Il film d'esordio di Giuseppe Tornatore, Il camorrista, è in programma martedì 22. L'opera, che valse al maestro il Nastro d'argento come miglior regista esordiente, è ambientata nel carcere napoletano di Poggioreale, in una cruda rappresentazione del dominio della camorra nel napoletano. L'organizzazione di un tal "Professore" (Ben Gazzara) si arricchisce con spietati omicidi, spaccio di droga e tangenti, senza incontrare efficaci reazioni da parte dello Stato. Liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Marrazzo, prende spunto dalla figura di Raffaele Cutolo.
A seguire, alle 20.30, Il sorpasso di Dino Risi verrà proiettato in una serata a sostegno dell'associazione Foemina, Fondazione per la maternità e la salute della donna e del neonato. L'intramontabile storia di Bruno, un presuntuoso e spaccone giovanotto romano, che incontra casualmente un giovane e timido universitario (Jean-Louis Trintignant) trascina gli spettatori in un'avventura on the road in una deserta Roma di Ferragosto. La sceneggiatura di Scola, Risi e Maccari è in perfetto equilibrio tra la commedia all'italiana e il dramma sociale in un film che è pilastro del cinema italiano.
In collaborazione con Festival dei Popoli, mercoledì 23, è la volta dell'omaggio a Vittorio De Seta, innovativo documentarista che ha fatto dell'uso del colore una vera e propria arte insieme all'utilizzo del suono in presa diretta in un'epoca in cui il cinema italiano credeva che il montaggio sonoro potesse essere esclusivamente prodotto in studio.
La rassegna si conclude Giovedì 24 novembre con il capolavoro vincitore del Leone D'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia del 1966, La battaglia di Algeri, di Gillo Pontecorvo, recentemente restaurato dalla Cineteca di Bologna e Istituto Luce. Il film è una magnifica rievocazione di un momento storico cruciale nel cammino della lotta per l'indipendenza algerina e della figura di un capo rivoluzionario, Alì La Pointe. Vincitore del Leone d'Oro alla Mostra di Venezia nel 1966, è certamente l'opera di maggior rilievo del regista: di grande rigore espressivo, tale da rasentare, in alcuni punti, il documentario.
Infine, alle 20.30, a chiudere la rassegna sarà Signore e Signori, di Pietro Germi, capolavoro insignito del Grand Prix per il miglior film al 19° Festival di Cannes. Una satira nera, bruciante, costruita per immagini su una sceneggiatura di Age e Scarpelli, ispirati a loro volta da un'idea di Ennio Flaiano, coinvolto dall'interesse per l'emancipazionse dal genere boccaccesco della pellicola a episodi.