La stanza dei giochi degli uomini è diventata più grande e irregolare. C'è spazio per tutti, anche per chi, come Marco Berger - protagonista di una retrospettiva al Nuovo Olimpia di Roma, nell'ambito della rassegna "Orgoglio e Pregiudizio" curata da Cesare Petrillo - vuole raccontare la pregevole verità del cinema contemporaneo di quegli uomini che per troppo tempo sono stati odiati e tenuti lontani da altri uomini. All'inizio, il regista argentino ci mette solo un piede dentro, facendo precedere i suoi lungometraggi da emozionati corti (El reloj, Una última voluntad). Ha trentuno anni, gli studi all'Universidad del Cine di Buenos Aires sulle spalle e tanta esperienza da osservatore dell'umanità negli occhi. Vuole fare il narratore per tutta la sua vita, c'è poco da fare.
È persino in grado di percepire la volontà della sua città di cambiare gioco e giocatori. Così la asseconda e ci fa entrare dentro anche la metà scandinava della sua anima, quella ereditata dal padre norvegese, che gli ha permesso di vivere tra laghi e ghiacci del Nord Europa e fare suoi i lunghi silenzi, gli sguardi carichi di tensione e quell'incomunicabilità che sono peculiarità a noi arrivate grazie alla macchina da presa di Ingmar Bergman.
La prima partita vinta è anche il suo primo vero momento di gloria. Arriva tutto con Plan B (2009), subito un cult per gli amanti del cinema LGBTQI+. Lei lascia lui per stare con l'altro. Lui non l'accetta e vuole fare innamorare l'altro di un'altra. Ma il gioco è anche inganno di se stessi, quindi il dubbio di una certezza che si credeva assoluta. E se fosse lui a far innamorare l'altro? Il piano B di una vendetta che, se fosse più raffinata e spietato, sarebbe Les dames du Bois de Boulogne. Plan B arriva anche alla Festa del Cinema di Roma e ad altri importanti festival ed è la spinta necessaria per scrivere e dirigere i suoi prossimi progetti.
Dopo il corale Cinco (2010), arriva infatti Ausente - Assente, Teddy Award come miglior film al Festival del Cinema di Berlino del 2011, che sancisce gli elementi del suo stile futuro: i prolungati mutismi alternati ai dialoghi minimalisti, come sintomi di barriere tra gli individui; l'ansia emotiva e il desiderio omoerotico celati dietro gli sguardi; e l'esaltazione dell'atmosfera suspense nella trama. Ausente - Assente è la storia di una seduzione a doppia lama. Uno studente prova un interesse particolare per il suo insegnante di nuoto, nascondendolo dietro premure e attenzioni, fino a quando non compie una vera e propria invasione, che gli verrà restituita indietro sotto forma di nuova ossessione.

