Il rifugio

Film 2009 | Drammatico, 88 min.

Regia di François Ozon. Un film con Isabelle Carré, Louis-Ronan Choisy, Pierre Louis-Calixte, Melvil Poupaud, Claire Vernet. Cast completo Titolo originale: Le Refuge. Genere Drammatico, - Francia, 2009, durata 88 minuti. Uscita cinema venerdì 27 agosto 2010 distribuito da Teodora Film. - MYmonetro 2,96 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Isabelle Carré interpreta Mousse, giovane eroinomane che scopre di essere rimasta incinta del compagno morto di overdose In Italia al Box Office Il rifugio ha incassato 40,9 mila euro .

Consigliato sì!
2,96/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 3,00
PUBBLICO 2,67
CONSIGLIATO SÌ
Una storia profonda in cui si intrecciano mancanze, bisogni e sentimenti mai del tutto rivelati.
Recensione di Emanuele Sacchi
Recensione di Emanuele Sacchi

Louis muore di overdose, lasciando sola la compagna Mousse, eroinomane anch'essa, proprio quando questa ha scoperto di essere incinta. Nonostante i ricchi genitori di Louis le chiedano di abortire, Mousse si rifiuta e si ritira in solitudine in una villa in riva al mare. La visita di Paul, fratello di Louis, altererà i già precari equilibri.
Probabilmente leggendo la trama ma non il nome del regista e cercando di supplire indovinando quest'ultimo, a Ozon si arriverebbe entro tre tentativi al massimo. Il che non rappresenta necessariamente un male, la stessa cosa potrebbe succedere anche con Lynch o Chabrol; affezionarsi alla propria poetica, accettare l'idea di doversi confrontare con i propri demoni anziché simulare un eclettismo forzato può essere una pratica sana nel cinema.
Ozon, anche se talora esagera e talaltra esce proprio di strada, ha nelle sue corde questa maestria, la capacità di scavare in profondità nel non detto di situazioni in cui i sentimenti agiscono sottopelle e in cui quel che appare differisce assai da quel che è. Come la vicenda di Paul e Mousse, che si cercano e si guardano con in mente intenti differenti ma con un legame profondo che, consapevolmente o meno, tra i due si instaura sin dal primo sguardo.
Due diversi, in qualche modo due reietti, che si spiano, si proteggono l'un l'altro: lui cerca una figura materna e lei, che madre è o comunque sarà a breve, cerca un'ancora che fermi l'entropica tendenza del suo animo ad andare alla deriva.
È innegabile che quello del gay con insopprimibile desiderio di paternità sia un cliché difficile da digerire, ma l'amore con cui la cinepresa di Ozon accarezza i gesti dei due splendidi protagonisti, soffermandosi sulle minime sfumature delle loro espressioni, riesce a far dimenticare anche questi potenziali scivoloni.

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Quando, in un appartamento semivuoto di Parigi, Mousse esce dal coma per overdose di eroina, apprende che Louis è morto e che lei è incinta di 2 mesi. La madre di lui, ricca borghese, la esorta ad abortire. Lei vuole invece tenere il figlio e si rifugia in una casa sul mare a Guétary (Pirenei) dove conosce Paul (Choisy, cantante al suo esordio di attore e autore delle musiche), il fratello gay di Louis, che sa comprendere il suo stato, le sue paure e le insegna a condividerle, diventando quasi un sostituto del morto. L'interesse del film deriva dal fatto che la Carré era veramente incinta e che raggiunse il 6° mese di gravidanza alla fine delle riprese. È un caso raro che Ozon tratta con delicatezza, ma anche con onestà: Mousse è un personaggio complesso. Passa dalla serenità materna a scatti di umore aggressivi, persino meschini, ma capisce di essere lei il rifugio del nascituro. Film onesto anche nel finale, poco lieto.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 29 agosto 2010
laulilla

Due giovani parigini, Mousse e Louis si amano da tempo e da tempo si drogano, senza troppe difficoltà, perché, essendo ricchi, non sono costretti a rubare o a prostituirsi. I loro privilegi sociali, però, non li rendono invulnerabili: dopo l'ennesima assunzione di eroina il fisico di Louis non regge. Si salverà, con difficoltà, Mousse, che all'ospedale apprenderà di essere incinta.

martedì 30 ottobre 2012
paride86

Storia di una tossicomane che, perso il fidanzato per overdose, si accorge di essere incinta. Tra lei e il fratello del defunto si instaurerà un legame particolare. François Ozon racconta una storia intimista e delicata, ma la fastidiosa immaturità dei personaggi prende il sopravvento sula compassione e la comprensione che si potrebbe provare per i loro drammi personali e le loro [...] Vai alla recensione »

domenica 24 novembre 2013
gianleo67

Coppia di amanti dediti all'eroina viene ritrovata agonizzante dalla madre di lui nel lussuoso appartamento parigino in cui convivono. Lui muore e lei, rimasta incinta, si rifugia nella casa isolata di una assolata località di villeggiatura sull'oceano per sfuggire alle pressioni della ricca e facoltosa suocera che la vorrebbe far abortire.

venerdì 9 maggio 2014
ralphscott

Questa volta Ozon non mi ha emozionato e nemmeno mi ha affascinato come in altre occasioni. Trovo che il regista francese riesca meglio sui registri del giallo e della commedia.

domenica 17 novembre 2013
weachilluminati

Bello, non ci sono risposte, piuttosto il protagonista è il silenzio o meglio il vuoto che ci circonda. Attimi di vita scorrono scivolando mestamente  e disperdendosi nell'inconsapevolezza . Ozon è piuttosto osservatore che omette volutamento una risposta alle problematiche che vengono  messe in scena. Bello essere spettatori senza l'invadenza di una regia decisionista [...] Vai alla recensione »

martedì 5 marzo 2013
GiulioB1

A volte nel film ci sono scene che possono essere simili a Trainspotting però mentre in quest'ultimo era parte del filo del film, qui, originalissimo film di passioni, risultano pesanti. Con questo non voglio dire che il film sia brutto, il lato umano delle persone si fa sentire e conferisce sensazioni intime particolari e profonde in chi guarda, ma il problema è che spesso si perde in scene poco utili [...] Vai alla recensione »

domenica 7 agosto 2011
Luanaa

Ozon è un regista che ha ben poco da dire ma grazie o malgrado questo riesce ad essere abbastanza realista anche se sul versante "piattume". La scelta degli attori è sempre perfetta e l'ambientazione pure. Ma il contenuto? Pura "problematica" omosessuale: sempre lì va a parare. Di questo film ricorderò una splendida e dolorosa Isabelle Carre' incinta. Punto.

giovedì 9 settembre 2010
renato volpone

ho dimenticato il voto

sabato 20 novembre 2010
astromelia

storia ai margini,ma quantomeno intensa e confaciente ad un film fuori dai soliti clichè,belli attori, peccato che io abbia indovinato il finale anzitempo, la riflessione che mi sovviene quando la protagonista alla fine asserisce di non essere pronta alla maternità,ecco,in realtà non si era resa conto che già accettando la gravidanza aveva concepito la sua realizzazzione [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 settembre 2010
renato volpone

Quanta poesia nelle immagini di Ozon. Un film non facile, che scorre lento, ma scorre e ti trascina in un turbinio di emozioni, di sensazioni, di pace, dove si perdona tutto e la delicatezza dei personaggi lascia lo spiraglio per credere in un mondo migliore, dove un sorriso può guarire mille ferite. Ma quanta sofferenza anche, bellissimo il pianto liberatorio della protagonista nel prato nel momento [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Resterà di te Louis quello che hai donato, invece di tenerlo chiuso in forzieri arrugginiti. Resterà di te, del tuo giardino segreto, un fiore dimenticato che non è appassito. Resterà di te Louis una lacrima caduta, un sorriso germogliato negli occhi del tuo cuore. Resterà di te quello che hai seminato, che hai sparso tra i mendicanti di felicità. Quello che tu hai seminato,fratello mio, fiorirà negli altri. Colui che perde la vita un giorno la ritroverà."
Paul (Louis-Ronan Choisy)
dal film Il rifugio - a cura di Maurizio Deguardi
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Thomas Sotinel
Le Monde

Pour la deuxième fois, François Ozon met un enfant au centre de son film. Mais le bébé du Refuge est moins spectaculaire que l'angelot ailé de Ricky. Il est absent de l'image et pourtant dans le champ, porté par sa mère, Mousse, qui attend de le mettre au monde dans une villa de la côte basque. Mousse, c'est Isabelle Carré. On la découvre en enfant perdue, au milieu d'un grand appartement pas très [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Il regista francese Francois Ozon, che fra poco parteciperà in concorso alla Mostra del cinema di Venezia con il suo Potiche, si sta specializzando in film sulle mutazioni "genetiche" nel rapporto fra uomini e donne e sulla ridefinizione dei ruoli maschili e femminili all'interno della coppia e del nucleo familiare. Lungo questa linea narrativa, iniziata con Sotto la sabbia e proseguita con Otto donne [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Mousse (Isabelle Carré) non è l'operaia madre single protagonista di Ricky. Ma come nel precedente film François Ozon guarda ancora una volta alla maternità come allo spazio narrativo in cui prendono forma i vissuti dei suoi personaggi. Una coppia, Mousse e Louis (Melvil Popaud) e la loro storia d'amore e di eroina consumata nell'appartamento quasi vuoto.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Dal bambino con le ali a quello, invisibile ma vero, nascosto nel ventre della mamma. Dalla maternità come metafora alla gravidanza come presenza. E come svolta: basterà portare un figlio in grembo per essere madri? O averlo generato per essere padri? Passando dal surreale Ricky al didascalico Il rifugio, Ozon perde in leggerezza ma non in esattezza.

Kevin Thomas
The Los Angeles Times

In "Hideaway" ("Le Refuge"), one of François Ozon's finest films, a young couple, Mousse (Isabelle Carré) and Louis (Melvil Poupaud), seem to have everything -- great looks, money, passion, an upscale Paris apartment -- and a powerful addiction to heroin. One night their dealer apparently cuts their drugs with valium, leaving Louis dead and Mousse in a coma.

Roberto Nepoti
La Repubblica

I fan di François Ozon saranno contenti: dopo la parentesi surreale e un po' enigmatica di Ricky, il regista francese torna ai temi e ai toni più consolidati del suo cinema con una storia di elaborazione del lutto realistica, ma dall' esito imprevisto. Mousse e il suo ragazzo Louis sono due junky. Il giorno in cui lui muore per overdose lei, portata in ospedale, si scopre incinta.

NEWS
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venerdì 27 agosto 2010
Nicoletta Dose

L'ultimo degli orchi Un weekend così ricco di proposte cinematografiche non lo vedevamo da un bel po'. Ci avviciniamo alla fine dell'estate e, come accade ogni anno, la stagione dei grandi film comincia a depositare le sue fondamenta.

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