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Cinema e donne, dal 25 al 27 novembre il Festival è in streaming su Più Compagnia

Online per la prima volta nella sua storia, la 42esima edizione del Festival diretto da Paola Paoli si apre in un'occasione speciale: la Giornata mondiale contro la violenza di genere. SCOPRI IL PROGRAMMA | ACQUISTA UN ACCREDITO »

martedì 24 novembre 2020 - mymovieslive

Ai nastri di partenza la 42esima edizione del Festival Internazionale di Cinema e Donne, diretto da Paola Paoli, per la prima volta visibile online, a causa dell'emergenza sanitaria, dal 25 al 27 novembre sulla piattaforma Più Compagnia.

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Il festival si apre simbolicamente nel giorno nel quale nel mondo si celebra la Giornata contro la violenze sulle Donne, il 25 novembre, un appuntamento particolarmente significativo, in un momento nel quale la pandemia rischia di marginalizzare ancora di più il ruolo delle donne nel mondo del lavoro, mentre la chiusura nelle proprie abitazioni, per il lockdown, acuisce le tensioni familiari, facendo registrare un aumento dei casi di violenza domestica e di femminicidio.

Mercoledì 25 Novembre (ore 11.00) in programma una tavola rotonda online, un webinar dal titolo “In bocca al lupo … intersezioni sulla violenza”: in collaborazione con il progetto Intersezioni finanziato dalla Fondazione Marchi. Intervengono: Benedetta Albanese, Assessora Pari Opportunità - Comune Firenze, Diye Ndiaye, Assessora Pari Opportunità del Comune di Scandicci, Donata Bianchi, Presidente 7a Commissione Pari Opportunità e Diritti del Comune di Firenze, Ilaria Capano, Presidente Commissione Pari Opportunità del Comune di Scandicci, Jackie Buet, direttrice del Festival cinematografico di Créteil, anche questo arrivato alla 42esima edizione, Emanuela Piovano, distributrice Kitchen Film, Xiana Do Teixeiro, filmmaker, produttrice della Walkie Talkie Films, Proyecto D,  Tommaso Santi, sceneggiatore e regista, Silvia Lelli, antropologa e documentarista, Giovanna Campani, Università degli Studi di Firenze, Tiziana Chiappelli, Progetto Arcobaleno, Sonila Tafili, I-Participate, Intersezioni altre: lo sguardo delle giovani donne immigrate.

Nel corso della tavola rotonda, si discuterà della rappresentazione delle donne e del mondo femminile nel panorama delle immagini mediatiche, immagini che perpetuano un’idea di donna limitata, inferiorizzata e gerarchizzata. Se analizzerà un immaginario complice della violenza fisica e della discriminazione: la forza rappresentativa di certi modelli rafforza lo squilibrio dilagante nelle relazioni di genere e legittima molte forme di violenza sulle donne. Il presupposto è che il nuovo cinema delle donne possa invece essere strumento di contrasto a questa violenza, decostruendo tali rappresentazioni e proponendo modelli femminili più vasti, realistici, indipendenti, creativi e autorevoli. Modera l’incontro Paola Paoli, direttrice del Festival Cinema e Donne.


I FILM IN PROGRAMMA

Tra i film in programma, che saranno disponibili on demand, fino al 30 Novembre: l'opera della regista spagnola Xiana do Teixeiro, Tódallas mulleres que coñezo, che mostra, in bianco e nero, tre conversazioni tra donne di diverse età e classi sociali, tra fiction e documentazione (disponibile dalle 10.00 di mercoledì 25/11); il cortometraggio del regista toscano Tommaso Santi, pratese pluripremiato ai Globi d'Oro e al Premio Solinas, Lontano da qui, che apre la strada ad uno sguardo inedito sulla società e sull'universo femminile (disponibile dalle 10.00 di mercoledì 25/11). Realizzato grazie al bando del Mibact, “Non violenza – Lo schiaffo più forte”, dedicato a progetti che sensibilizzino sul tema della non violenza contro le donne, il corto di Tommaso Santi si aggiudica il Premio Gilda antiviolenza. Attraverso una storia carica di tensione e mistero, Lontano da qui affronta in maniera non banale un tema di strettissima attualità, mostrando quanto le donne vittime dei propri compagni possano spesso essere aiutate dall’ascolto e dall’attenzione di chi vive intorno a loro.

Dall’Ungheria Hab, film d'esordio di Nòra Lakos, al quale va il Premio Gilda Film: si tratta di una commedia/favola sulle vicissitudini del ruolo femminile, tra i miti di Hollywod e la pasticceria ungherese. Nora Lakos è una regista ungherese di formazione europea. Ha studiato cinema a Budapest ma anche all'INSAS di Bruxelles e alla London Film School. Ha realizzato cortometraggi che hanno ricevuto premi e serie tv. Ha fondato il primo Festival di cinema per ragazzi intitolandolo Cinemira, dal nome della sua bambina Mira.

Corpi di Malgorzata Szumowska, Polacco, con sottotitoli in italiano. Varsavia oggi. Un poliziotto in pensione in crisi, sua figlia bulimica e una terapeuta che è convinta di comunicare con l'aldilà. Tragicommedia premiatissima. Malgorzata Szumowska, nata a Cracovia da una famiglia di artisti, scandalizza e ottiene grande successo.

Tódallas mulleres que coñezo di Xiana do Teixeiro
La strada è un luogo violento e mascolinizzato. Come  cambiano o i comportamenti delle donne di conseguenza? Come si comportano i media? Xiana do Teixeiro, regista e artista visiva. Co-fondatrice della società di produzione Walkie Talkie Films (2008), Dottorato di ricerca in comunicazione audiovisiva (UAB) e laurea in giornalismo (Southampton S.U.). Creatrice di musica e produttrice (Ta!, The Adaptation Dance). Lavora sulla narrazione intima, sull'identità di genere e sulla costruzione di genere e verso una ridefinizione dell'idea di natura.

Il tesoro di Nicol Zacco
In questa storia compaiono dei veri tesori: due nonni amorosi e una nipotina intelligente e sognatrice. Ci sarebbe anche il tesoro dei pirati. Però quello... Nicol Zacco è nata in Sicilia nel 1989 ma è cresciuta a Firenze. Ora vive in Sardegna a Santa Margherita di Pula (Cagliari) e lavora per la scuola internazionale di cinema New York Film Academy. Laureata in Scienze della Mediazione Linguistica e dottorato in Scienze della Comunicazione, ha scritto la sceneggiatura de Il tesoro per la tesi in Linguaggi del Cinema, della Televisione e New Media dell'Università di Cagliari.

Histoire d'H di Silvia Lelli
H, la 'lettera muta', si trasforma e parla: racconta in prima persona la storia dell'incesto pedofilo subìto: performance terapeutica e lirico-politica. Silvia Lelli è un'ntropologa culturale, documentarista, etnografa e autrice di libri universitari.  


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