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Ultimo aggiornamento sabato 8 marzo 2014
Argomenti: Harry Potter
Il penultimo capitolo delle avventure di Harry Potter alla ricerca degli Horcrux per distruggere Lord Voldemort una volta diventato mortale. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a BAFTA, 2 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Harry Potter e i doni della morte - Parte I ha incassato 17,7 milioni di euro .
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Harry Potter è in fuga, Hogwarts è ormai caduta nelle mani di Voldemort e così anche il Ministero della Magia. La morte di Silente ha lasciato un vuoto che è stato colmato dalle forze oscure e Harry si sente abbandonato. Così non è però e se ne accorgerà alla lettura del testamento, sia ad Harry, che a Ron che ad Hermione è stato infatti lasciato in eredità un oggetto a suo modo cruciale per la resistenza. Non è però ancora il momento delle grandi battaglie quanto quello della fuga alla ricerca degli horcrux, oggetti o esseri viventi contenenti frammenti dell'anima di Voldemort. Solo a metà del suo percorso però Harry si renderà conto che anche il signore oscuro è alla ricerca di un oggetto ugualmente cruciale che tuttavia non sono gli horcrux.
Di episodio in episodio la saga cinematografica di Harry Potter accumula incassi, nonostante sia sempre più difficile da seguire. Aumentano i riferimenti, i personaggi, gli oggetti, i luoghi e la storia pregressa, rendendo più difficile tenere le fila di tutto per lo spettatore digiuno di romanzi che segue le avventure solo una volta l'anno. Tutto ciò non sembra interessare alla produzione, come del resto non sembra interessare la qualità generale del prodotto confezionato. Dopo l'avvicendamento di tanti registi importanti e abili (Columbus, Cuaron e Newell), la Warner conferma per la terza volta il meno adeguato David Yates (il quale chiuderà anche la saga con il prossimo e ultimo film girato assieme a questo).
Harry Potter e i doni della morte soffre però anche di un altro problema: essere il primo film della saga tratto da una parte di un romanzo. Fino ad ora ad ogni libro era corrisposto un film, con tutto il corollario di polemiche da parte della base dei fan che vorrebbero rivivere in sala ogni singola pagina della Rowling. Ora invece l'idea di tradurre l'ultimo libro in due film arriva a raddoppiare la monetizzazione con la giustificazione morale di accontentare i fan, il risultato tuttavia è un film lungo più di due ore che manca di quelle caratteristiche che erano la firma di ogni avventura potteriana al cinema: umorismo, mistero e azione. Questo settimo film è la parte più on the road di una saga tutta casa e Hogwarts ma anche quella con il ritmo più controllato, tutta silenzi espressivi e tempi dilatati.
L'idea sarebbe di comunicare l'incertezza, i dubbi e le paure del personaggio attraverso l'uso di una messa in scena apparentemente meno controllata (c'è moltissima più macchina a mano del solito) e lasciando che le molte location in esterni parlino dell'interiorità dei personaggi in fuga. Paesaggi e silenzi esteriori che riflettono vuoti interiori, spiazzando spettatori abituati ad una routine scenografica rodata (le case, le aule della scuola, la foresta intorno) con laghi immensi, foreste innevate, autostrade in rovina e boschi d'inverno ripresi come luoghi tetri di un'anima inquieta. Per riuscire in questa impresa cinematografica di paesaggi che definiscono personaggi però forse era necessaria la mano di un regista più abile a mescolare i toni e gestire tempi dilatati.
Voldemort e Harry perdono le loro bacchette senza perdere la loro magia, si emancipano dai propri strumenti in vista di un confronto che sarà personale prima che magico mentre l'Horcrux (ovvero un'epifania del signore oscuro) corrompe e incattivisce i tre amici che lo portano in fuga come fosse l'Unico Anello. Sono tutti stimoli però che il film non sembra voler recepire per lasciare spazio ai dilemmi interiori di un eroe che ormai affascina ben poco.
Eccezione che conferma il giudizio è la sequenza della favola dei doni della morte, realizzata con un'animazione CG altamente stilizzata, e dotata di un fascino oscuro e misterioso che ricorda quello dei primi episodi cinematografici di Harry Potter e che si sperava di ritrovare in questi conclusivi.
I percorsi didattici
» Quando il ministro della magia va a trovare Harry, gli consiglia di non combattere quella guerra da solo, perché Voldemort è troppo forte. Ha ragione? In generale, affrontare da soli problemi più grandi di noi, permette di superarli?
» Ad un certo punto Ron rimprovera aspramente Harry, accusandolo di non avere un preciso piano di battaglia e di avere messo in pericolo lui e i suoi cari. Una vera amicizia può comprendere anche momenti di tensione?
» In che fondamentale modo Ron dimostrerà ad Harry di non avere alcun rancore nei suoi confronti? Pensa a quando Harry si tuffa nel laghetto ghiacciato per recuperare la spada di Grifondoro ...
» L’horcrux indebolisce Ron facendo leva sulle sue paure più nascoste, ma Ron riesce comunque a distruggerlo. Da dove trae la forza necessaria? Semplicemente da un incantesimo?
» Palando di Ron con Harry, Hermione afferma: “Io ce l’ho sempre con lui!”. È vero? Oppure è l’esatto contrario? Perché Hermione dice questo?
» Ti piacerebbe che, come succede ad Harry, la pozione polisucco creasse tanti tuoi cloni? Se sì, come utilizzeresti questa magia? Che cosa faresti tu e che cosa faresti fare ai tuoi cloni?
» Più volte nel film viene citata una biografia non autorizzata di Albus Silente. Anche nella realtà sono molto diffuse le biografie di personaggi celebri infarcite di notizie pettegole che i diretti interessati smentiscono sempre. Secondo te questi libri hanno un qualche valore letterario o giornalistico? Oppure sono solo un modo per guadagnare denaro a spese della privacy altrui?
C'è poco da dire, questo film è una bomba. Harry si nasconde dal mondo magico, per cercare gli Horcrux (oggetti nei quali sono racchiusi pezzi dell'anima di Voldemort), assieme ai suoi due migliori amici, Ron e Hermione, i quali qui si dimostrano davvero tali. Voldemort è in possesso di ogni cosa: il Ministero, la Scuola.
Arriva e si siede su una sediolina spartana. Siamo a pochi metri dal set dove sono state girate le ultime scene del dittico Harry Potter e i doni della morte (in uscita in due parti ma girato tutto insieme) e Daniel Radcliffe è vestito da Harry Potter, cioè vestito come un ragazzo normale, ma sono gli abiti di scena. Non ha gli occhiali, quelli non gli servono realmente. Daniel è un ragazzo particolarmente minuto, non molto alto (specie per gli standard britannici) e molto mingherlino.
Rinunciando al gesto critico, per certi versi inefficace per una saga che ha le dimensioni del fenomeno planetario, l'ultimo Harry Potter andrebbe affrontato con altri strumenti (pedagogico, psicologico, sociologico e di costume), come d'altronde abbiamo fatto per gli altri sei episodi. Sezionare,ad esempio, Twilight dal punto di vista della bontà cinematografica è molto limitante.
Harry Potter e la pietra filosofale (2001)
Harry Potter e la camera dei segreti (2002)
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004)
Harry Potter e il calice di fuoco (2005)
Harry Potter e l'ordine della fenice (2007)
Harry Potter e il principe mezzosangue (2009)
Harry Potter e i doni della morte - Parte I (2010)
Harry Potter e i doni della morte - Parte II (2011)