| Anno | 2014 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | USA |
| Durata | 118 minuti |
| Regia di | José Padilha |
| Attori | Joel Kinnaman, Gary Oldman, Michael Keaton, Abbie Cornish, Jackie Earle Haley Michael Kenneth Williams, Jennifer Ehle, Jay Baruchel, Samuel L. Jackson, Aimee Garcia, Miguel Ferrer, Melanie Scrofano, Marianne Jean-Baptiste, Zach Grenier, John Paul Ruttan, Douglas Urbanski, Marjan Neshat. |
| Uscita | giovedì 6 febbraio 2014 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,51 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 settembre 2017
Il primo film targato RoboCop risale al 1987, per la regia di Paul Verhoeven. In Italia al Box Office RoboCop ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,7 milioni di euro e 939 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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In un futuro non troppo lontano gli Stati Uniti utilizzano nelle zone di guerra robot dalla forma umanoide assieme ai droni ma per legge non lo fanno sul proprio territorio. La Omnicorp, società che produce la suddetta tecnologia, nel tentativo di invadere anche il mercato interno con i suoi prodotti, pensa che mettere un uomo dentro le macchine potrebbe cambiare la percezione della gente e così trova un agente di polizia mutilato da un incidente sul lavoro e ne fa un robot con coscienza. La suddetta coscienza, unita ai ricordi dell'incidente sono però anche il problema principale, Robocop è efficiente ma anche una scheggia poco controllabile e dunque inutile alle finalità per le quali era stato costruito. Tutti lo vogliono morto ma lui vuole vivere.
Carne e metallo, da questo contrasto nasce l'idea alla base di Robocop, dalla materia morbida e fragile che si contamina con quella dura, era la pietra angolare del film originale e l'unica cosa di quel capolavoro che in questo remake moderno non viene ripresa. A Josè Padilha, infatti, interessa il limite oltre il quale occorre spingersi per far rispettare la legge in casi estremi e cosa l'oltrepassare questo limite implichi. Lo aveva dimostrato in Tropa de elite e per questo è stato probabilmente scelto per il remake di Robocop che nelle sue mani diventa un film estremamente politico, in cui gli Stati Uniti del futuro prossimo sono una versione esasperata di quelli odierni e nel quale l'avanzata tecnologia che rende possibili i robot crea un divario con il resto del mondo dalle conseguenze spaventose.
Videocamere di sorveglianza per strada, identificazione del volto e continue intercettazione delle conversazioni e dei dialoghi da parte della polizia. Il vero non detto di questo film è come questo futuro lievemente distopico lo sia nella misura di un'invadenza fomentata dalla scusa del mantenimento dell'ordine. Forse la sua dimensione più interessante.
E la scelta del ricorso all'extrema ratio della sorveglianza robotica (che Padilha più volte mette in relazione al suo refente reale più vicino, i droni usati in guerra), è sempre ripresa come l'elemento disturbante e alieno in mezzo all'umano. Sottolineato da pronunciati rumori meccanici, fatti per stonare negli ambienti in cui sono inseriti, pensati per inquietare nell'avvicinarsi all'umano ma esserne molto diverso Robocop del 2014 sembra sapere quali siano i punti di forza del film originale ma troppo spesso sceglie di ignorarli.
Purtroppo le pur buone idee e l'attenzione di Josè Padilha verso un'applicazione proficua del mito di poliziotto robot, metà strumento di propaganda, metà essere umano ossessionato dall'incidente che l'ha quasi ucciso, trovano una sceneggiatura pessima in cui tutto è spiegato nella maniera peggiore (ovvero esplicitamente, a parole) e nella quale il tema molto potente del rimosso e dell'identità originale di Murphy tenuta nascosta è sacrificato sull'altare di un coinvolgimento sentimental-familiare fuori luogo anche per gli obiettivi più politici e meno eversivi di questo film.
Se Verhoeven partiva da una base di fantascienza per mirare ad altro, sembra che Padilha operi il percorso contrario. Iniziato da un discorso di iperbolica fobia criminale ed esigenza di violenza ordinatrice, il film lentamente sconfina nel filone principale del cinema di grande incasso moderno. Robocop infatti, più che un ammasso di ferraglia dentro la quale è intrappolato un uomo, sembra un essere umano dotato di poteri come un supereroe pieno di problemi. Le sue azioni non sono condite da un senso d'imminente pericolo e di minaccia continua ma (come è evidente dalle scelte musicali tendenti all'edonismo e dai plastici movimenti armonici) dall'esaltazione di potenzialità superomistiche.
Essendo un Remake non mi aspettavo nulla da questo film, effettivamente ci sono diverse cose che non funzionano, la prima parte del film però funziona di più della seconda, è più interiore, la seconda parte funziona meno complice di nemici non ben caratterizzati, è frettoloso, comunque il film mi è piaciuto, mi sono divertito, se vi è piaciuto Dredd potrebbe piacervi anche questo Robocop.
Malgrado le libertà che Robocop 2014 (regia del brasiliano Padilha, nel ruolo del titolo lo svedese Kinnaman) si concede rispetto all'originale del 1987 di Paul Verhoeven con Peter Weller, ecco un intrattenimento potenzialmente efficace proprio perché prevedibile. Futuro degradato, segnato dal baratro che separa pochi ricchi e potenti dai tanti ridotti a pecore.