Un giorno devi andare

Film 2013 | Drammatico 110 min.

Regia di Giorgio Diritti. Un film Da vedere 2013 con Jasmine Trinca, Anne Alvaro, Pia Engleberth, Sonia Gessner, Amanda Fonseca Galvao. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Francia, 2013, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 28 marzo 2013 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 3,08 su 49 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La giovane Augusta alla ricerca di una riconciliazione con se stessa, con il mondo e con Dio. Il film ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d'Argento e 1 candidatura a David di Donatello. In Italia al Box Office Un giorno devi andare ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 996 mila euro e 261 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,08/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,58
PUBBLICO 3,16
CONSIGLIATO SÌ
Da Diritti, un altro gioiello (in)visibile che si afferma con la propria forza e la propria grazia.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 26 marzo 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 26 marzo 2013

Augusta è una giovane donna in viaggio. Lasciata l'Italia per il Brasile, si lascia portare dalla corrente del fiume, approdando sulle sponde e nella vita degli indios che suor Franca, amica della madre, vuole evangelizzare a colpi di preghiera e bambinelli luminescenti. Sorda al richiamo di qualsiasi dio e refrattaria alla condotta missionaria, Augusta sceglie laicamente di "essere terra", proseguendo da sola e affittando una stanza a Manaus, capitale dell'Amazonas sulla riva del Rio Negro. Decisa a dare un senso alla sua 'navigazione' si stabilisce nella favela, dove la povertà è lambita da una ricchezza che compra uomini, donne e bambini. Accolta da Arizete, madre e nonna dentro una famiglia numerosa, Augusta trova nelle relazioni umane consolazione al suo dolore e al suo lutto: un bambino perduto, un marito dileguato, una vita disfatta. Ma l'afflizione di una nuova amica la persuade a riprendere il viaggio e il fiume. Sbarcata su un'isola si esclude dal mondo e dagli uomini, sprofondando nei silenzi interiori e nei suoni ancestrali della natura.
Alla maniera dei suoi personaggi, i film di Giorgio Diritti sono gioielli (in)visibili che si affermano con la propria forza e la propria grazia. Orgogliosamente indipendenti, sfidano le logiche produttive e l'indifferenza dei distributori, scoprono mondi, volti, corpi e paesaggi come da tempo non si vedevano nel cinema italiano. Un giorno devi andare non fa eccezione e rilancia con sguardo limpido ed esatto quel sentimento della comunità già emerso ne Il vento fa il suo giro e in L'uomo che verrà. Dopo essersi trattenuto coi valligiani tra i monti della Val Maira e dopo aver 'resistito' con i contadini bolognesi sulle montagne di Monte Sole, Diritti lascia la terra per risalire il fiume e la vita di una giovane donna 'interrotta' da un dolore che diventa opportunità di (ri)scoprirsi. La comunità che ne Il vento fa il suo giro boicottava i nuovi venuti fino a estrometterli dal villaggio in Un giorno devi andare è umanità accogliente e fidente. La favela di Manaus è luogo geografico e luogo dell'anima in cui Augusta diventa personalità insostituibile al di là delle tentazioni di fuga dal reale e di illusoria autorealizzazione nel privato. La dialettica tra individuo e comunità assume allora un valore definitivo per la coscienza personalista, superando la ricerca di un'originalità estenuante, individualistica e individualizzante. La perdita del suo bambino, e la conseguente sterilità, le impediscono di concepire ma non di essere madre e di avere cura degli altri, che da quella parte del mondo non hanno paura di 'farsi insegnare' da un forestiero.
Sensibile e generosa, l'Augusta di Jasmine Trinca contrappone il dialogo e il monologo (interiore) al soliloquio religioso, riconoscendo il valore della diversità culturale e il valore della sua comprensione. Se gli indigeni sono per lei il termine di paragone con un passato di purezza perduta e la favela terreno di socialità, solidarietà e convivialità, Augusta 'incarna' per i favelados la speranza di dare nuova vita a una comunità (e)marginalizzata e alla mercé dei narcotrafficanti che agiscono con modalità speculari allo Stato. Ancora una volta la prospettiva, etica, estetica e antropologica, che l'autore bolognese assume è quella degli umili, vittime di un controverso progetto di urbanizzazione della favela, perseverato con meccanismi opachi di selezione dei beneficiari che finiscono per produrre forti competizioni e ostacolare le iniziative solidali di mobilitazioni. Da quell'ordine precario, che può crollare in ogni istante al modo di una baracca dopo una piena, da quell'"insuperabile povertà" e da quell'essere fuori e tuttavia appartenere ripartirà di nuovo la protagonista, scegliendo la solitudine come modalità radicale di separazione.
Battuta dal vento e dai marosi come la spiaggia bianca che la 'ricovera', Augusta congela il desiderio di essere collegata, vicina, prossima all'altro. Almeno fino a quando un bambino 'venuto dal mare' non la rimetterà al mondo, riparando un'assenza 'cullata' dentro l'ecografia che avvia il film e dissolve sul fiume. Perché il vento fa il suo giro e tutto ritorna.

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UN GIORNO DEVI ANDARE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 31 marzo 2013
enrico omodeo sale

Sono un grande estimatore di Diritti. Ritengo i primi suoi due film "Il vento fa il suo giro" e "L'uomo che verrà" dei capolavori.  Per cui ero prevenuto positivamente per la visione di "Un giorno devi andare", film che invece mi ha francamente deluso. La sceneggiatura è scritta bene, le location sono molto belle, lo sguardo sull'Amazzonia [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 aprile 2013
ennas

Il senso della vita e la ricerca di senso. Con questo film “ Un giorno devi andare” Diritti esplora questo crinale impervio per un regista, forte di altre esperienze originali e potenti come “ il vento fa il suo giro” e “l’uomo che verrà”: In questo film seguiamo Augusta ( una brava Jasmine Trinca) nel suo viaggio di ricerca dello spirito.

martedì 2 aprile 2013
Filippo Catani

Una giovane trentenne italiana decide di trasferirsi in Amazzonia in compagnia di un'amica della madre che fa la missionaria. La ragazza cerca di rimettere in sesto la propria vita sconvolta dall'impossibilità di avere figli che ha causato la fuga del marito. Il rapporto con le popolazioni indigene potrebbe sanare le sue ferite. Augusta è una donna di 30 anni che ha una madre [...] Vai alla recensione »

sabato 6 aprile 2013
Max Ferrarini

"Un giorno devi andare" può aver deluso aspettative e soprattutto chi si aspettava di percepire un messaggio chiaro su tematiche sempre attuali ma che il cinema da tempo affronta. Diritti pensa ad altro, per tutto il film e sorprende, disorienta. Con la storia di Augusta e tutto il suo mondo relazionale che le appartiene ci viene spiegata l'essenza di un dolore inconsolabile dal quale lei vorrebbe [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 aprile 2013
rambaldomelandri

Augusta ha subìto una perdita ed è partita per affrontarla: l'ecografia che sfuma su una luna coperta di nubi spiega sui titoli di testa l'origine del suo viaggio lungo il grande fiume che attraversa il cuore del Brasile. La vicenda narrata da Giorgio Diritti è divisa in tre grandi affreschi amazzonici, contrappuntati da brevi figure livide al tramonto della vita vissuta, [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 luglio 2013
Lisa Casotti

Un giorno devi andare… a fare un giro a quel paese, non necessariamente in Brasile, perché il tema poteva essere sviluppato altrove, senza cercare esilio into the wild, anche se tolta l’Amazzonia si perde il bello del film: la fotografia, “gli interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete [.

mercoledì 3 aprile 2013
pepito1948

UN GIORNO DEVI ANDARE Colpisce la casuale correlazione tra il cognome dell’autore ed il tema di fondo dei film di Giorgio Diritti: la  rinunciadi un piccolo allevatore francese al diritto di installarsi in un paesino occitano chiuso e refrattario ai forestieri e lo spregio del diritto di esistere di una comunità emiliana vittima della barbarie nazista.

venerdì 6 giugno 2014
Lore64

Non ho reperito una grande carica innovativa nel film di Diritti. Anzitutto nel tema di fondo della scelta per la vita che cresce e si rinnova, testimoniata dalla scene di apertura e chiusura. Il pregiudizio umanista, quello attinente all’ammirazione e al rispetto verso la vita umana, è fra i peggior lasciti di due millenni di superstizione giudaico-cristiana.

giovedì 29 maggio 2014
mareincrespato70

Film tanto scomodo e inusuale per la paludata borghese cinematografia italiana, quanto raffinato e spiazzante. Al suo splendido esordio alla regia, Valeria Golino sceglie di affrontare frontalmente, senza compromessi, la morte pur non mostrandola mai, ma evocandola in ogni gesto e rappresentazione simbolica, persino quella sessuale. Una Jasmine Trinca, ancora una volta in stato di grazia, impersona [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 maggio 2014
mareincrespato70

Giorgio Diritti è regista e autore controcorrente, attraversa stili e dimensioni umane anche con il vento in faccia, contrario; o risalendo un fiume, fosse anche il Rio rigoglioso, potente, violento e implacabile della lontana Amazzonia. "Un giorno devi andare" chi di noi, non l'ha pensato, almeno una volta, nella sua esistenza? Un film illuminante nella sua dolente cronaca di [...] Vai alla recensione »

sabato 17 maggio 2014
LeoLotti

Inizio di una vita, poi interrotta, e ritorno alla vita grazie alla gioia di vivere di un bambino. E' questo il filo conduttore di questo bel film che rappresenta in tutta la sua crudezza la ricerca del ritorno alle  origini da parte della protagonista dopo l'evento tragico della perdita del figlio. Ritorno alle origini basate su una fede ad un certo punto messa [...] Vai alla recensione »

domenica 7 aprile 2013
Gabriele Marolda

Augusta è abbattuta dal dolore per aver perso, quasi in un colpo solo il figlio non nato e il compagno della sua vita, che l'abbandona per avere lei perso la fecondità. Nell'intento di ritrovare un senso alla propria vita, va a trovare in Brasile un'amica della mamma, suor Franca, che da decenni svolge opera di evangelizzazione nei villaggi sperduti dell'Amazzonia e [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 aprile 2013
FabioFeli

Un giorno devi andare di Giorgio Diritti Vediamo una giovane donna, Augusta (Jasmine Trinca, già nel cast di L’uomo che verrà dello stesso regista) assieme a una amica di sua madre, Suor Franca (Pia Engleberth), che è impegnata in Amazzonia in un apostolato missionario di stampo tradizionale, distribuzione di santini compresa.

venerdì 29 marzo 2013
renato volpone

La vita ti colpisce duro e ti si aprano di fronte due possibilità: rinchiuderti nel tuo guscio in un doloroso silenzio oppure “un giorno devi andare”, lontano, il più lontano possibile. Due donne, una madre e una figlia, la madre resta, chiusa nella dignità del silenzio e della rinuncia, la figlia parte e va dall’altro capo del mondo, là dove “tutto [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 aprile 2013
Flyanto

 Film in cui si racconta di una giovane donna di trent' anni che lascia dopo alcune struggenti vicende personali il proprio paese, l'Italia, per recarsi in Brasile o, più precisamente, presso alcuni villaggi situati nella Foresta Amazzonica, al fine di ritrovare se stessa o, per lo meno, un senso alla propria esistenza ormai completamente svuotata ed annichilita.

lunedì 1 aprile 2013
minnie

Augusta ha un grande dolore, Augusta ama i bambini ma non può averne...sbarca in una favelas dove la gente è tanto buona, tanto accogliente; lei si adatta a tutto, forse perché è stata cresciuta in modo monastico, trova buono un cibo condiviso con altri che non si sa come sia stato preparato, si adatta a fare la cameriera; tutto appare idilliaco pur nelle difficoltà [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 marzo 2013
A. Di Iorio

Un film italiano fuori dalle solite storie chiuse e senza respiro, un film che insegnerebbe tanto alle "persone dell'altro mondo" - cioè quelle che sono fuori dalla realtà e non vogliono capirla -, un film che ci pone delle domande, un film che che ci mostra altri mondi (meno comodi) e ci aiuta a vivere meglio, come il cinema sempre dovrebbe fare.

lunedì 1 aprile 2013
ChiaraDB

Sono andata spinta dalle recensioni positive di mymovies ma mi sono trovata davanti a un film noioso, poco approfondito, che narra di una sofferenza senza giustificarne l'origine, con una ragazza in fuga che dovresti immaginare in cerca dell'anima ma che di fatto capisci solo che con quella madre dal muso lungo e quella nonna odiosa ha fatto bene ad andare in Brasile! Un film con belle immagini [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 aprile 2013
Aranciadarte

Barcone sul Rio delle Amazzoni e mistici silenzi di una ragazza che ha la faccia più adatta per la pubblicità di una crema che per una pellicola d'autore. La protagonista ha un bel visetto pulito, ma è praticamente mono espressiva e mono tona. A questo si contrappone la fissità silenziosa delle scene ambientate in Italia, comprendiamo che il silenzio serve per costruire un’aura mistica e spirituale, [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 aprile 2013
paride86

Tra splendidi paesaggi sudamericani si articola una storia che una storia non è: quella di una giovane donna che ha perso un bambino e il compagno, in cerca di se stessa. A parte il fatto davvero inverosimile di una bella ragazza che, in giro da sola per le parti più degradate del mondo, non viene mai minacciata di stupro, il film gira a vuoto e spaccia questo vuoto per introspezione. Tante [...] Vai alla recensione »

martedì 16 aprile 2013
antonio bianchi

Ho amato Il vento fa il suo giro mentre non ho visto L'uomo che verrà forse per paura di una delusione o forse solo perchè è mancata la possibilità, fino ad ora C'è una frase nel film che da sola è bastata ad allontanarmene.    Se vuoi cambiare le cose devi andare dove bisogna cambiarle.

giovedì 23 gennaio 2014
pier delmonte

sara' perche' ho voglia da sempre di schiodare da dove vivo e rintanarmi in manaus o giungla varia, e quindi.. il film l'ho visto con piAcere, ma e' chiaro che il film e' semplice semplice, semplice nella narrazione e semplice nel dirigerlo, insomma piu' di tanto non ti da' e qualche sbadiglio ci scappa, un film che si puo' evitare.

martedì 23 aprile 2013
dome8

film che divide... non tra chi dice bello o brutto, ma tra chi si lascia portare e chi no. Intimista, assolutamente intimista... ma è una scelta, una scelta forte. Non lascia scampo questo film. O ti lasci prendere, scivolare, aggrappare, o sei fuori... osservi. Questa pellicola divide coloro che nell'animo trovano risposte alla vita e coloro che nel viaggio interiore vedono solo paura [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 aprile 2013
alexia62

Pìù che un film sembra un documentario sulle favelas del Brasile e sugli indios dell'Amazzonia.... bellissime fotografie, scenografie....ma come film....lento,noioso....poco emozionante....nessuna sensazione....volevo andarmene al primo tempo!...e poi il finale da Robinson Crusoe...no daiiiiii....

venerdì 5 aprile 2013
Lulette

Il film assolutamente non decolla ma al contrario riesce a trasmettere solo un'idea di frammentarietà. La protagonista non ha spessore psicologico ed emotivo che sono lasciati invece alla libera interpretazione dello spettatore. Troppo poco per un film che invece, a mio avviso, doveva in primis indagare i meandri interiori e la psiche per comunicare e trasmettere emozioni a chi è [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 gennaio 2016
dario

Nessun  dubbio sulla buona fede di Diritti e sulla sua capacità di creare atmosfere. ma anche pochi dubbi sulla sua evenascenza, nel senso che Diritti insegue i segni della natura  mettendo l'uomo all'angolo. La conseguenza  è un  discorso umano senza aggettivi, ma anche senza sostantivi, il che non porta ad alcun significato.

lunedì 17 giugno 2013
Gaia Cortesi

 Il dolore della perdita di un figlio non ancora nato spinge la protagonista Augusta (Jasmine Trinca) a partire verso l'Amazzonia accompagnata dalla missionaria suor Franca, in un viaggio senza certezze alla ricerca di un senso perduto, in cui tutto è messo in discussione: non importa dove o quando, importa solo andare, andare per imparare e capire, per ritrovare un equilibrio.

mercoledì 10 aprile 2013
linodig

Un bel film, consigliato, fuori dalle logiche commerciali. L’unico film italiano selezionato per il Sundance Festival Un film che sembra cercare il valore ultimo della fede per chi crede, o il senso delle cose che si fanno, per i laici. A volte un po’ lento, ma con interpretazione di attori , paesaggio e luce della solidarietà praticata.

martedì 9 aprile 2013
chiarialessandro

 Avanti, con un incedere lento e maestoso, proprio come non può che essere il sofferto viaggio nell’immensità delle terre brasiliane, parallelo e contemporaneo al viaggio spirituale teso alla ricerca di se stessa (o di noi stessi?). Viaggio che ha il suo punto focale nei bambini (la morte del figlio, la vendita del piccolo brasiliano, il sorriso inaspettato dell’altro [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 aprile 2013
Andrea Polidoro

Nonostante la qualità dello schermo della Sala 3 del Cinema Alhambra a Roma e nonostante non riesca a ricordare il titolo del film devo dire che la storia forte delle favelas, la fotografia poetica, l'affascinante portoghese sottotitolato riescono a sedurre e ammaliare. Un film importante a cui manca qualcosa (un po' di dinanismo in più) per farne un grande film.

venerdì 29 agosto 2014
anabasi

Grande pretesa e poca sostanza. La meglio gioventù ( anzi la gioventù bene) che ha subìto un torto dalla vita ( non può più avere figli) cerca se stessa in una delle zone più inospitali e turpi della terra: l'Amazzonia. La storiella banale cerca una sua collocazione privilegiata nella ambientazione. alcune citazioni molto annacquate da ben altri film: uno per tutti l'angosciante e perfetto: city of [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 agosto 2013
Rescart

Che cosa succede se una donna di estrazione cattolica “militante”, scopertasi sterile e per questo mollata dal fidanzato, anziché venire rinfrancata, Bibbia alla mano come ci si sarebbe aspettato da una famiglia come la sua, viene arruolata, promossa sul campo missionaria e spedita in Amazzonia? Il presupposto da cui si sviluppa la trama è in fondo simile ai due film precedenti di Diritti, che tratta [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 aprile 2013
allucat

L’improbabile storia di una stordita che, lasciata dal marito, va alla ricerca di se stessa (“ma mi faccia il piacere!”) prima sul Rio delle Amazzoni con un’amica suora, poi tra le favelas ed infine, in totale solitudine, su di una spiaggia. Inquadrature senza fine, interminabili silenzi accompagnati da sguardi persi nel vuoto che devi far finta di apprezzare per adeguarti ai giudizi della critica [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 marzo 2013
soile

Il film è buono e ha l'ampio respiro religioso-naturalistico che, a mio parere, contraddistingue la filmografia di Giorgio Diritti.

lunedì 1 aprile 2013
yarimoncini

Film davvero coinvolgente, dove un'ottima sceneggiatura è sostenuta da una fotografia per nulla banale. Molti i momenti che stimolano la riflessione, altrettanti quelli che ti colpiscono in maniera più diretta, vuoi per una rappresentazione della natura che con la sua vastità invade tutta la sala cinematografica e non puoi far altro che sprofondarci senza bisogno della banalità del 3D, vuoi per una [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 aprile 2013
AldoT

Bellissima sorpresa il film di Diritti. Le riprese e la musica sono notevoli. I silenzi fantastici. Le immagini ti lasciano con un groppo alla gola.

Frasi
"Io sono scappata dal dolore, ma ovunque io provi a guardare è lì, dentro di me!"
Augusta (Jasmine Trinca)
dal film Un giorno devi andare - a cura di Daniela
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Dopo la morte del padre, la giovane Augusta (iasmine Trinca) parte per l'Amazzonia, mettendosi al servizio di suor Franca, un'amica della madre. Missione tra gli indios, ma la ragazza si sente a disagio: "piccola donna complicata" qual è, tra "i professionisti dello spirito" non trova un senso. Dunque, lascia la religiosa e raggiunge le favelas di Manaus, minacciate dalla speculazione edilizia.

Cristina Piccino
Il Manifesto

La prima immagine, una luna su cui si disegna in sovrimpressione l'ecografia di un feto, avverte subito che siamo di fronte alla vita, alla morte, ai misteri della condizione umana. La fede, perciò, e la presenza/assenza di Dio, l'essere al mondo e «dentro» il mondo, la natura, il dolore che rimane senza risposte, non quelle desiderate almeno nell'altalena di incognite che appare ogni singola vita. [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
Il Secolo XIX

Ha ragione Giorgio Diritti, regista bolognese di due splendidi film come "Il vento fa il su giro" e "L'uomo che verrà", quando scandisce: «La semplicità di un bambino che ti sorride e ti corre incontro è tutto, il respiro della vita». Esce giovedì "Un giorno devi andare" con Jasmine Trinca e davvero ci si chiede perché nessun festival italiano l'abbia voluto.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

L'ecografia di un feto nel ventre materno, lo sciabordio di una barca sul fiume, le lacrime della giovane che ripensa a quel figlio mai nato. Un giorno devi andare è un film «liquido», fin dalle prime immagini. E non perché sia ambientato lungo il Rio delle Amazzoni, ma perché porta il linguaggio sfuggente e magnetico dell'interiorità dentro una storia di impianto fatalmente realistico, con esiti a [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

A Giorgio Diritti sono bastati due film, "Il vento fa il suo giro" e"L'uomo che verrà", per essere considerato uno degli autori più significativi del cinema italiano di oggi. Il primo film si ambientava nelle Alpi Cozie dove i personaggi parlavano tre lingue, l'italiano, il francese e l'occitano ottenendo con questo un senso di distanza che non tardava a sublimarsi in un linguaggio metà realistico [...] Vai alla recensione »

Lee Marshall
Condé Nast Traveller

I registi devono sapere tutto sui protagonisti dei loro film? La domanda sorge spontanea vedendo l'ultimo film di Giorgio Diritti, che ruota intorno alla figura di una giovane missionaria italiana in Brasile alle prese con una crisi spirituale. Il percorso di Augusta, interpretata da Jasmine Trinca con grinta e delicatezza, ha molte zone d'ombra. I traumi che ha alle spalle - la morte del padre e un [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Crisi d'identità, ricerca dei valori, richiamo a Dio, rifiuto di Dio, attesa di un segno, dai rami ipnotici del Rio delle Amazzoni al silenzio dei santuari del Trentino. Trafitta da una tragedia, di cui si dice quasi niente (la morte di un bimbo), la trentenne Augusta sposta corpo e anima prima al seguito di una suora pellegrina, poi nel sociale emarginato della comunità delle palafitte di Managua, [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Il mercato delle uscite cinematografiche, che è la cosa meno mistica che esista, a volte crea involontariamente affascinanti coincidenze. Oggi escono nei cinema due film italiani che parlano di religione: Un giorno devi andare di Giorgio Diritti e Su re di Giovanni Columbu, del quale parliamo nell'articolo sotto. Il primo narra il viaggio emotivo, prima ancora che geografico, di una giovane donna italiana [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Un giorno devi andare di Giorgio Diritti è la storia di una donna italiana di trent'anni, Augusta (Jasmine Trinca), che un grande dolore spinge, come dice il titolo, ad "andare". Cercare, interrogarsi, mettere a rischio se stessa. Inizialmente per voltare pagina, lasciarsi alle spalle una condizione nella quale ritiene di non avere più nulla da perdere.

Alessandra Levantesi
La Stampa

La protagonista di Un giorno devi andare è una giovane donna (Jasmine Trinca) che, per elaborare il dolore di una mancata maternità e di un matrimonio fallito, raggiunge in Brasile una suora amica di famiglia e con lei naviga su e giù per il Rio delle Amazzoni, portando agli indigeni il conforto del cibo e della fede. Ma, al contrario di Suor Franca, Augusta non crede affatto che la carità debba implicare [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Nell'immensità della natura amazzonica": la frase, letta su una guida turistica oppure nel sunto di un film, ha il potere di respingerci. L'immensità è noiosa, prima di tutto. Come diceva Aby Warburg, collezionista e conoscitore d'arte: "Dio sta nei dettagli" (anche il diavolo, pare, e la coincidenza rende la faccenda più interessante). "L'Amazzonia no!" viene subito dopo il dibattito, nella nostra [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

È un ambizioso dramma esistenziale il terzo film del venerato Giorgio Diritti: un viaggio alla scoperta della fede, irto di ostacoli e di sbadigli. Protagonista la giovane, malinconica Augusta, fuggita da Trento, che naviga in Amazzonia sul battello della missionaria Franca, amica della madre. Che poi lascia per stabilirsi in una favela di Manaus. La brava Jasmine Trinca si fa metà film accovacciata [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Intonato a un genuino e oggi pressoché perduto clima pasquale, «Un giorno devi andare» punta tutto su forti elementi etici e spirituali. In questo senso, ciò che subito viene da pensare a suo merito è confermato; come, però, sono confermate le perplessità connaturate a una costruzione poetica e concettuale così programmatica. Il bolognese Giorgio Diritti, in effetti, è un cineasta di prim'ordine, la [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
martedì 7 maggio 2013
Rossella Farinotti

Oggi a Milano sarà presente una giovane video artista in visita direttamente dalla sua città, Rio de Janeiro. Il Brasile ultimamente è un vero protagonista nell'ambito artistico. Si organizzano mostre di fotografi emergenti, e vale una citazione importante, [...]

NEWS
martedì 2 aprile 2013
Rossella Farinotti

Augusta è scappata dall'Italia, dalla sua vita da principessa, come qualcuno che la incontra più tardi, durante il viaggio, le dice, guardando qualche foto del suo passato. È scappata per un dolore che non riesce a placare, e tantomeno a spiegarsi, quello [...]

VIDEO
lunedì 25 marzo 2013
Chiara Renda

La tempesta, un imprevisto sul set del film Un giorno devi andare: la protagonista Jasmine Trinca racconta in questa clip tratta dal backstage del nuovo lavoro di Giorgio Diritti le difficoltà di realizzazione di molte scene legate soprattutto alle condizioni [...]

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