Romeo&Juliet

Film 2013 | Drammatico +13 118 min.

Regia di Carlo Carlei. Un film con Douglas Booth, Hailee Steinfeld, Ed Westwick, Christian Cooke, Paul Giamatti. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Gran Bretagna, Svizzera, 2013, durata 118 minuti. Uscita cinema giovedì 12 febbraio 2015 distribuito da Good Films. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,25 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Nuova versione cinematografica del dramma shakespeariano. In Italia al Box Office Romeo&Juliet ha incassato 53,4 mila euro .

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Consigliato nì!
2,25/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,00
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Una versione teneramente rispettosa, utile ad avvicinare i giovanissimi al capolavoro di Shakespeare.
Recensione di Paola Casella
martedì 12 novembre 2013
Recensione di Paola Casella
martedì 12 novembre 2013

Quanto è difficile realizzare un adattamento cinematografico del Romeo e Giulietta shakespeariano, dopo che molti ci hanno già provato, alcuni riuscendoci egregiamente? È la domanda cui cerca di rispondere Carlo Carlei con Romeo&Juliet, che già dall'uso dell'ampersand nel titolo invita al confronto con il Romeo+Juliet di Baz Luhrmann. Ed è evidente che Carlei, come Luhrman, ha voluto realizzare una versione utile a riavvicinare i giovanissimi al capolavoro di Shakespeare, ricordando loro che questa storia non solo li vede protagonisti, ma racconta l'amore adolescenziale come nessuno ha saputo fare meglio.
Il problema è che prima di Carlei sono arrivati sia il già citato Luhrman, capace di modernizzare il linguaggio seicentesco con ambientazioni postmoderne e una recitazione nervosa, sia la saga di Twilight e tutta l'estetica gotico-ormonale che ne è seguita, alla quale Carlei troppo spesso attinge. Certo, Romeo and Juliet attinge anche a molto altro: la pittura italiana, ad esempio, e la messinscena operistica, ambientata all'interno di sontuose scenografie. Sotto questo profilo, l'adattamento di Carlei è debitore di quello, egualmente oleografico, di Franco Zeffirelli, entrambi ambasciatori all'estero (poiché Romeo and Juliet è recitato in lingua inglese da un cast prevalentemente anglosassone) del buon gusto e della tradizione figurativa italiani. Nella sua impostazione classica, così come nella scelta di utilizzare le esatte parole di Shakespeare, Carlei compie una scelta filologicamente corretta e apprezzabilmente priva di eccessivi manierismi, di compiacimenti leziosi e di inutili sfoggi di bravura. Dunque la sua versione di Romeo e Giuliettaè teneramente rispettosa, sia del testo che della ricchezza iconografica del paese da cui il regista proviene.
Ma le concessioni all'estetica Twilight, visibili soprattutto nelle scene di duello e nella scelta di alcuni membri del cast (Ed Westwick e Christian Cooke, che interpretano Tebaldo e Mercuzio come fossero vulturi) risultano poco consoni alla raffinatezza del testo shakespeariano. E soprattutto, l'ennesimo adattamento di Romeo e Giulietta avrebbe bisogno di una chiave di lettura innovativa che ne giustifichi la necessità.
Le scelte di casting sono poco equilibrate: se da un lato Douglas Booth nei panni di Romeo sembra uscito da un episodio del Superman televisivo (e la sua enunciazione piatta vanifica la profondità delle parole di Shakespeare) e Hailee Steinfeld nei panni di Giulietta sembra scelta soprattutto per il suo aspetto di adolescente qualunque (secondo la stessa logica che sottendeva il casting di Kristen Stewart nella saga di Twilight), dall'altro alcuni caratteristi sopraffini come Paul Giamatti (frate Lorenzo) e Lesley Manville (la balia) ci ricordano (ahimé, anche per contrasto) di quale potenza evocativa possano avere le parole di Shakespeare.
Una nota di merito va a Kodi Smit-Mcphee nel ruolo di Benvolio: non solo il giovanissimo attore rivela una sensibilità e un talento notevoli, ma si intuisce che il punto di vista originale di Carlei avrebbe potuto passare attraverso di lui, simbolo dell'innocenza alla mercé dell'irrazionalità e dell'egoismo altrui. Ci auguriamo che Romeo&Juliet porti comunque i giovanissimi nelle sale e li convinca che Shakespeare è un autore per tutti. Ma avremmo preferito che Carlei scegliesse di dare una connotazione più precisa a questo dramma in bilico fra eros e thanatos: così com'è, resta a metà fra il fantasy e la fiaba nera, con il carico da novanta di una colonna sonora che non tace nemmeno un minuto. Come se le parole di Shakespeare non fossero abbastanza musicali.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 16 febbraio 2015
Flyanto

 Film che ripropone il celeberrimo dramma di Shakespeare "Romeo e Giulietta", presentando però alcuni piccoli adattamenti in quanto liberamente tratto dall'opera originale,  La pellicola, infatti, pur costituendo un'ennesima trasposizione cinematografica del famoso dramma, nel suo complesso è diretta e rappresentata in maniera egregia: la fedeltà [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 marzo 2014
no_data

Frasi
"Le mie labbra, come pellegrini rossi di vergogna, con un bacio correggeranno il tocco."
Una frase di Romeo (Douglas Booth)
dal film Romeo&Juliet - a cura di Mimi
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Ancora loro. S'insinua il dubbio di lucidatura patinata per teen ager tra le speranze d'amor tradite degli immortali Rorneo (Douglas Booth) e Giulietta (Hailee Stenfeld) nella nuova versione di Carlo Carlei girata nei palazzi storici di Verona e Mantova, fin troppo restaurati. Volti da set di moda, acconciature perfette, costumi al candeggio, perfino la terra delle strade fa polvere buona.

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Che strazio. Va bene l'idea di avvicinare il pubblico giovanile a Shakespeare, mantenendo una certa fedeltà al famoso testo, ma non c'era nessuno meglio di questi due cui affidare il ruolo principale dei tragici amanti? Difficile capire come possa il bambolotto «Romeo» Douglas Booth perdere la testa, al primo sguardo, per l'algida e troppo acerba «Giulietta» Hailee Steinfeld.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Le versioni della vicenda degli amanti di Verona non si contano. Se l'ultima è stata una miniserie tv appena trasmessa dalla Rai, la prima risale a cent'anni fa ed era, ovviamente, muta. Da allora, però, le trasposizioni della tragedia si sono valse con profitto delle parole di Shakespeare: dalle più tradizionali (Zeffirelli), alle più rielaborate e, per alcuni, trasgressive (Luhrmann).

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