In occasione del SIC Festival, manifestazione promossa da Cinemovel, Libera contro le mafie e MYmovies, in partenza il prossimo 17 marzo e rivolta alle scuole di tutta Italia, Repubblica e MYmovies presentano in streaming per 24 ore il film di Pasquale Scimeca che ricorda il sacrificio del giudice Terranova e del maresciallo Mancuso. Da vedere insieme su MYmovies ONE dalla mezzanotte di lunedì 10 marzo. GUARDA ORA »
di Roberto Manassero
Il giudice Cesare Terranova e il maresciallo di polizia Lenin Mancuso furono uccisi a Palermo, la mattina del 25 settembre 1979, da alcuni killer di Cosa nostra. Per la loro morte, soltanto nel 2000, dopo un’iniziale assoluzione per insufficienza di prove nei primi anni ’80, è stato condannato all’ergastolo come mandante il famigerato boss Luciano Leggio, all’epoca morto da sette anni. Una classica storia d’ingiustizia all’italiana, resa ancora più crudele dal fatto che le due vittime erano – e vanno ricordati come tali – due servitori dello Stato.
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A quarant’anni dall’omicidio, Pasquale Scimeca, siciliano e non nuovo a raccontare storie di lotta alla mafia (celebre il suo Placido Rizzotto, dedicato alla strage di Portella della Ginestra), ha ricostruito in Il giudice e il boss la vicenda di Terranova (interpretato dal bravo Gaetano Bruno), e di rimando del suo agente di scorta Mancuso (Peppino Mazzotta), concentrandosi sull’indagine che fin dai primi anni ’60 il giudice avviò contro Cosa Nostra.
Tenace ed energico, Terranova scoprì quello che lo stesso Scimeca definisce «il Peccato originale della Repubblica italiana», vale a dire quel connubio fra criminalità organizzata, politica, massoneria e finanza che per molto tempo rese pressoché intoccabili i corleonesi, e in particolare il suo leader storico Leggio (Claudio Castrogiovanni), il quale manifestò pubblicamente il suo odio verso Terranova soprattutto dopo il processo che il giudice intentò contro i corleonesi nel 1969, a Bari.
Tra l’indignazione del cinema civile e la foga del racconto popolare, Scimeca rende omaggio a Terranova mettendone in luce la passione, la scontrosità, la capacità di tirare le fila dei suoi ragionamenti, e attorno a lui raccontando la rete di coperture, omertà, pentimenti, paura, vergogna e ingiustizia che rese complesso, se non impossibile, il suo lavoro. Al fianco dell’uomo di stato, un altro protagonista: il duro ma giusto Mancuso, una spalla, o più ancora il braccio di Terranova.
Il loro omicidio nel film è lasciato fuoricampo, forse per rispettarne la memoria, ma anche per renderne sempre vivo l’esempio e nella drammaticità di una scia di sangue senza fine per proiettarlo su quello di figure successive e forse per la memoria collettiva ancora più significative: quei due giovani giudici che lo stesso Terranova cita in un dialogo poco prima della fine, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il cui sacrificio finirà per cambiare la storia dell’Italia.
Con Il giudice e il boss Pasquale Scimeca si conferma un autore nascosto ma prezioso del cinema italiano. Il suo film ha un passo d’altri tempi, didascalico eppure mai televisivo, e grazie all’ottimo cast (tra gli altri, anche Naike Anna Silipo ed Enrico Lo Verso) sa mantenere alta la tensione e portare lo spettatore dentro il dramma collettivo e decennale dello scontro (e troppe volte anche del legame…) tra Stato e mafia.
Non a caso, nel tentativo di risalire alle origini del potere mafioso, Scimeca arriva proprio a Portella della Ginestra, tracciando un filo rosso lungo la sua stessa filmografia e unendo idealmente il primo grande eccidio di mafia e tutti gli altri crimini perpetrati nei decenni successivi, tra i quali quello oggi dimenticato – e per fortuna ora ricordato – di Terranova e Mancuso.
Il Lunedì del Cinema è un'iniziativa a cura di Repubblica e MYmovies per il cinema di qualità in streaming. Una sala cinematografica virtuale pronta ad accogliere gli iscritti di MYmovies con una selezione ricercata di titoli da vedere (o rivedere) insieme dalle 20:00 a mezzanotte.