L'argent

Film 1983 | Drammatico +16 85 min.

Titolo originaleL'argent
Anno1983
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata85 minuti
Regia diRobert Bresson
AttoriChristina Patey, Vincent Risterucci, Caroline Lang, Jules Berry, Christian Patey Sylvie Van Den Elsen, Michel Briguet, Béatrice Tabourin, Didier Baussy, Marc Ernest Fourneau, Bruno Lapeyre.
TagDa vedere 1983
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,34 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Robert Bresson. Un film Da vedere 1983 con Christina Patey, Vincent Risterucci, Caroline Lang, Jules Berry, Christian Patey. Cast completo Titolo originale: L'argent. Genere Drammatico - Francia, 1983, durata 85 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,34 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Vincent, onesto lavoratore, spaccia inconsapevolmente un biglietto da 500 franchi falsi. I veri colpevoli lo accusano e finisce per tre anni in prigione. Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

Consigliato sì!
3,34/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,78
CONSIGLIATO SÌ
Una parabola sulla maledizione del denaro.

Vincent, onesto lavoratore, spaccia inconsapevolmente un biglietto da 500 franchi falsi. I veri colpevoli lo accusano e finisce per tre anni in prigione. Quando esce è ormai solo (la figlia è morta e la moglie lo ha lasciato) e uccide per denaro una coppia di albergatori. Accolto da una signora anziana nella sua casa, il giovane fa una strage massacrando lei e gli altri ospiti. Poi si consegna alla polizia. Parabola sulla maledizione del denaro ( argent in francese significa denaro) accolto a Cannes nell'83 con qualche dissenso, ma anche con il premio Speciale della Giuria. Erano diversi anni che il regista de Il diario di un curato di campagna e de Il diavolo, probabilmente, taceva.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Ispirato al racconto di L. Tolstoj Il biglietto falso (o La cedola falsa ), il 13° e ultimo film di R. Bresson è fondato sul principio della valanga: "Una piccola colpa provoca una valanga vertiginosa del Male, fino al momento in cui nasce il Bene". Come, accusato a torto dello spaccio di una banconota falsa, un onesto lavoratore diventa un pluriomicida e si costituisce. Per l'ultimo, desolato Bresson - ossessionato in un mondo scristianizzato dall'assillo del denaro - la vita è fatta di predestinazione e di casualità. Messo a confronto con il male e l'ingiustizia, il giovane Yvon è designato dal destino come capro espiatorio. Gelido e appassionante, abbagliante e spoglio, questo film, in cui si filma una rapina in mezzo minuto e un assassinio con un'inquadratura, chiede allo spettatore la fatica di cavare dal "poco" che gli sta davanti il "molto" che vi è racchiuso. In un film, come in un libro, si può entrare per scasso o per insinuazione. Qui si può penetrare per osmosi. Fotografia di Pasqualino De Santis, come nei 2 precedenti film del regista, poi sostituito da E. Machuel. Premio della creazione a Cannes ex aequo con Nostalghia di Tarkovskij.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 31 dicembre 2016
Kronos

L'ultimo film di Robert Bresson è una parabola pessimista sul denaro, descritto come origine di tutti i mali del mondo. Il tipico stile minimalista e antispettacolare dell'autore, qui mal si coniuga con una sceneggiatura palesemente didascalica e in difetto d'equilibrio. Se inizialmente si prova un certo interesse per la concatenazione d'eventi scaturita da una ragazzata adolescenzi [...] Vai alla recensione »

martedì 16 marzo 2010
jacopo-bologna

Bresson nel suo altimo film pone l'accento ancora su un'umanità falsa e bugiarda; si arriva ad una situazione tragica per un'inezia : il protagonista perde tutto, lavoro, famiglia, libertà,speranza e ragione, questo fa scattare un meccanismo di morte sartriana dove l'omicidio viene completamente svuotato di significato e di gravità.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Sauro Borelli
L'unità

Film di una lucidità, di una intransigenza estreme, realizzato con un linguaggio prosciugato fino alla geometrica astrazione. L’argent conferma la passione morale di un grande maestro e, insieme, la più cristallina scrittura cinematografica. Tutto ciò, grazie anche ai preziosi contributi della geniale fotografia di Pasqualino De Santis, della misura sorvegliatissima di tutti gli interpreti, della [...] Vai alla recensione »

Stefano Reggiani

Questo vecchio incrollabile, Robert Bresson, è uno di quei saggi poco concilianti che appartengono alla parte più spinosa e meno frivola della cultura francese. Puoi immaginare che abbiano dormito a Port-Royal o sonnecchiato all'Accademia, ma sai che i loro sogni (per quanto tu abbia poca voglia di vederli) non ti deluderanno mai, non ti tradiranno.

winner
gran premio speciale cinema di creazione
Festival di Cannes
1983
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