Lettere da Berlino

Film 2015 | Drammatico +13 97 min.

Titolo originaleJeder stirbt für sich allein
Anno2015
GenereDrammatico
ProduzioneGermania
Durata97 minuti
Regia diVincent Perez
AttoriEmma Thompson, Brendan Gleeson, Daniel Brühl, Mikael Persbrandt, Katharina Schüttler Uwe Preuss, Louis Hofmann, Godehard Giese, Daniel Sträßer, Jacob Matschenz, Lars Rudolph, Hildegard Schroedter, Ingo Wimmer.
Uscitagiovedì 13 ottobre 2016
DistribuzioneVidea - CDE
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,86 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Vincent Perez. Un film con Emma Thompson, Brendan Gleeson, Daniel Brühl, Mikael Persbrandt, Katharina Schüttler. Cast completo Titolo originale: Jeder stirbt für sich allein. Genere Drammatico - Germania, 2015, durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 13 ottobre 2016 distribuito da Videa - CDE. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,86 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una coppia perde il figlio sul campo di battaglia e decide di lottare contro la dittatura nazista per difendere la propria dignità. In Italia al Box Office Lettere da Berlino ha incassato 245 mila euro .

Consigliato sì!
2,86/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,88
PUBBLICO 3,20
CONSIGLIATO SÌ
Un thriller emozionale dalla storia potente ma privo di un corrispettivo formale all'altezza.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 17 febbraio 2016
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 17 febbraio 2016

Berlino, 1940. All'indomani dell'occupazione di Parigi da parte delle truppe tedesche, una lettera della Wehrmacht notifica la morte del figlio di Otto e Anna Quangel sul fronte francese. Caduto per la patria e in nome del Führer, Hans era la bella ragione di vita di Otto e Anna che inconsolabili intraprendono una resistenza silenziosa con carta, penna e scrupolo. Munito di guanti per non lasciare impronte, Otto redige cartoline antinaziste che deposita in luoghi strategici con la speranza di risvegliare la coscienza tedesca e porre fine alla follia hitleriana. Assoldato l'ispettore della Gestapo Escherich, inizia una serrata caccia all'uomo. Prudenti e metodici, Otto e Anna riparano dietro una vita ordinaria e un condominio che rispecchia il momento storico, affollato di giusti, miserabili, ebrei che temono la delazione e delatori che non vedono loro di denunciare ebrei. Le stagioni intanto scorrono, la guerra tuona e la città è stremata dai bombardamenti e dal clima di diffidenza diffusa. Duecentoottantacinque cartoline dopo una tasca bucata tradisce Otto, che viene arrestato e processato con la consorte. La sentenza per entrambi è di morte.
Non è affatto vero che Hitler non conobbe oppositori in Germania, che la popolazione tedesca era un blocco filonazista monolitico, vero è quanto fosse difficile dissentire con azioni dirette non appena il dittatore prese il controllo delle istituzioni nazionali. Questo non convalida né tantomeno giustifica il consenso della nazione a un capo scellerato ma aiuta ad avvicinare la complessità delle scelte morali che uomini e donne hanno dovuto affrontare in tempi in cui l'unica libertà permessa agli individui era l'adeguamento alla volontà del partito, l'unico valore sociale legittimato quello della denuncia.
Trasposizione del romanzo resistente di Hans Fallada ("Ognuno muore solo"), Lettere da Berlino è la storia di una coppia che alla morte del figlio si risveglia da un abbaglio e 'spedisce' ai suoi concittadini cartoline postali con appelli alla ribellione. Ma in fondo quello che si aspettano i protagonisti è di essere denunciati dal vicino o da un collega di lavoro perché nella Berlino degli anni Quaranta la delazione era considerata il dovere civico per eccellenza.
Se un merito ha il film 'in costume' di Vincent Perez è quello di parlare dei crimini del nazismo non solo nelle forme di disumanizzazione concretamente messe in atto ma anche nella normalità della vita quotidiana. Dal buio profondo del conformismo generale, il regista pesca Otto e Anna Quangel, una coppia della working class che riuscì a ragionare da sola, libera da preconcetti e pregiudizi. Ispirati a Otto ed Elise Hampel, giustiziati nel 1943, i protagonisti 'vuotati' dal dolore della perdita guardano finalmente agli eventi nella loro dimensione reale, acquisendo la forza di giudicarli, di contestarli, di combatterli. Film di attori così efficaci da rendere tollerabile l'ambizione internazionale di Pérez, nella versione originale Emma Thompson e Brendan Gleeson parlano inglese con accento tedesco, Lettere da Berlino racconta come la vita degli individui fosse controllata nei pensieri, nelle emozioni, nei comportamenti e condizionata dal meccanismo della delazione, l'invenzione sociale più riuscita e ferale di tutto il sistema nazista, poi ripresa col medesimo 'successo' da quello sovietico.
Attore e regista tedesco da parte di madre, Vincent Pérez fa i conti con un'eredità che sente pesante, emergendo dalla follia collettiva di una nazione diciotto cartoline (mai denunciate) e due uomini giusti, che s'impegnarono a mantenere la propria autonomia, senza abdicare la dignità e difendendo l'idea stessa di umanità. La forza del tema e il potere edificante della storia originale non trovano tuttavia un corrispettivo formale all'altezza. Pérez predilige una struttura classica, nessuna audacia, alcuna asprezza.
Lettere da Berlino è un thriller emozionale prima che storico e politico che spinge avanti la relazione dei coniugi protagonisti ma manca la disperazione e l'insensatezza (assennata), motori della loro insubordinazione. Tutti gli altri personaggi finiscono per mancare di profondità e coerenza, su tutti l'ispettore di Daniel Brühl, il cui passaggio da sadico nazista a funzionario pentito non contempla le nuance. Troppo facile risolvere la struttura ideologica del regime nei segni esteriori (bandiere naziste e saluto hitleriano), difficile invece dire in inglese una colpa tedesca. La lingua di 'accoglienza' cancella l'identità originale di questa storia, rinforza la rimozione e produce un distacco emotivo, disertando il complesso significato di resistenza nella società civile e abitando sonorità (e logiche) separate dalla memoria del corpo.

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LETTERE DA BERLINO
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 21 gennaio 2017
sergio dal maso

“Un granello di sabbia negli ingranaggi non ferma una macchina, ma se una persona comincia a lanciare un po’ più di sabbia ecco che il motore inizia a perdere colpi. Nei miei sogni vedo tanta gente che lancia sabbia negli ingranaggi.”                           [...] Vai alla recensione »

domenica 16 ottobre 2016
vanessa zarastro

Berlino 1940. Anna e Otto Quangel sono una coppia di operai e ricevono la notizia che il loro unico figlio è morto al fronte. Da questo tragico evento, man mano i due si rendono conto di quante menzogne aveva costruito il nazismo e che tiranno fosse Hitler – ma forse non sapevano quanto fosse vero e che mostruosità fossero realmente in atto.

sabato 17 giugno 2017
nino raffa

Hitler nel marzo 1933 incassa 17 milioni di voti (pari al 44%), nel ‘40 con la guerra che sembra quasi vinta è scontato che la maggioranza dei tedeschi stia dalla sua parte. In quello stesso anno due coniugi di modesta classe sociale, a seguito della morte del figlio al fronte, iniziano a distribuire per Berlino delle cartoline in cui smascherano le più evidenti menzogne naziste, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 febbraio 2017
enzo70

A Berlino nel 1940 il regime nazista celebra le sue vittorie; ma ad Otto e Anna Quangel arriva una lettera con la quale viene annunciata la morte dell’unico figlio, Hans. Otto inizia a scrivere cartoline contro il regime, poche parole, ma simbolo di una piccola resistenza attiva. Ma la paura della gente trasforma queste lettere in un pericolo e gran parte viene consegnata alle Autorità; [...] Vai alla recensione »

domenica 21 maggio 2017
Nadia

Settant'anni fa veniva pubblicato il libro "Ognuno muore solo" dello scrittore tedesco Hans Fallada, incaricato di raccontare la vera storia di due coniugi berlinesi di mezza età che nel 1940 iniziarono una personale resistenza contro il regime nazista, dopo la morte del proprio figlio al fronte. Lo scrittore, all'epoca alcolizzato e dipendente da farmaci, stese l'opera [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 novembre 2016
Pisiran

Il film ispirato a una storia vera, tratta di marito e moglie che avendo perso in guerra l'unico figlio, si ribellano al regime nazista colpevole della morte di quest'ultimo e di tutti i disastri che ne seguiranno, spargendo cartoline in varie zone di Berlino con messaggi contro Hitler e il suo regime, atti ad aprire gli occhi e la mente a chi queste missive dovesse leggere.

sabato 22 ottobre 2016
LBavassano

La storia è bella e importante, gli interpreti sono bravi, molto bravi, ma il film è francamente deludente, come quei compitini grammaticalmente corretti, scritti in bella calligrafia, anche troppo, ma completamente privi di inventiva, o almeno di un segno personale.

domenica 16 ottobre 2016
Flavio1234

Film recitato sempre sullo stesso piano senza momenti di esaltazione e neppure di eccessiva drammaticità, neppure nel momento della condanna. L'uomo comune si ribella alla dittatura con monotonia, ripetitività e una profonda calma esistenziale. Bravo Gleeson a rendere l' immagine di un personaggio sempre uguale a se stesso, mentre più defilata e meno capace di incidere [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 gennaio 2017
Emanuele 1968

Perfetto, scenografie, attori, temi trattati, domande, riflessioni, personalmente è tanta carne al fuoco. Chissà cosa salterebbe fuori proponendolo in qualche scuola, mah?

lunedì 7 novembre 2016
Cencetto

La storia è bella.  Racconta di uno dei pochi esempi della resistenza tedesca perchè non dimentichiamoci che Hitler è andato al potere vincendo l'elezioni e tutta la popolazione credeva in lui. La recitazione è buona e la sceneggiatura molto valida. Attualmente è il miglior film storico in circolazione. Consiglio di vederlo.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

La didascalia finale rende omaggio alla memoria di una coppia che tra il 1940 e il 1943 si oppose a Hitler seminando in giro per Berlino cartoline che chiedevano ai concittadini di ribellarsi. Il regista Vincent Perez ha tratto il suo film dal romanzo Ognuno muore solo pubblicato dal tedesco Hans Fallada nel 1947, l'anno della sua morte. È la storia di Otto e Anna Quangel, operai, che dopo aver ricevuto [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Dal malloppo di Hans Fallada "Ognuno muore solo", 730 pagine licenziate in cinque settimane (Sellerio) dai verbali della Gestapo: "il libro più importante che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo" (Primo Levi). Feriti dalla morte del figlio in guerra, finalmente coscienti dell'ossessione hitleriana, da un quartiere berlinese di ebrei clandestini e tedeschi delatori, due coniugi [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

In auge negli anni Trenta, lo scrittore tedesco Hans Fallada ha avuto un rilancio internazionale nell'ultimo decennio (da noi lo pubblica Sellerio). Pur figura controversa per via di qualche compromesso con il regime nazista, hitleriano non fu mai; e non è un caso che Primo Levi abbia definito Ognuno muore solo, da cui è tratto il film Lettere da Berlino, come uno dei più bei romanzi sulla resistenza [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Berlino, 1940. L'unico figlio dei coniugi Quangel è morto sul fronte francese. Un sacrificio, in nome del Fùhrer, che non possono accettare. Iniziano, così, una singolare protesta: scrivere cartoline antinaziste da depositare, a mano, in luoghi strategici. Un ispettore della Gestapo dà il via a una caccia all'uomo sempre più serrata. Tratto da una storia vera, il film, pur con due grandi protagonisti, [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
sabato 15 ottobre 2016
 

Berlino 1940. La città è paralizzata dalla paura. Otto (Brendan Gleeson) e Anna Quangel (Emma Thompson) sono una coppia appartenente alla classe operaia che vive in un appartamento malmesso e che, come tutti, cerca di stare alla larga dai guai durante [...]

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