Professione: reporter

Film 1975 | Drammatico +13 126 min.

Regia di Michelangelo Antonioni. Un film Da vedere 1975 con Jack Nicholson, Maria Schneider, Ian Hendry, Jenny Runacre, Angel Del Pozo, James Campbell. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1975, durata 126 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,84 su 46 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un famoso reporter lanciatissimo nella professione, ma ormai sazio e annoiata dalla vita, scopre un giorno l'opportunità di ricominciare tutto daccapo. Ha vinto 2 Nastri d'Argento.

Consigliato assolutamente sì!
3,84/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,26
CONSIGLIATO SÌ
Altro capitolo Antonioniano sul malessere esistenziale della nostra epoca.

Un famoso reporter lanciatissimo nella professione, ma ormai sazio e annoiato dalla vita, scopre un giorno l'opportunità di ricominciare tutto daccapo. Rinvenuto il cadavere di un uomo che gli somiglia, inscena una finta morte, assumendo la personalità del defunto. Mal gliene incoglie. Il defunto era un trafficante d'armi che riforniva il movimento di ribellione a un dittatorello africano. Raggiunto dai killer del despota, il reporter viene ammazzato. Questa volta sul serio. Antonioni prende un canovaccio non precisamente inedito per tracciare un ulteriore capitolo sul malessere esistenziale della nostra epoca. Al solito il suo discorso è più suggestivo e affascinante che concluso e convincente. Ma la sua fantasia visiva ha modo di sbrigliarsi come non mai.

Stefano Lo Verme

l reporter inglese David Locke viene inviato in Africa del Nord per realizzare un servizio sulla guerriglia locale. Un giorno l'uomo che occupa la stanza d'albergo accanto alla sua, un certo David Robertson, muore per un infarto; trovato il cadavere, Locke decide di effettuare uno scambio di persona assumendo l'identità del defunto. Ma ben presto scoprirà che Robertson era coinvolto in un losco traffico d'armi...
Con Professione: reporter, Michelangelo Antonioni continua la sua esplorazione del senso di estraneità dell'individuo nella società moderna e del carattere impenetrabile ed illusorio della realtà che ci circonda. Presentato al Festival di Cannes del 1975, il film di Antonioni è basato su un soggetto di Mark Peploe, da lui sceneggiato insieme al regista e a David Wollen, ed ha per protagonisti il popolare attore americano Jack Nicholson e la giovane Maria Schneider. Come nel precedente Blow-up, anche in Professione: reporter la trama è costruita attorno ad un artificioso intrigo da thriller, che vede al centro della scena un personaggio inesorabilmente destinato ad incorrere nel fallimento. Nel film Nicholson interpreta il ruolo di David Locke, un reporter inglese che, nel tentativo di sfuggire al proprio malessere interiore e ai lacci di un'esistenza soffocante, decide di assumere l'identità di un morto e di ricominciare una nuova vita, libero dal passato e dai legami familiari. Nel corso del suo viaggio attraverso l'Europa, questo novello Mattia Pascal (che ora è "diventato" David Robertson) si imbatte in una giovane studentessa senza nome (Schneider), che accetterà di accompagnarlo nella sua avventura. La pellicola si sofferma sull'atteggiamento di perenne apatia del protagonista, il quale sembra incapace di farsi coinvolgere dagli eventi che si verificano attorno a lui, fino a scivolare in un desiderio di abbandono e di morte che si concretizzerà nel drammatico epilogo.
Sebbene a livello narrativo la pellicola di Antonioni non sia esente da una certa lentezza di ritmo (soprattutto nella prima parte), il film conserva ancora oggi un indubbio fascino, in particolare a livello formale, anche grazie alla fotografia di Luciano Tovoli e alla suggestiva atmosfera delle ambientazioni, che vanno dal deserto del Sahara alle fantasiose architetture di Antoni Gaudí. Memorabile il finale, con un celeberrimo piano-sequenza di sette minuti nel quale si esprime tutto il virtuosismo registico di Antonioni, e che sintetizza in maniera esemplare le ambiguità della storia narrata (l'omicidio è consumato fuori scena, invisibile allo sguardo dello spettatore) e degli stessi personaggi (qual è il ruolo della misteriosa ragazza senza nome? Si tratta forse della moglie del "vero" Robertson?).

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 1 marzo 2015
fedeleto

David Locke è un reporter.Trovatosi in Africa per un servizio sui guerriglieri, incontra Robertson, un trafficante d'armi.Poco dopo la loro conoscenza David trova questa persona morta nella stanza di un hotel.Sruttando la somiglianza con quest'ultimo, David decide di prendere il suo posto e cosi scambiarsi di identità. In tal modo David diventerà Robertson e viaggerà [...] Vai alla recensione »

sabato 17 febbraio 2018
LucaGuar

Si può dire che "Professione:reporter" sia l'ultimo grande film del regista ferrarese. Il filo conduttore dell'opera è sempre la crisi esistenziale del nostro tempo, tema che ha tormentato tutta la lunga e indefessa ricerca antonioniana. Questa volta la crisi è quella vissuta da un giornalista di successo, che però è stanco e nauseato dalla sua [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 novembre 2013
Luca Scialo

David Locke è un documentarista di origini inglesi ma trapiantato in America, spedito in un Paese africano per un reportage su una guerra civile che sta insanguinando il Paese. Ritrova il suo vicino di camera dell'hotel morto, un certo David Robertson, uomo d'affari implicato in un commercio d'armi. Convinto che l'uomo sia stato assassinato, decide di prenderne l'identità, [...] Vai alla recensione »

domenica 7 febbraio 2010
marialop

il regista lascia spazio a diverse interpretazioni nel finale:il protagonista vuole (o sa)di essere ucciso? La ragazza è forse d'accordo con i trafficanti e se non lo è sembra rimanere indifferente quando viene scoperto il cadavere? La moglie perchè è sulle tracce del marito creduto morto se poi riconoscendolo nega che sia lui? Forse è stata volontà del regista lasciare aperti questi interrogativi [...] Vai alla recensione »

domenica 21 settembre 2014
Kronos

E' uno di quei (rari) films baciati dal dono dell'eterna giovinezza: risale ai primi anni settanta, ma potrebbe essere stato girato ieri. Racconta la voglia d'evasione dell'uomo occidentale dalla gabbia che modernità e progresso gli hanno costruito attorno, e lo fa con scelte visive e narrative di grandissimo fascino. Benchè poco celebrato, è senza dubbio uno [...] Vai alla recensione »

sabato 21 novembre 2009
joker91

un capolavoro firmato antonioni. un regista grandioso che crea film fantastici. Nicholson e veramente un grande attore lo dimostra in ogni film. film consigliatissimo

domenica 21 marzo 2010
germi86

la trama è interessante,l'idea anche,ma l'ho trovato un pò noiosetto..non mi ha colpito profondamente,poteva esporre la vicenda  in maniera diversa.. mi perdoni maestro antonioni ma i gusti son gusti..

Frasi
Sono scappato da tutto. Da mia moglie. Dalla mia casa. Da un figlio adottato. Da un lavoro di successo. Da tutto eccetto le cattive abitudini di cui non riesco a liberarmi
Una frase di David Locke (Jack Nicholson)
dal film Professione: reporter
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Michelangelo Antonioni anni Settanta. Ai poeti si addicono i decenni perché la loro arte cammina, il loro pensiero si evolve. E così il loro cuore. Soprattutto, questa volta, il loro cuore. Michelangelo Antonioni anni Sessanta è stato Blow-up, la crisi del pensiero. Il suo personaggio, un fotografo, constatava che una realtà oggettivamente registrata addirittura con un mezzo tecnico, una macchina fotografic [...] Vai alla recensione »

Furio Colombo
La Stampa

È sempre stata una caratteristica di Antonioni di narrare soprattutto attraverso le immagini affidando al dialogo una funzione secondaria e in ogni caso non conduttrice. In Professione: reporter la responsabilità della struttura visiva è totale. Si realizza nel rapporto e nella tensione fra l'occhio del documentario e l'impianto della narrazione cinematografica, fra la bellezza nitida delle inquadrature [...] Vai alla recensione »

Furio Colombo
La Stampa

"Intervista" è una strana parola. Nel mondo della stampa e delle comunicazioni di massa significa interrogare e cercare risposte confrontandosi direttamente con una persona. La parola avverte che l'atto di intervistare è reciproco. I personaggi sono alla pari o accettano di esserlo tanto che del più potente dei due si dice "ha concesso un'intervista".

Gideon Bachmann
The Guardian

In «Professione: reporter», Jack Nicholson interpreta un uomo a cui è data la possibilità di cambiare identità a metà della vita. Basato su un soggetto di Mark Peploe, il film mostra il fallimento a cui conduce questo tentativo di autoliberazione. È sostanzialmente un film sull’inutilità umana e della lotta per la qualità delle espressioni personali.

winner
miglior regia
Nastri d'Argento
1976
winner
miglior fotografia
Nastri d'Argento
1976
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