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Tutta la vita davanti, con un sorriso

Il nuovo film di Paolo Virzì racconta l'Italia del precariato.
di Tirza Bonifazi Tognazzi

Il film

mercoledì 1 agosto 2007 - Incontri

Il film
La ventiquattrenne Marta (Isabella Ragonese) si è laureata in filosofia, con tanto di lode e abbraccio accademico, ma fatica a trovare lavoro. Dopo le prime risposte negative si trova costretta ad accettare un posto come telefonista presso il call-center della Multiple, l'azienda diretta da Claudio (Massimo Ghini) che vende robottini da cucina a domicilio. Claudia scopre presto che per essere buoni venditori bisogna curare il sorriso e agire d'astuzia. La responsabile delle telefoniste, Daniela (Sabrina Ferilli) si accorge subito delle potenzialità della ragazza e la incita a migliorare. Gli slogan dell'azienda (Coccolare il cliente, Coraggio e autostima, L'orgoglio di essere persone speciali) sembrano dimenticare che quei posti di lavoro non offrono speranza per il futuro, ma sono precari. A interessarsi alla situazione è Giorgio (Valerio Mastandrea), un sindacalista della Nidil-Cgil che spera di ottenere qualche informazione sul modus operandi della Multiple. Scritto da Francesco Bruni e Paolo Virzì, Tutta la vita davanti è una commedia all'italiana che posa lo sguardo ora sulle vite private dei dipendenti, ora sulla situazione (precaria) dell'Italia di oggi. Siamo stati sul set e ci siamo fatti dare qualche anticipazione sul film che uscirà nel febbraio 2008.

L'idea
Paolo Virzì: Ci siamo ispirati a quello che accade davvero nei call-center, dove una delle prime regole è controllare il sorriso durante la conversazione. Il sorriso è obbligatorio, ed è paradigmatico in questo genere di lavoro. Ho voluto fare una commedia all'italiana che parli dell'Italia di oggi e di quel confine tra il destino incerto di tanti ragazzi e l'energia disperata del precariato. L'idea nasce dall'osservazione di questi ragazzi, giovani laureati che si affacciano sul mondo del lavoro andando incontro a numerose difficoltà. Così è lo sguardo di questa ventiquattrenne colta, che osserva quel mondo con la curiosità di una persona intelligente, che ci introduce agli altri personaggi (tra i quali anche Elio Germano, nei panni di un venditore "esaltato" della Multiple, Ndr). Il suo non è uno sguardo di disprezzo, ma di compassione. Marta si lascia contagiare dall'allegria di questi ragazzi che sognano di essere speciali. Il film si svolge per buona parte all'interno del call-center, ma mostra anche una nuova Roma, quella delle villettine all'americana di Casal Palocco, o delle palme e dei centri commerciali di Parco Leonardo.

Claudio
Massimo Ghini: È quasi un paradosso interpretare Claudio, questo ambizioso dirigente, dopo aver vestito i panni del sindacalista Guido Rossa (nel film Guido che sfidò le brigate rosse, Ndr), ma il passaggio tra quella storia e questa è significativo. Paolo non perdona nessuna, posa il suo sguardo a 360° sulla società in un racconto che comprende tutti, dall'imprenditore al sindacalista, ma, allo stesso tempo, non divide banalmente la realtà tra buoni e cattivi. Il mio personaggio, ad esempio, è raccontato con leggerezza.

Daniela
Sabrina Ferilli: Il personaggio che interpreto è a capo del gruppo di centraliniste, le incita e le incoraggia a migliorare, è l'elemento di sprono del gruppo. È la persona alla quale tutte loro fanno riferimento, alcune addirittura si vestono come lei, quasi fossero plagiate. Le ragazze - anche se diverse per estrazione - sono tutte molto unite dalla necessità vitale di mantenersi. Daniela, che è la maggiore, è molto determinata, è lucida e perfetta, all'apparenza. Ammiro Paolo e devo tutto a lui. È stato il primo a puntare su di me quando ancora nessuno mi conosceva. Mi piace molto il modo in cui nei suoi film denunci la società senza lasciare mai l'amaro in bocca. Tutta la vita davanti mi ha riportato indietro a La bella vita, in fondo questo film un po' è La bella vita, è come se fosse il proseguimento ideale, ne mantiene gli odori e gli aromi.

Giorgio
Valerio Mastandrea: Il mio è un personaggio esterno all'azienda, è un sindacalista d'assalto un po' sfigato ma onesto. Non riesce mai a entrare in contatto con la realtà della Multiple finché non conosce Marta. Credo che questo sia un film necessario per due motivi: per quello che racconta e, soprattutto, perché lo racconta Paolo Virzì, unico attualmente in grado di mandare segnali forti sul mondo in cui viviamo dove la società offre lavori che blindano le emozioni.

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