La Trattativa Stato Mafia

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Un film di Sabina Guzzanti. Con Enzo Lombardo, Sabina Guzzanti, Sabino Civilleri, Filippo Luna, Franz Cantalupo.
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Docu-fiction, durata 108 min. - Italia 2014. - Bim Distribuzione uscita giovedì 2 ottobre 2014. MYMONETRO La Trattativa Stato Mafia * * * 1/2 - valutazione media: 3,57 su 25 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,57/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Un gruppo di lavoratori dello spettacolo decide di mettere in scena le vicende relative alla cosiddetta "trattativa" tra Mafia e Stato.
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Un urlo di terrore bloccato in un ghigno; un progetto a cui Sabina Guzzanti ha lavorato per moltissimo tempo
Dario Zonta     * * 1/2 - -

Un gruppo di lavoratori dello spettacolo, capitanatati da Sabina Guzzanti, decide di mettere in scena le vicende controverse relative alla cosiddetta "trattativa", quella che sarebbe intercorsa tra Stato e mafia all'indomani della tragica stagione delle bombe (Roma, Milano, Firenze). In un teatro di posa, dunque, un gruppo di attori ricostruisce, nei modi di una "fiction giornalistica", i passaggi fondamentali di una vicenda complessa e piena di omissis che inizia dall'uccisione di Falcone e Borsellino fino ad arrivare al processo che vede sul banco degli imputati, fianco a fianco, politici e mafiosi. Vent'anni di storia italiana: l'uccisione di Salvo Lima, il maxi processo, la strage di Capaci, l'uccisione di Borsellino, le bombe a Roma, Firenze, Milano, la fallita strage allo Stadio Olimpico... con i suoi discussi protagonisti: Riina, Provenzano, Ciancimino padre e figlio, Caselli, i capi del Ros Mori e Subrani, Napolitano, Mancino, Scalfaro, i pentiti, Gaspare Spatuzza, Mutolo, Dell'Utri, Mangano... e Berlusconi, ovviamente, quello vero e quello fatto dalla Guzzanti.
La trattativa, presentato Fuori Concorso alla Mostra di Venezia 2014, è un progetto al quale Sabina Guzzanti ha lavorato per molto tempo e che le ha richiesto, immaginiamo, una grandissima mole di lavoro. Oltre alle ricerche e alla raccolta dei tantissimi materiali e fonti, la parte più complicata ha coinciso con la "forma" della messa in scena, ovvero quale dispositivo utilizzare per raccontare questa vicenda. Molte potevano essere le alternative, e ognuna portatrice di conseguenze. La Guzzanti sceglie di dichiarare il meccanismo, si auto-denuncia, dice sin da subito che quella che si sta per vedere è una rappresentazione realizzata da dei lavoratori dello spettacolo, quindi svela gli "autori" (non giornalisti, non documentaristi, non magistrati, non storici) e il linguaggio utilizzato. Quel che si vedrà, tra materiali di repertorio, interviste realizzate ad hoc, docu-fiction, pannelli grafici e quant'altro, è il frutto di una ricostruzione siffatta, accurata ma anche "inventata", eppure assunta come vera.
L'aspetto più problematico di un'operazione come questa riguarda proprio la forma della messa in scena, in riferimento alla materia trattata, perché lì risiede la sua ambiguità. È finzione (spettacolo?), eppure si dice come sono andate le cose. In questo mischiare repertori e ricostruzioni, intercettazioni e deposizioni, interviste e cabaret, è difficile sapere chi dice cosa, se un dialogo è inventato o il resoconto di un fatto realmente avvenuto, se un passaggio è frutto di una deduzione giornalistica o probatoria, se il tic di un personaggio è una caricatura oppure una imitazione. E questo "dubbio", in alcuni casi facilmente risolvibile in altri meno, sposta il film verso lidi remoti, para-televisivi, da cabaret di denuncia, facendo saltare l'impianto documentale e documentario a favore dello spettacolo della dietrologia in un girotondo che fa girare la testa.
Questa confusione richiede l'accettazione aprioristica della "bontà" degli autori, da una parte, e anche la comprensione profonda della parzialità della ricostruzione. Sembrerebbe ovvio, ma non è proprio così, per quel tanto di intenzione didattica e didascalica espressa sin dalle prime battute del film, subito dopo la boutade di Gaspare Mutolo alla prova d'esami di teologia, conversione carceraria e mai tardiva. All'inizio la Guzzanti con sguardo aperto e chiaro, rivolgendosi allo spettatore, ci dice in che cosa è consistita la trattativa. Non ha dubbi sul fatto che sia esistita o meno, altrimenti non avrebbe fatto il film, e porta una serie consistente di deduzioni, ma la verità è nelle sue mani e non si fa problemi a mischiare questo e quello, finzione e realtà, sudore e cerone, imitazione e ritratto, testimoni e attori, libretti rossi con libretti rossi...
Alla fine, ci chiediamo, che cosa è questo film? È un film di denuncia? Un film a tesi? Una docu-fiction? Un articolo di Travaglio? Uno spettacolo teatrale? Una puntata estesa di Santoro? Una serata speciale di Fazio curata dalla Dandini? È cinema? È televisione? Oppure una web-serie a puntate? Troppe domande, poche risposte. Allora eccone alcune. È utile? Dipende. È bello? Non proprio. È appassionante? A tratti. Se ne esce arricchiti o frastornati? Più la seconda. Si ride? C'è poco da ridere. Vuol far ridere? Un po' sì. È ammiccante? Certo. Parla al suo uditorio? Senza dubbio. Convincerà chi la pensa diversamente? Non tanto. Fa domande o dà risposte? È un prontuario di risposte. Avrà successo in sala? C'è da sperarlo. Perché? Perché è meglio parlare di queste cose che non. È ritmato? Si. Annoia? No. Indigna? Solo chi non s'è fatto un'idea prima. Tira colpi bassi? Domanda inutile. C'entra qualcosa con Belluscone - Una storia siciliana, il film di Maresco? Niente: quello di Maresco è cinema e parla degli italiani, questo della Guzzanti è una docu-tv-fiction e parla agli italiani. Quello di Maresco è un urlo di dolore, quello della Guzzanti è semmai un urlo di terrore, bloccato in un ghigno.

Incassi La Trattativa Stato Mafia
Primo Weekend Italia: € 176.000
Incasso Totale* Italia: € 342.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 12 ottobre 2014
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Tratto da........eventi sconoscibili.

sabato 4 ottobre 2014 di Pisiran

Possibile che debba essere il cinema, possibile che debba essere una attrice comica, dover mettersi alla regia per confezionarci gli ultimi venticinque anni di storia repubblicana, storia che purtroppo in realtà dovrebbe raccontare qualcun altro. Io penso che Sabina Guzzanti farebbe volentieri a meno di dedicarsi ad eventi che bene o male hanno tracciato la nostra vita nell'ultimo periodo, ma un pò il carattere un pò il dovere e molto perchè pochi per non dire continua »

* * * * *

L'intelligenza della memoria

lunedì 6 ottobre 2014 di Flaviomarco

L'impianto del film è su tre piani. L'utilizzo estremamente parco di documenti filmati originali li rende estremamente efficaci, come fossero frustate di realtà in faccia al pubblico. La dimensione teatrale mantiene due livelli ulteriori: dentro e fuori dalla rappresentazione. In questo modo sono possibili continui flashback nel passato, con l'espediente geniale di inquadrare un "post-it" sulla scena che specifica l'anno in cui si è svolta, ma la continua »

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Quando lo stato scese a patti (?)

giovedì 16 ottobre 2014 di mattiabertaina

La Guzzanti è tornata dietro la macchina da presa, facendo quello che le riesce meglio: puntare una luce sui lati oscuri di questa Italia. E lo fa col suo solito piglio, ammiccante, coinvolgente, documentato. “La trattativa”, presentato nella sezione “Fuori concorso” all’ultima Mostra del Cinema di Venezia con un’inevitabile ridda di polemiche, porta sullo schermo la presunta trattativa tra Stato e mafia nel periodo immediatamente successivo alla stagione continua »

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Politiche italiane, un film della consapevolezza

martedì 14 ottobre 2014 di Lorenzo.d10

Un film caotico e vivace nella forma, ma dalla chiara esposizione degli avvenimenti che descrivono lo sviluppo di attentati, richieste ed accordi. Risponde all'esigenza di informare gli italiani su quanto si tende ad ignorare riguardo gli odierni processi, che non riguardano solo gli interessati di stragi o morti per mafia. Ripercorrendo la semina di quegli anni, lo svolgersi di indagini, mancati blitz, testimoni condannati a morte (dallo Stato tanto quanto dalla mafia), confessioni, manovre continua »

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DVD | La Trattativa Stato Mafia

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 26 febbraio 2015

Cover Dvd La Trattativa Stato Mafia A partire da giovedì 26 febbraio 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La Trattativa Stato Mafia di Sabina Guzzanti con Sabina Guzzanti, Ninni Bruschetta, Maurizio Bologna, Enzo Lombardo. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet trattativa (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 6,99 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 3,00 €
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APPROFONDIMENTI | La trattativa tra ricostruzione e narrazione.

Il ruolo del cinema

sabato 4 ottobre 2014 - Roy Menarini

Il ruolo del cinema È comprensibile che La trattativa susciti perplessità. Che ci si chieda che diavolo di oggetto sia. Che tenda a dividere nettamente i sostenitori e i detrattori, secondo schieramenti forse precostituiti (salvo poi incorrere negli imprevisti, come quando l'ex procuratore Caselli si dice insultato dal film e i giornalisti del Fatto Quotidiano, vicini sia alle idee di Sabina Guzzanti sia all'attività storica di Caselli, cercano di fare da pacieri). Comprensibile anche che si accostino La trattativa e Belluscone di Maresco.

   

GALLERY | Le foto dell'ottava giornata della rassegna.

In scena la trattativa

giovedì 4 settembre 2014 - a cura della redazione

71. Mostra del Cinema, in scena La trattativa La giornata di ieri della 71. Mostra del Cinema ha visto sul red carpet Sabina Guzzanti con il suo La trattativa (Fuori concorso) e, per il Concorso, Alix Delaporte con Le dernier coup de marteau e Kaan Mujdeci con Sivas. La coppia Milla Jovovich-Ethan Hawke ha presentato invece Cymbeline di Michael Almereyda (Orizzonti). Guarda la fotogallery »

   

VIDEO | Una clip dell'ultimo film di Sabina Guzzanti.

Non è una scusa

giovedì 25 settembre 2014 - a cura della redazione

La trattativa, non è una scusa Un gruppo di lavoratori dello spettacolo, capitanatati da Sabina Guzzanti, decide di mettere in scena le vicende controverse relative alla cosiddetta "trattativa", quella che sarebbe intercorsa tra Stato e mafia all'indomani della tragica stagione delle bombe (Roma, Milano, Firenze). In un teatro di posa, dunque, un gruppo di attori ricostruisce, nei modi di una "fiction giornalistica", i passaggi fondamentali di una vicenda complessa e piena di omissis che inizia dall'uccisione di Falcone e Borsellino fino ad arrivare al processo che vede sul banco degli imputati, fianco a fianco, politici e mafiosi.

   

Una Trattativa di natura brechtiana

di Alessandra Levantesi La Stampa

Coraggiosa Sabina Guzzanti che, ispirandosi al cinema di Petri e di Rosi, parte dai documenti (intercettazioni, testimonianze di pentiti, atti processuali) - e deve averne studiati una marea - e li mette in scena assegnando ai suoi attori le varie parti in commedia, senza pretendere di fare operazione realista; anzi denunciando la natura brechtiana della ricostruzione. In questo modo la Guzzanti si assume piena responsabilità del punto di vista attraverso cui racconta l'ambiguo iter della Trattativa Stato-mafia al centro del film: e nello stesso tempo gli conferisce maggior forza di verità. »

Che pizza la maestrina Sabina

di Maurizio Acerbi Il Giornale

La chicca, purtroppo l'unica, è Nicola Mancino, allora ministro dell'interno, che confessa di non conoscere Borsellino. Per il resto il documentario della maestrina Sabina Guzzanti sulla (presunta?) trattativa Stato-mafia degli anni Novanta ondeggia tra realtà e fiction, senza aggiungere nulla di nuovo e facendo sempre prevalere il livore sullo sdegno. Che barba. Da Il Giornale, 2 ottobre 2014 »

Sabina Guzzanti e la politica tra realtà e immaginazione

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Malgrado le ambizioni e l'impegno di messa in scena è riduttivo vedere in La trattativa un film nel senso artistico e narrativo e anche di intrattenimento, e tantomeno un documentario. Perché, senza poterne mettere in dubbio l'interesse, è soprattutto un pamphlet, genere cui l'autrice non è nuova. Sui dati raccolti e sullo sguardo comico-satirico al quale Sabina Guzzanti non rinuncia mai prevale l'esposizione unilaterale di una tesi. Si tratta nientemeno della "trattativa Stato-mafia". Attraverso lo stratagemma drammaturgico di "un gruppo di lavoratori dello spettacolo" che su un palcoscenico fa vivere i "personaggi" di una vicenda sulla quale non esistono conclusioni certe, si va allo snodo dei primi anni 90 italiani per stabilire che dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino lo stragismo mafioso si è interrotto in seguito a un patto, di cui farebbe parte la controversa dinamica che portò nel '93 all'arresto di Riina. »

La Trattativa Stato Mafia | Indice

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