Libera nos a malo

Film 2008 | Documentario 75 min.

Regia di Fulvio Wetzl. Un film Genere Documentario - Italia, 2008, durata 75 minuti.

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Documentario sui delitti e le sparizioni irrisolte in Basilicata.

La Basilicata considerata "isola felice", perché è l'unica regione del Sud a non avere una sua criminalità organizzata, in realtà da 40 anni a questa parte è stata infiltrata da tutte le mafie confinanti. Ne sono testimonianza i 50 morti ammazzati in regolamenti di conti tra malavitosi e soprattutto le sparizioni e omicidi, di cui a tutt'oggi non si è data spiegazione. Da Elisa Claps, 16enne scomparsa nel centro storico di una domenica del '93 andando a messa, ai "fidanzatini di Policoro", uccisi in un delitto, rubricato come "morte per folgorazione", nella vasca da bagno, 20 anni fa; da Maria Antonietta Flora scomparsa in una piazzola dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria a Domenico Di Lascio, industriale ucciso nel suo ufficio, dai coniugi Gianfredi a Potenza, all'autotrasportatore Vincenzo De Mare, ucciso a Scanzano per essersi rifiutato di portare rifiuti tossici. Insieme a Don Marcello Cozzi, responsabile dell'associazione Libera per la Basilicata, e ai parenti di Elisa Claps, a Olimpia Orioli madre del ragazzo di Policoro, ripercorriamo le sparizioni e i delitti andando nei luoghi dove questi sono avvenuti. Ne viene fuori il quadro di una regione nient'affatto "felice" ma in cui la mobilitazione popolare sollecitata da Libera, sta crescendo anno dopo anno. Un popolo, quello di Basilicata, che vuole finalmente che questi "misteri lucani" abbiano una risposta, che sia fatta "verità e giustizia".

In un film l'isola felice che non c'è.
a cura della redazione

A raccontare l'altra faccia della Basilicata - quella faccia spesso nascosta dall'idea predominante di un'"isola felice" sempre meno adatta a descrivere la realtà - oggi c'è un lungometraggio. Quarantacinque minuti per raccontare i casi irrisolti della regione. Il dvd, che ha la forma di un documentario, è firmato dal regista e scenografo Fulvio Wetzl (per la Basilicata già autore di "Mineurs" e "Vultour") ed è realizzato dal coordinamento regionale di Libera. "Libera nos a malo. Misteri lucani: nell'indignazione le radici della speranza"è stato presentato ieri mattina. Le immagini ricostruiscono i casi emblematici che negli ultimi 40 anni hanno dimostrato come la Basilicata non possa essere più considerata un'isola felice. Elisa Claps, scomparsa da Potenza nel 1993. Luca Orioli e Marirosa Andreotta, morti in circostanze misteriose a Poliporo nel 1988. Maria Antonietta Flora, scomparsa in una piazzola dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria nel 1994 e l'industriale Domenico Di Lascio, col quale la donna aveva avuto una relazione sentimentale, ucciso nel suo ufficio a Nemoli, cinque anni più tardi.
I coniugi Giuseppe Gianfredi e Patrizia Santarsiero, assassinati a Potenza nel piazzale antistante la loro abitazione, davanti agli occhi dei figli. Vincenzo De Mare, ucciso nel suo podere di Scanzano nel 1993. Insieme ai familiari delle vittime e a chi, nel corso degli anni, ha approfondito ogni singola storia cercando di capirne di più, si ricostruiscono le vicende. Toccante il racconto di Filomena Claps, madre di Elisa che, insieme al figlio Gildo, ripercorre per la prima volta dalla scomparsa della figlia, il tragitto che si pensa la giovane possa aver compiuto la mattina della sua scomparsa. Straziante la testimonianza di Olimpia Fuina, madre di Luca Orioli, che racconta del suo "interminabile" dolore. «La realizzazione del documentario - ha spiegato alla stampa don Marcello Cozzi, referente regionale di Libera - è stata possibile grazie ai proventi derivati dalla vendita del libro "Quando la mafia non esiste. Malaffare e affari della Mala in Basilicata"».Un volume dal successo inaspettato: 3 mila copie in 5 mesi, giunto alla quarta ristampa. «Il dvd "Libera nos a malo" - ha aggiunto il prete impegnato nella lotta alla mafia - intende continuare il lavoro del libro suo predecessore e di raggiungere quanti hanno ancora voglia di capire». Inevitabile un riferimento da parte del prete coraggio alla manifestazione "No alle mafie"organizzata a Rionero in Vulture lo scorso giovedì 9 ottobre. «La piazza non era vuota come molti organi di informazione hanno riportato - ha puntualizzato don Cozzi - le istituzioni c'erano e c'erano tutte. Era quello l'intento: far sentire la presenza della Regione, della Provincia e dei singoli Comuni, in quel versante della Basilicata (il Vulture-Melfese) che potrebbe erroneamente sentirsi solo e abbandonato dalle istituzioni. Per arrivare al cuore e alle coscienze dei giovani ci sono altre strade». Ecco spiegata la scelta di canali di comunicazione, come il dvd, che usa un linguaggio che arriva più facilmente ai giovani. Un film, infatti, a differenza del libro, arriva anche a chi per pigrizia o mancanza di tempo, non può dedicarsi alla lettura. «Ma Libera nos a malo - ha tenuto a precisare il regista Fulvio Wetzl - non è soltanto il quadro di una situazione storico-politicosociale della Basilicata, è anche un film in lista per concorrere al Torino Film Festival». Intanto, l'anteprima per il grande pubblico, è prevista mercoledì 15 ottobre, nel cineteatro "Don Bosco" di Potenza,alle ore 18. Alla proiezione del film seguirà un dibattito sul rapporto tra stampa, magistratura e poteri forti, al quale prenderanno parte anche il Gip di Milano, Clementina Forleo, e il giudice di Corte d'Appello, Alberto Iannuzzi. Modera il direttore de "Il Quotidiano", Paride Leporace. «L'ingresso è libero - precisa il coordinamento di Libera - perché a nessuno si neghi il diritto alla conoscenza e alla presa di coscienza».
Da Il Quotidiano della Basilicata, 14 ottobre 2008

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

La Basilicata - l'antica Lucania - divisa in due province, Potenza e Matera, dava raramente da fare alla cronaca nera. Non più negli anni 2000 perchè occupata a chiazze dalla Sacra Corona Unita pugliese, dalla 'ndrangheta calabrese, dalla camorra campana, da infiltrazioni della sicula mafia. Dal 1993 al 2008 sei persone scomparse e una decina di omicidi, tutti casi irrisolti. In vent'anni 50 morti ammazzati in regolamenti interni al sistema criminale, dedito anche a redditizie importazioni di rifiuti tossici dal Nord. Illustrano questo quadro don Marcello Cozzi e altri, specialmente don Luigi Ciotti, capofila dell'associazione Libera che dà voce alla fame di verità e alla sete di giustizia della maggioranza dei lucani. Con la Vawe, ha prodotto il film di Wetzl, imperniato su due casi: la scomparsa della giovane Elisa Claps e la morte violenta di Luca Orioli e della sua fidanzata Marirosa, sbrigata come un incidente casalingo con una catena di vergognose e vili inadempienze. L'appassionato e dolente monologo di Olimpia Orioli, madre di Luca, è il cuore del film in cui si fa luce sulle malattie che affliggono anche il resto d'Italia: rassegnazione, silenzio, omertà, delega, disattenzione. Fotografia/suono: Paola Carbone. Aiuto regia: Valeria Vaiano. Musiche: Giovanni Fusco (1906-68) con rimandi a L'avventura e L'eclisse di Antonioni.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Giovanni Chianelli
La Repubblica

Ha due nomi ma molti italiani non ne conoscono neanche uno. La Lucania è un' isola, nel sud, e delle isole ha luci ed ombre. Il documentario "Libera nos a malo", da pochi giorni in circolazione per la regia di Fulvio Wetzl assistito da Valeria Vaiano, parla soprattutto di questo. Prodotto in collaborazione col coordinamento regionale di Libera, rappresentata da don Marcello Cozzi che del film è lo [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Alias

Primo documentario prodotto dall’associazione Libera, realizzato con la collaborazione di don Marcello Cozzi responsabile di Libera per la Basilicata e autore del libro «Quando la mafia non esiste». Indaga sui troppi omicidi e morti fatte passare per incidenti e casi di gente scomparsa senza lasciare traccia, sulle indagini e processi insabbiati che hanno reso la Lucania terra felix per la malavita. [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Nella Lucania «felix», guardata come luogo avanzato di produzione e scarsa disoccupazione, risorse energetiche ed eccellenza, e assenza di criminalità organizzata, una serie di casi non risolti, inspiegabili sparizioni, omicidi palesemente camuffati ha prima riempito le cronache, poi le assemblee pubbliche di popolazione che chiede di sapere. Di questa mafia occulta, infiltrata dalle regioni circostanti, [...] Vai alla recensione »

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