Guilty of Romance

Film 2011 | Drammatico V.M. 18 143 min.

Titolo originaleKoi No Tsumi
Anno2011
GenereDrammatico
ProduzioneGiappone
Durata143 minuti
Regia diSion Sono
AttoriMegumi Kagurazaka, Makoto Togashi, Miki Mizuno, Kanji Tsuda, Ryo Iwamatsu Kazuya Kojima, Satoshi Nikaido.
TagDa vedere 2011
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 6 recensioni.

Regia di Sion Sono. Un film Da vedere 2011 con Megumi Kagurazaka, Makoto Togashi, Miki Mizuno, Kanji Tsuda, Ryo Iwamatsu. Cast completo Titolo originale: Koi No Tsumi. Genere Drammatico - Giappone, 2011, durata 143 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 6 recensioni.

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Il regista Sion Sono dirige un film drammatico sulla scoperta e il pericolo di una sessualità senza freni.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Tra eros e trasgressione il ritratto di un Giappone in cui il desiderio ultimo è il silenzio.
Recensione di Andreina Sirena
Recensione di Andreina Sirena

Nel quartiere dei love hotel di Tokyo, vengono rinvenuti due corpi. Indagando sulle persone scomparse, la detective Kazuko Yoshida si sofferma su due donne: Izumi, moglie impeccabile di un affermato scrittore e Mitsuko, docente di Letteratura all'università.
Ancora una volta Sion Siono racconta l'atroce ambiguità della condizione umana nel Giappone contemporaneo, il disagio di un'intera società e la ricerca di un'impossibile catarsi, l'isolamento e la solitudine che si esprimono nella fuga nella prostituzione. Come in Suicide Club (2001), In Noriko's Dinner Table (2005) in Love Exposure (2008) o nel più recente Cold Fish, la risposta all'alienazione è sempre paradossale.
Guilty of Romance sfodera da subito i toni dell'incubo con una brutale ferocia. Percorsi alieni, oscuri e deformi si generano nel seno di un Paese in cui accade troppo poco, in una società che prevede che tutto sia precostituito dall'inizio. Il Giappone è il sepolcro imbiancato suggellato dall'algida espressione della testa di un manichino che al suo interno marcisce e pullula di vermi; uno Stato che ha ingessato la parola e mutilato l'azione. Il castello agognato, ripetuta citazione kafkiana, rimane distante e inaccessibile. La ricerca di un senso sfocia nella negazione di un senso, non vi è percorso né volontà di cammino, poiché non esiste una destinazione.
La pars destruens ha allora il sopravvento e la mercificazione del corpo assume una connotazione assoluta. Gli ambienti sono squallidi, lugubri, semioscuri. Non c'è senso di colpa, non c'è malinconia ma la pellicola ne è pervasa. Nessuno attende l'amore. Nessuno rimpiange ciò che è perduto. L'ordine esterno è metodicamente distrutto in un individualismo aggressivo ed esasperato. Il desiderio ultimo diviene il silenzio (nella citazione ostinata di un verso 'Non avrei mai dovuto imparare a parlare'). Sion Sono porta alle estreme conseguenze il cinema di Mizoguchi che aveva affrontato il tema della soggezione della donna alle regole del pregiudizio e del potere e le sue protagonisti femminili sono dirette discendenti di O-Haru, la donna galante.
Mentre in Izumi agiscono pulsioni inconsce trasgressive che sfociano nell'immagine di uno specchio sul quale riflettere un'identità diversa, in Mitzuko non vi è nemmeno più senso di ripicca o rivalsa, ma la crudele constatazione dell'impossibilità dell'amore. Il suo prostituirsi non è ripiego, né trasgressione, ma scelta consapevole di palesare e vivere il lato oscuro, un compimento finale che esprime nei suoi amplessi grandguignoleschi, in risa isteriche e perverse, nell'indecente compiacimento di un'estrema lascivia o di pretesa aggressiva di un compenso. Sì, perché l'unica cosa che possiede valore, in un mondo dove la comunicazione è assente, è il corpo. La prestazione - cinica, indecente, sadica - ha un costo. La parola non è nulla se non diviene carne, se non diviene corpo. E, mentre il mondo inorridisce, recidendo ed estirpando il suo lato oscuro, il mistero rovesciato del verbum caro factum est, diviene la risposta nichilista all'alienazione.

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Tra sesso e debolezze, la doppia vita della giovane Izumi.
Recensione di Gianluca Guzzo

La maggior parte del sesso si consuma negli hotel, gli hotel del sesso si trovano nelle vie del sesso. Izumi invece, brava moglie innamorata, non trova sufficiente coraggio per manifestare il desiderio che prova per il coniuge e così ogni giorno si limita a salutarlo e accoglierlo con grande devozione reprimendo i propri sentimenti.
Izumi sta per compiere 30 anni, non si sente appagata e sente il bisogno di fare qualcosa. Trova un lavoro in un supermercato, ma la sua vita cambia quando viene adescata da una amica per girare un film porno. Da qui Izumi intraprende un nuovo percorso che si intreccia con le strane vicissitudini della vita notturna, l'incontro con Mitsuko, titolare di cattedra di giorno, prostituta per pochi dollari di notte, le cambierà definitivamente la visione del senso della vita.
Ruotando attorno "Il castello" di Kafka, il film di Sion Sono è un profondo thriller che indaga sulla doppia vita delle persone e sulle debolezze dell'essere umano. Il messaggio del film che invita il pubblico a confrontarsi con il proprio castello da buttare giù, è celato da violenza e scene di sangue, rappresentative, tuttavia, di quell'elemento di rottura che il regista si presta ad evocare.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 16 ottobre 2017
Dandy

Terzo ed ultimo capitolo della "Hate Trilogy",cominciata con "Love Exposure" e "Cold Fish"(inediti in Italia).L'inizio fa pensare al classico thriller estremo asiatico,ma ben presto il morto,l'ispettrice e le indagini passano in secondo piano mentre al centro viene posto il ruolo della donna nella società giapponese odierna.

domenica 11 dicembre 2011
blackredblues

Casalinga dolce, pudica e sottomessa al marito scrittore, annoiata da una routine fatta di ciabattine allineate ossessivamente davanti all'uscio in attesa che egli torni, compie una virata decisiva iniziando col cercarsi un lavoro come promotrice di salsicce in un supermercato. Dal promuovere la salsiccia ad apprezzarla in prima persona (scusate la battuta è scontata ma non resisto!) il [...] Vai alla recensione »

martedì 11 giugno 2013
Gwath

Se si vuol fare un film erotico, non c'è nulla di male in sè. Certo i gusti sono gusti. Se a qualcuno non piace il genere semplicemente questi film non li guarda. Il punto però è un altro: che questo film non si pone come un film erotico, ma come un film drammatico che mostra nei meandri della sessualità umana. Ora: è realistico l'atteggiamento della protagonista? No.

domenica 15 aprile 2012
epidemic

Film erotico misto a semi thriller..di quelli che per intenderci una volta facevano su telenova. seppur c'è un lavoro di fotografia il film non decolla...mano a mano che prosegue si moltiplicano i nudi e ci si addentra nella prostituzione. Qualche trovata caratterizza la pellicola (i gavettoni di liquido rosa) ma resta tale. Sinceramente, dopo i primi cinque minuti, pensavo che si virasse [...] Vai alla recensione »

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