Due sotto il burqa

Film 2017 | Commedia +13 88 min.

Titolo originaleCherchez la Femme!
Anno2017
GenereCommedia
ProduzioneFrancia
Durata88 minuti
Al cinema65 sale cinematografiche
Regia diSou Abadi
AttoriFélix Moati, Camélia Jordana, William Lebghil, Anne Alvaro, Carl Malapa Laurent Delbecque, Oscar Copp, Oussama Kheddam, Walid Ben Mabrouk, Predrag 'Miki' Manojlovic.
Uscitamercoledì 6 dicembre 2017
TagDa vedere 2017
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,42 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Sou Abadi. Un film Da vedere 2017 con Félix Moati, Camélia Jordana, William Lebghil, Anne Alvaro, Carl Malapa. Cast completo Titolo originale: Cherchez la Femme!. Genere Commedia - Francia, 2017, durata 88 minuti. Uscita cinema mercoledì 6 dicembre 2017 distribuito da I Wonder Pictures. Oggi tra i film al cinema in 65 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,42 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Armand e Leila stanno per andare a New York insieme. Ma poco prima di partire accade qualcosa di inaspettato. In Italia al Box Office Due sotto il burqa ha incassato 153 mila euro .

Consigliato sì!
3,42/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,33
CONSIGLIATO SÌ
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Una commedia antioscurantista che coinvolge la testa senza mai far leva su battute razziste.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 12 luglio 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 12 luglio 2017

Leila e Armand studiano a Scienze Politiche e si amano. I genitori di lui sono iraniani che hanno lasciato la patria dopo l'avvento di Khomeini. Lei invece si vede piombare in casa il fratello Mahmoud, reduce dallo Yemen dove ha aderito al radicalismo islamico. Una delle sue prime imposizioni è quella di impedire alla sorella di incontrare Armand. Il quale però trova una soluzione. Indossa l'abito integrale che lascia scoperti solo gli occhi e si presenta a casa di Leila come una fanciulla di nome Sheherazade bisognosa di lezioni. La 'studentessa' attrae però l'attenzione amorosa di Mahmoud e questo complica non poco le cose.

Come recitava una massima che ripetevano i nostri nonni 'non tutto il male viene per nuocere'. Perché Sou Abadi stava lavorando a una produzione cinematografica in Israele che si è fermata e questo avvenimento l'ha spinta a rivolgere il suo sguardo all'interno delle sue stesse radici culturali.

Ha così realizzato questo film che, grazie ai toni della commedia, è riuscito a raggiungere una vasta platea in Francia e ne merita una altrettanto ampia in Italia. Perché il sorriso, l'ironia e l'autoironia possono produrre talvolta più risultati positivi di saggi ed articoli paludati.

La regista non è non vuole essere antimusulmana ma è e sa essere antioscurantista. Mahmoud vuole imporre a Lila la sua volontà attraverso frasi fatte derivate dalla sua solo pretesa conoscenza del Corano che difatti inizia a comprendere meglio quando Armand/Sheherazade si trova costretto a documentarsi in materia per reggere il gioco e, di conseguenza, attraendone una focosa attenzione. Passando da Maometto a Victor Hugo si consuma la possibilità di una deradicalizzazione di un giovane uomo che ha visto la moschea affermarsi come l'unico luogo in cui poter socializzare in Francia. Leila ha imboccato una strada diversa e ha trovato l'amore (e un possibile futuro alle Nazioni Unite) in un Armand che deve fronteggiare le memore barricadiere dei genitori e, in particolare, della madre ancor oggi disposta a gesti eclatanti pur di poter sostenere idee libertarie. Tutto ciò sostenuto dal gioco del travestimento con tutte le varianti farsesche che possono derivarne ma che sono sempre tenute sotto controllo.

A Sou Abadi non interessa la sola risata di pancia (che a tratti comunque non manca). Quella che preferisce (e che sa come ottenere) coinvolge la testa senza però mai far leva su battute o situazioni xenofobe o comunque razziste. Leila e Armand provengono da quei mondi che vengono messi alla berlina ma non aderiscono alle loro storture. Hanno saputo guardare oltre e ci chiedono di ridere con loro non perché Sous Abadi pensi che una risata seppellirà la jihad ma perché, molto più semplicemente e realisticamente, ci potrà aiutare a saper distinguere. Sarebbe già il conseguimento di un ottimo risultato.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 12 dicembre 2017
francesca meneghetti

Il titolo italiano sembra alludere a scene di sesso sotto un burqa (il che, per l’amor del vero, succede una volta), ma fa perdere il senso più autentico di “Cherchez la femme!” reso proverbiale da Alessandro Dumas (espressione per altro abbastanza nota anche nella lingua italiana): cercate la donna, è sempre lei la responsabile dietro un guaio.

mercoledì 13 dicembre 2017
Michela V.

Ho apprezzato la qualità della commedia francese. Le tematiche attuali sono state affrontate dalla regista con una satira intelligente e delicata , per nulla offensiva verso l'integralismo islamico. Una  Leila  combattiva accanto alla dolcezza infinita di Armand trainano la storia che dentro ha l'altra storia, quella della madre iraniana di Armand, che ha portato avanti la [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 dicembre 2017
Flyanto

 "Due sotto il Burqa" è una divertente commedia sul fanatismo islamico e sulle intolleranze religiose che però vengono trattati, sia pure con un certo fondo di realismo, con leggerezza ed acuta ironia. I due protagonisti sono una coppia di studenti universitari di cui lui è francese e lei yemenita. Essi si amano ed hanno in progetto di partire insieme per [...] Vai alla recensione »

domenica 10 dicembre 2017
no_data

 C'è poco da fare: i francesi difficilmente sbagliano una commedia. Anche questa è delicata, elegante, ben condotta e ben recitata. Ti fa sorridere, ti fa ridere ma specialmente è un satira intelligente che ti fa riflettere sull'integralismo religioso musulmano che viene messo quasi alla berlina ma senza critiche espresse, senza esagerazioni e senza offendere nessuno. [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 dicembre 2017
Forsedomani

Un film semplice, costruito su una trama robusta, ironica, che tratta temi molto pesanti riuscendo a far ridere e mai in maniera superficiale. Ho trovato divertente la famiglia del ragazzo francese, anticonformista di maniera, che danza a favore delle donne iraniane sfidando la polizia e poi chiama la polizia perché hanno avvistato una donna con il burqua.

venerdì 8 dicembre 2017
gigi22562

l'idea di base e' molto interessante ma lo sviluppo del film risulta ripetitivo e noioso,senza essere particolarmente comico al contrario mette in evidenza i difetti dell'islam.alla fine non e' ne' troppo divertente ne' troppo critico.forse scegliere piu decisamente o l'una o l'altra strada sarebbe stato meglio.(secondo me)

NEWS
VIDEO RECENSIONE
lunedì 11 dicembre 2017
 

Leila e Armand studiano a Scienze Politiche e si amano. I genitori di lui sono iraniani che hanno lasciato la patria dopo l'avvento di Khomeini. Lei invece si vede piombare in casa il fratello Mahmoud, reduce dallo Yemen dove ha aderito al radicalismo [...]

TRAILER
venerdì 10 novembre 2017
 

Cosa non si farebbe per amore? Armand e Leila si amano e stanno pianificando di volare insieme a New York, ma pochi giorni prima della partenza, Mahmoud, fratello di Leila, fa il suo ritorno da un lungo soggiorno in Yemen, un'esperienza che lo ha cambiato... [...]

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