Bella e perduta

Un film di Pietro Marcello. Con Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Tommaso Cestrone, Elio Germano Documentario, Ratings: Kids+13, durata 86 min. - Italia 2015. - Cinecittà Luce uscita giovedì 19 novembre 2015. MYMONETRO Bella e perduta * * * 1/2 - valutazione media: 3,96 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,96/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critica * * * * -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Un racconto che si propone di riscoprire il senso più profondo della nostra identità nazionale,
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primo piano
Un apologo morale in forma di fiaba che mescola mirabilmente la tecnica del documentario e la licenza della finzione
Emanuele Sacchi     * * * * -

Il pastore Tommaso, detto l'Angelo del Carditello per aver salvaguardato a proprie spese la reggia borbonica, muore la notte di Natale. Dall'aldilà viene conferito a Pulcinella l'incarico di salvare dal macello il bufalo parlante che Tommaso aveva adottato, Sarchiapone.
Oltre il documentario e oltre la fiction, come un alchimista anti-narrativo, che della commistione di elementi eterogenei o ossimorici ha fatto cifra stilistica. Guidato dall'intensità lirica di una egloga fuori dal tempo, Pietro Marcello sceglie una vicenda particulare - la sorte di un bufalo destinato, in quanto maschio, al macello - per raccontare il divario sempre più drammatico che separa l'Italia dagli italiani. Individuando nella natia terra dei fuochi il luogo di elezione per osservare zenit e nadir del Belpaese: la camorra, la brutalità dell'ignoranza e il disprezzo per il passato da un lato, lo splendore dei paesaggi e gli slanci individuali di ingegno umano dall'altro. La commistione di elemento documentaristico e di elemento fantastico si trasfigura quindi in un insieme inestricabile di fiaba-apologo e cruda presa di coscienza di cosa siamo diventati, forse irreversibilmente.
Il progetto originario di un lavoro incentrato sulla vita dell'eroico Angelo del Carditello, prematuramente interrotto dalla scomparsa di Tommaso, diviene altro ma non smarrisce il ricordo del suo spirito-guida, immagine di un'Italia che può ancora esistere, che si oppone alla barbarie, che non guarda in ogni faccenda solo al mero return over investment. Marcello mette la mirabile tecnica di montaggio del found footage (merito di Sara Fgaier) che stupì ne La bocca del lupo al servizio di una fiaba onirica e filosofica, in cui i personaggi principali sono pastori - figure liminari per definizione -, maschere della tradizione come Pulcinella (recuperato nella sua funzione di psicopompo, secondo un mito risalente all'antica Etruria) e un bufalo, centrale per l'opera al punto da meritare delle anomale soggettive.
La tragedia di Sarchiapone diviene il punto di vista, o il fish eye, da cui osservare le storture e la mancanza di alternative dell'umanità circostante; il tentativo di salvare le sorti dell'animale di fronte alla sua inutilità e quindi alla sua impossibilità di vivere, diviene un donchisciottesco tentativo di sovvertire ciò che è già scritto. Sconvolge in Bella e perduta la dedizione di Marcello, così come la sua capacità di lasciarsi trascinare dalla volontà fatica senza perdere mai il controllo di una messa in scena esemplare. Non documentario, né finzione, bensì una somma infinitamente maggiore dei propri addendi.

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Bella e perduta

giovedì 26 novembre 2015 di Nanni

Il materiale girato dal regista Casertano Pietro Marcello, forse rischiava di diventare il solito, ennesimo, inutile documentario/denuncia sull'incuria del patrimonio artistico-culturale, sul degrado di quel posto o di quell'altro o sull'inquinamento e l'abbandono della terra dei fuochi. Invece, con una felice intuizione, tutto magicamente si trasforma e veniamo accompagnati in un'appassionata e struggente......C'era una volta una reggia, Tommaso, il bufalo sarchiapone e Pulicinè..... A Tommaso, continua »

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E devo anche pagare?

venerdì 25 dicembre 2015 di Pedu72

Si devono sempre apprezzare originalità e coraggio, quando si fa (o si vorrebbe fare...) cultura: di solite minestre nessuno sente la necessità. Ma se si chiedono 5 o 7 euri al botteghino, qualcosa in cambio bisogna pur dare: che so, una scena agile e ben montata, un personaggio originale e provocatorio, una vicenda che inquieti e faccia riflettere, ma che dico? anche un pugno nello stomaco o un calcio negli stinchi, ma che almeno ti tenga sveglio e ti faccia uscire dalla sala sulle continua »

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Perduta l'armonia con natura, arte e storia

giovedì 3 dicembre 2015 di FabioFeli

Un giovane bufalo è destinato al macello perché "improduttivo" e viene adottato da Tommaso Cestrone, un uomo benemerito che si elegge custode della Reggia di Carditello, un sito storico quasi perduto del Casertano, divenuto perfino rifugio di camorristi latitanti. Il "luogo di piacere dei Borbone", a suo tempo fiorente azienda agricola, ha patito la razzia degli arredi ed è avviato all'oblio; il difficile recupero costa la vita a Cestrone ucciso da un continua »

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Alla ricerca dell'amata terra

mercoledì 9 dicembre 2015 di stefano capasso

Alla morte di Tommaso, l’Angelo del Carditello, un pastore che si era incaricato di proteggere a proprie spese la reggia borbonica, Pulcinella riceve l’incarico di portare a conoscenza la sua storia e di salvare dal macello il bufalo parlante Sarchiapone. Pulcinella si mette in viaggio col bufalo e attraversa le campagne dell’Italia meridionale. Un film complesso questo di Pietro Marcello che racconta la distanza incolmabile che c’è tra l’uomo e la terra, che continua »

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FOCUS | Perché abbiamo bisogno di Pietro Marcello e di film come Bella e perduta. Di Roy Menarini.
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Il segreto di pulcinella

domenica 22 novembre 2015 - Roy Menarini

Il segreto di Pulcinella Facile precipitare nel consueto dialogo tra sordi di fronte al piccolissimo film di Pietro Marcello. Chi lo apprezza e lo sostiene rischia di essere considerato elitario difensore del cinema per pochi, chi lo liquida con un'alzata di spalle riterrà di avere le sue buone ragioni di fronte all'ermetismo - sia pure molto materiale e concreto - dell'opera. La verità è che in un orizzonte di espressioni differenti e polifoniche di una cultura nazionale, il cinema di Pietro Marcello, prezioso e non imitabile, deve non solo esistere ma essere preso molto sul serio, al di là della manciata di sale che programma la pellicola (usiamo questo sinonimo senza dubbi, questa volta, visto che il regista ha rifiutato di girarlo in digitale, lavorando anche su pellicola scaduta).

   

FOCUS | Il punto di vista radicale di Pietro Marcello, uno sguardo prezioso, che il cinema italiano dovrebbe preservare e mettere sotto tutela. Bella e perduta dal 19 novembre al cinema.

Un film non deve essere perfetto

mercoledì 18 novembre 2015 - Mauro Gervasini

Un film non deve essere perfetto «Un film non deve essere per forza di cose perfetto» dice Pietro Marcello, casertano, classe 1976. Bella e perduta, distribuito dal 19 novembre dopo essere stato in concorso al Festival di Locarno, e contemporaneamente alla sua uscita in sala preapertura di quello di Torino, non è perfetto. Almeno secondo schemi mentali convenzionali, legati a una concezione ferrea della rappresentazione e dello spettacolo, fatta di sceneggiatura, codici, regole e "narrazione". Un punto di vista radicale quello di Marcello, ma prezioso, che il cinema italiano dovrebbe preservare, mettere sotto tutela come il FAI fa con edifici e paesaggi.

   

Grande canto sull'Italia perduta

di Emiliano Morreale L'Espresso

Tommaso Cestrone era un pastore che si era messo in testa di salvare un gioiello di architettura settecentesca, la reggia di Carditello, nel casertano. Morto di infarto la notte di Natale del 2013, a 48 anni, non ha fatto in tempo a veder realizzato il suo sogno. Il regista Pietro Marcello lo aveva incontrato per raccontarne la storia e da quel materiale è partito per realizzare una fiaba moderna in cui, dopo la morte di Cestrone, Pulcinella deve condurre al sicuro uno dei suoi bufali, altrimenti destinato a morte certa. »

In "Bella e perduta" il fascino è arcano

di Alessandra Levantesi La Stampa

C'è uno stratificato spessore di motivi letterari nel film del casertano Pietro Marcello, già vincitore nel 2009 del Torino Film Festival con La bocca del lupo. L'idea iniziale era quella di un viaggio in Italia partendo dalla storia vera del pastore Tommaso Cestrone, elettosi a custode della residenza borbonica di Carditello, situata in un'area luogo di latitanza dei Casalesi e oggi nota per essere la più grande discarica abusiva d'Europa. Ma con l'improvvisa scomparsa di Cestrone, il film ha cambiato strada trasformandosi nella favola di un Pulcinella inviato dalle viscere del Vesuvio per prendersi cura del bufalo Sarchiapone (voce di Elio Germano) salvato da Tommaso. »

La sfida di Pulcinella nella Terra dei fuochi

di Valerio Caprara Il Mattino

Da un progetto risalente ai racconti di Piovene nasce «Bella e perduta» di Pietro Marcello, estrosa fiaba contemporanea che, grazie anche alla forte impronta del cosceneggiatore Braucci, si sviluppa attorno alle tragiche vicissitudini della Terra dei fuochi e del Real Sito di Carditello in particolare. La consistenza e la qualità del film orgogliosamente anti-narrativo e ostile alla produzione mainstream, nonché incalzato dalla raffica di accostamenti sparatagli addosso dalla critica (Pasolini, Bresson, Bene, e chi più ne ha. »

La favola bella e poetica del pastore custode della reggia

di Roberto Nepoti La Repubblica

Bella e perduta, unico film italiano in concorso quest'anno a Locarno, è difficile applicare un'etichetta di genere: eccetto forse quella di "cinema di poesia" alla Pasolini, perché racconta in termini poetici una fiaba antropologica e perfino didattica. Il pastore Tommaso è custode volontario della reggia di Carditello, abbandonata e depredata così come la Terra dei Fuochi è spogliata e ridotta a discarica dalla camorra. Il pastore muore e affida un giovane bufalo, Sarchiapone, a Pulcinella (mediatore, secondo l'antica tradizione, tra il mondo dei vivi e quello dei morti). »

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