Dopo il matrimonio

Film 2006 | Drammatico 120 min.

Titolo originaleEfter brylluppet
Anno2006
GenereDrammatico
ProduzioneDanimarca, Svezia
Durata120 minuti
Regia diSusanne Bier
AttoriMads Mikkelsen, Sidse Babett Knudsen, Rolf Lassgård, Stine Fischer Christensen, Christian Tafdrup Frederik Gullits Ernst.
Uscitavenerdì 22 dicembre 2006
TagDa vedere 2006
DistribuzioneTeodora Film
MYmonetro 3,70 su 39 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Susanne Bier. Un film Da vedere 2006 con Mads Mikkelsen, Sidse Babett Knudsen, Rolf Lassgård, Stine Fischer Christensen, Christian Tafdrup. Cast completo Titolo originale: Efter brylluppet. Genere Drammatico - Danimarca, Svezia, 2006, durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 22 dicembre 2006 distribuito da Teodora Film. - MYmonetro 3,70 su 39 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Jacob, divenuto un benefattore all'estero, deve tornare in Patria per ottenere una donazione. Il passato non mancherà di bussare alla sua porta. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar. In Italia al Box Office Dopo il matrimonio ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 552 mila euro e 16,6 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,70/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,83
CONSIGLIATO SÌ
Una storia drammatica e paradossale sulla falsa riga de "Le mele di Adamo".
Recensione di Tirza Bonifazi
sabato 7 ottobre 2006
Recensione di Tirza Bonifazi
sabato 7 ottobre 2006

Jacob vive da molti anni in India, dove ha iniziato e abbandonato diversi progetti di volontariato, è stato lasciato dalla donna che amava e ha disperatamente tentato di sfuggire alla sua condizione di alcolizzato e dimenticarsi della sua anima perduta. Costretto a tornare in patria per ottenere una cospicua donazione che gli permetta di continuare a occuparsi dell'orfanotrofio dove si è ritagliato il ruolo di buon samaritano, Jacob ritroverà un pezzo del suo passato che inevitabilmente gli cambierà la vita.
Dismessi i panni di prete anticonvenzionale alle prese con una parrocchia di pecore smarrite (Le mele di Adamo) Mads Mikkelsen torna sul grande schermo con un personaggio più profondo e "tridimensionale" ma anche meno ironico di come ce lo ricordavamo. È di nuovo Anders Thomas Jensen a delineare le caratteristiche del protagonista - limitandosi però a scrivere la sceneggiatura insieme a Susanne Bier - rinnovando così la collaborazione avviata con Open Hearts. Di quel Le mele di Adamo di cui Jensen era regista, Dopo il matrimonio possiede qualche tonalità appena accennata (quasi fosse frutto di un puzzle stravolto), spennellata attraverso una storia drammatica e paradossale. A inscenare questo carosello di emozioni e vicissitudini, seguito quasi sempre dalla camera a mano - per avvicinarsi alle personalità degli interpreti e divenire una sorta di specchio dell'anima attraverso riprese in stile simil-dogma - alcuni tra gli attori più convincenti della Scandinavia: lo svedese Rolf Lassgård nella parte di Jørgen, il ricco investitore, e la danese Sidse Babett Knudsen in quella della moglie Helene, oltre al già citato Mikkelsen. Nulla è lasciato al caso, anche le immagini delle foglie mangiate e dell'animale morto lungo la strada rappresentano un punto focale del film; il risvolto della trama è forse presentato in maniera semplicistica, e non giunge inaspettato, ma la Bier è capace di emozionare e commuovere, e evitare, per un pelo, un finale banale.

Sei d'accordo con Tirza Bonifazi?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 13 febbraio 2012
osteriacinematografo

 Il film inizia con una dolce immersione nel caos, nel calore e nel colore indiani. Segue l’abbraccio toccante e perfettamente aderente fra un uomo europeo e un bimbo del luogo. L’uomo è Jacob, un danese costretto, suo malgrado, a rientrare nella terra natia per reperire fondi utili alla sopravvivenza dell’orfanotrofio in cui quel bimbo e tanti altri hanno trovato una [...] Vai alla recensione »

sabato 27 febbraio 2016
Luigi Chierico

Un ottimo film in cui si respira soltanto aria pura,carità,bontà,perdono,comprensione,generosità e amore,tanto amore in tanto dolore e miseria.E’un prodotto della Danimarca e della Svezia,Jorgen dice a Jacob che dalla sua finestra,quando il tempo è buono,la si può vedere la Svezia.Forse per queste origini la storia che ci viene proposta è positiva sebbene attraversi tante situazioni che altrove sarebbero [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2013
Filippo Catani

Un danese vive ormai da anni in India dove si è occupato senza troppo successo di diversi progetti umanitari e attualmente si occupa di dare rifugio a diversi bambini. Improvvisamente l'uomo deve volare a Copenaghen per cercare di ottenere un finanziamento da un milione di dollari che un uomo d'affari mette a disposizione del progetto umanitario che più lo coinvincerà. Vai alla recensione »

giovedì 26 marzo 2015
vanessa zarastro

" C'è del marcio in Danimarca"  è il titolo molto appropriato di una serie di film che Sky trasmette nella programmazione Cinema Cult. Mads Dittman Mikkelsen è Jacob Petersen, un personaggio ricco di sfumature e di contraddizioni che trae forza dalle intimazioni e dalle coercizioni, dopo una vita avventurosa, ha deciso di dedicarsi ad aiutare gli orfani [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 agosto 2010
paride86

Intenso e misterioso melodramma nordico che tratta l'ìimportanza della famiglia e dei sentimenti. Mi è piaciuta molto la riflessione sulla beneficenza e le missioni: il film si interroga su quale sia la vera generosità e quale, invece, la fuga dalla realtà. Veramente bello.

mercoledì 17 giugno 2015
themorenina

Questo film,per quanto mi riguarda, è di una bellezza che rasenta la perfezione. 

mercoledì 1 febbraio 2012
picchiri

Un film visto, quasi per caso, in tv...mai sentito nominare, ma per fortuna non me lo sono perso!!! La trama si sviluppa piano piano come una ragnatela...dove gli eventi vanno ad occupare, senza fatica, il loro posto come tasselli precisi di un'opera notevole! Una regia accurata, attenta ai minimi particolari, agli sguardi, ai silenzi...tutto perfetto,niente di più, niente di meno del necessario [...] Vai alla recensione »

martedì 13 novembre 2012
clemo

Descrivere cosa provai quando vidi questo film non è facile,perchè mi ha profuso un?infinità di emozioni. Susanne Bier è una regista che,con semplicità, riesce a regalare pure emozioni, che ti lasciano senza fiato, come quando ci si ritrova investiti da una folata di vento sul viso.Grande Susanne, non mi deludi mai.

lunedì 23 ottobre 2017
stefano capasso

Jacob è un uomo danese che da tempo ha scelto di dedicare la sua vita agli impegni di volontariato. Il suo impegno, senza particolari risultati, con gli orfani in India è anche un modo per mettere da parte un passato difficile. Quando riceve la proposta di una donazione da un ricco uomo danese, è costretto a tornare nel suo paese d’origine per incontrare il magnate, e una [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Un danese giovane con occhi di ghiaccio azzurro e con un passato da dimenticare (è Mads Mikkelsen, che in Casino Royale recita il nemico di 007, il crudele Le Chiffre) si occupa a Bombay d'un asilo per bambini soli uno dei quali, Pramod, rappresenta la forza del suo legame con i piccoli. La necessità di firmare i documenti di una donazione all'asilo poverissimo lo riporta in Danimarca.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il più bel film di Natale viene dalla Danimarca e conferma la grande vitalità di questo piccolo paese capace di coltivare i generi e i talenti più diversi. Schematizzando, se Lars Von Trier è un guastatore, Susanne Bier appartiene alla razza (rara in Europa) dei narratori. Ci vuole infatti gran senso del racconto, occhio sicuro per gli attori e finezza non comune nel condurre il doppio gioco dei sentimenti [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Il danese Jacob si occupa come un missionario laico dei piccoli orfani indiani, ma l'orfanotrofio rischia di chiudere per mancanza di fondi. Giunge proprio allora l'offerta di Jorgen, ricchissimo uomo d'affari che prospetta una donazione in miliardi ma esige d'incontrare personalmente Jacob in Danimarca. Partito riluttante, questi deve accettare anche l'invito al matrimonio della figlia del potenziale [...] Vai alla recensione »

Sandro Rezoagli
Ciak

La danese Susanne Bier conferma lo stato di grazia del precedente Non desiderare la donna d'altri con quest'altra storia di complicati legami di famiglia, ancora da una sceneggiatura di Anders Thomas Jensen, il notevole regista di Le mele di Adamo. Come spesso succede nel cinema dei Paesi scandinavi, gli attori sono sempre gli stessi e molto bravi. Qui potete ammirare uno straordinario Mads Mikkelsen [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Ancora un film danese di qualità. Per merito di una regista, Susanne Bier, che appena l'altr'anno si era fatta molto apprezzare con un film su una famiglia, Non desiderare la donna d'altri, intitolato molto più coerentemente Fratelli, nella versione originale. Una famiglia anche qui, che si scompone e ricompone perfino a distanza, tra l'India e, appunto, la Danimarca.

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Il cinema danese, soprattutto il movimento Dogma, ci ha introdotto in famiglie apparentemente ordinate, in realtà in equilibrio piuttosto instabile (basti pensare ai film di Thomas Vinterberg). In Dopo il matrimonio di Susanne Bier da oggi nelle sale (distribuito da Teodora) torniamo nel pieno di un dramma familiare, prendendo un po' di distanza a causa dell'incipit ambientato in India.

Aldo Fittante
Film TV

Si può parlare di fame nel mondo, di capitalismo occidentale che sfrutta i paesi sottosviluppati, di volontariato, di tradimenti e di cancro senza mostrare la fame nel mondo, i tradimenti, il cancro. Si possono lanciare pure dei messaggi ma senza proclami e dimostrazioni, senza slogan e senza pietismi. È lo sguardo, nitido, lucido, consapevole, maturo, onesto di Susanne Bier, giustamente ritenuta oggi [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Dovrebbero darlo come tema da svolgere agli esami per aspiranti sceneggiatori. Le carte uscite dal mazzo sono un matrimonio, con relativi discorsi di circostanza che non si sa mai dove conducono (in genere gli invitati e i parenti sono già un po' alticci) e un misterioso ospite che il padre della sposa ha invitato all'ultimo momento (in realtà, lo ha fatto venire in Danimarca dall'India per una donazione [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Nella giornata dei figlioletti, la Festa ha proposto ieri anche un film danese, Dopo il matrimonio di Susanne Bier, scritto da lei con il ben più interessante Anders Thomas Jenes, regista del formidabile Le mele d'Adamo. In Dopo il matrimonio ci sono altri due casi di figlioletti: nel presente, quello del bambino indiano che si è aggrappato all'insegnante danese (Mads Mikkelsen) del suo orfanotrofio; [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Per Mads Mikkelsen valeva finora il quesito: «Chi è costui?». Le mele di Adamo, infatti, era stato un bel film del 2005 da lui interpretato, ma visto da pochi. Però, nello stesso giorno in cui Mikkelsen è il cattivo di Casino Royale, esce anche un filmino di Susanne Bier già presentato alla Festa di Roma, Dopo il matrimonio, dove Mikkelsen è protagonista di una storia prevedibile, ma visibile, sperando [...] Vai alla recensione »

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