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MyFrenchFilmFestival 2023, un mese di cinema francese in streaming su MYmovies

Torna dal 13 gennaio al 13 febbraio la rassegna annuale che promuove il cinema francofono. 27 titoli, tra lungometraggi e corti, disponibili anche con l’abbonamento MYmovies ONE. SCOPRI IL PROGRAMMA I ENTRA CON MYMOVIES ONE.
di Tommaso Tocci

lunedì 9 gennaio 2023 - mymoviesone

Come è ormai consuetudine, a gennaio il cinema riparte verso una nuova stagione, e per l’industria francese ciò vuol dire MyFrenchFilmFestival, la rassegna annuale che promuove a livello globale la produzione del paese. Articolata tra corti e lungometraggi, e spaziando tra tutti i generi dal musical all’animazione, l’edizione 2023 (la tredicesima in totale) sarà disponibile sulla piattaforma online di MYmovies in streaming per tutti gli abbonati di MYmovies ONE, oppure con abbonamento specifico sottoscrivibile ad hoc. Si parte dal 13 gennaio e ci sarà tempo un mese, fino al 13 febbraio, per guardare tutti i film.

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Tra i lungometraggi, chi meglio di Isabelle Huppert per simboleggiare il cinema francese? La diva è la protagonista di À propos de Joan, film criptico, letterario e nostalgico su una donna alle prese con i ricordi di una vita romantica. La regia, non priva di una certa ambizione, è di Laurent Larivière. La sfera del sentimento, si sa, è spesso meta prediletta del cinema d’oltralpe e sotto l’ala protettiva di Huppert si sistemano i protagonisti giovani di tante pellicole che hanno segnato l’annata.

Le monde après nous, uno degli esordi migliori degli ultimi tempi, è una di esse: il regista Louda Ben Salah-Cazanas mette in scena il topos del ragazzo che va a cercare (e a provare) se stesso nella Parigi che tutto ingloba, aggiornandolo alle sfide della gioventù contemporanea. Il romanziere in erba Labidi è solleticato dall’amore ma gravato - anzitutto - dall’obbligo della sopravvivenza. Gli fa compagnia il tenero Une histoire d’amour et de désir, secondo film di Leyla Bouzid, in cui la venuta a Parigi è più accademica e fa da contorno morbido all’attrazione tra Ahmed e Farah. Qui il ragazzo viene da più vicino alla grande città, ma le distanze sono culturali e di classe: si dipinge la realtà di un giovane di famiglia tunisina, che abita nella periferia e che non parla arabo, oltre a essere l’unico nella sua cerchia a frequentare l’università.

Altro titolo di primissimo piano è Nous di Alice Diop, realizzato poco prima che la regista trionfasse a Venezia con Saint Omer l’anno scorso. Ma anche Nous era stato premiato come miglior documentario nella sezione Encounters della Berlinale, e offre un ritratto frammentato e trasversale della complessa realtà parigina. Tutto si svolge attorno al treno della RER B, storica linea di trasporto cittadina che attraversa gli strati sociali di un intero luogo e la sua immensa, granulare diversità. Storie che si accavallano di persone diverse, viste “col binocolo” e al tempo stesso da molto vicino.

C’è poi il filone dell’esplorazione artistica come veicolo della crescita: in Les magnétiques di Vincent Maël Cardona si ritorna all’epoca del rock, delle radio libere, di una Francia che vive il cambiamento politico con l’avvento di Mitterand. Sono gli anni ottanta dei conflitti generazionali e della voglia di cambiare il mondo per due fratelli, Philippe e Jérôme, che però partono dalla piccola provincia. Si torna invece alla Parigi contemporanea in Entre les vagues di Anaïs Volpé, in cui le protagoniste sono sempre due ma amiche, e dedite al teatro invece che alla musica. Film che brucia di un’energia intensa, che si muove a rotta di collo, e che schizza impazzito tra il melodramma, la tragedia e le sfumature dell’amicizia.

E poi tra l’astuto e provocatorio tuffo in una sessualità nascente di Petite nature, così come l’escursione nei giri di contrabbando del Québec in Bootlegger, vanno segnalate due finestre sul passato. Il primo è un classico come Ai nostri amori di Maurice Pialat, in occasione del quarantennale, che ci riporta alla verve di Sandrine Bonnaire, giovane protagonista di turbolente avventure amorose, al debutto nel ruolo che la rese celebre.

E poi l’altra firma prestigiosa, quella di Olivier Assayas, su uno dei tanti cortometraggi da scoprire che sono inclusi nel programma di MyFrenchFilmFestival. Anch’esso giunto al traguardo dei quarant’anni, Laissé inachevé à Tokyo già contiene in nuce i temi del celebre regista, è citazionista e gioca con la finzione di una Tokyo noir ricreata a Parigi.


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