Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio

Film 2004 | Docu-fiction 100 min.

Regia di Daniele Ciprì, Franco Maresco. Un film Da vedere 2004 con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Lando Buzzanca, Pino Caruso, Tony Bruno, Antonietta Scalisi Bonetti. Cast completo Genere Docu-fiction - Italia, 2004, durata 100 minuti. - MYmonetro 3,42 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ciprì e Maresco non finiscono mai di stupire. Dopo il geniale Il ritorno di Cagliostro, il loro omaggio alla Sicilia cinematografica continua e si sofferma su due figure indimenticabili della risata, Franco e Ciccio. In Italia al Box Office Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 36,2 mila euro e 17 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,42/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,92
CONSIGLIATO SÌ
Franco e Ciccio, due figure indimenticabili della risata.
Recensione di Marco Chiani
Recensione di Marco Chiani

Materiali di repertorio cinematografico e televisivo aprono l'analisi della vicenda artistica e personale di Francesco Benenato e Francesco Ingrassia, in scena Franco & Ciccio, con interviste a famigliari, a nomi noti tanto del cinema quanto della critica: da Monicelli a Kezich, da Buzzanza a Fofi, da Bertolucci a Pipolo. Dalla fame degli esordi alla scoperta da parte di Domenico Modugno, dai dieci film all'anno girati in coppia fino alla rottura e alle divergenze di vedute, con Franco che continua a fare il pupo e Ciccio impegnato nel cinema di autori come Fellini, Petri e Vancini. Ancora la riappacificazione, l'avviso di garanzia per Franchi nel 1989, la malattia e le ultime, poco felici, esperienze televisive.
Non è la supposta inconciliabilità tra pratiche alte e basse il centro di Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio, indagine affettuosa e creativa su un duo comico che ha incarnato, da ultimo, un'idea di rappresentazione pre-moderna, tutt'uno con la tradizione siciliana. Omaggio ad uno spettacolo strettamente regionale, il lavoro di Ciprì e Maresco non cerca, dunque, di includere l'arte di Franco e Ciccio nel troppo vasto tavolo delle "riscoperte", quanto di contestualizzarla, di farla conoscere meglio, forse, di suggellarne l'arcaica unicità. I due comici siciliani non meritavano certo l'affronto di un approccio scientifico e, in questo, i due conterranei registi riescono ad assicurare il giusto grado di stralunata distanza mediante il loro tipico linguaggio: la voce di Maresco a commento, i quadri statici, le sceneggiate ricreate con gusto dell'assurdo, il critico Gregorio Napoli, le pause, gli errori, le risate gelate.
Oltre alle teorie che se ne possono cavare sui cambiamenti antropologici del Paese e dunque del pubblico cinematografico, questo documentario in bilico sulla fiction vale per la ricchezza degli aneddoti, dei materiali inediti, delle testimonianze spassose: Pippo Baudo, ad esempio, ricorda una cena con Giorgio De Lullo, Romolo Valli e Rossella Falk, infastiditi dagli schiamazzi di Franco e Ciccio, seduti in un tavolo vicino, a conferma di quanto la serie A e la serie B fossero allora davvero inconciliabili.
Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio non ha bisogno di essere forzatamente dissacrante come gli altri titoli di Ciprì e Maresco, qui alla loro ultima pellicola insieme, perché è il suo stesso oggetto di indagine ad essere fuori dagli schemi, ancora poco recepito e compreso. L'intervista a Lucio Fulci, il regista che ha meglio saputo sfruttare le potenzialità di Franco e Ciccio, è estrapolata dal prezioso La notte americana del Dr. Lucio Fulci di Antonietta De Lillo.

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COME INGUAIAMMO IL CINEMA ITALIANO - LA VERA STORIA DI FRANCO E CICCIO
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 14 febbraio 2013
Onufrio

Ciprì e Maresco ci raccontano la vita umana e artistica di due grandi comici dello spettacolo italiano: Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, ridando alla coppia i giusti meriti ed onori, forse all'epoca un pò denigrati per il loro basso umorismo, soprattutto con i numerosi film comici girati  con dei copioni molto deboli, in cui la sceneggiatura era pressochè inesistente [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 agosto 2011
toty bottalla

Premesso che è impossibile raccontare in poco più di un'ora e mezza, la vita di FRANCO e CICCIO, devo dire che da CIPRI' e MARESCO mi sarei aspettato di più, per esempio: i siparietti tra regia e giovane critico mi sembrano perdite di tempo, così come quelli col vecchio critico, le parti più importanti del racconto (vedi "IERI E OGGI") sono [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

È un film perfetto per chi ha 50 anni, o giù di li, ed era bambino negli anni 60: vi ritroverà i suoi eroi di allora, Franco & Ciccio, che tanto lo facevano ridere con le loro smorfie, i loro versi, le loro maschere talmente comiche da essere «naturalmente» tragiche. È il film perfetto per chi ha 30-35 anni e, ai tempi della Raitre di Guglielmi, si deliziava con il bianco e nero scorreggione e post:atomico [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Per chi è cresciuto negli anni 60, Come inguaiammo il cinema italiano è doppiamente struggente: perché ci fa ritornare all’epoca in cui Franco & Ciccio ci facevano morire dal ridere; e perché ci fa pensare a quanto era bella quella televisione paragonata a quella, mostruosa, di oggi. Al di là di questo effetto-nostalgia, c’è un altro effetto, quello a cui Daniele Ciprì e Franco Moresco tenevano sicuramente [...] Vai alla recensione »

Vincenzo Vasile
L'Unità

Un nome nascosto in una piega della memoria: Ferrati. Il film di Ciprì e Maresco Come inguaiammo il cinema italiano. La vera storia di Franco e Ciccio, proiettato a Venezia, m’ha risvegIiato un ricordo. Doveva essere il 1963. Siccome l’Unità a Palermo arriva, quando arriva, molto tardi, la «diffusione» nelle fabbriche e nelle scuole si faceva nell’intervallo.

Pedro Armocida
Il Giornale

L’ultima loro immagine televisiva stringe il cuore. Malato, scavato nel volto, smagrito nel fisico, Franco Franchi ringrazia il pubblico in studio e a casa, la voce commossa, un po’ incerta. Silenzioso, alle sue spalle, Ciccio Ingrassia in abito di scena, un impossibile smoking color rosso e oro da cui pende come un attacca-panni, lo applaude. Hanno, rispettiva mente, sessanta quattro e sessant’anni. [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Davvero apprezzabile quello che Daniele Ciprì e Franco Maresco hanno fatto in Come inguaiammo il cinema itaIiano - La vera storta di Franco e Ciccio. In questa temperie di «riapertura del dibattito critico» sul cinema italiano di serie B, che tale era e resta anche se la fiera delle vanità personali dei riscopritori lo promuove a una serie A mai pretesa, i registi palermitani non annaspano per dimostrare [...] Vai alla recensione »

Redazione
La Stampa

E' un risarcimento, dice Daniele Ciprì, quello del duo Ciprì e Maresco arrivato al Lido, il loro «Come inguaiammo il cinema italiano», film-documento su Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, perfetto in un festival che complice Quentin Tarantino vuole nobilitare i B-movie. Un risarcimento pubblico, per gli sberleffi, le critiche, il sussiego, la faciloneria con cui la coppia è stata giudicata e condannata [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

La coppia più anarchica del cinema di oggi racconta la coppia più anarchica di quello di ieri. Solo che i primi, Ciprì e Maresco, lavorano ai margini (leggi: non fanno una lira). Mentre i secondi, Franchi e Ingrassia, stavano nel sistema, sia pure a modo loro, e facevano soldi a palate. Come dire: una volta si poteva essere popolari senza vendersi l’anima.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Franco e Ciccio, gli antenati. Prego? Sissignori: come diceva Fellini “c’è più Italia in Franchi e Ingrassia che in tutta la commedia all’italiana”, solo che il nostro paese tende a rimuovere il suo passato plebeo. Ed ecco Ciprì e Maresco, coppia cinica postmoderna, omaggiare la coppia comica premoderna con un film multistrato. Omaggio, reinvenzione, annessione, indagine critico-biografica, scavo nelle [...] Vai alla recensione »

Antonio Valenzi
L'Indipendente

La sindrome di Totò (rivalutato postumo), ha spronato ciclicamente dei tentativi per riabilitare Franco e Ciccio dal ghetto del B-cinema. Nell’intento, ma in ritardo, ci sono riusciti Ciprì e Maresco. L’intuizione salvifica di Come inguaiammo il cinema italiano (applaudito a Venezia) è di concentrarsi sulle capacità istrioniche della coppia, prescindendo dalle loro pur brutte pellicole.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un giovane critico per due vecchi comici. Il giovane (classe 1978) si chiama Fabio Piccioni e usa tutti i sofisticati strumenti di chi ha studiato al Dams di Bologna. I vecchi comici, gloriosi reperti di un’epoca estinta, sono Franchi e Ingrassia, già riscoperti dal bel film di Ciprì e Maresco. Piccioni ( Due cialtroni alla rovescia , F.lli Frilli editori,156 pagine, 13 euro, prefazione di Gianpiero [...] Vai alla recensione »

Emiliano Morreale
Film TV

A rifletterci col senno di poi, era un incontro obbligato. da un lato i cantori della Palermo “lumpen“, anzi i suoi archeologi cinefili e raffinati, dall’altro l’unica testimonianza che il cinema ci abbia lasciato di una comicità urbana popolare, corporale, farsesca della città. Ciprì e Maresco incontrano Franchi e Ingrassia, che avevano appena fatto in tempo a conoscere quando i due comici erano alla [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Abbiamo un debole per “Ultimo tango a Zagarolo” e per “Cinico tv”. Vittime designate di questo documentario. Franco Franchi in cappottone di cammello alla Marlon Brando, munito di burro avvolto nella stagnola, ancora ci mette di buon umore dopo tanti anni. Peccato che Franco e Ciccio non abbiano fatto anche la parodia del bertolucciano “Dreamers”. Bei tempi quando il film di un registaartista veniva [...] Vai alla recensione »

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