| Titolo originale | Los amantes pasajeros |
| Titolo internazionale | I'm So Excited! |
| Anno | 2013 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Spagna |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Pedro Almodóvar |
| Attori | Antonio de la Torre, Hugo Silva, Miguel Ángel Silvestre, Laya Martí, Javier Cámara Carlos Areces, Raúl Arévalo, José María Yazpik, Guillermo Toledo, José Luis Torrijo, Lola Dueñas, Blanca Suárez, Cecilia Roth, Antonio Banderas, Penélope Cruz, Paz Vega, Carmen Machi, Pepa Charro, Coté Soler, Nasser Saleh, Concha Galán, Susi Sánchez, Violeta Pérez, Bárbara Santa Cruz, María Morales (II), Marta Aledo, Ana Wagener, Carlos Sampedro, Javier Cidoncha, Agustín Almodóvar, Esther García, Tomás Virseda, Patricia Arévalo, Fernando Lueches, Lola García (II), Paulina Restrepo, Lola Lueches. |
| Uscita | giovedì 21 marzo 2013 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | 2,73 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 29 marzo 2013
Il cineasta Pedro Almodóvar punta sui divi spagnoli del futuro e dirige le star Penélope Cruz, Antonio Banderas e Paz Vega, per la prima volta insieme in un cammeo. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office Gli amanti passeggeri ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,9 milioni di euro e 900 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il volo 2549 della compagnia Península, diretto a Città del Messico, registra un danno tecnico al carrello. Azzoppato come il suo bizzarro equipaggio, l'aereo gira in tondo sul cielo di Toledo in attesa che un aeroporto venga attrezzato per gestire atterraggio e emergenza. 'Narcotizzati' i passeggeri e le hostess della classe turistica, a vegliare i pochi clienti della business ci sono due assistenti di volo e il responsabile di cabina, col vizio della tequila e del sesso ad alta quota. Invaghito del capitano, bisessuale, non disdegna una fellatio al co-pilota, ancora indeciso sulla sua natura e in attesa di istruzioni dalla torre di controllo. Composti ai loro posti conversano intanto di vita e di morte una coppia di sposi novelli e drogati, un finanziere ricercato, un killer professionista, un playboy irriducibile, una consumata protagonista della cronaca rosa e una rabdomante di trapassi vergine. Intrattenuti con siparietti e agua de Valencia corretta alla mescalina, sognano il Messico e dimenticano la paura, 'precipitando' nel sesso e nel piacere.
Dopo aver 'cambiato pelle' e abitato i tessuti delle emozioni, Pedro Almodóvar lascia il principio di realtà per quello del piacere. Decollato e invertita la rotta, vola verso il passato e una ritrovata esuberanza sessuale. A governare un aereo in avaria e in volo a ellissi su Toledo è la legge del desiderio e il registro dell'eccesso, congenitamente connaturato all'"almodramma". Emancipata e ardente, Gli amanti passeggeri è una commedia alla mescalina e come l'alcaloide del peyote ha un'azione eccitante sullo spettatore e sui passeggeri, che affollano una fusoliera satura di colori, pop e omosessualità. Radicale e in barba alle mezze misure, Almodóvar gira un film che pratica l'amoralità propria dello humor camp, guardando alla Spagna e alla crisi che l'ha piegata.
In panne, come il suo aereo, la Península gira a vuoto dentro un cielito lindo, indecisa se precipitare o atterrare. Nell'attesa, mentre la classe operaia è sedata per evitare il panico e le 'discese' in piazza, la 'prima classe' si intrattiene come può dopo aver fallito a terra vita, matrimoni e banche. Se il Paese vive in equilibrio inerziale sotto un regime di dittatura finanziaria, nell'alta quota della finzione Almodóvar cerca e trova la sua catarsi, risvegliando i suoi personaggi agli anni della movida madrilena.
La sregolatezza e la piena libertà che caratterizzarono lo spirito della capitale spagnola nell'era postfranchista risalgono come un rigurgito o uno schizzo organico a sfogare il dolore, la perdita e la sconfitta. La dismisura impatta il compromesso e drammatizza una realtà che in Spagna come in Italia ha preferito governare e controllare le pulsioni melodrammatiche dell'immaginario collettivo, declinandole in forme espressive addomesticate. In un tourbillon di lacrime, desideri, turgori, umori, eccessi, cadute, impennate, punti esclamativi ritmici e coreografici, Almodóvar cortocircuita personaggi, destini e dialoghi fino all'appagamento nell'amplesso. Perché il suo cinema non conosce scacco e trova sempre soddisfazione, rimandando la morte o raggiungendo il massimo piacere nel suo approssimarsi.
Lasciata la casa e la città, collocazioni ideali della sua filmografia, l'autore spagnolo pratica l'autoerotismo a cinquemila metri di altezza, invitando i suoi attori a una sessualità gioiosa. Lo sanno bene Javier Cámara, Carlos Areces e Raúl Arévalo, steward ineguagliabili e gaissimi dentro un crescendo musicale. Sulla pista restano invece gli attori di ieri, amabili zavorre e indissolubili legami. Assegnati ai blocchi e al trasporto bagagli, Penélope Cruz e Antonio Banderas sono comparse 'gravide' di (altre) storie.
Da grande fan di Almodovar, sono rimasto delusissimo da questo suo ultimo film che è di sicuro il meno riuscito di tutta la sua carriera, insomma....i capolavori "tutto su mia madre", "parla con lei", "volver" ma anche solo il buon "la pelle che abito" sono lontani anni luce, anzi, sembrano fatti quasi da un altro regista! Il film è ottimamente [...] Vai alla recensione »
Caro Pedro, va bene il ritorno agli anni Ottanta e va bene anche l'apoteosi dell'edonismo non reaganiano, bensì almodovariano. Purtroppo, però, di tempo ne è passato troppo e mentre il tuo stile da grezzo ma lisergico s'è trasformato in raffinato ma leccato, la nostalgia della movida postfranchista con il suo circo barnum umano ti ha tirato un brutto scherzo: invece di creare un film strutturato, hai [...] Vai alla recensione »