Follia

Film 2005 | Drammatico 93 min.

Titolo originaleAsylum
Anno2005
GenereDrammatico
ProduzioneGran Bretagna, Irlanda
Durata93 minuti
Regia diDavid Mackenzie
AttoriNatasha Richardson, Ian McKellen, Marton Csokas, Hugh Bonneville .
Uscitavenerdì 15 giugno 2007
MYmonetro 2,41 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di David Mackenzie. Un film con Natasha Richardson, Ian McKellen, Marton Csokas, Hugh Bonneville. Titolo originale: Asylum. Genere Drammatico - Gran Bretagna, Irlanda, 2005, durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 15 giugno 2007 - MYmonetro 2,41 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una folle storia d'amore e di ingiustizia sociale tratta dall'omonimo romanzo di Patrick McGrath. In Italia al Box Office Follia ha incassato 272 mila euro .

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Consigliato nì!
2,41/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,42
PUBBLICO 2,30
CONSIGLIATO NÌ
L'ossessione d'amore, che dà le vertigini, di un'eroina romantica e folle.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Stella è la moglie dimessa e gentile di uno psichiatra ambizioso, promosso vicedirettore nel manicomio di Broadmoor. Condannata dalle convezioni sociali a essere unicamente la buona moglie di un prestigioso marito, Stella cerca e trova in Edgar Stark, un paziente consumato da una gelosia psicotica, la sua ribellione. Travolti dalla vertigine dei sensi, i due amanti si incontrano in un capanno diroccato alimentando voci e sospetti. La clinica psichiatrica diventerà molto presto troppo stretta per quella passione, che li spinge alla fuga e a una clandestinità dolorosa e appassionata. Braccati implacabilmente dalle forze dell'ordine e dal reciproco passato, compieranno il loro destino nei corridoi del manicomio, sotto le cure interessate del direttore Peter Cleave. L'amore del dottore per Stella comprometterà i fragili equilibri, condannando gli amanti all'oblio.
La Stella di Patrick McGrath, trasposta sullo schermo da David MacKenzie, è in esilio in una clinica dove incontra l'amore fatale, un artista uxoricida che la corteggia e la seduce. Un uomo e un'ossessione per cui fuggire da una casa in cui viveva esclusivamente della carità del coniuge. Il marito, il figlio, i dottori, tutti sono ingannati da lei, ma lei é sempre e comunque la vittima di un gioco che la vedrà soccombere. La storia di Stella Raphael è dunque quella di un'infelice che un'idea fissa sconvolge e distrugge, ma che non rinuncia ad affermare, sia pure attraverso la consunzione fisica e psichica, la rottura con ogni convenzione borghese. Della Londra degli anni Cinquanta la protagonista non accetta le regole e respinge l'etica dei benpensanti, vivendo una passione assoluta che trascende i confini della rispettabilità. Ma c'è dell'altro. Follia non è semplicemente una storia d'amore, è quella di un'ossessione d'amore che dà le vertigini, e ancora, quella di un'ingiustizia sociale: il potere psichiatrico di classificare un individuo e diagnosticare misteriose malattie mentali, rischiando di ridurre il paziente qualcosa di meno di un essere umano. Follia è un assolo femminile a cui fanno da contrappunto tre uomini e tre "patologie": quella di Edgar, che non riesce a far tacere la gelosia e il dolore trasformandoli in azioni distruttive, quella del dottor Cleave, che esercita il potere della segregazione psichiatrica sottraendo agli amanti l'oggetto del desiderio, quella di Max Raphael, che privo di affetto e sentimento contempla la moglie come una vittima scatenata. La pulsione distruttiva di Stella attraversa il corpo statuario e sonnambolico di Natasha Richardson. Misurando i mezzi espressivi, l'attrice conduce il suo personaggio alla rovina con l'erotismo affilato e l'aura tragica di un'eroina romantica folle e immemore di sé.

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Non basta un romanzo di McGrath a fare un buon film.
Recensione di Francesca Felletti

Quanto e' sottile il confine fra la passione e la follia? Molto poco nell'ultimo film di David Mackenzie, "Asylum", tratto dall'omonimo romanzo di Patrick McGrath. Nella Gran Bretagna degli anni '50, un medico si trasferisce con moglie e figlio nella villetta all'interno del parco dell'ospedale psichiatrico dove ha preso impiego. La scintilla scoppiera' fra la donna e l'affascinante paziente che si occupa del giardino. Neanche a dirlo le conseguenze saranno terribili sia per il nucleo familiare che per il disturbato mentale. MacKenzie ritorna all'atmosfera morbosa di Young Adam: gli stessi amori impossibili, la stessa fotografia plumbea, la stessa interminabile ripetizione degli atti sessuali. La novita', e l'elemento piu' affascinante, e'l'ambiguita' del personaggio interpretato da Sir Ian Mckellen, che, come un entomologo dei comportamenti umani, sin dall'inizio del film tenta di manipolare la vita della madre di famiglia parlandole della passione amorosa. Purtroppo il film non regge l'importanza del romanzo di McGrath (come invece succedeva nel cronenberghiano Spider), così la costruzione dei personaggi risulta poco credibile e le situazioni drammatiche scadono nel grottesco.

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FOLLIA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 24 ottobre 2012
paride86

Un soggetto interessante si trasforma in un polpettone senza fine, se affidato alle mani sbagliate. E' chiaro che David Mackenzie non abbia fatto del suo meglio, anzi: la regia fredda e televisiva affossa definitivamente un film la cui sceneggiatura già lascuava a desiderare. A nulla valgono gli sforzi recitativi della brava Natasha Richardson e di Ian McKellen: "Follia" è [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 luglio 2009
costanza

Sembra che la chiave per capire questo film sia nella scena iniziale: un freddo e lucido psichiatra cerca conferme alle sue teorie sulla ossessione d'amore .Le sue vittime sono un suo paziente verso cui nutre un interesse morboso e la moglie frustrata e insoddisfatta di un ambizioso collega. Tra i due scoppia una passione travolgente, più forte di tutto, che non si arresta davanti a niente , da entrambe [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 marzo 2013
toty bottalla

Stella, è attratta dalla follia nelle vesti di un bell'uomo che poi le regala il dono, tutto, sotto il controllo dello psichiatra più folle di loro, ma ci sono due vittime: il bambino, che muore, e il marito devastato che è costretto a vivere, la sceneggiatura in tutto questo si dilata e a parte la bella richardson non si vedono interpreti all'altezza, la mia impressione [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 giugno 2009
pcologo

A chi ha visto il film dico : leggete il romanzo, che è molto più bello e, sopratutto, diverso. Il film ne percorre pedantemente solo la traccia, sfornando eventi a geto continuo, ma manca (ed è un'occasione perduta) di sottolineare meglio due aspetti, l'ossessione amorosa della protagonista e il lucido controllo quasi da entomologo, più che da psichiatra, sulle vite di Edgar e Stella.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Dina D'Isa
Il Tempo

Eros e Thanatos, passione e perversione, raggiungono il culmine in una tragedia d'amore vissuta negli anni Cinquanta, all'interno di un ospedale psichiatrico. Protagonista è una donna, repressa dalle costrizioni della borghesia britannica, che ricorda i tormenti di Anna Karenina e le esuberanze di Emma Bovary. A rievocare questa complessa figura femminile è il talento dello scrittore londinese Patrick [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Figlio del sovrintendente medico del Broadmoor Hospital, l'inglese Patrick MacGrath da bambino aveva sentito i grandi parlare della fosca passione fra l'avvenente moglie di uno psichiatra e un uxoricida ricoverato nell'istituto. Senza averne capito molto, era rimasto così impressionato dalla vicenda che in seguito ne ha tratto ispirazione per il suo bestseller Follia (1996, edito in Italia da Adephi), [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

I cancelli di un austero, oscuro edificio vittoriano si chiudono dietro un'automobile in arrivo. a bordo, uno psichiatra affermato che sta prendendo servizio nel manicomio, sua moglie e suo figlio. In silenzio, la donna osserva il panorama e la casa che li ospiteranno, un silenzio perplesso per un matrimonio che appare piuttosto compassato. Si apre bene, sulle espressioni impenetrabili di Stella e [...] Vai alla recensione »

Marco Lodoli
Diario

Quando, in piedi con il bicchiere in mano, ci si comincia ad annoiare a qualche festicciola di amici o conoscenti, è quasi inevitabile buttare un'occhiata alla libreria di casa. Si inclina la testa e si cerca di leggere i titoli e gli autori, magari se ne estrae uno, lo si sfoglia per farsi vento e poi lo si riposa. Ci sono sorprese, ma anche molte conferme.

Antonello Catacchio
Ciak

Arriva sugli schermi italiani dopo un paio d'anni questa trasposizione cinematografica del best seller di Patrick McGrath, realizzata da David Mackenzie. Storia di un amour fou. Questa volta da prendere alla lettera. Perché la vicenda, ambientata negli Anni '50, è quella di Stella, moglie di un illustre psichiatra. Il nuovo incarico del marito la porta a seguirlo, con figlioletto appresso, nell'ospedale [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Patrick McGrath è cresciuto nel manicomio inglese di Broadmoor, quando ancora la parola si poteva pronunciare senza farsi guardare con disprezzo dai basagliani. Suo padre dirigeva l'antica istituzione, sita nelle campagne del Berkshire: a quei tempi c'era l'usanza di prendere alloggio tra le mura, anche se uno era sposato con figli. In un manicomio McGrath ha ambientato "Follia", primo titolo del catalogo [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Dei film in concorso al Festival di Berlino del 2005, Follia di David Mackenzie era il più interessante. Ne parlai all'attrice Ingeborga Dapkunaite (Il sole ingannatore, Sette anni in Tibet), che era in giuria, ma lei definì «vecchio» il film, che in effetti si svolge negli anni Cinquanta, quando la Dapkunaite non era nata. Per vecchio intendeva anche il modo acre, eppur rispettoso, di Mackenzie nel [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Il Manifesto

In originale era Asylum, il film di David McKenzie, ma in Italia è divenuto Follia, per richiamare il romanzo di Patrick McGrath da cui è tratto. E di un amore folle si tratta, Di quelli che fanno perdere la testa. Nell'Inghilterra anni '50 Stella accompagna il marito psichiatra verso la sua nuova destinazione: un ospedale psichiatrico. I medici e il personale hanno la loro vita, gli internati un'altra. [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Tratto dall'omonimo best seller (1996) di Patrick McGrath, Follia arriva nelle nostre sale dopo un lungo purgatorio. Forse non è un caso, anche se la distribuzione ci ha abituati a mosse cervellotiche: le pagine già di per sé enfatiche del libro non hanno trovato in David Mackenzie un regista in grado di reinventarle o, meglio, di aggiungervi l'indispensabile surplus cinematografico.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un marito distratto, appena nominato primario di un manicomio nella tetra Inghilterra anni 50. Una moglie giovane e bella ma sola e depressa. Un nemico nell'ombra, che tutto vede e capisce. Più un paziente di gran fascino, un artista, che per i medici non è pericoloso, dunque gode di una certa libertà e ha perfino un atelier nei giardini. Anche se ha ucciso e decapitato sua moglie.

NEWS
CELEBRITIES
venerdì 8 giugno 2007
Tirza Bonifazi Tognazzi

L'ossessione per Stella Raphael Nonostante le innumerevoli difficoltà alle quali è dovuta andare incontro per riuscire a portare Follia sul grande schermo, Natasha Richardson non si è data per vinta. Da quando aveva letto il libro di Patrick McGrath [...]

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