La dolce vita

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Un film di Federico Fellini. Con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée, Yvonne Furneaux, Alain Cuny.
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Commedia, Ratings: Kids+16, b/n durata 173 min. - Italia, Francia 1960. MYMONETRO La dolce vita * * * * 1/2 valutazione media: 4,65 su 94 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
parsifal lunedì 11 dicembre 2017
edonismo e maliconia Valutazione 5 stelle su cinque
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Fellini, artefice del cinema onirico e visionario, nel 1960 , con l'ausilio di Flaiano , Pinelli, Rondi e Pasolini ( pur se non accreditato) al suo più grande capolavoro. IL più discusso, il più amato , il più odiato, il più visto, il più osteggiato, il più osannato. Ambientato nella Città eterna, nei confronti della quale il  Maestro ha sempre provato forti sentimenti , molto contrastanti tra di loro, narra delle vicende alterne di Marcello Rubini, giovane ed affascinante cronista rosa, dalla vita assai movimentata, sia a causa dell'indole che della professione svolta. Ciò diventa il pretesto per squarciare il velo sugli eterni altarini nascosti dell'Urbe, con tutto il suo fascino decadente, i lustrini e le paillettes che infiocchettano ed addobbano le poche virtù ed i molti vizi delle persone che fanno parte, per  una notte o per la vita, della frastagliata esistenza di Marcello. [+]

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howlingfantod martedì 18 aprile 2017
la dolce bellezza Valutazione 5 stelle su cinque
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 Entrando in un film di Fellini, perché di questo si tratta, si ha sempre l’impressione di fare ingresso in un sogno, che poi tutti i suoi film sono fondamentalmente senza trama o dove questa sembra essere presente appare solo un pretesto perché lui possa parlarci dei suoi di sogni, della sua infanzia, delle sue ossessioni, delle sue visioni, così anche alla fine della visione “Dolce vita”, il titolo stesso neologismo felliniano come “paparazzo”, ci si può domandare a che cosa abbiamo assistito durante quelle tre ore.
Un Mastroianni all’apice del suo splendore, alter ego da qui in avanti del genio riminese in tutta la sua filmografia, ci guida come un Virgilio dantesco in un universo onirico che è la “buona società” romana, quella dei salotti letterari ed artistici, quella della ricca borghesia, i cosiddetti padroni del vapore per esteso dell’ Italia tutta in quel 1960 che lungi da essere il punto più altro del miracolo economico, mostra le crepe di una vacuità ed un lato clownesco che la stessa borghesia non avrebbe mai potuto ammettere. [+]

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francedaro domenica 1 gennaio 2017
che noiaaa Valutazione 2 stelle su cinque
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Forse era un bel film il secolo scorso, ma al giorno d'oggi é una palla tremenda!!!! Che noiaaaa

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noia1 lunedì 24 ottobre 2016
la dolceamara vita Valutazione 5 stelle su cinque
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Un giornalista vaga per Roma, una città disseminata di personaggi stravaganti e interessanti dove non ci si annoia mai.
La maestria di Fellini è storica nel cinema non c’è bisogno di ricordarlo, è una di quelle cose indubbie come lo sono le leggi matematiche e l’alternarsi del giorno e della notte. Qui però abbiamo a che fare con uno dei suoi apici, uno dei punti più alti e clamorosi della sua carriera, un film che ha fatto storia e che quando lo si vede non può non lasciare il segno.
Una commedia amara su un periodo ricco d’aspettative in un’Italia entusiasta, una visione sulla condizione dell’uomo contemporaneo, la messinscena del pensiero del regista. [+]

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paolopace mercoledì 28 settembre 2016
così vedeva fellini Valutazione 5 stelle su cinque
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Abbandono alla circolarità degli eventi, indulgenza nel giudicare il prossimo, recupero del sentimento e della sensualità rispetto agli ideali e alla morale. Queste chiavi per il film e per la realtà che esso ritrae sono state riprese da molto cinema italiano e internazionale tanto da far inserire l'opera nel dibattito ideologico, filosofico, politico pero' lontano, stante almeno alle dichiarazioni, alle intenzioni dell'autore il quale si proponeva di fare un rotocalco in pellicola modellato su quelli di successo dell'epoca, a essi ispirati anche cromaticamente, attraverso il tipico bianco e nero argentato e la estetizzante impaginazione su una realtà di cui Fellini, ancorché preciso nella definizione sociologica, sembra soprattutto interessato all'aspetto comico (qua aiutato dalla satira di Flaiano, dalla battuta tagliente, dall'acuta resa del grottesco e dello squallore, una caratteristica che e' sempre stata congeniale a Fellini). [+]

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paolopace venerdì 16 settembre 2016
la febbre di un mondo Valutazione 5 stelle su cinque
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L'ambizione di Fellini era quella di comporre, come in un grande affresco, un quadro, anzi una serie di quadri della civiltà contemporanea, che ruota attorno a una figura emblematica dell'epoca, il giornalista a caccia di scandali, di cronache mondane, che attraversa come gironi infernali i vari ambienti della società. Ma fellini non ha intenzione di fare la morale; egli si limita a catturare con gli occhi, le orecchie, con la sua sensibilità di artista, gli umori, le sensazioni, tutto quanto ha di unico e magari anche , anche in contesto moralisticamente discutibile o condannabile di buono il mondo contemporaneo. Dalla café-society infatti il film si allarga, si dilata in una gran carosello barocco, nel quale Marcello si lascia andare, galleggiare, tramite attraverso il quele vediamo quanto è bello o brutto il mondo. [+]

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super2davide mercoledì 24 agosto 2016
la dolce vita Valutazione 5 stelle su cinque
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Capolavoro della storia del cinema. Film di rara drammaticità, intenso e profondo.

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igor74 martedì 23 agosto 2016
un film storico Valutazione 5 stelle su cinque
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"La dolce vita" è uno di quei film, come "Manhattan" di Woody Allen, le cui interpretazioni sono una vera lezione di pluralismo considerando la stessa dell'autore che ammetteva come il risultato di una opera va comunque oltre le intenzioni consapevoli dell'autore. Che erano quelle di fare un film cristiano e cattolico secondo l'intendimento di Papa Pio XII; quindi fu molto deluso dalla condanna del cardinale Montini, futuro papa Paolo VI, quando, a differenza del cardinale Siri, che fu tra i favoriti per ben 4 elezioni consecutive senza mai essere stato eletto (una sorta di Kubrick - che non ha mai avuto l'Oscar come miglior regista né come miglior film - della Chiesa) che aveva espresso un giudizio positivo sulla pellicola (che non vuol dire un giudizio positivo sui fatti in essa descritti), nonchè dalle condanne di quei cattolici che il film non lo avevano neanche visto. [+]

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paolino77 giovedì 18 agosto 2016
ca..o che film Valutazione 5 stelle su cinque
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Qualche critico disse che questo non era degno di chiamarsi cinema, ma forse è qualcosa di più che cinema. E' una parte della vita di chi guarda, e riesce a modificare qualcosa nei suoi spettatori. In questo senso, soprattutto per quest'ultimo aspetto, è un film assolutamente eccezionale, forse unico, forse davvero il film del secolo (del XX secolo). Una tecnica di una presisione millimetrica, un calcolo freddo per quello che doveva sembrare un resoconto a caldo, un lavoro di alto artigianato, calcolato ma frutto anche di illuminazioni tanto da sacrificare sequenze e personaggi e aggiungerne invece altri, a causa di quella visione delle cose tipica di Fellini di saper essere ad un tempo dentro e insieme fuori dal film, con una narrazione, una descrizione che nei dettagli e nelle sfumature coglie e rappresenta umori, sensazioni, timori, speranze, velleità di una società che stava (in ogni cosa questo è il momento migliore per vedere tutto, per capire tutto, o per accettare tutto) trasformandosi negli anni di passaggio al "boom", col rapporto uomo-donna che stava cambiando (le case chiuse erano state abolite da poco), con l'ascesa della borghesia, volgare e arrivista (i nobili non contano più nulla e vivono come in un universo parallelo), con la pagana deificazione delle star dello spettacolo, con personaggi venuti non si sa da dove (nella scena dell'"orgia" finale ne incontriamo molti per la prima volta) sfatti nel ripetere riti fino alla noia e alla ricerca di emozioni surrogate giocando a nascondino con la morale e con la morte (chiara l'allusione al "caso Montesi" - che ha rivelato agli italiani dei begli altarini - nella scena dell'ingenua ubriaca e addobbata come una grossa gallina). [+]

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paolino77 mercoledì 17 agosto 2016
il padrone della realtà e l'immacolata Valutazione 5 stelle su cinque
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Fellini satirico rappresenta i vizi con l’esagerazione e la caricatura, ma più desideroso di mostrare che di dimostrare. Girando in epoca di esistenzialismo egli era convinto dell’esistenza di Dio e della necessità dell’amore ma anche che per poter capire la bontà, i veri valori della vita, bisogna confrontarsi con la realtà del peccato, entrarci dentro, conoscere la vera disperazione, scendere nel proprio inferno, intraprendere un cammino dantesco (come aveva capito il cardinale Siri, che a differenza di Montini, che deluse Fellini, e che fu eletto papa al posto suo - cosa che accadrà più volte al cardinale ligure - non aveva condannato il film). [+]

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