| Titolo originale | S1m0ne |
| Anno | 2002 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | USA |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Andrew Niccol |
| Attori | Al Pacino, Winona Ryder, Catherine Keener, Evan Rachel Wood, Jason Schwartzman Benjamin Salisbury, Elias Koteas, Jay Mohr, Jeffrey Pierce, Darnell Williams, Jim Rash, Ron Perkins, Jeff Williams, Mitzi Martin, Carole Androsky, Claudia Jordan, Stanley Anderson, Robert Musgrave, Barry Papick, Andi Carnick, Richard Saxton, Jenni Blong, Susan Chuang, Deborah Rawlings, Rod Simmons, Daniel Von Bargen, Pruitt Taylor Vince, Rachel Roberts (II), James Gleason (I). |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,94 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 19 dicembre 2016
Simone: bella, intelligente, docile e modesta, è l'attrice perfetta. Ma non è una donna in carne ed ossa, bensì una creatura virtuale, creata interamente al computer. Una commedia che è anche riflessione sul mondo del cinema. Al Box Office Usa S1mOne ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 9,7 milioni di dollari e 3,8 milioni di dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Victor Karanski (Pacino) è un regista di Hollywood che da anni passa da un fiasco all'altro. Il film che sta per terminare è compromesso dai capricci della diva che abbandona il set. Nessuna stella vuol lavorare con Victor che allora, grazie all'invenzione di un mattoide geniale e morente, riesce con un certo programma, a riprodurre virtualmente Simone, dalla strepitosa bellezza. L "attrice" ha un successo abnorme, alla Greta Garbo, il mondo impazzisce per lei, che non si mostra mai in pubblico. Victor riesce a farla apparire in televisione, a farla cantare in uno stadio, ma nessuno la vedrà mai, naturalmente, dal vivo. Il regista è stato abbandonato dalla moglie che si scopre gelosa di Simone. Il "privato" è omai troppo connesso col virtuale, e Victor viene accusato della morte di Simone, introvabile, appunto. Alla fine tutto si accomoda, la famiglia si ricompone e Simone riprende a "vivere". Patinata, intelligente, ennesima metafora intorno al trucco dei media e del cinema. Il tema è fin troppo conosciuto ma l'idea della diva tridimensionale composta dai pixel è suggestiva. E non è detto poi che, in un tempo come il nostro, sia davvero legittimo dire che è "solo" virtuale, che non esiste. Simone "esiste".
Piantato in asso dalla protagonista del suo ultimo lavoro e licenziato dal capo degli studios che è oltretutto la sua ex moglie, il regista Viktor Taransky è disperato. L'inattesa eredità di un programmatore gli dà però la possibilità di finire la pellicola utilizzando un' attrice creata al computer, il cui nome Simone è l'acronimo di Simulation One. Il successo si trasforma in un boomerang quando il regista si rende conto di essere ostaggio della propria creatura, divenuta nel frattempo un'icona planetaria. Normale che decida di farla scomparire, ma scoprirà a proprie spese che eliminare un essere virtuale può essere più difficile del previsto. Andrew Niccol, già sceneggiatore di The Truman Show, torna dietro la macchina da presa dopo Gattaca provando a rovesciare l'assunto del capolavoro di Weir. Là un uomo reale in mezzo a un mondo finto, qui un'icona computerizzata alle prese con la realtà. Il risultato, godibile, ha l'unico difetto di tentare molte strade - dalla satira di Hollywood al thriller fino all'apologo - senza imboccarne con decisione nessuna: ma un grande Pacino e il finale (che è giusto non rivelare) valgono da soli il giudizio positivo.
Victor Taranski è un regista di Hollywood ormai in declino che, con le sue ossessioni, non riesce più a rinnovarsi e a proporre qualcosa di cinematograficamente interessante. La sua parabola discendente lo porta all'incontro con un personaggio curioso, all'apparenza matto, che gli propone una collaborazione anche se malato e in fin di vita.
Il tema del week-end è la recitazione Ogm, ovvero le attrici geneticamente modificate. La proposta è: vedetevi Simone di Andrew Niccol e Bimba di Sabina Guzzanti uno dopo l'altro, magari nello stesso pomeriggio, e decidete con la vostra testa chi, fra il cinema hollywoodiano e quello italiano, affronta meglio il tema. Nel caso di Niccol siamo nel regno della fantascienza inquietante, e ben poco "fantastica" [...] Vai alla recensione »