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venerdì 7 agosto 2020

John Huston

Nome: John Marcellus Huston
Data nascita: 5 Agosto 1906 (Leone), Nevada (Missouri - USA)

Data morte: 28 Agosto 1987 (81 anni), Middletown (Rhode Island - USA)
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Il Sole-24 Ore

Emanuela Martini

La distribuzione italiana aveva già deciso di intitolare The Dead di John Huston Gente di Dublino. Per ragioni scaramantiche, sembra perché I morti sarebbe risuonato troppo iettatorio per il pubblico italiano. John Huston, fino alla fine caustico e sbrigativo, non ha avuto paura di un titolo. Vien da pensare, anzi, che questo titolo (The Dead) gli sia piaciuto molto, come possibile conclusione di una carriera di "5 mogli e n. 60 film", come intitolava la sua autobiografia. Con un tempismo degno di una sceneggiatura della Hollywood degli anni d’oro, John Huston è morto venerdì 28 agosto, a pochi giorni dalla presentazione del suo film alla Mostra di Venezia, scavalcando immediatamente in tutte le cronache i film più pubblicizzati, le diavolerie tecnologiche, le risonanze divistiche. [...] »

Film TV

Emanuela Martini

Ora che ho una certa età sto sperimentando un antico detto irlandese a proposito della vita in riva al mare: "non fa più dolere le vecchie ferite. rinvigorisce lo spirito, stimola le passioni della mente e del corpo, pacifica l'anima". Sono contento di essere giunto a questo punto dell'eternità, ma per quel che riguarda la mia propria vita non so come ci sono arrivato. Ho perso il ricordo degli anni, E incredibile avere anni, eppure di fronte all'evidenza contenuta in questo libro devo accettare il fatto. Ero abituato a essere il più giovane in ogni gruppo. Adesso, tutt'a un tratto, sono il più vecchio. Ho vissuto un'infinità di vite. Tendo a invidiare l'uomo che porta avanti una vita sola, con un solo lavoro, e una sola moglie, in un solo paese, sotto un solo Dio. [...] »

Fernaldo Di Giammatteo

Figlio di attori presto divorziati (Walter è stato un eccellente interprete), fa vita randagia. Colpito da una malattia ai reni si rimette prodigiosamente, vince il campionato per pugili dilettanti della California (riporta la frattura del naso), recita a Broadway, si esibisce in Messico come cavallerizzo, è giornalista a New York, passa qualche tempo a Londra e a Parigi (per studiare pittura) vivendo come un barbone, è sceneggiatore a Hollywood ed esordisce nella regia con Il mistero del falco (1941), un teso, scintillante Dashiell Hammett, dove si precisano i due temi essenziali del suo cinema: la «ricerca», spesso vana o inutile; la misoginia.

Dopo l'intermezzo bellico che lo vede nel Signal Corps in Europa e nel Pacifico (gira alcuni aspri documentari), si occupa di teatro a New York, senza successo, torna al cinema mettendo a fuoco la sua ossessione per la inutilità della «ricerca» (della vita, alla fine) soprattutto con Il tesoro della Sierra Madre (1948), tre cercatori d'oro beffati dalla sorte (formidabile l'interpretazione di Walter Huston), Giungla d'asfalto (1950), una rapina fallita dove la misoginia gioca un ruolo indiretto, il massacrato (dalla produzione e dalla censura) La prova del fuoco (1951), La regina d Africa (1952), un lestofante e una seccatrice impegolati in una fuga nell'Africa del 1914 (accanto a una spiritosa Katharine Hepburn si fa onore, vincendo l'Oscar, quell'Humphrey Bogart che è stato sin qui presente in tutti i maggiori film di Huston). [...] »

Ugo Casiraghi

John Huston non ce l'ha proprio fatta a tener duro fino al 3 settembre, giorno in cui era in programma alla Mostra di Venezia il suo film testamento I morti. E morto sul finire d'agosto come all'inizio d'agosto era nato, in un lontano 1906. Ottantun anni da poco compiuti, il quarantunesimo film (compresi i quattro documentari) terminato in tempo utile. E ancora al lavoro, come attore, per il primo film di suo figlio Tony che ha sceneggiato The Dead mentre la figlia Anjelica ne è la protagonista. I morti è il racconto che conclude Gente di Dublino di James Joyce, e Huston lo ha trascritto fedelmente come aveva fatto all'origine della sua carriera di regista, su consiglio di Howard Hawks, col romanzo nero di Dashiell Hammett Il falcone maltese. [...] »

Pietro Bianchi

John Huston è l’ultimo tra i registi di Hollywood ad essere stato scelto dall’Europa ed imposto agli Stati Uniti: all’aspetto fisico è un tipo lungo, magro, col naso schiacciato tipico degli ex-pugili. Figlio del grande attore Walter Huston, spentosi pochi anni or sono, tentò tutte le strade: fu, come s’è detto, boxeur, poi giornalista, attore e sceneggiatore di film. Forse ebbe qualche vantaggio a Hollywood dalla prestigiosa presenza paterna: ma diede subito un gran colpo con quel Mistero di falco (1941), tratto dal famoso romanzo «nero» di Dashiell Hammett, che, presentato in Italia negli anni della confusione postbellica, venne apprezzato da pochi. Sin da quel primo film Huston afferma quella sua peculiare visione del mondo che abbiamo visto confermata in tutti i suoi film posteriori, sino ai recentissimi Regina d’Africa e Moulin Rouge (sulla vita del pittore Toulouse-Lautrec). [...] »

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