È stata finalmente la serata di Timothée Chalamet, che dopo quattro nomination andate a vuoto ha conquistato il suo primo Golden Globe, per la migliore interpretazione Musical o Comedy in Marty Supreme di Josh Safdie. Il film aveva ottenuto altre due candidature, ma ha dovuto lasciare spazio a uno dei grandi vincitori della serata, Una battaglia dopo l’altra, che ha ottenuto quattro Globe: miglior film Comedy, miglior regia e miglior sceneggiatura per Paul Thomas Anderson, miglior attrice non protagonista per Teyana Taylor – si noti che questi premi non dividono i concorrenti tra comedy e drama. Niente da fare invece per i suoi colleghi Chase Infiniti, Leonardo DiCaprio, Sean Penn, Benicio Del Toro e per il musicista Johnny Greenwood, del resto il premio per la miglior colonna sonora non poteva che andare a I peccatori di Ryan Coogler, che ha però vinto un solo altro premio, quello per il miglior Cinematic and Box Office Achievement, confermando lo stigma verso il cinema di genere a cui non si concede quasi mai niente che non sia un premio tecnico.
Il premio per il miglior film drammatico è stato assegnato a Hamnet di Chloe Zhao, che ha conquistato un importante riconoscimento anche a Jessie Buckley come miglior attrice drammatica. Anche altri film hanno conquistato due premi, non meno prestigiosi considerate le loro categorie: miglior film non in lingua inglese per L'agente segreto e miglior attore drammatico per il suo protagonista Wagner Moura; miglior film d’animazione per K-Pop: Demon Hunters che ha vinto anche per la miglior canzone originale Golden.
Nonostante le moltissime candidature, ben otto, ha ottenuto un solo premio Sentimental Value, miglior attore non protagonista a Stellan Skarsgård, mentre aveva una sola candidatura e l’ha concretizzata in una vittoria If I had Legs I’d Kick You con Rose Byrne come miglior attrice Comedy.
Passiamo ora ai premi dedicati alle serie Tv dove ha giustamente e prevedibilmente trionfato Adolescence: miglior miniserie, miglior attore protagonista a Stephen Graham, e migliori attori non-protagonisti a Erin Doherty e al giovanissimo Owen Cooper. L’unica candidatura che non ha concretizzato l’ha persa contro sé stessa, perché anche Ashley Walters era candidato come non-protagonista – e comunque sarebbe stato assurdo non premiare Cooper.
La vera sorpresa di questa sezione è stata forse la sconfitta di Plur1bus che ha perso come miglior drama contro The Pitt, ma qui vale un po’ lo stesso discorso fatto per I peccatori riguardo i titoli di genere, e un po’ l’impressionante popolarità della serie medical, appena confermata dal trionfale ascolto dell’inizio della seconda stagione, acclamata anche dalla critica. The Pitt è inoltre valsa il primo Globe a Noah Wyle come miglior attore in una serie drammatica, dopo tre candidature andate a vuoto come non protagonista a fine anni Novanta per E.R. sempre, naturalmente, nei panni di un dottore.
Plur1bus è comunque riuscita a conquistare il premio alla miglior attrice in un drama per la sua protagonista, Rhea Seehorn. Vincitrice come miglior comedy è stata invece The Studio, che è valsa anche il Globe come miglior attore della sua categoria a Seth Rogen, anche lui alla prima vittoria dopo la candidatura andata a vuoto per Pam & Tommy nel 2023.
Sono invece ormai veterane Jean Smart, che ha ottenuto il suo terzo Globe (su quattro candidature) come protagonista in una serie Comedy per Hacks, e Michelle Williams, vincitrice come miglior attrice in una miniserie per Dying for Sex, già premiata in passato per un’altra miniserie, Fosse/Verdon, e per il film Marilyn.
Infine il premio al miglior stand-up comedian è andato per la seconda volta a Ricky Gervais, con Mortality, e il primo premio della nuova categoria miglior podcast è stato vinto da Good Hang with Amy Poehler.
Non sono naturalmente mancate le stoccate della presentatrice Nikki Glaser su temi come la possibile acquisizione di Warner da parte di Netflix, la censura su CBS e gli scottanti Epstein Files. Da parte dei vincitori sono mancati discorsi schiettamente politici, in favore di più generali inni alla solidarietà, al rispetto e all’autostima, però gli attori Mark Ruffalo e Wanda Sykes si sono presentati con una spilla in memoria di Renée Macklin Good, uccisa da un agente ICE a Minneapolis questa settimana, scatenando numerosissime proteste in tutti gli Stati Uniti.