Lui è tornato

Un film di David Wnendt. Con Oliver Masucci, Fabian Busch, Christoph Maria Herbst, Katja Riemann, Franziska Wulf.
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Titolo originale Er Ist Wieder Da. Commedia, durata 116 min. - Germania 2015. - Nexo Digital uscita martedì 26 aprile 2016. MYMONETRO Lui è tornato * * * 1/2 - valutazione media: 3,59 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,59/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * 1/2 -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
Protagonista della storia è il fuhrer, tornato chissà come ai giorni nostri e desideroso ancora di farsi ascoltare.
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primo piano
Un film sull'importanza della memoria, decisamente interessante e con un elevato tasso di ironia
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

Berlino, 23 ottobre 2014. In un preciso luogo della città (quale sia verrà esplicitato nel corso del film) Adolf Hitler ritorna in vita. La sua presenza viene casualmente registrata da un reporter di una televisione il quale, dopo aver subito il licenziamento, se ne accorge e decide di andarlo a cercare per utilizzarlo come attrazione che gli consenta di farsi riassumere. L'imitazione (così crede lui e credono anche alla tv) è perfetta e il Führer inizia a fare audience e ad attrarre consensi.
Alle origini di questo film decisamente interessante c'è un libro di Timur Vermes che è stato tradotto in diciassette lingue (tra cui l'italiano). È necessario, per chi non lo avesse letto, sgombrare subito il campo dal dubbio che ci si trovi dinanzi all'ennesima opera cinematografica in cui si utilizza un sosia di Hitler per fare della comicità più o meno a buon mercato. In questo caso non è così. Pur conservando un elevato tasso di ironia il film di David Wnendt ha lo scopo di sollevare una questione di rilevante importanza in questi nostri tempi. Lo fa utilizzando una tecnica mista che prevede inserti di candid camera all'interno di una storia di finzione.
Il quesito che domina l'intero film (che sui titoli di coda trova la sua esplicitazione più diretta e inquietante) è: come gli attuali mezzi di comunicazione veicolerebbero un messaggio come quello nazista e quanto, in realtà, non lo stanno già facendo? Un noto giornalista italiano, in seguito a una sua intervista televisiva che ha provocato vivaci reazioni, ha aperto un articolo a propria difesa chiedendosi se di fronte a un Hitler ritornato dall'inferno, ci sarebbe stato qualche collega pronto a rinunciare ad intervistarlo. Wnendt va oltre e si chiede quanti ancora oggi sarebbero disposti a farsi sedurre dalla sua ideologia. Il gioco si poggia sulla base della finzione (in più di un'occasione viene chiesto a quello che si suppone sia un attore se non si stanca mai di aderire al ruolo prendendosi una tregua) ma ciò che innalza costantemente il livello di lettura sono le reazioni (reali o previste dalla sceneggiatura).
Oggi come allora Hitler non nasconde mai i propri obiettivi e le modalità con cui vuole raggiungerli. Alcuni vi aderiscono, pochi si oppongono e la massa li legge come elementi di uno show mediatico di successo non rendendosi conto che, come un veleno a lento rilascio di tossine, ne vengono progressivamente intossicati. In una breve scena, che costituisce il fulcro del film, ci viene ricordato che solo la memoria può costituire un valido antidoto. Una memoria che tanti (troppi) stanno facendo di tutto perché si trasformi in oblio.

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Assolutamente geniale!

lunedì 18 aprile 2016 di spione

"Er ist wieder da" e, così come accadde allora, oggi sarebbe quasi quasi impossibile cogliere la "banalità del male" da cui nasce l'orrore. Un film davvero originale e sorprendente, che coglie in pieno il bersaglio sia nel mostrarci le impressionanti analogie tra gli anni '30 e la nostra epoca, sia nel farci capire che il principale pericolo da cui faremmo bene a guardarci non sono certo i gruppi e partiti neonazisti attivi oggi (che anzi vengono impietosamente continua »

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Lui è in ognuno di noi!

giovedì 14 aprile 2016 di Jujitsu

Film sorprendente! Dal titolo e dal trailer si è tentati di credere che la pellicola sia una storia comica fine a se stessa, senza se né ma, semplicemente atta a prendere in giro il nazismo e il suo leader, ma poi si scopre che la questione è molto più profonda di quello e che si crede e ahimè, molto più attuale. Escludendo l’ottima recitazione di Oliver Masucci, la storia verte su un evento impossibile che però nella realtà di tutti continua »

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Film curioso e politicamente impegnato

sabato 16 aprile 2016 di Orione95

Tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore tedesco Timur Vermes, il film racconta di come Adolf Hitler, risvegliatosi nella Berlino moderna, sostanzialmente riesca a riscuotere nuovamente consensi. Ovviamente il tutto è affrontato con la leggerezza che si addice ad una commedia, ma è innegabile l'impegno sociale e politico della produzione di Wnendt. A metà tra un film-documentario ed un "esperimento sociale", "Lui è tornato" mostra come continua »

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Irriverente e interessante

mercoledì 13 aprile 2016 di Oldboy Muzza

Molto più di un banale "Che farebbe Adolf Hitler ai giorni nostri?". Questo film ci proietta in una realtà che vede il Fuhrer in persona catapultato nel 2014 direttamente dal suo bunker. Le sue perplessità nel trovarsi all'improvviso gettato in pasto a quello che per lui è il futuro fa a pugni con la diffidenza e il compatimento di chi lo incontra. Hitler, che come tale si presenta e che mai in nessun caso dice di essere qualcuno di diverso nemmeno per convenienza, viene invariabilmente preso per continua »

Sawatzki e Adolf Hitler
Sawatzki :"Lei è un mostro!" - Adolf Hitler :" Pensa questo? allora dovrebbe condannare tutti coloro che votarono questo mostro, erano tutti mostri? .. no ...era gente comune che decise di votare un uomo fuori dal comune e di affidargli il destino del proprio paese... Lei si è mai chiesto perché il popolo mi segue? Perché in fondo siete tutti come me...abbiamo gli stessi valori..."
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Sawatzki e Adolf Hitler
Sawatzki :"Lei è un mostro!" - Adolf Hitler :" Pensa questo? allora dovrebbe condannare tutti coloro che votarono questo mostro, erano tutti mostri? .. no ...era gente comune che decise di votare un uomo fuori dal comune e di affidargli il destino del proprio paese... Lei si è mai chiesto perché il popolo mi segue? Perché in fondo siete tutti come me...abbiamo gli stessi valori..."
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Adolf Hitler (Oliver Masucci)
Adolf Hitler: "Là dietro c'è una persona, ha in mano un cartello con su scritta una frase ed io dovrei leggerla, si tratta di una freddura sugli stranieri. Perché ci si riduce a fare queste battute? Quando avete casa infestata dai ratti, chiamate i clown o la disinfestazione? Il televisore nel mio hotel è così sottile (indicando con le dita i pochi centimetri di spessore), è un'opera straordinaria che dimostra la grandezza dell'uomo, ma che cosa c'è in televisione? Ciarpame. Nei momenti difficili il popolo ha bisogno di svagarsi, non per nulla facemmo uscire nel 1944 "Il bolide d'argento". Ma quanto sono brutti questi tempi, per subissare il popolo con una tale ondata di idiozie per minorati mentali?
In che paese viviamo?
Povertà infantile, povertà senile, disoccupazione, tasso di natalità a livelli irrisori. E vi stupite? Come si può, in questo stato, mettere al mondo un figlio? Corriamo verso l'abisso profondo, ma non ci è dato avvedercene. Perché in televisione non ci fanno vedere questo abisso. No, affatto, loro cucinano."
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FOCUS | Il film di David Wnendt racconta del führer reclutato come comico. Noi abbiamo Zalone che usa lo stesso registro. Anzi, l'ha usato prima.

E Hitler imitò Zalone

lunedì 2 maggio 2016 - Pino Farinotti

Lui è tornato, e Hitler imitò Zalone "Lui è tornato" è un romanzo di Timur Vermes, diventato film per la regia di David Wnendt. È una storia, divertente ma anche allarmante, magari pericolosa. Racconta di Adolf Hitler che si ritrova ai giorni nostri, nella "sua" Germania, ne prende atto e decide di... tornare all'antico, ai suoi tempi. E i tedeschi gli credono e lo seguono. Sintesi estrema che naturalmente va articolata. "Lui" si sveglia lacero e maleodorante in un giardino dismesso di Berlino. Non capisce cosa sia successo. Hitler entra in uno spazio vasto, la porta di Brandeburgo, la gente lo crede un artista di strada, gli si fa intorno, si diverte, fa un selfie con lui.

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