziale della Guerra Fredda, la trama viene retta dall'importante interpretazione di Bryan Cranston, che se non fosse per l'ormai tormentone [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 febbraio 2016
enzo70

Dalton Trambo è lo sceneggiatore, tra gli altri soggetti cinematografici, di vacanze romane, la grande corrida, Spartacus e Papillon; pagato moltissimo per il suo valoro, era comunista. Nulla di strano, direbbe Zelone, ma Trambo viveva e lavorava negli Stati Uniti nel dopoguerra; era il periodo della commissione McCarthy, delle liste di proscrizione, della guerra fredda ed essere comunisti era [...] Vai alla recensione »

martedì 16 febbraio 2016
mattiabertaina

Tutti conosciamo il grande classico "Vacanze romane", commedia romantica con Gregory Peck e Audrey Hepburn, del 1953. Pochissimi sanno che per diversi anni il soggetto della storia che ne dà struttura è stato attribuito allo sceneggiatore Ian McLellan Hunter e non invece al suo vero autore, Dalton Trumbo. Trumbo, sceneggiatore appassionato e geniale, con il vizio di scrivere storie nella sua vasca [...] Vai alla recensione »

martedì 1 marzo 2016
DHANY CORAUCCI

Se avessi avuto ancora dei dubbi, ora so per certo che Il Prestanome è davvero un film magnifico. Non ho sbagliato recensione, mi riferisco proprio al film di Martin Ritt del 1976 che ha come protagonista Woody Allen. Naturalmente queste considerazioni non promettono nulla di buono, visto che il film di cui mi sto occupando è un altro, ma l'argomento è lo stesso, quell'oscura [...] Vai alla recensione »

domenica 14 febbraio 2016
fzappa17

Interessante contrapposizione tra pensiero politico e lavoro, Bryan Cranston valorizza al meglio il ruolo affidatogli, riesce a rappresentare ottimamente Dalton Trumbo senza uscire dalle righe e usando una virtú ormai sottovalutata qual è la semplicità nel recitare

lunedì 15 febbraio 2016
Mario Nitti

Leggendo il titolo del film solo pochi fanatici di cinema avranno capito al primo colpo di chi si parlasse: il nome di Dalton Trumbo non è così famoso, ma “Vacanze Romane”, con la sua di una principessa che visita a Roma a bordo di una Vespa guidata da un affascinate giornalista è leggendaria. Dalton Trumbo era questo, uno sceneggiatore, uno scrittore di storie per [...] Vai alla recensione »

domenica 21 febbraio 2016
irene

La cosa peggiore di questo film - che è poco più di un filmetto per la tv - è la sceneggiatura e questo è tanto più grave considerando che il film racconta la storia di uno dei più grandi sceneggiatori di Hollywood. Sciatta, banale, piattissima, con buchi notevoli, la sceneggiatura fa navigare i suoi personaggi senza guizzi, senza dire niente di nuovo sul maccartism [...] Vai alla recensione »

domenica 14 febbraio 2016
megliosenza

l'ho visto solo perché avevo visto tutto il resto: mi aspettavo un film autocelebrativo e retorico, invece è crudele e appassionato. Poi vi fa conoscere alcuni aspetti di certi episodi di Hollywood che non si conoscono. Forse troppo documentaristico con ricostruzioni delle scenografie identiche alle fotografie d'epoca e troppa attenzione alla "riproduzione" fedele, [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Gli unici che rispondono ad una domanda con un si' o un no, sono solamente gli schiavi o gli stupidi".
Dalton Trumbo (Bryan Cranston)
dal film L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo - a cura di Filippo Tognoli
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Alla fine degli anni 40, in un'America ossessionata dal comunismo, lo sceneggiatore Dalton Trumbo e altri nove professionisti del cinema entrano nella "lista nera" del Congresso, sono incarcerati e privati del lavoro. Un biopic che schiera, intorno al protagonista, "vecchie facce familiari" della golden-age hollywoodiana: che tanto d'oro, poi, non era.

Luca Celada
Il Manifesto

Il pogrom anticomunista che sconvolse Hollywood negli anni '50 è un trauma la cui scia tossica permane più di mezzo secolo dopo. Trumbo racconta l'inquisizione maccartista attraverso la storia di DaltonTmmbo, il più famoso degli autori allora perseguitati dalla HUAC di Joseph McCarthy. Il film di Jay Roach apre con un preambolo che accenna alla storia «segreta» del comunismo americano ed è utile ricordare [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Lo si studia ai corsi universitari sul cinema hollywoodiano, se ne fa cenno perfino nei libri di storia del 900, ma la celebre "caccia alle streghe" comuniste organizzata e comandata tra il '47 e il '57 dal paranoico senatore McCarthy è ora un film, nella vicenda più celebre: denunciato da star e sceneggiatori preoccupati di salvarsi (Edward G. Robinson, per esempio) il miglior scrittore sulla piazza [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Dall'essere, nel dopoguerra, lo sceneg,giatore più pagato di Hollywood, all'esilio imposto, con tanto di galera, perché finito nella «Black List» a causa delle sue simpatie comuniste, La storia di Dalton Trumbo, vincitore clandestino di due premi Oscar (firmò gli scritti con pseudonimo, pur di lavorare), è nota, ma la caratterizzazione data al personaggio dallo strepitoso Bryan Cranston vale da sola [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Gran brutt'affare essere un membro degli Hollywood Ten, il gruppo che nel 1947 rifiutò di testimoniare ai "cacciatori di streghe" la propria adesione al comunismo. Lo sceneggiatore Dalton Trumbo, genio assoluto della scrittura del periodo, ne fece le amarissime spese, con tanto di annata in carcere e una vita costretta a lavorare sotto falsi nomi finché il coraggio di Otto Preminger e Kirk Douglas [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
giovedì 13 agosto 2015
 

Trumbo era lo sceneggiatore più pagato al mondo quando, nel 1950, fu mandato in prigione per aver rifiutato di rispondere alle domande della famigerata Commissione per le attività antiamericane del Congresso.

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