Due sotto il burqa

Film 2017 | Commedia 88 min.

Titolo originaleCherchez la Femme!
Anno2017
GenereCommedia
ProduzioneFrancia
Durata88 minuti
Regia diSou Abadi
AttoriFélix Moati, Camélia Jordana, William Lebghil, Anne Alvaro, Carl Malapa Laurent Delbecque, Oscar Copp, Oussama Kheddam, Walid Ben Mabrouk, Predrag 'Miki' Manojlovic.
Uscitagiovedì 7 dicembre 2017
TagDa vedere 2017
DistribuzioneI Wonder Pictures
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Sou Abadi. Un film Da vedere 2017 con Félix Moati, Camélia Jordana, William Lebghil, Anne Alvaro, Carl Malapa. Cast completo Titolo originale: Cherchez la Femme!. Genere Commedia - Francia, 2017, durata 88 minuti. Uscita cinema giovedì 7 dicembre 2017 distribuito da I Wonder Pictures. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Armand e Leila stanno per andare a New York insieme. Ma poco prima di partire accade qualcosa di inaspettato.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una commedia antioscurantista che coinvolge la testa senza mai far leva su battute razziste.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 12 luglio 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 12 luglio 2017

Leila e Armand studiano a Scienze Politiche e si amano. I genitori di lui sono iraniani che hanno lasciato la patria dopo l'avvento di Khomeini. Lei invece si vede piombare in casa il fratello Mahmoud, reduce dallo Yemen dove ha aderito al radicalismo islamico. Una delle sue prime imposizioni è quella di impedire alla sorella di incontrare Armand. Il quale però trova una soluzione. Indossa l'abito integrale che lascia scoperti solo gli occhi e si presenta a casa di Leila come una fanciulla di nome Sheherazade bisognosa di lezioni. La 'studentessa' attrae però l'attenzione amorosa di Mahmoud e questo complica non poco le cose.

Come recitava una massima che ripetevano i nostri nonni 'non tutto il male viene per nuocere'. Perché Sous Abadi stava lavorando a una produzione cinematografica in Israele che si è fermata e questo avvenimento l'ha spinta a rivolgere il suo sguardo all'interno delle sue stesse radici culturali.

Ha così realizzato questo film che, grazie ai toni della commedia, è riuscito a raggiungere una vasta platea in Francia e ne merita una altrettanto ampia in Italia. Perché il sorriso, l'ironia e l'autoironia possono produrre talvolta più risultati positivi di saggi ed articoli paludati.

La regista non è non vuole essere antimusulmana ma è e sa essere antioscurantista. Mahmoud vuole imporre a Lila la sua volontà attraverso frasi fatte derivate dalla sua solo pretesa conoscenza del Corano che difatti inizia a comprendere meglio quando Armand/Sheherazade si trova costretto a documentarsi in materia per reggere il gioco e, di conseguenza, attraendone una focosa attenzione. Passando da Maometto a Victor Hugo si consuma la possibilità di una deradicalizzazione di un giovane uomo che ha visto la moschea affermarsi come l'unico luogo in cui poter socializzare in Francia. Leila ha imboccato una strada diversa e ha trovato l'amore (e un possibile futuro alle Nazioni Unite) in un Armand che deve fronteggiare le memore barricadiere dei genitori e, in particolare, della madre ancor oggi disposta a gesti eclatanti pur di poter sostenere idee libertarie. Tutto ciò sostenuto dal gioco del travestimento con tutte le varianti farsesche che possono derivarne ma che sono sempre tenute sotto controllo.

A Sous Abadi non interessa la sola risata di pancia (che a tratti comunque non manca). Quella che preferisce (e che sa come ottenere) coinvolge la testa senza però mai far leva su battute o situazioni xenofobe o comunque razziste. Leila e Armand provengono da quei mondi che vengono messi alla berlina ma non aderiscono alle loro storture. Hanno saputo guardare oltre e ci chiedono di ridere con loro non perché Sous Abadi pensi che una risata seppellirà la jihad ma perché, molto più semplicemente e realisticamente, ci potrà aiutare a saper distinguere. Sarebbe già il conseguimento di un ottimo risultato.

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