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La politica degli autori: Andrew Niccol

Il regista è in concorso alla 71. Mostra del Cinema con Good Kill.
di Mauro Gervasini

In foto Andrew Niccol, regista di Good Kill, in concorso alla 71. Mostra del Cinema di Venezia.
Andrew Niccol (55 anni) 10 giugno 1964, Auckland (Nuova Zelanda) - Gemelli. Regista del film Good Kill.

mercoledì 3 settembre 2014 - Approfondimenti

Andrew Niccol, classe 1964, neozelandese. In concorso alla Mostra del Cinema di Venezia il suo ultimo film, Good Kill. Storia di un pilota interpretato da Ethan Hawke che da terra guida i droni, macchine da guerra volanti massicciamente impiegate per puntare, mirare e uccidere i nemici ovunque si trovino. Non senza danni collaterali. La guerra "buona" secondo Obama. Il film ribalta l'assioma di The Truman Show (1998): nel film con Jim Carrey la finzione è spacciata per realtà, qui accade il contrario. Quando il pilota che non vola si rende conto di non trovarsi in un videogioco, sclera. Che c'entra il Truman Show? Semplice: negli anni 90 Niccol, regista pubblicitario a Londra, assuefatto a un mondo televisivamente finto, ne scrive la sceneggiatura, con l'intenzione anche di metterla in scena. Il testo piace alla Universal che però non ne vuole sapere di uno sconosciuto trentenne venuto dagli antipodi, così sceglie un cineasta esperto, sempre dagli antipodi: Peter Weir. Che non tradisce il copione (iniettandogli anche buone dosi di ironia, non comprese in partenza, con la complicità del protagonista) e contribuisce alla notorietà del suo autore.

Andrew Niccol ragiona su un genere, la fantascienza, anche quando se ne allontana. Good Kill è ambientato nel 2010 ma l'idea stessa di aerei invisibili neri che volano nell'iperspazio e uccidono con precisione geometrica (quasi...) viene dal futuro. Questo gli interessa: uomo-tecnologia, istruzioni per l'uso. Macrotema non nuovo, del resto il Nostro ha un punto di partenza chiaro: Philip K. Dick. The Truman Show si ispira a "Tempo fuor di sesto" e gli immaginari sono comuni. Gattaca - La porta dell'universo (1997) è uno dei migliori film di fantascienza da Blade Runner in qua. Scene di lotta di classe genetica. Chi nasce artificialmente con il DNA perfetto è padrone, chi invece viene al mondo in modo naturale, servo. Per accedere ai piani alti del potere, quindi, non serve il curriculum vitae ma l'esame delle urine. Grande idea, sempre dickiana: ma visivamente Niccol sceglie un registro strano, algido, antibarocco. La critica, senza svolazzi alla Ridley Scott, lo considera di serie B, o comunque un autore minore, invece è proprio questo understatement espressivo (comune anche ai suoi interpreti, tipo Hawke e Uma Thurman, ma persino Al Pacino in S1m0ne, 2002, si trattiene come può) a renderlo originale.

Sei film, più The Truman Show sette. Non tutti allo stesso livello. Con Lord of War (2005), storia di un mercante d'armi e distruzione, butta via un soggetto ancora una volta bellissimo, e certo non l'aiuta l'interpretazione sconnessa di Nicolas Cage. The Host (2013), poi, è proprio sbagliato. Ma In Time (2011) è ottima sci fi, e col coltello tra i denti. Che significa sapersi sporcare le mani con il genere, senza altezzosità d'autore, partendo ancora una volta da un'idea di derivazione dickiana (gli uomini vivono "a tempo": i poveri ne hanno poco e la loro sopravvivenza dipende dalle ricariche, come per i cellulari; i ricchi invece tantissimo, fino all'immortalità) per poi elaborarla seguendo un percorso personalissimo.

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