La pelle che abito

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Un film di Pedro Almodóvar. Con Antonio Banderas, Elena Anaya, Marisa Paredes, Jan Cornet, Roberto Alamo.
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Titolo originale La piel que habito. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 120 min. - Spagna 2011. - Warner Bros Italia uscita venerdě 23 settembre 2011. - VM 14 - MYMONETRO La pelle che abito * * * - - valutazione media: 3,18 su 99 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,18/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * * - -
 pubblico * * * - -
   
   
   
La storia di un chirurgo plastico che avvia una serie di esperimenti finalizzati a creare una nuova pelle grazie ai progressi della scienza.
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primo piano
Un meccanismo, fin troppo perfetto, di eleganza e chirurgica ripetizione
Marianna Cappi     * * 1/2 - -

Il chirurgo estetico Robert Ledgard ha perso la moglie in un incidente d'auto che l'ha completamente carbonizzata. Da allora, ha messo tutto il suo impegno di scienziato per costruire una pelle sostitutiva, leggermente piů resistente di quella umana e perfettamente compatibile. Perfezionata l'invenzione, Robert ha avuto bisogno di una cavia e non ha esitato a sequestrare il ragazzo che ha tentato di stuprargli la figlia, a privarlo dell'organo piů esteso del suo corpo e ad obbligarlo a (soprav)vivere in un'altra pelle, che non gli appartiene.
Quando il film si apre su una bella ragazza con un'attillatissima tutina color carne, che fa yoga come fosse una ballerina di Pina Bausch e crea sculture ispirate a quelle di Louise Bourgeois, ci appare immediatamente chiaro dove ci troviamo: di fronte ad un Pedro Almodovar al cento per cento, tutt'altro che transgenico, piuttosto ormai manierista. Il resto del film si occuperŕ di confermare senza sosta questa prima impressione.
La scrittura, come in quasi tutti gli ultimi titoli del regista, č anche qui un meccanismo perfetto, rotondo, nel quale i dialoghi servono spesso ad alleggerire una trama ritagliata con chirurgica perizia, come fosse fatta di pezzi di un puzzle (Gli abbracci spezzati) o di lembi di pelle da far combaciare senza che si noti la cicatrice. Battute come "Mi chiamo Vera. Vera Cruz", solleticano la risata in pubblici diversi e stratificati, strizzando l'occhio tanto ad un'epoca (gli anni Cinquanta) e ad un cinema di genere fatto di continui colpi di scena, quanto, fuori dallo schermo, alla rinuncia dell'attrice feticcio di Almodovar, Penelope, che era stata pensata per il ruolo finito poi in sorte a Elena Anaya (e la mancanza della Cruz qui non si sente, poiché la sua "seconda pelle" se la cava benissimo). A livello estetico, accade esattamente la stessa cosa: dentro un impianto visivo algido ed elegante, irrompe -volutamente grottesco- un uomo vestito da tigre. Almodovar, dunque, rifŕ se stesso: insieme kitsch e affascinante, artista matur(at)o ed énfant prodige birichino. E poi telecamere nascoste, primi piani congelanti, scambi di sesso ma non di identitŕ, madri con segreti mai confessati, figli/fratelli ignari l'uno dell'altro.
Il mito di Frankenstein -espressione da sempre della paura nei confronti dei progressi della tecnologia e della scienza, e mito gotico per eccellenza-, piů che oggetto di un'indagine o di una riflessione sembra servire ad Almodovar come un semplice contenitore, un involucro funzionale e intonato nel colore, resistente e compatibile con la celebrazione di sé e del proprio gusto.

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Incassi La pelle che abito
Primo Weekend Italia: € 557.000
Incasso Totale* Italia: € 1.706.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 16 ottobre 2011
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Premi e nomination La pelle che abito

premi
nomination
Golden Globes
0
1
European Film Awards
0
2
BAFTA
1
1
* * * * -

Un film audace e sorprendente

domenica 25 settembre 2011 di Alessandra Hendrix

Inquietante,conturbante e sconcertante al tempo stesso, "La pelle che abito" si rivela un cocktail di depravazione e genialità incisivo e ben fatto,che sciocca e sorprende tra follia e perversione. Ottima la performarce di Banderas, che dopo "Atame", si ritrova ancora una volta in preda ad un autentico delirio di potere e alla pazzia più totale e incontrollata. Rapimenti,tradimenti,stupri,tragici incidenti,suicidi,inaspettati cambiamenti di sesso,amori morbosi,follia,omicidi continua »

* * * * -

Quanto č divo almodňvar a cambiar pelle.

sabato 24 settembre 2011 di Viola96

Sia maledetta la critica mondiale,troppo attaccata al passato di un autore per apprezzare anche la sua modernità.Come successo a Woody Allen,massacrato pesantemente per il discreto "Incontrerai l'uomo dei sogni",così succede al grande Almodòvar.Dopo il sottovalutatissimo "Gli abbracci spezzati",che difendemmo in pochissimi,Pedro sforna questo "La pelle che abito",interessante melodramma a tinte thriller,che cerca di riscrivere esattamente continua »

* * * * -

Almodňvar cambia solo pelle

sabato 24 settembre 2011 di Never_fear

Almodňvar non disconferma affatto il suo stile. La Piel que habito rappresenta un ben riuscito cambiamento di "genere" ma i temi sono rigidamente mantenuti: la trasformazione, l'amore in ogni sua forma, la maternitŕ deviata e distruttiva; la tenacia dei protagonisti incarcerati in ruoli che sanno incarnare-vestire alla perfezione. Anche questa volta č piů di un film, č un omaggio al cinema. Come James Steward trasforma Kim Novak in Vertigo, Robert(Banderas) plasma la sua creatura con amorevole continua »

* * - - -

Fece una palla di pelle di pollo...

sabato 10 marzo 2012 di blackredblues

Almodovar non è tra i miei registi del cuore, questo va detto. Al di là dei contenuti che veicola tramite i suoi film, non amo la sua composizione dell'immagine, non amo le sue inquadrature che trovo datate e da telefilm . Non amo le musiche che commentano le sue immagini. Premesso ciò sono stato incuriosito nel vedere il film in questione da un commento di una mia collega che mi disse una cosa tipo: "E' il film più perverso che abbia visto fin ora!" continua »

marilia
ho partorito figli pazzi, ho la pazzia nelle viscere
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Marilia (Marisa Paredes)
"Cosa non puň ottenere l'amore di un pazzo?"
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DVD | La pelle che abito

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 25 gennaio 2012

Cover Dvd La pelle che abito A partire da mercoledì 25 gennaio 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La pelle che abito di Pedro Almodóvar con Antonio Banderas, Elena Anaya, Marisa Paredes, Blanca Suárez. Distribuito da Warner Home Video. Su internet pelle che abito (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film La pelle che abito

SOUNDTRACK | La pelle che abito

La colonna sonora del film

Disponibile on line da martedì 18 ottobre 2011

Cover CD La pelle che abito A partire da martedì 18 ottobre 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film La pelle che abito del regista. Pedro Almodóvar Distribuita da WEA, il cd č composto da musiche di genere World, Latin, Etnica. Su internet il cd En mi piel (La pelle che abito) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altre colonne sonore del film. altre versioni »

Prezzo: 19,90 €
Prezzo di listino: 22,80 €
Risparmio: 2,90 €
Aquista on line la colonna sonora del film La pelle che abito

APPROFONDIMENTI | La pelle come contenitore dell'Io, nella teoria psicanalitica e nell'ultimo Almodovar.

La pelle e la pellicola

mercoledě 21 settembre 2011 - Marianna Cappi

La pelle e la pellicola Fin dove puň arrivare una persona ferita? Chi č davvero il ragno e chi la preda? E soprattutto: di cos’č fatta la nostra identitŕ? Come e quando si acquisisce? Si puň perdere del tutto? Si puň rubare? Trasferire? Questi sono gli interrogativi sollevati da "Mygale" ("Tarantola", nell’edizione italiana), il libro del francese Thierry Jonquet da cui Almodovar ha tratto La pelle che abito. Il mito dietro al film č quello dello scienziato pazzo, del dottor Frankenstein, ma iniettato di mal d'amore e di melodramma.

APPROFONDIMENTI | Il cinema autoriale contro l'industria americana e i suoi fragorosi blockbuster.

Quante sorprese sugli schermi europei!

martedě 1 febbraio 2011 - Marzia Gandolfi

Quante sorprese sugli schermi europei! Capitani coraggiosi d’America, autobot allunati, pirati oltre i confini del mare, vampiri all’ultimo atto, piranha e panda in 3D, cowboys e alieni sbarcano sul Vecchio Continente e ‘dichiarano guerra’ al cinema europeo. Quello che nel 2011 imbocca la strada squisitamente autoriale e si fa fortino difensivo contro l’industria americana e i suoi fragorosi blockbuster. A guidarlo con orgoglio e fino all’ultimo respiro sarŕ Jean-Luc Godard che con Film Socialisme, sinfonia in tre movimenti presentato a Cannes nel 2010 e prossimamente in sala, continua ad interrogarsi su ciň che avviene sullo schermo.

INTERVISTE | Il regista a Roma con Banderas ed Elena Anaya per presentare il suo nuovo film.

Nella pelle di almodóvar

mercoledě 21 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Nella pelle di Almodóvar Metti una mattina con Pedro Almodóvar. Caffč e pasticcini in terrazza, un affaccio mozzafiato su Roma, una giornata calda, pigra e clemente. Lui, il Maestro, si presenta puntuale in camicia a fantasia maculata e grandi occhiali da sole che, educatamente, si toglie per salutare la stampa. Lo seguono i suoi attori, il figliol prodigo Antonio Banderas tornato a recitare per lui dopo 20 anni, e la minuta Elena Anaya: ma gli applausi sono tutti per il regista spagnolo. In sala c’č un clima conviviale, quasi familiare, Almodóvar parla a ruota libera: «Fatemi domande in italiano, tanto lo capisco», dice.

INTERVISTE | Il regista spagnolo presenta a Cannes il suo La pelle che abito.

La coppia piů bella del mondo

giovedě 19 maggio 2011 - Ilaria Ravarino

Almodovar e Banderas, la coppia piů bella del mondo «No nazi, claro que no». A Pedro Almodovar, a Cannes due anni dopo Gli abbracci spezzati, tocca il difficile compito di restituire serenitŕ a un Festival in agitazione da 24 ore per le dichiarazioni su Hitler del collega Von Trier. Anche se in concorso ha portato un thriller, La pelle che abito, «una storia di sopravvivenza in una situazione estrema», la presenza in sala del regista spagnolo č calda e rassicurante, amabile, lontana anni luce dal protagonismo oscuro di molti dei suoi illustri colleghi.

   

FOCUS | Il quesito č pertinente. Di Pino Farinotti.

Confusione o declino?

lunedě 26 settembre 2011 - Pino Farinotti

L'ultimo Almodóvar: pausa, confusione o declino? Pedro Almodóvar ha sessant'anni. Č un momento decisivo per un artista. Meglio, puň esserlo, perché c'č artista e artista, c'č evoluzione e maturazione. Costringere il regista di Calzada de Calatrava nel quadro di qualche definizione, o nel concetto di giudizio piů o meno finale, č impossibile e anche avventuroso. Niente e nessuno riuscirŕ mai a imbrigliarlo. Tuttavia la sua "pelle che abito" –le virgolette sono il piccolo artificio a identificare la vicenda del film con quella dell'autore, meccanismo, in questo caso, naturale, visibile e legittimo- offre la sensazione di una carriera in stallo, ad essere prudenti e generosi.

   

NEWS | Partecipa al concorso e vinci la locandina del film.

Frankenstein ai tempi della chirurgia estetica

venerdě 16 settembre 2011 - Nicoletta Dose

La pelle che abito, Frankenstein ai tempi della chirurgia estetica Un esercizio di stile che aspira alla perfezione, come i corpi che cambiano, i veri protagonisti del film. Ne La pelle che abito Pedro Almodóvar abbandona il fascino per le donne in carne e ossa (e la sua attrice feticcio Penelope Cruz, sostituita da Elena Anaya) per indagare nell'intimo di identitŕ oscure. Questa volta č una pelle fittizia a (s)coprire i corpi di freaks e mutanti di oggi. Il chirurgo plastico Antonio Banderas, dopo aver perso la moglie, carbonizzata in un incidente d'auto, ricerca un modo per rendere il corpo umano impermeabile ai fattori esterni.

   

NEWS | Moretti e Sorrentino alla kermesse, De Niro presidente della giuria.

Conferme e rumors sul festival

martedě 1 marzo 2011 - Nicoletta Dose

Cannes 2011, conferme e rumors sul festival Il cinema italiano č in crisi? La domanda rimbomba, senza trovare risposta, nei dibattiti intellettuali dei maggiori critici cinematografici, nelle chiacchiere tra novelli cinefili e in ogni occasione festivaliera che si presenti. Quest'ultime, se sono a Venezia, Cannes o Berlino, garantiscono rassegne contraddistinte dal tocco d'autore, e prendervi parte č una fervida dimostrazione di vitalitŕ. Se alla Berlinale 2011 l'Italia ha presenziato solo fuori concorso, con la commedia Qualunquemente e Gianni e le donne, alla sessantaquattresima edizione del Festival di Cannes, che si terrŕ dall'11 al 22 maggio prossimi, ritorna da protagonista con alcune tra le piů interessanti proposte dell'anno.

   

BIZ

Quinto potere, errori e stranezze della critica cinematografica.

La lobby gay alla conquista del mondo?

lunedě 10 ottobre 2011 - Robert Bernocchi

"Da Almodóvar a DiCaprio - L'orgoglio gay ora fa cassetta" č il titolo decisamente allarmista di un articolo de Il Giornale a firma Cinzia Romani (che ormai sembra essersi quasi specializzata nell’argomento, visto che ne ha giŕ parlato diverse volte in forme diverse). Poco importa che il nuovo film di Almodóvar non sia andato bene in paesi come la Francia e l’Italia, rendendo un po’ complicato pensare che faccia cassetta. Inoltre, difficile trovare tutto questo orgoglio gay nella storia, tanto che bisogna spoilerare il finale senza perň spiegare come si č arrivati a una determinata situazione, ossia in maniera tutt’altro che orgogliosa. continua »

   

Quinto potere, errori e stranezze della critica cinematografica.

La pellicola che spoilero

lunedě 26 settembre 2011 - Robert Bernocchi

Sono molti a spoilerare il film di Almodovar La pelle che abito. Per esempio, Gian Luigi Rondi sul Tempo, che racconta pressoché tutto. Vincenzo Cerami su Domenica del Sole 24 ore non solo rivela l’elemento fondamentale della pellicola, ma anche l’ultima scena. La svolta della pellicola viene raccontata anche da Beatrice Bertuccioli su Nazione/Carlino/Giorno e Giacomo Vallati su l’Avvenire. Su Libero, probabilmente č Giorgio Carbone a scrivere “Il dottor Ledgard vive nell’ossessione di trovare un sistema per impiantare la pelle negli ustionati gravi. continua »

   

Almodovar hitchcockiano da Palma d’oro

di Paola Casella Europa

Forse non sarŕ il film piů bello del festival, ma finora č certamente il piů «rotondo». La piel que habito, il melodramma horror diretto da Pedro Almodovar e interpretato da Antonio Banderas e Marisa Paredes, č entrato ieri in concorso a Cannes e ha sbaragliato i pronostici, passando in pole position perché č un’opera completa sotto tutti i punti di vista: regia, sceneggiatura, recitazione, montaggio, musiche, fotografia sono tutti ad altissimo livello e cosě profondamente intersecati da non permettere di scorporare un elemento solo dagli altri. »

Un horror da ridere per il genio Almodovar

di Curzio Maltese

Un film bello, ma non necessario e indimenticabile come Tutto su mia madre o Parla con lei. Un´opera da ammirare come il perfetto esercizio di stile di un maestro e il grande ritorno a casa di Antonio Banderas, ma senza tuffarsi nelle emozioni di Volver. E´ un Almodovar minore quello de La pelle in cui vivo, il che significa sempre maggiore a molto altro. E´ un film di genere o forse sarebbe piů giusto dire transgenico, una specie di thriller estremo o di horror comico. Si ride molto, moltissimo, ma forse anche quando l´autore non l´aveva previsto. »

Dalla parte di Pedro

di Alberto Crespi L'Unitŕ

Non piace a tutti, il nuovo Almodovar. Molti, a Cannes dove era in concorso, l’hanno stroncato. Forse il regista spagnolo ha «esagerato», mescolando due generi al fulmicotone come horror e melodramma con allusioni ai miti di Tiresia, di Prometeo, di Frankenstein… troppi film per un critico, o per uno spettatore, solo? Noi, ve lo diciamo subito, siamo dalla parte di Pedro. La pelle che abito non avrŕ la perfezione narrativa di Tutto su mia madre o la forza emotiva di Volver, ma non č un semplice «divertissement» di genere. »

Quel thriller metaforico di un Almodovar minore

di Valerio Caprara Il Mattino

Ci sarebbero gli estremi per la solita disfida: cinéfili alla ricerca del pelo (di genialitŕ) nell’uovo e spettatori intimiditi e/o interdetti. Volendo essere epigrafici si puň solo parlare, perň, di un film sbagliato del grande Almodovar. Il quale dissemina, certo, segnali, indizi, riferimenti, raccordi di altissimo pregio nel thriller metamorfico «La pelle che abito», ma il puzzle costruito sulle plateali sfortune e le conseguenti ossessioni del chirurgo plastico Banderas appare congelato nei momenti incandescenti e bruciato in quelli stranianti; con l’imbarazzante risultato di trovare una (involontaria?) misura solo nei soprassalti di forsennato grottesco. »

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